venerdì 26 giugno 2009

Il dio delle piccole cose


Autrice: Arundhati Roy
Titolo originale: The God of small things

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Il dio delle piccole cose ha indubbiamente un linguaggio innovativo ed accattivante, ed è ottimamente costruito, tuttavia a me non è piaciuto granché.

Le ripetizioni mi hanno dato fastidio, così come quel presagire di continuo un'imminente disgrazia... quest'ultimo punto, soprattutto, non mi ha permesso di godermi a dovere un libro interessante, che permette di conoscere la quotidianità di un paese così lontano, in cui ogni personaggio è vivo e palpitante, capace di emozionare, far arrabbiare e intenerire.

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Giudizio personale: 2/5

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Quarta di copertina: India, fine anni Sessanta: le vicende di una famiglia si intrecciano con una storia d'amore che entra in conflitto con le convenzioni. In un Paese dove esistono ancora gli intoccabili e le leggi non scritte continuano a governare il destino di una donna, una vicenda d'amore socialmente inaccettabile diventa luogo di una tragedia, punto d'incrocio di molte e contrastanti aspirazioni, specchio di una verità che riguarda tutti.

"Questo libro non assomiglia a nessun altro, a cominciare dalla lingua... è magistralmente costruito: un'architettura di piccoli eventi, cose ordinarie, frammentate e poi rimesse insieme, impregnate di significati nuovi..." L'ESPRESSO

"Un grande affresco dai colori preziosi, antichi, appassionati e dolenti" IL MANIFESTO

sabato 30 maggio 2009

Seta - Citazioni

"Pioveva la sua vita, davanti ai suoi occhi, spettacolo quieto".

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"Nel buio, era un nulla amarla e non amare lei".

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"E' uno strano dolore. [...] Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai".

domenica 24 maggio 2009

La tredicesima storia

Autrice: Diane Setterfield
Titolo originale: The thirteenth tale

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La tredicesima storia è forse il primo libro che io abbia comprato anche a causa della sua copertina.
E' stato come un richiamo, a cui ho cercato di restare indifferente per un pò, ma che poi mi ha visto capitolare.
Per fortuna.

Perchè La tredicesima storia è uno di quei romanzi a cui non fai in tempo a mettere il segnalibro, che leggi in metro, alla fermata dell'autobus, in ogni minuto libero della giornata.
Sarà ché è ambientato nelle campagne dello Yorkshire, o perché la protagonista adora i libri -bellissimi, a questo proposito, i primi capitoli -, o perché mi piacciono le storie che includono varie generazioni, ma La tredicesima storia mi ha proprio conquistata.
Da leggere.

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Quarta di copertina: Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall'oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare...
La tredicesima storia dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l'una nell'altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

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Giudizio personale: 5/5

sabato 25 aprile 2009

Epipsychidion - Citazioni

" Ella, o Straniero, mi incontrò sull'aspra via
della vita e mi attirò verso una dolce Morte..."

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"Se dividi il piacere o l'amore o il pensiero
ogni singola parte eccede l'intero..."

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" la sua voce mi giunse nei deserti
dai boschi bisbiglianti, e su dalle fontane
[...] e dalla pioggia
[...] e da ogni suono, ogni silenzio..."

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"...quell'orribile
Tempesta che soffoca il passato
coi frantumi del presente..."

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" Ma nulla, nè prece nè verso, potè dissipare la notte
che si chiuse su di lei..."

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"All'intenso, al profondo, all'immortale,
a ciò ch'è me, non mio, da questo istante
sarai congiunta..."

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"C'è un sentiero, sul suolo turchino del mare"

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"...il lido ciottoloso trema
e brilla come in estasi ai baci del mare
vivi e lievi - entrambi, mare e lido, possedendo
e posseduti [...]
[...] e l'uno dall'altro,
fino a che amare e vivere siano una cosa sola".

Figlia del silenzio

Autrice: Kim Edwards
Titolo originale: The memory keeper's daughter

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Chi non si è mai chiesto: "Come sarebbero andate le cose se avessi agito diversamente?", o "Cosa sarebbe successo se non avessi fatto proprio quella scelta?"...
ebbene, è proprio questo il tema principale di Figlia del silenzio, il ritratto di una bugia, di una scelta, o forse, della scelta di una bugia, che condiziona la vita non solo di chi quella scelta ha compiuto, ma di tutte le persone che gravitano attorno al suo mondo.
E' un libro che ci spinge a riflettere su quanti bivi ci siano nella nostra vita, e sull'impossibilità di tornare indietro, una volta imboccato un sentiero.

Capace di emozionare, Figlia del silenzio ci introduce nel mondo dei ragazzi affetti dalla sindrome di Down, senza moralismi, senza alcuna traccia di paternalismo, ma parlandoci delle sue difficoltà, delle sue gioie semplici e della sua dolcezza.
Un libro che si lascia leggere volentieri, che ci insegna a non giudicare, che ci fa riflettere sul fatto che a volte anche le azioni che ci sembrano peggiori, possono essere dettate dalla disperazione, dalla solitudine, dal dolore, e anche, sì, dall'amore.

