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martedì 12 ottobre 2021

Le sette morti di Evelyn Hardcastle (audiolibro)


Autore: Stuart Turton

Lingua: italiano

Titolo originale: The seven deaths of Evelyn Hardcastle

Genere: mystery / fantasy

Prima pubblicazione: ottobre 2019

Voce narrante: Alessandro Castellucci


Aiden si sveglia ogni mattina a Blackheath House, per vivere lo stesso giorno, ma in corpi diversi. Il suo scopo è scoprire l'assassino di Evelyn Hardcastle, e liberarsi finalmente del gioco macabro nel quale sembra intrappolato. Non conserva nessun ricordo della sua vera identità o della sua vita precedente, ma di una cosa è certo: farà di tutto per salvare anche Anna  - chiunque lei sia -, anche se, a quanto pare, le regole del gioco non permettono che ci siano due vincitori...

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è uno di quei romanzi, come L'uomo che voleva uccidermi, di cui, credo, la lettura del cartaceo risulterebbe più soddisfacente rispetto all'ascolto dell'audiolibro.
La storia è troppo lunga, spesso troppo tortuosa, e qualche volta durante l'ascolto mi sono distratta; i nomi degli innumerevoli personaggi e le distinzioni tra questi si ricorderebbero meglio leggendoli, piuttosto che ascoltandoli (mi è capitato più volte, soprattutto verso la fine, di confondere due degli invitati a Blackheath o di pensare erroneamente che fossero la stessa persona).

Di certo l'idea alla base della trama è geniale, in buone mani ne verrebbe fuori un film interessante.
Lo stile è tra i migliori in cui mi sia mai imbattuta, chiaro, ricco, mai ridondante.
L'ambientazione della storia è intrigante: Blackheat è stata una dimora splendida, lussuosa, ma in seguito ad un luttuoso avvenimento è stata lasciata alla decadenza e alla rovina. Il suo risveglio avviene grazie ad una festa, a cui i proprietari hanno invitato, oltre a qualche nuova conoscenza, tutti gli amici che si trovavano in quello stesso luogo nel giorno della tragedia.
Gli uomini nel cui corpo Aiden si trova a vivere uno degli otto giorni previsti dal gioco - prima del default e di un nuovo inizio -, sono tutti diversi per caratteristiche fisiche e soprattutto psicologiche, ed è interessante che il protagonista non possa fare a meno di assimilarne qualcuna, a volte risultando svantaggiato da una mole troppo possente o da un carattere troppo irascibile, altre approfittando di una mente particolarmente acuta o di un occhio piuttosto attento. 

L'indagine per scoprire l'assassino di Evelyn riserva più di una sorpresa, eppure alla fine ho trovato noiosa e banale la scena in cui il personaggio colpevole spiega per filo e per segno cosa è accaduto e perché, così come la sua personalità, ovvero quel misto di malvagità e pazzia già visto e rivisto innumerevoli volte.
L'entrata in scena di Lacrima d'argento, l'accenno ai superiori, il motivo del gioco, hanno tutti contribuito a rendere meno affascinante la trama, a cui avrebbe invece giovato che alcuni aspetti fossero rimasti vaghi e in cui il motivo della presenza di Annabel a Bleackheat mi è parso un improvviso e spiacevole ritorno alla realtà, così stridente con l'ambientazione e il tempo in cui sembrano vivere gli invitati alla festa.

Ho apprezzato il tema del perdono, delle seconde possibilità, e il fatto che chi siamo non è da ascrivere alle situazioni in cui veniamo a trovarci, ma alle nostre scelte e alla volontà di non cedere alla parte peggiore di noi.

La voce narrante: ottima. Alessandro Castellucci non solo legge in modo encomiabile, ma riesce a dare ad ogni personaggio una intonazione diversa, tanto che quasi sempre - ed è una vera fortuna, in una storia con così tanti attori - si può capire chi di loro stia parlando.

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La copertina: interessante, ha contribuito a rendermi curiosa rispetto al contenuto del romanzo. Bello il colore dominante e il disegno simile ad un pop-up con diversi personaggi, che fa pensare a un gioco di ruolo, nocciolo, anche se in una versione "particolare", dell'intera storia.

