domenica 19 gennaio 2014

Il portale delle tenebre

Autore: George R.R. Martin
Titolo originale: A storm of swords - Book three of a Song of Ice and Fire
Volume: 7 di 12 de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco"

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[attenzione: SPOILER]

Settimo nella discutibile divisione della Mondadori, Il portale delle tenebre chiude in realtà il Terzo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Anche questa volta un matrimonio, e anche questa volta una morte: Joffrey e Margaery uniscono le loro vite - e le loro case -, ma al banchetto di nozze il re ragazzino viene avvelenato da una coppa di vino (solo io avevo sospettato il pasticcio di piccione, magari destinato in realtà a Tyrion?), in una scena che, seppur notevole, non eguaglia però quella delle ormai famose "nozze rosse".
Dell'assassinio viene icolpato Tyrion, a cui sono riservate, come al solito, le battute più ironiche e divertenti. Sansa, dal canto suo, creduta complice del marito, passa dalla cosiddetta padella alla cosiddetta brace: fidatasi di Ser Dontos, che le aveva promesso di portarla via da Approdo del Re, la ragazza si ritrova ben presto nelle mani di Ditocorto e della sua nuova sposa Lysa Arryn, che medita di farle sposare il cugino malaticcio Robert. Ma l'attrazione di Petyr verso la figlia del suo primo amore Catelyn fa precipitare le cose - e non solo quelle -. Dopo un'attenta spiegazione di cosa accadde realmente in passato tre le due sorelle Tully e Bealish - nonché su chi abbia davvero provocato la morte di Jon Arryn -, infatti, accade ciò che davvero non mi aspettavo: lady Lysa viene spinta giù dalla Porta della Luna proprio dal suo adorato marito, ed un altro personaggio lascia il palcoscenico delle Cronache.

Ad Approdo del Re, Tyrion cerca di dimostrare la sua innocenza per singolar tenzone, presentando come suo campione Oberyn Martell, la "vipera Rossa", nonché fratello della principessa Elia di Dorne. Ed il combattimento tra questi e Gregor Clegane, che mi aspettavo noioso, è stato una delle scene più belle del libro, dall'esito per niente - purtroppo - scontato.

E le sorprese che riserva il volume non finiscono qui: saputa l'amarissima verità sulla sua prima moglie, Tyrion si vendica, seppur in modi diversi, nei confronti del duro padre e del fratello Jaime. Jaime che viene allontanato sia da Tywin che dall'adorata sorella/amante Cersei quando si rifiuta di diventare una marionetta nelle loro mani, e che continua ad acquistare punti, salvando ancora una volta Brienne e tentando di mantenere, almeno in parte, la promessa fatta a lady Catelyn.

Sul fronte Daenerys, mi ha sorpreso invece l'allontanamento di Ser Jorah; davvero non riesco ad immaginare l'una senza l'altro.

Alla Barriera - tasto spesso dolente, per me - assistiamo ad un bel combattimento e leggiamo di uno Jon finalmente interessante, ma l'arrivo di Ser Allister Thorne, con il suo carico di prevedibilissime conseguenze, rischia davvero di rovinare le cose. Mi ha lasciato alquanto perplessa, invece, ritrovare all'estremo Nord l'esercito di Stannis Baratheon. Prima o poi la Donna Rossa riuscirà a mandarlo anche su Marte, e non dovremo sorprenderci!
Ho trovato interessante la proposta che l'uomo fa a Jon, e per un attimo ho sperato che il ragazzo accettasse. Mi chiedo cosa accadrà quando saranno rese note le ultime volontà di Robb.

Il romanzo si conclude con quello che dal mio punto di vista è uno dei più grandi colpi di scena mai verificatisi nelle Cronache (nonché uno dei pochi che sia riuscita a non spoilerarmi): il ritorno nel mondo dei vivi - o qualcosa del genere - di lady Catelyn Stark, decisissima a vendicare suo figlio e a ritrovare Arya. Mi chiedo a cosa sia dovuto il "prodigio", e se il sogno da lupo della piccola Stark c'entri qualcosa.
E, naturalmente, a fare da contorno a questi eventi maggiori, non mancano gli intrighi - interessante il rapporto Tyrell-Martell -, le rivelazioni - davvero avevo sperato che il mandante dell'omicidio di Bran fosse Robert, magari spinto dal pigro desiderio di lasciare intatto lo status quo, anche se probabilmente la cosa non sarebbe stata in linea con il personaggio - e le battaglie, grandi e piccole, quelle delle spade e quelle, molto spesso più pericolose e difficili, dell'anima.

