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domenica 1 agosto 2021

The family across the street


Autrice: Nicole Trope

Lingua: inglese

Sottotitolo: The most perfect families can hide the most terrible secrets...

Genere: romanzo / mystery / thriller psicologico

Prima pubblicazione: agosto 2021



È una torrida mattina d'estate.
La casa dei West ha qualcosa di strano: le finestre sono ancora chiuse e i bambini non sono usciti per andare a scuola, né si sentono le loro voci. Lo pensa l'anziana vicina Galdys, e lo pensa Logan, che avrebbe dovuto consegnare un pacco, e il cui tono della padrona di casa non smette di preoccuparlo.

Ma chi crederebbe all'impicciona del quartiere e a un ex-galeotto tatuato?
Intanto, per Katherine e i suoi gemellini va in scena un incubo...

Come nei romanzi precedenti, anche in The family across the street Nicole Trope affronta una delle situazioni più terribili in cui ci si possa trovare, e di cui purtroppo ascoltiamo di tanto in tanto le tristi conseguenze al telegiornale: quella dell'uomo che prende in ostaggio la donna che dovrebbe amare, ma a cui vuol farla pagare perché non si sente da lei amato, o non amato abbastanza, o perché non accetta che il loro rapporto sia finito.
È quanto accade a Katherine e ai suoi figli di cinque anni, una mattina che avrebbe dovuto essere routinaria come le altre, mentre i vicini sono rintanati in casa per proteggersi dalle elevatissime temperature.

Quando ho scelto di leggere il romanzo, fuorviata in questo senso anche dalla trama, pensavo che la storia avrebbe raccontato i vari eventi culminanti, poi, nella tragedia finale.
Invece tutti i capitoli, eccetto gli ultimi, rappresentano un'istantanea di ciò che sta accadendo nella bella casa dei West. Sin dall'inizio siamo catapultati nell'azione, sappiamo che qualcuno è in pericolo, che qualcun altro ha una pistola.
L'autrice, con la bravura di sempre, riesce a creare un background per ogni personaggio, anche per la giovane mamma che si chiede cosa stia succedendo e che non ha alcun ruolo negli eventi, diluendo così all'estremo la risoluzione della storia.

E questo fa in modo che The family across the street risulti molto angosciante, tanto che spesso non sono riuscita a leggere più di un capitolo in un intero giorno. Volevo che l'agonia di quella donna e di quei bimbi finisse, ma allo stesso tempo non volevo ritrovarmi ancora in quell'incubo.


Ho trovato interessante quanto fossero simili il passato di Logan e quello dell'uomo che minaccia Katherine e i bambini, e quanto invece sia diverso il presente dei due, con l'uno che ha combattuto e combatte ogni giorno per riuscire a vivere una vita serena e normale, e l'altro che invece sceglie di mettere fine a tutto con un'arma da fuoco.
Ed è molto realistico e fa arrabbiare quanto Logan sia a priori (mal) giudicato a causa degli innumerevoli tatuaggi che ricoprono il suo corpo, e come debba temere di essere scambiato per colpevole, quando cerca di chiedere aiuto per Katherine.

Un colpo da maestro il plot twist finale, che non mi aspettavo e che fa riconsiderare tutta la storia.


" The idea that our relationship is over is not something I can accept. I didn't accept it."

" if I cannot have the life I wanted, then no one gets to have a life."

" It isn't my fault that we're here. "

" I couldn't stand the idea of her not loving me anymore "

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La copertina: non la trovo adatta. Avevo immaginato diversamente la casa in base alle descrizioni, e il fatto che sembri notte non correla con la storia, che prende le mosse al mattino.

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Trama: Sometimes, the most perfect families are hiding the most terrible secrets. How well do you know the people next door…?

Everybody wants to live on Hogarth Street, the pretty, tree-lined avenue with its white houses. The new family, The Wests, are a perfect fit. Katherine and Josh seem so in love and their gorgeous five-year-old twins race screeching around their beautiful emerald-green lawn.

But soon people start to notice: why don’t they join backyard barbecues? Why do they brush away offers to babysit? Why, when you knock at the door, do they shut you out, rather than inviting you in?

Every family has secrets, and on the hottest day of the year, the truth is about to come out. As a tragedy unfolds behind closed doors, the dawn chorus is split by the wail of sirens. And one by one the families who tried so hard to welcome the Wests begin to realise: Hogarth Street will never be the same again.

A completely gripping, twist-packed psychological thriller, perfect for fans of Liane Moriarty, Sally Hepworth and Lisa Jewell.

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Rating: 4/5

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Della stessa autrice:

domenica 18 aprile 2021

Germs up close


Autrice: Sara Levine

Lingua: inglese

Genere: scienze

Prima pubblicazione: aprile 2021



Germs up close è un simpatico libricino di poche decine di pagine, che si propone di renderci più familiari batteri, protozoi, funghi e virus, quelli che, comunemente, sono chiamati germi.

Il volume è molto colorato, e le foto sono bellissime.
Ad ogni germe è dedicata una pagina che ne contiene l'immagine ed una breve ma esauriente descrizione. In particolare, ne viene indicata la pronuncia del nome, l'apparenza microscopica, l'habitat, le malattie di cui è causa ed altre eventuali informazioni utili.