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Trama: Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

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Rating: 3,5/5
Voce narrante: 5/5

domenica 15 agosto 2021

L'uomo che voleva uccidermi (audiolibro)



Autore: Yoshida Shūichi

Lingua: italiano

Titolo originale: 悪人

Genere: mystery / slice of life

Prima pubblicazione: aprile 2007

Voce narrante: Erika Urban



La giovane Ishibashi Yoshino è stata uccisa.
Il suo corpo è stato ritrovato al valico di Mitsuse, e da allora le indagini hanno scavato nella sua vita, fornendo alla stampa una quantità di informazioni tale, da fare della ragazza una vittima non solo di omicidio, ma della crudeltà dell'opinione pubblica.
Indagando nella sua sfera privata e in quella dei due giovani sospettati dell'assassinio, l'autore ci dimostra che non sempre le cose sono ciò che sembrano, tuttavia spesso, nel giudicare, gli esseri umani non possono accettare la scala di grigi, ma solo il bianco e il nero...

L'uomo che voleva uccidermi è un audiolibro lungo 11 ore e 49 minuti, ma che mi è parso lunghissimo - mentre scopro che in realtà il formato cartaceo consta di poco più di 300 pagine... -, e che verso la fine ho ascoltato a velocità aumentata perché terminasse in fretta.

Benché l'assassinio della giovane Yoshino sia l'evento che dà il via al romanzo, esso non è il fulcro della storia, che è piuttosto uno slice of life, uno spaccato di vita, in cui entriamo nelle giornate dei personaggi coinvolti, per un motivo o l'altro, nella vicenda.
E tutti loro hanno delle vite miserabili e infelici, caratterizzate dalla solitudine e dall'incomunicabilità.
Per questo motivo il romanzo ha prosciugato le mie energie; alla fine mi sentivo spossata, senza speranze.

Tutte le vicende sono in qualche modo tristi, ma quella che più mi ha colpito è stata quella della nonna che viene così subdolamente frodata e poi trattata con violenza nonostante la sua età e le sue condizioni, anche se il suo personaggio è stato l'unico, alla fine, a creare una crepa nell'universo pessimista e negativo del romanzo. L'acquisto di quella sciarpa, e il suo significato, è stato davvero un raggio di sole, di cui si aveva bisogno.  


Notevoli alcuni aspetti della trama, come la prontezza dell'opinione pubblica nello scagliarsi contro una ragazza che è stata uccisa, o il chiaro concetto che coloro che risultano innocenti possono albergare l'anima di un mostro, ancora peggiore di quella di chi commette crimini.
Ed è triste pensare a come sarebbe stata diversa l'esistenza dell'assassino, a quanta felicità avrebbe potuto avere nella sua vita, se solo un incontro non fosse avvenuto, o un altro si fosse verificato prima.
Ancora più triste la concezione che la giovane - influenzabile - Mitsuyo finisce per avere di lui, e che conserverà per tutta la vita.

La storia, visto il genere, non presenta grandi colpi di scena, eccetto due plot twist che cercano di confondere il lettore riguardo all'identità dell'assassino.

Per una volta, bello il titolo scelto per l'edizione italiana, il cui senso si comprende solo alla fine della storia.

  • Nel 2010 dal romanzo è stato tratto un film dal titolo Villain.

La voce narrante: purtroppo non mi è piaciuta. L'ho trovata irritante, e il fatto che la lettrice pronunciasse nel modo sbagliato i nomi giapponesi ha contribuito a peggiorare l'esperienza di ascolto.

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La copertina: bella. Mi piace la scelta dei colori e il fatto che il riflesso della ragazza non corrisponda a ciò che dovremmo vedere, in linea con il carattere del romanzo.

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Trama: In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata. Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l’uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari? La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall’incapacità di amare.