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Quarta di copertina: Mentre l'inverno incombe sui Sette Regni, la "guerra dei Cinque re" pare giunta alla sua conclusione, con il Trono di Spade saldamente in mano al giovanissimo e demente re Joffrey.
Il suo matrimonio con la splendida Margaery, che suggellerà l'alleanza tra i Lannister di Castel Granito e i Tyrell di Alto Giardino, è ormai prossimo. Ma su di lui pende l'oscura maledizione gettata sugli usurpatori da Stannis Baratheon. E numerosi sono i nemici da cui deve guardarsi, come la Madre dei Draghi Daenerys Targaryen. Intanto, nelle segrete della Fortezza Rossa, Tyrion Lannister, il Folletto, è costretto a discolparsi da un'accusa infamante che può portarlo al patibolo, mentre nell'estremo nord del reame Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno, si trova a difendere la Barriera da una nuova e più micidiale minaccia: l'assalto finale che il mastodontico esercito di Mance Rayder, il re oltre la Barriera, scatena contro il Castello Nero, ultima piazzaforte dei Guardiani della notte. Forse, la guerra per il potere supremo è ancora tutta la giocare.

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Giudizio personale: 4/5

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Qui le citazioni dal romanzo

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Per l'adattamento televisivo, si è scelto di dedicare la terza stagione di Game of Thrones alla prima metà di Storm of swords, e la quarta alla seconda metà.


Probabilmente a causa della diluizione degli eventi, questa terza stagione mi è piaciuta meno delle due precedenti (con un picco negativo rappresentato secondo me dalla 3x06), e vi ho trovato molte scene a mio avviso inutili e messe lì come riempitivo (vedi Meera e Osha accanto al fuoco che litigano per chi, tra le due, sappia scuoiare meglio un coniglio).


Gli eventi raccontati in questa stagione sono quindi il "passaggio" di Jon dalla parte dei bruti, la sua storia con Ygritte e la scalata della barriera, il viaggio di Jaime e Brienne fino all'arrivo ad Approdo del Re, quello di Daenerys nelle città schiaviste dell'est, il matrimonio tra Tyrion e Sansa, e, naturalmente, le ormai famose Nozze Rosse.


Riguardo a quest'ultimo evento, ammetto di aver invidiato i non lettori (o, almeno, chi era riuscito a stare lontano dagli spoiler), per i quali le scene finali de Le piogge di Castamere devono essere state davvero molto forti ed emozionanti. Io le ho guardate con l'animo di chi "deve togliersi un dente", ed in un primo tempo ho sottovalutato il loro impatto emotivo. Impatto che pure, a ben pensarci, è stato fortissimo, sin da quelle prime coltellate a Talisa che proprio non mi aspettavo.


All'interno di questa stagione vi è poi inserita anche la vicenda, assente sia ne I fiumi della guerra che ne Il portale delle tenebre, della tortura di Theon, a cui secondo me è stato dedicato troppo minutaggio.
Naturalmente vi sono state delle differenze tra il romanzo e la serie tv, alcune di poco conto, come Sansa e poi Cersei promesse a Loras Tyrell piuttosto che a Willas, o Gendry "prescelto" quale vittima sacrificale dalla donna rossa in luogo di un inesistente Edric Storm; altre mi sono piaciute un po' meno, mi riferisco in particolare a ser Barristan Selmy, che svela subito la propria identità a Daenerys - cosa che, secondo me, ha tolto tutta la sorpresa che si poteva avere leggendo il romanzo -, o Shae innamorata di Tyrion - spero proprio che al processo non lo tradirà "per gelosia" -.


Tra i nuovi personaggi, ho trovato splendida lady Olenna Tyrell - divertentissimi i suoi duetti con Varys - ed adorabile la piccola Shireen Baratheon.