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Giudizio personale: 4\5

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Quarta di copertina: Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l'ospedale e suo marito David decide di far nascere il bambino con l'aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah partorisce due gemelli: il maschio, nato per primo, è perfettamente sano, ma i tratti del viso della bambina rivelano immediatamente la sindrome di Down. Travolto dalla disperazione, David affida la piccola a Caroline, ordinandole di rinchiuderla in un istituto. A Norah, sedata dall'anestesia durante il parto, dice che la bambina è morta. Ma Caroline non può abbandonare la piccola Phoebe. Con un coraggio che non credeva di avere, fugge in un'altra città, determinata a prendersi cura della bambina e a conservare un segreto che solo lei e David conoscono. Un segreto che nel tempo si farà sempre più insopportabile e, come una piovra, allungherà i suoi tentacoli sulla vita di David e della sua famiglia: lui, ossessionato dal senso di colpa, ma incapace di affrontare la realtà, Norah, inconsolabile per la figlia che crede morta, e Paul, il fratellino di Phoebe, che cresce in una casa piena di dolore. Intanto Caroline vivrà con gioia l'inaspettata maternità ma dovrà affrontare anche molte difficoltà: Phoebe è vivace e sensibile ma i suoi problemi e i pregiudizi che la circondano costringeranno Caroline a combattere una dura battaglia contro il mondo. Fino al giorno in cui i destini delle due famiglie torneranno a incrociarsi.

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Da Figlia del silenzio è stato tratto un film campione d'ascolti negli Stati Uniti; ecco qui di seguito il trailer:



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Aggiornamento - 2017

Sono passati anni prima che riuscissi finalmente a guardare il film tratto da Figlia del silenzio... che purtroppo si è rivelato una mediocre trasposizione per la tv.


La storia è davvero molto aderente al romanzo, anche se non ricordavo che Caroline provasse dei sentimenti nei confronti del dottor Henry -elemento, secondo me, non necessario, e la cui assenza avrebbe reso ancor più significativo il gesto della donna -.

Per quanto riguarda gli interpreti, non vi sono nomi famosi, anche se Dermot Mulroney è volto noto del piccolo schermo.

Curioso come il film si divida esattamente a metà se consideriamo le interpretazioni degli attori: bravissime Emily Watson e Krystal Hope Nausbaum, nei ruoli, rispettivamente di Caroline e Phoebe, che illuminano la scena; molto meno bravi Gretchen Mol (Norah), e lo stesso Mulroney (David), le cui parrucche utilizzate allo scopo di invecchiarlo sono veramente imbarazzanti.

Pessima la colonna sonora, eccezion fatta per il tema di Paul.

domenica 12 aprile 2009

Memorie di una Geisha - Citazioni


"... i sogni possono essere tanto pericolosi: covano sotto la cenere come un fuoco e a volte ci consumano completamente."

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" Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte ad esso siamo impotenti. E' come una finestra che si apra di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre un po' meno finché non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto."

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"... spogliata di tutto ciò che lui mi aveva preso, eppure ricolma di tutto ciò che mi aveva dato."

domenica 15 febbraio 2009

Orgoglio e preveggenza


Autrice: Carrie Bebris
Titolo originale: Pride and Prescience Or, a truth universally acknowledged

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Non sono mai stata incline a leggere libri i cui personaggi fossero tratti da altre storie, o telefilm; nemmeno le fan-fiction mi hanno mai attirato molto; tuttavia ho amato così tanto Orgoglio e pregiudizio e i suoi personaggi, che quando mi sono ritrovata tra le mani questo suo "sequel", ed ho letto le ottime recensioni sul retro (d'altronde, come avrebbero potuto essere cattive...), non ho saputo resistere.

All'inizio la lettura è stata gradevole; tutto sommato i personaggi erano tratteggiati abbastanza bene; mi è piaciuto soprattutto Mr Collins, anche se la sua è stata una fugace apparizione.

Ad un certo punto, però, la storia ha cominciato a presentare dei risvolti gotici che non mi sono piaciuti per niente... della Austen non rimaneva nulla...
confesso di aver sperato fino alla fine in una spiegazione razionale degli eventi, ma purtroppo non sono stata esaudita. Non ho per niente mandato giù la ridicola questione degli "anelli gemelli" e dei loro poteri, e il "dono" di Elizabeth.

Non si può dire che sia scritto male, o che risulti noioso, ma come fan di Jane Austen, è innegabile che sia stata delusa...

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Giudizio personale: 2/5

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Quarta di copertina: "E' cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie". Ed è una verità a cui non si sottrae Mr. Frederick Parrish, ricco e affascinante gentiluomo americano, che sta per convolare a nozze con Caroline Bingley.
Un'atmosfera di festa avvolge i fidanzati e il matrimonio pare suggellare la promessa di una vita serena e felice. Ma presto la gioia si incrina e la coppia è turbata da una serie di strani episodi: fenomeni di sonnambulismo, cavalli imbizzarriti senza una ragione, uno spaventoso incendio e misteriosi incidenti.
Qualcuno sta perseguitandi i Parrish, ma la pericolosità della situazione pare sfuggire a tutti. A tutti tranne a Elizabeth e Darcy, amici della giovane donna e anch'essi sposi novelli, che mettono da parte i progetti per la luna di miele per aiutare Caroline.
Un innamorato respinto?
Un socio d'affari tradito?
Un parente invidioso?
O un eccentrico seguace del paranormale?
Chi si cela dietro questa trama sinistra che sembra trascinare Caroline come un gorgo verseo la follia?
Primo di una serie di "mystery romantici" dedicati a una delle coppie letterarie più amate di sempre, "Orgoglio e preveggenza" ci introduce a due nuovi investigatori: Elizabeth e Darcy, gli indimenticabili protagonisti di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen.
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Combinando magistralmente atmosfere settecentesche e suggestioni gotiche, Carrie Bebris ci regala un romanzo di grande piacevolezza, che rende un intelligente omaggio allo stile austeniano e i cui personaggi si muovono all'interno di una società elegante e regolata da rigide convenzioni, facendoci rivivere la magia e le emozioni dei romanzi della grande scrittrice inglese.