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Rating: 3/5
Voce narrante: 2/5

lunedì 5 aprile 2021

Equivoci e bugie


Autrice: Joanna Cannon

Lingua: italiano

Titolo originale: The trouble with goats and sheep

Genere: mystery \ romanzo

Prima pubblicazione: maggio 2016



Inghilterra, 1976. Mrs Creasy è scomparsa. 
Le piccole Grace e Tilly, di dieci anni, prendono alla lettera le parole del vicario: "Se in una comunità esiste Dio, non si perde nessuno". Comincia così il loro "viaggio" nelle case del quartiere alla ricerca del Signore, nell'ingenua convinzione di poter, in tal modo, far tornare a casa la vicina scomparsa. Davanti ai loro occhi inconsapevoli, durante una torrida estate, si svelano segreti e bugie che da anni tengono uniti gli abitanti del quartiere, e che si portano ancora dietro il loro strascico di ingiustizie...

Equivoci e bugie è stato il primo romanzo del mio 2021, un libro grazie al quale è venuta a crearsi qualche altra crepa in quel book-slump che sembrava ormai inespugnabile da anni.

Lo stile mi è piaciuto molto, eccetto forse durante i primi capitoli, nei quali l'autrice indugia troppo in similitudini e metafore.

La storia è interessante, un mystery in piena regola, che intreccia le vite degli abitanti di un quartiere e che corre su due binari temporali, il 1976, ovvero il presente delle due piccole protagoniste, e il 1967, anno in cui accaddero gli avvenimenti culminati poi con la scomparsa di Mrs Creasy.

È sbalorditivo come la scrittrice sia riuscita a creare personaggi così variegati e veri. Ognuno dei vicini di Grace e Tilly ha una propria personalità e caratteristiche peculiari, tanto che, pur dimenticando un nome qui e lì, non si fa fatica a riconoscerli e distinguerli gli uni dagli altri, né a credere che abbiano vissuto un'intera vita prima della sparizione di Mrs Creasy, e che continueranno a vivere dopo la fine del romanzo.
Tutti loro incarnano perfettamente l'idea di perbenismo: sono persone "ammodo", proteggono i bambini, si aiutano, eppure i loro pregiudizi, le loro convinzioni, la mentalità chiusa, li portano a macchiarsi di azioni orribili, dinanzi alle quali spesso riescono semplicemente a scrollare le spalle.


Più volte mi hanno fatto quasi tenerezza, qualcuno per il dolore di una perdita, qualcun altro per la sua vita miserevole o squallida, eppure non ho potuto simpatizzare con nessuno, se non con l'uomo la cui vita è stata sconvolta da una caccia alle streghe che non aveva contemplato ripensamenti o pietà, e che aveva avuto come unico scopo quello di trovare un capro espiatorio ed emarginare definitivamente il "diverso".

Mi è piaciuta molto la descrizione di queste persone, annegate, quasi inconsapevolmente, nell'ipocrisia e nel conformismo, che non si perdono una funzione in chiesa, ma che non aspettano altro che finisca per spettegolare, che credono che il loro quartiere sia stato benedetto da un miracolo, e si preoccupano di chi debba sedere più vicino all'immagine sacra apparsa sul muro, che danno il benvenuto a una famiglia straniera, ma non riescono a celare il razzismo.

E poi, in questa foresta di adulti dai comportamenti spesso inesplicabili, ci sono loro, Grace e Tilly. L'una, che ha una gran fretta di crescere e già rischia di diventare come i "grandi" che la circondano; l'altra, più riflessiva e schiacciata dal peso di una salute cagionevole.
L'estate del 1976 sarà significativa anche per loro, che impareranno il valore dell'amicizia e, si spera, a guardare il mondo in maniera diversa rispetto agli adulti della loro vita.

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La copertina: l'illustrazione in sé mi piace molto, ma non si avvicina all'idea che mi ero fatta delle ragazzine e del quartiere, né trasmette la sensazione di caldo torrido così importante ai fini della storia.

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Trama: Una piccola cittadina inglese, un lunedì mattina nell’afosa estate del 1976: Mrs Creasy del civico 8 è scomparsa. I vicini sembrano attribuire questo fatto al caldo insolito, ma Grace, dieci anni, e la sua amica del cuore Tilly non la pensano allo stesso modo. Ispirate da una predica del vicario della parrocchia locale, le ragazzine decidono di investigare, sicure del fatto che se il nostro cuore ci permette di trovare Dio, anche Mrs Creasy può essere trovata e ricondotta a casa con il loro aiuto. E così, mentre la temperatura si impenna e l’asfalto si scioglie, Grace e Tilly vanno di porta in porta alla ricerca di qualche indizio. Quello che scoprono è una incredibile rete di menzogne e segreti legati a un fatto accaduto tempo prima. E intanto che cercano di raccapezzarsi in quel che hanno visto e sentito, viene alla luce una storia ben più grande di loro...