Di seguito, una scena per ogni episodio:

episodi 1 a 3

episodio 4 (probabilmente la mia scena preferita)

episodi 5 a 7

episodi 8 a 10

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La quarta stagione, che opera qualche incursione anche nel volume successivo, raccontando, ad esempio, del viaggio di Bran alla ricerca del corvo con tre occhi, è sicuramente migliore della terza.


Gli eventi che si rincorrono sono numerosi, a cominciare dalle nozze di Joffrey, di cui mi è piaciuta molto l' "organizzazione" e i colori, ma un po' meno la resa della morte del re (probabilmente perché parte della soddisfazione immancabilmente sfuma dopo la lettura del romanzo, che, naturalmente, elimina anche tutto il fattore sorpresa).


Riguardo Jaime e Cersei, non starò qui a parlare della tanto chiacchierata scena tra i gemelli nel tempio (probabilmente ne sono stufi tutti), secondo me realizzata malissimo e peggiorata dalle dichiarazioni successive.
Rimanendo in "casa Lannister", molto bello il processo a Tyrion (e molto bravo Peter Dinklage), mentre mi ha deluso la scena che aspettavo più di tutte, ovvero l'assassinio di Tywin, che non mi ha, ahimé, regalato alcuna emozione.


Interessante invece il percorso di Sansa; le scene a Nido dell'Aquila sono state secondo me tra le migliori, adoro la folle Lysa e le macchinazioni di Ditocorto.
Niente di nuovo - o quasi - sul fronte Arya, anche se è da segnalare la risata di rassegnazione/disperazione alla notizia della recentissima morte della zia, e la bella scena sulla nave che chiude l'intera stagione.
Stagione che ha saputo rendere finalmente interessanti  Bran e soprattutto Jon. Bello, a questo proposito, l'episodio L'ultima notte dei ribelli, ed anche il nono, di solito dedicato agli eventi di maggior impatto emotivo (vedi Le piogge di Castamere), e questa volta incentrato completamente sulla battaglia alla Barriera tra i Guardiani della Notte e il popolo libero. Mi sono piaciuti i giganti e il mammuth, le variazioni rispetto al testo, ed in particolare la falce, di grande impatto visivo. Commoventi quanto basta le dipartite di Pyp e Grenn.


Piuttosto ripetitive le scene con Daenerys, ma per me è sempre un piacere vederla liberare schiavi ed essere osannata dalla popolazione.
Riuscitissimo il personaggio di Oberyn Martell, la vipera rossa di Dorne, secondo me anche migliore del suo corrispettivo cartaceo. Quasi temevo la visione del nono episodio, che credevo contenesse lo scontro con la Montagna, mostrato invece nell'ottava puntata. Da brivido i minuti finali.
Molto belli i confronti tra i personaggi - come sempre in GoT - quali quelli in cella tra Tyrion e Jaime, Pod o Bronn.
Le variazioni - sempre più numerose - rispetto ai romanzi non mi sono dispiaciute, ma, anzi, mi hanno incuriosito, anche se alcune mi hanno lasciata un po' perplessa, come la scena dell'incontro tra Brienne e Arya e il Mastino. Sembra infatti alquanto improbabile che né la vergine di Tarth né Pod odano le urla di Sandor Clegane e possano, così, ritrovare la piccola Stark.
Grande assente, lady Stoneheart, la rediviva Catelyn, la cui entrata in scena pare non sia scontata, vista la piega che è stata data agli eventi.
Personalmente, non so se esserne dispiaciuta o meno, dato che per il momento la donna - o quel che ne resta - pare solo uno sterile strumento di morte.
Chi vivrà vedrà.

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Volumi precedenti:
Il Trono di Spade
Il Grande Inverno
Il Regno dei Lupi
La regina dei Draghi
Tempesta di Spade
I Fiumi della Guerra

lunedì 30 dicembre 2013

First Impressions

Autrice: Alexa Adams
Sottotitolo: A tale of less Pride & Prejudice

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[attenzione: SPOILER]

Probabilmente, chiunque abbia letto Orgoglio e Pregiudizio si è chiesto almeno una volta come sarebbero andate le cose se Collins si fosse proposto a Mary, o se Lydia non fosse mai scappata con Wickham...

A questa e ad altre domande risponde First Impressions di Alexa Adams, con il risultato che... non succede nulla. 
Tutto fila molto, troppo liscio, non c'è tensione, non c'è pathos, nulla che spinga a continuare la lettura (ho impiegato tantissimo tempo per finire il libro).