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Rating: 5/5

giovedì 28 febbraio 2019

Corpi senza volto


Autrice: Tess Gerritsen

Lingua: italiano

Titolo originale: The sinner

Genere: mystery / crime

Prima pubblicazione: 2003





Ero abbastanza curiosa di leggere uno dei romanzi di Tess Gerritsen, essendo incappata in alcune scene della serie TV Rizzoli & Isles, ispirata proprio alla serie della scrittrice americana.

In questo volume, la detective Jane Rizzoli e la patologa Maura Isles si ritrovano ad indagare sull'omicidio di due suore, nonché sul mistero di un cadavere reso irriconoscibile. I due casi, a prima vista non correlati, si riveleranno poi strettamente connessi non solo tra loro, ma ad una realtà ben più terribile.
Sul fronte personale, Maura dovrà fare i conti con i sentimenti suscitati in lei dal ritorno dell'ex-marito, mentre Jane dovrà decidere come affrontare un evento inaspettato...

Ammetto di non essere una grande estimatrice dei romanzi gialli, e probabilmente anche per questa
ragione non ho trovato la storia molto avvincente. Ho apprezzato la descrizione della vita claustrale e quel timido sbocciare di sentimenti tra Maura e padre Brophy, ravvisabile anche nelle poche righe dedicate alle loro interazioni.


Pensavo che avrei trovato interessanti gli elementi orizzontali della storia, ovvero le vicende private delle due protagoniste, ma anche su questo fronte devo purtroppo ammettere di essermi annoiata. Non sono riuscita a sentirmi interessata. E l'amicizia tra le due, a quanto pare vero perno della serie TV, sembra, almeno per il momento, appena abbozzata.

Riguardo allo stile, non mi è piaciuto. Amo molto le metafore, ma mi sembra che l'autrice ne faccia un uso eccessivo, appesantendo ulteriormente la narrazione.
La storia è sicuramente ben congegnata, ma credo proprio che questo sarà la mia prima e unica incursione nel mondo di Rizzoli & Isles.

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La copertina: mi piace la scelta del blu come colore predominante. L'immagine della donna mi fa pensare a Maura; per il resto, l'immagine non è molto pertinente al contenuto.

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Quarta di copertina: Boston, pochi giorni a Natale. La città è imbiancata dalla neve, serrata dal gelo in attesa delle festività. Maura Isles, patologa della polizia metropolitana soprannominata la «Regina dei Morti», viene convocata dal detective Jane Rizzoli a ora tarda, nella cappella del convento di Nostra Signora della Divina Luce. A terra giacciono due corpi massacrati: la novizia Camille e l'anziana suor Ursula. Per la giovane non c'è nulla da fare, ma sorella Ursula viene trasportata d'urgenza in ospedale. Forse, se riprende conoscenza, potrà fornire qualche indizio... Jane Rizzoli sta per scendere di nuovo all'inferno, sulle tracce di un feroce assassino.

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Giudizio personale: 3/5

sabato 9 febbraio 2019

Elizabeth è scomparsa


Autrice: Emma Healey

Lingua: italiano

Titolo originale: Elizabeth is missing

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 2014




Maud è una donna che ha visto oramai più di ottanta primavere, e che sta sprofondando nel terribile baratro della demenza senile.
La sua vita è fatta di post-it su cui annotare fatti che troppo facilmente sfuggono alla memoria, di tè preparati e mai bevuti che si freddano in ogni angolo della casa, di pane tostato ripetutamente mangiato e dimenticato.
Una sola cosa è certa, per lei: c'è qualcosa che deve assolutamente ricordare, qualcosa che i suoi post-it continuano a ricordarle, ovvero che la sua cara amica Elizabeth è scomparsa.