La prima variation rispetto al romanzo originale, si ha a Meryton, quando Darcy non pronuncia la famosissima frase: "E' tollerabile, ma non abbastanza bella da tentarmi". 
L'uomo, infatti, resosi conto che Elizabeth ha ascoltato Bingley che lo esortava a danzare con lei, da gentiluomo qual è, la invita a ballare, e ne è subito attratto.
Così, l'eroe più famoso di Jane Austen, non si oppone alla relazione tra il suo migliore amico e Jane, fa tranquillamente la corte ad Elizabeth, avverte il signor Bennet del pericolo rappresentato da Wickham.

Mi sarei aspettata un po' di tensione almeno quando Darcy si reca a Rosings per mettere in chiaro che non sposerà Anne, e invece non succede niente; ho sperato in un po' di movimento durante la visita di Lady Catherine a Elizabeth, e non accade nulla (anzi, Lizzy alla cara zia piace!!!).

Uniche note di colore, Caroline Bingley che scappa con l'affascinante Wickham (senza creare, d'altronde, troppo scalpore), e la signora Bennet immersa nell'organizzazione di ben tre matrimoni. 

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Trama: In Pride and Prejudice, Fitzwilliam Darcy begins his relationship with Elizabeth Bennet with the words: "She is tolerable, but not handsome enough to tempt me; I am in no humour at present togive consequence to young ladies who are slighted by other men." What would have happened if Mr. Darcy had never spoken so disdainfully? First Impressions explores how the events of Jane Austen's beloved novel would have transpired if Darcy and Elizabeth had danced together at the Meryton Assembly. Jane and Bingley's relationship blossoms unimpeded, Mary makes a most fortunate match, and Lydia never sets a foot in Brighton. Austen's witty style is authentically invoked in this playful romp from Longbourn to Pemberley.

In Orgoglio e Pregiudizio, Fitzwilliam Darcy comincia la sua relazione con Elizabeth con le parole: " E' tollerabile, ma non abbastanza bella da tentarmi; non sono dell'umore giusto al momento per prendere in considerazione giovani donne lasciate in disparte da altri uomini." Cosa sarebbe accaduto se Mr Darcy non avesse mai parlato in modo così sprezzante? First Impressions esplora come sarebbero andate le cose nell'amato romanzo di Jane Austen se Darcy ed Elizabeth avessero danzato insieme al ballo di Meryton. La relazione tra Jane e Bingley fiorisce senza impedimenti, Mary fa un fortunato matrimonio, e Lydia non mette mai piede a Brighton. L'arguto stile della Austen è autenticamente evocato in questa giocosa commedia da Longbourn a Pemberley.

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Giudizio personale: 3/5

sabato 28 dicembre 2013

Vampire Knight - Volumi 1 a 6

Autrice: Hino Matsuri
Titolo originale: Vanpaia Naito

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Il binomio collegio/vampiri non fa proprio per me, per questo ancora non mi spiego perché fossi attratta da Vampire Knight
Probabilmente mi ero fatta affascinare dalle copertine, chissà.

Il fatto è, che non riesco a condividere le critiche entusiastiche presenti un po' dovunque nel web.
Mi è piaciuta la nuova mitologia vampirica, molto ben costruita, con una "scala gerarchica" che va dal Livello A, a cui appartengono i Sangue puro, al Livello E, in cui si ritrovano i vampiri ormai degradatisi a bestie assetate di sangue.
Non mi convince invece la premessa: va bene la questione delle pacifica convivenza, ma perché mettere nello stesso istituto, seppur in classi separate, degli adolescenti umani e dei vampiri centenari, quindi con un grado di maturità totalmente diverso? E perché dare la responsabilità di "Guardiani" a due ragazzini?

Il Volume 1 non mi è piaciuto granché, mentre nel Volume 2 la mitologia si arricchisce e diventa più consistente e convincente, ed è da segnalare il gesto di Yuuki verso Zero e la reazione di Kaname.
Le tavole sono belle, anche se i personaggi possono apparire eccessivamente "allungati". Interessante anche i personaggi di Zero e Maria Kurenai e le prime scene tra questi, ed è un buon colpo di scena [SPOILER] la comparsa del fratello di Zero.

Gli altri volumi mi hanno lasciata pressoché indifferente, e spesso la lettura mi ha annoiata.
La storia è diventata di nuovo interessante nel Volume 6, con la ricerca di notizie sul passato di Yuuki e i ricordi su quello di Kaname, e il personaggio di Shiri.
E' stato l'unico volume che potrebbe spingermi a continuare la lettura, proprio quando avevo deciso di abbandonare definitivamente il manga.

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Trama:

Volume 1 - Nel collegio Cross, è in atto una segreta convivenza tra studenti umani e vampiri. Yuki, la protagonista, assieme all'enigmatico Zero ha l'incarico di assicurarsi che questa convivenza sia pacifica, sorretta dal desiderio che, in un futuro, uomini e vampiri possano davvero vivere insieme senza combattere. Questa sua convinzione è dettata anche dai forti sentimenti che prova per il nobile Kaname, il capo carismatico dei vampiri del collegio Cross, che un tempo le salvò la vita... Il tutto arricchito e impreziosito dai disegni dell'autrice, che conferiscono alla storia un fascino e una sensualità assolutamente unici.

Volume 2 - Per quattro anni Zero ha lottato per reprimere l’istinto del vampiro che stava emergendo in lui, poi non è più riuscito a soffocare la sete di sangue e ha morso Yuki. Quest’ultima, più che dal morso, è rimasta sconvolta all’idea che Zero abbia sopportato in silenzio le sofferenze della trasformazione in vampiro, senza condividere il suo segreto con lei. E adesso cosa succederà? Il loro rapporto potrà mai tornare quello di prima? Yuki lo spera, ma non sa che c’è qualcosa che Zero non le ha detto a proposito del destino che lo attende...

Volume 3 - Zero è consapevole del destino che lo attende: ora che è diventato un vampiro, le sue facoltà mentali subiranno una lenta erosione, fino a farlo giungere alla pazzia. Anche Yuki sa che è solo questione di tempo prima dell’inevitabile, ma non può fare a meno di pensare che esista un modo per salvare Zero. Nel frattempo, un flashback rievoca il passato di Zero, Yuki e Kaname, il vampiro per cui Yuki nutre una segreta ammirazione. E nel collegio Cross giunge una nuova studentessa, misteriosa e forse anche pericolosa...

Volume 4 - Un intreccio irresistibile di sentimenti, sangue, disperazione, mistero e il tratto sensuale dell’autrice Matsuri Hino rendono questo manga un vero must per tutti gli appassionati di storie sui vampiri. In questo volume, Zero si troverà faccia a faccia con il mostro che ha sconvolto la sua vita, e Yuki prenderà una coraggiosa ma avventata decisione...

Volume 5 - Quinto appuntamento con il manga di Matsuri Hino, che ci trasporta nel pericoloso e affascinante mondo dei vampiri. Il destino di Zero, il vincolo sanguinoso che lo lega a colei che l’ha reso un vampiro, la comparsa di Ichiru e ora l’attacco di Kaname a Shizuka… Quali sono le reali intenzioni di Kaname? E cosa succederà adesso che qualcuno è morto all’interno del collegio Cross?

Volume 6 - I sentimenti di Zero, i sentimenti di Yuki, i sentimenti di Kaname. Ogni cosa si mescola, lentamente, tingendosi del colore del sangue. Kaname fa a Yuki una proposta che lei non avrebbe mai immaginato di ricevere, e alla quale ora non può fare a meno di pensare. Di Matsuri Hino.

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Giudizio personale:
Volume 1 - 2/5
Volume 2 - 3/5
Volume 3 - 2/5
Volume 4 - 4/5
Volume 5 - 2/5
Volume 6 - 4/5

sabato 21 dicembre 2013

Persuade me

Autrice: Juliet Archer

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[ attenzione: qualche piccolo SPOILER]

Ho amato tantissimo questo libro.
Persuasione è il mio romanzo preferito, e per questo sarebbe stato facile trovare una sua rilettura in chiave moderna, qual è Persuade me, mal costruita, di cattivo gusto, o semplicemente brutta.
Invece il lavoro della Archer mi ha catturata da subito, e se solo fosse stato in italiano, l'avrei divorato in un giorno!