Con la caparbietà di un segugio e la disperazione che nasce dal sentirsi sola e abbandonata nella sua ricerca, Maud si mette di continuo sulle tracce dell'altra donna, dimenticando ogni volta il motivo delle sue uscite, e notando particolari importanti a cui però non riesce ad aggrapparsi.

La scomparsa di Elizabeth le riporta alla mente l'altra grande perdita della sua vita, quella della sorella Sukey, sparita improvvisamente nel 1946 e mai più ritrovata.
Eppure, nell'altalenante memoria di Maud, sembrano esserci davvero tutti gli indizi per risolvere entrambi i casi. Se solo lei riuscisse a ricordare...

Elizabeth è scomparsa è un romanzo che mi ha spezzato il cuore. O, meglio, mi ha spezzato il cuore il modo in cui la storia è raccontata. Gli eventi ci vengono infatti narrati dalla stessa Maud, che continua a dimenticare, meravigliarsi, disperarsi e dimenticare ancora...

Tanto di cappello all'autrice che ha saputo così egregiamente calarsi in una mente tanto provata dalla demenza, e rendere il personaggio di Maud credibile e realistico.
Sono però stata sollevata dal fatto che il racconto degli eventi svoltisi nel passato sia più lineare: ciò alleggerisce il racconto, che altrimenti sarebbe risultato troppo pesante da sopportare, sia emotivamente che a causa dello stile.
Mi ha fatto molta tristezza partecipare al declino di questa donna, soprattutto tenuto conto del fatto che la sua è una orribile patologia da cui nessuno può dichiarasi immune a priori. Ma ho sentito anche molta tenerezza e calore per i sentimenti che legano le due anziane donne, che hanno trovato l'una nell'altra il sostegno e l'affetto nella solitudine della terza età.

Molto interessante la parte del racconto ambientata durante l'adolescenza di Maud, un bello spaccato sulla vita quotidiana del secondo dopoguerra.

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La copertina: mi piace lo sfondo e la cornice che racchiude titolo e nome dell'autrice, ma non capisco il senso della foto delle bimbe, che sembrano due gemelle - mentre tra Maud e la sorella scomparsa vi doveva essere una differenza di età di almeno cinque anni -, e della chiave, che non ha nessun ruolo nella storia (a meno che non ci si riferisca alla chiave che apre la porta della malconcia memoria di Maud, ma sarebbe una spiegazione troppo tirata per i capelli).

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Seconda di copertina: "Elizabeth è scomparsa!" è scritto sui fogli che Maud si ritrova nelle tasche, appiccicati al frigo, vicino al telefono, e per di più scritti a mano con la sua grafia. Maud sta diventando un po' smemorata e la sua presa sulla realtà a volte vacilla. Continua a comprare barattoli su barattoli di pesche sciroppate quando ne ha la dispensa piena, si dimentica di bere le tazze di tè che ha appena preparato, e scrive un sacco di appunti per ricordare a se stessa le cose. 
Non si dimentica però della sua amica Elizabeth, scomparsa e probabilmente in pericolo. Ma nessuno sembra darle retta, non sua figlia, non le infermiere che vengono a prendersi cura di lei, non i poliziotti, e nemmeno Peter, l'egoista figlio di Elizabeth. Maud è sospettosa, non ha la minima fiducia nelle loro rassicurazioni ed è determinata a scoprire cosa è successo. Ancora non sa che le sue smemorate ricerche stanno per condurla indietro di cinquant'anni, nell'Inghilterra dell'immediato dopoguerra, alla sua infanzia e a un mistero irrisolto che aleggia come un fantasma sulla sua famiglia: la scomparsa dell'adorata sorella maggiore Sukey. E se il mistero della scomparsa di Sukey contenesse la chiave per ritrovare Elizabeth? 
Emma Healey, con un talento impressionante in un'autrice esordiente, intreccia il potere ambiguo dei nostri ricordi con la forza dei sentimenti, in un puzzle misterioso dove i tasselli vengono mescolati di continuo fino all'ultima pagina. E anche se Maud è sempre sul punto di scordare un dettaglio essenziale e la verità sembra sfuggirle per un soffio, voi, statene certi, non vi dimenticherete di lei.

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Giudizio personale: 4/5