Mi è piaciuta moltissimo la moderna Anna, ventottenne, lettrice di russo all'Università. E' una donna gentile, delicata, resa fragile dal rimorso per aver lasciato andare l'amore della sua vita, e dal senso di colpa che le viene dall'infelice matrimonio della sorella Mona (il corrispettivo della Mary austeniana). La scrittrice, infatti, amplia il background della protagonista, attribuendole una breve relazione con Charles Musgrove, terminata la quale, l'uomo, consolatosi tra le braccia di Mona, si è ritrovato padre e marito di una donna molto diversa da quella di cui, anche a distanza di molti anni, è ancora innamorato.

Il Capitano è invece Rick Wentworth, un biologo marino da un decennio in Australia, autore di un trattato, divenuto best-seller, dall'ambiguo titolo di Sex in the sea. Si tratta di un uomo colmo di risentimento e rancore, che vuole ferire ed umiliare Anna quando la crede legata a Charles, ma che impazzisce di gelosia nei confronti del cugino Elliott, e non può dimenticare ciò che è successo dieci anni prima.

Forse ciò che mi è piaciuto meno è stato proprio il quasi continuo ricorrere ai ricordi dei due protagonisti, ma i pregi del libro superano di gran lunga questo "difetto".
La storia fa male quando deve far male, emoziona, c'è una continua tensione, e non riuscivo più a smettere di leggere pur sapendo perfettamente cosa sarebbe successo (tutti gli eventi di Persuasione sono traslati in Persuade me). 
Ho rallentato parecchio solo a poche pagine dalla fine, perché non volevo che il romanzo finisse, ma l'Epilogo si sofferma per lo più sugli altri Elliott, piuttosto che su Anna e Rick.

Bellissime tutte le scene con i due protagonisti, che ho trovato in particolare molto teneri quando, entrambi, mettono gli stessi abiti indossati a teatro perché pensano che all'altro/a siano piaciuti.

Leggera variazione rispetto alla storia originale, è il periodo di tempo che ha visto separati i due, aumentato da otto a dieci anni. Mi sarei aspettata invece una sua diminuzione, dati i nostri tempi, e la scelta dell'autrice è stata una bella sorpresa, in cui ho visto speranza e fiducia nell'amore vero.

Molto interessante anche l'attualizzazione di Mrs Smith, qui amica sincera e affittuaria (un po' ficcanaso) di Anna, allegra e simpatica, ma al contempo anche molto triste, a causa della permanente invalidità del marito.

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Trama:  When do you let your heart rule your head?

When it comes to love, Anna Elliot is stuck in the past. No one can compare to Rick Wentworth, the man she gave up ten years ago at the insistence of her disapproving family. What if she’s missed her only chance for real happiness?

Since Anna broke his heart, Rick has moved on – or so he thinks. Out in Australia, he’s worked hard to build a successful career – and a solid wall around his feelings.

The words 'forgive and forget' aren't in Rick's vocabulary. The word ‘regret’ is definitely in Anna’s. So, when they meet again on his book tour of England, it’s an opportunity for closure.

But memories intrude – the pure sensuality of what they once shared, the pain of parting … And she has to deal with another man from her past, while his celebrity status makes him the focus of unwanted attention.

With Anna’s image-obsessed family still ready to interfere and Rick poised to return to Australia, can she persuade him to risk his heart again?

This contemporary re-telling of Jane Austen's last completed novel is the second book in Juliet Archer's Darcy & Friends series, offering fresh insights into the hearts and minds of Austen's irresistible heroes.



Quand' è che lasci che il tuo cuore domini la tua testa?

Quando si tratta di amore, Anna Elliott è bloccata nel passato. Nessuno può essere paragonabile a Rick Wentworth, l'uomo a cui lei rinunciò dieci anni fa sotto insistenza della disapprovazione della sua famiglia.
E se avesse perso la sua unica chance di vera felicità?

Da quando Anna gli ha spezzato il cuore, Rick ha voltato pagina - o, almeno, così pensa lui. Lontano in Australia, ha lavorato duramente per costruire una carriera di successo - ed un solido muro intorno ai suoi sentimenti.

Le parole " perdonare e dimenticare" non sono nel suo vocabolario. La parola "rimorso" è senz'altro in quello di Anna. Così, quando i due si incontrano di nuovo per il book tour di lui, è un'opportunità per chiudere.

Ma i ricordi si intromettono - la pura sensualità di quello che condivisero una volta, il dolore della separazione... E lei deve avere a che fare con un altro uomo dal suo passato, mentre lo status di celebrità di lui lo rende oggetto di attenzioni non volute.

Con la famiglia di Anna ossessionata dall'apparenza ancora pronta ad interferire e Rick pronto a tornare in Australia, può lei persuaderlo a mettere di nuovo in pericolo il suo cuore?

Questo retelling contemporaneo dell'ultimo romanzo completo di Jane Austen è il secondo libro della serie Darcy & Friends di Juliet Archer, che offre un fresco insight nei cuori e nelle menti degli irresistibili eroi della Austen.

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Giudizio personale: 5/5

sabato 30 novembre 2013

Cronache del Mondo Emerso III - Citazioni

" Se non ci si sente sperduti, non si può trovare la via. "

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" Il mondo dove aveva la ventura di vivere non era perfetto, e neppure lui lo era, soprattutto ora. Eppure c'era sempre qualcosa o qualcuno che aveva bisogno di essere salvato, che non meritava di scomparire. "

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" L'amore non è né piccolo né egoistico. "

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" Qualsiasi cosa ci spinga a vivere, per il solo fatto che ci dà uno scopo, non può essere insignificante. "

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" Stasera anch'io, per la prima volta, sento la morte al mio fianco e ho scoperto che in fin dei conti questa maledetta vita mi piace, mi piace proprio. "

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" ... a quell'urlo il cuore dei nemici, per la prima volta, tremò."

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Qui la scheda del libro


domenica 24 novembre 2013

Elisabetta

Storia: Riyoko Ikeda
Disegni: Erika Miyamoto
Titolo originale: Elisabetta

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Sono passati molti anni da quando ho guardato il film Elizabeth con Cate Blanchett a cui questo manga si ispira, eppure alcune scene -soprattutto quelle tra la futura regina e la sorella Maria o il favorito Robert Dudley- mi hanno richiamato chiaramente alla mente la pellicola del 1998.

La trama è piuttosto semplificata, qualche volta non storicamente accurata, ma si tratta pur sempre di un manga, e vi sono varie pagine di interessanti Note che chiariscono i fatti, nonché una Cronologia che va dall'ascesa al trono di Enrico VIII alla morte di Elisabetta I.

L tavole sono molto belle, ma gli sfondi sono spesso bianchi; ciò che mi è piaciuto meno è stato il modo di rendere Mary Tudor, personaggio storico complesso e sfaccettato, qui abbastanza monodimensionale e provvisto di sguardo torvo e lentiggini sul naso, vero e proprio "simbolo" di cattiveria in ogni cartone animato giapponese degli anni '80.

Non posso dire che la lettura sia stata scorrevole o interessante, mi aspettavo di più.

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Giudizio personale: 2-3/5

sabato 9 novembre 2013

I fiumi della guerra

Autore: George R.R. Martin
Titolo originale: A storm of swords - Book three of a Song of Ice and Fire
Volume: 6 di 12 de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco"

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[attenzione: SPOILER]

I fiumi della guerra è denso di avvenimenti. Anzi, densissimo.

Il romanzo si apre con le nozze di Sansa e Tyrion, ed ho provato pena e tenerezza per entrambi per motivi diversi. Benché mi facciano rabbrividire i matrimoni di bambine, inclusi quelli fictional, credo che alla fine tutto si risolverà per il meglio. Sarebbe prevedibile, è vero, ma è anche quello che mi auguro per i personaggi.

Le vicende di Jon Snow cominciano noiose come al solito (preferisco gli intrighi di Approdo del Re e le battaglie, ai bruti che scalano la Barriera), ma finalmente ad un certo punto il bastardo di Grande Inverno ci regala un po' d'azione. E anche Ygritte si riscatta, e chiude in modo degno - e anche commovente - questo sesto volume.
Non dimentichiamo il quasi-incontro tra Jon e Bran, che fa da contraltare a quello altrettanto, ahimè, impossibile, tra Arya e la sua mamma.

Non ho trovato le avventure della piccola Stark - con quella che sembra la compagnia di Robin Hood nella foresta di Sherwood - molto interessanti, e nemmeno la sua sorte ora che è rimasta da sola con il Mastino mi incuriosisce.

Jaime Lannister si sta invece sempre più rivelando un personaggio migliore di quanto credessi; piuttosto che sbandierare i propri principi, è a questi leale secondo una sua personalissima - e spesso comprensibile, se non condivisibile - visione del mondo. La sua devozione verso Cersei è ammirabile, e il fatto che sia saltato in un'arena, senza una mano e senz'armi per difendere Brienne da un orso, gli ha fatto guadagnare migliaia di punti. Sono curiosa di leggere come sarà accolto dalla famiglia ora che è mutilato, come reagirà il padre nel vedere questo figlio ai suoi occhi divenuto probabilmente "inutile", e se Cersei lo accoglierà di nuovo nel suo cuore - e nel suo letto - adesso che il gemello/amante non è più fisicamente perfetto. Potrebbe venirne fuori qualcosa di veramente interessante.

Come ricco di spunti può essere il fatto che Jon sia divenuto legalmente l'erede di Grande Inverno. Prevedo altre battaglie e spargimenti di sangue nel lungo periodo.
Parlare del Nord mi porta al tasto dolente, ovvero la morte di Robb e Catelyn. Purtroppo - o per fortuna - mi ero accidentalmente spoilerata riguardo all'avvenimento. Dico "per fortuna" perché, pur non essendo una sorpresa, la cosa mi ha davvero turbata per giorni. Catelyn non è mai stata la mia preferita, ed ultimamente era diventata noiosa, ma cominciavo ad apprezzare sul serio Robb, e facevo il tifo per lui nella guerra per il Trono di spade. Quello che più mi ha colpito è stato il modo ignobile in cui i due sono stati uccisi, la trappola riprovevole in cui sono stati fatti cadere. Ho davvero sperato che prima di morire Catelyn riuscisse a fare un favore al mondo intero e ammazzasse quello scellerato laido di Walder Frey.

Ora però mi aspetto che la maledizione di Stannis colpisca anche Joffrey, pur se una parte di me si chiede cosa ci farebbe poi divertire, una volta eliminato dalla circolazione quel pazzoiode biondo. Che però in questo volume mi sorprende, nominando per la prima volta "suo padre" Robert, e mostrando il suo vero volto al nonno Lannister, che forse per la prima volta si rende conto di quanto il nipote sia una mina vagante.

Quasi assente la mia amata Cersei (ecco, a questo proposito non so se preoccuparmi, o se incolpare la versione "umanizzata" della serie tv), sempre più impotente di fronte ad un figlio non più disposto ad ascoltarla, ed un padre che non esita a zittirla in malo modo.

Un solo capitolo è dedicato a Daenerys, ma si tratta di uno dei più belli. E' da pelle d'oca la scena in cui viene acclamata come "madre" dalla folla.
E i draghi, animali fantastici che non ho mai gradito, cominciano a starmi simpatici.

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[attenzione: SPOILER]

Quarta di copertina: Un autunno di brutali tempeste flagella città distrutte e campi devastati. Nelle terre dei fiumi, nella pericolosa regione delle paludi, ovunque nei Sette Regni dilaga la "Guerra dei Cinque Re". Robb Stark, il giovane re del Nord, pianifica un assalto per riconquistare la terra che è sempre stata della sua stirpe, mentre sua sorella Arya lotta ferocemente per la sopravvivenza. A molte leghe di distanza, invece, Jaime Lannister è costretto a fare i conti con l'atroce mutilazione inflittagli dalla barbarica compagnia di ventura dei Guitti Sanguinari. Nuovi intrighi, nuovi inganni e nuove turpitudini vengono tessuti all'ombra della Fortezza Rossa, mentre nell'estremo nord il colossale esercito del popolo libero cala inesorabilmente verso la mastodontica Barriera di ghiaccio. Gli indeboliti, dilaniati Guardiani della notte sanno che i loro giorni potrebbero essere contati. Spetterà a Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno, ergersi per una disperata, eroica, ultima difesa.

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Giudizio personale: 5/5

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Volumi precedenti:
Il Trono di Spade
Il Grande Inverno
Il Regno dei Lupi
La regina dei Draghi
Tempesta di Spade