Non si tratta certo di un volume professionale, ma soddisfacente per una lettura veloce, ed adatto ad ogni età.


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La copertina: simpatica e stuzzicante grazie alla scelta dei colori.

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Descrizione: Have you ever seen a germ up close? Really, really close? Award-winning science writer Sara Levine introduces readers to a variety of viruses, bacteria, protozoa, and fungi that can make people sick—including SARS-CoV-2, E. coli, and ringworm. Micrographs and illustrations show extremely close-up views of the germs that are at once incredible and a little gross.

The book concludes with tips for staying healthy as well as information about the immune system, vaccines, and medicines. It gives readers accessible, up-to-date scientific information presented in a way that emphasizes curiosity rather than fear.

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Rating: 4/5

domenica 28 marzo 2021

Why she wrote

 Autrici: Lauren Burke; Hannah K. Chapman

Illustratrice: Kaley Bales

Sottotitolo: A Graphic History of the Lives, Inspiration, and Influence Behind the Pens of Classic Women Writers

Lingua: inglese

Genere: saggio

Prima pubblicazione: aprile 2021


Why she wrote è uno dei saggi più belli che abbia mai letto, e di sicuro il più stimolante.
Bellissima la prefazione in cui, piuttosto che ricercare differenze e unicità delle scrittrici trattate, si pone l'accento sulle loro similitudini e su quanto alcune di esse ne abbiano influenzato altre.

Non solo di romanziere parla il testo, ma anche di attiviste, poetesse, donne che si sono battute per i propri diritti intellettuali, che hanno dovuto nascondersi dietro pseudonimi maschili e superare notevoli difficoltà dovute ai tempi in cui sono vissute, spesso alle precarie condizioni economiche, quasi sempre al fatto di non essere degli uomini.

Il volume non racchiude aride biografie, quanto piuttosto brevi - ma non per questo non esaurienti - testi che pongono l'accento sugli eventi più importanti e sul background delle scrittrici, facilitando la contestualizzazione.


La presenza di brevi fumetti è stata fuorviante, perché mi aveva fatto pensare ad un volume per bambini o ragazzi. Le tavole, invece, - dichiaratamente romanzate - si occupano spesso di momenti molto difficili delle vite di queste donne, come il terribile intervento subito da Frances Burney, tuttavia c'è anche spazio per eventi più gioiosi e piacevoli, come la scoperta di un amore insperato da parte di Elizabeth Barrett Browining.

Ogni capitolo si chiude con alcuni aneddoti - spesso simpatici - riguardanti le scrittrici, e un elenco dei loro lavori, che spinge il lettore a ricercarli per saperne di più.
Accanto ad autrici più conosciute e famose come Jane Austen, le sorelle Bronte o Beatrix Potter, il saggio permette di conoscerne altre, come Edith Maude Eaton, nata da madre cinese e padre inglese e dedicatasi soprattutto alla narrazione di storie di immigrati euroasiatici, o le attiviste afroamericane Alice Dunbar Nelson e Frances E.W. Harper, che si batterono per i diritti delle donne e della loro gente.

Why she wrote è un volume che consiglio a chiunque mastichi l'inglese - sperando che venga presto tradotto in italiano - e di cui metterò in wish list la versione cartacea.


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La copertina: non amo il rosa, ma credo che sia il colore adatto per un saggio tutto al femminile, e mi piace l'idea dei busti per rappresentare le autrici.

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Descrizione: In Why She Wrote, dive into the fascinating, unexpected, and inspiring stories behind the greatest women writers in the English language.

This compelling graphic collection features 18 women—including Jane Austen, Louisa May Alcott, Alice Dunbar Nelson, Anne Lister, and more—and asks a simple question: in a time when being a woman writer often meant being undervalued, overlooked, or pigeonholed, why did she write?

Why did Jane Austen struggle to write for five years before her first novel was ever published? How did Edith Maude Eaton's writing change the narrative around Chinese immigrant workers in North America? Why did the Brontë sisters choose to write under male pennames, and Anne Lister write her personal diaries in code?

Learn about women writers from the 18th, 19th, and early 20th centuries, from familiar favorites to those who have undeservedly fallen into obscurity, and their often untold histories, including:

• The forgotten mother of the gothic genre
• The unexpected success of Little Women
• The diaries of the "first modern lesbian"
• The lawsuit to protect Little Lord Fauntleroy
• The personal account of a mastectomy in 1811
• Austen's struggles with writer's block
• And much, much more!

Why She Wrote highlights a significant moment from each writer's life and retells it through engaging and accessible comics, along with biographical text, bibliographies, and fun facts. For aspiring writers, literary enthusiasts, and the Janeite who has everything, this new collection highlights these incredible women's hardships, their influence, and the spark that called them to write.

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Rating: 5/5

domenica 7 febbraio 2021

The singer and the scientist

Autrice: Lisa Rose

Illustratrice: Isabel Muñoz

Lingua: inglese

Genere: libri per bambini

Prima pubblicazione: 2021



Nel 1937 la cantante afroamericana Marian Anderson si esibì, con successo, davanti ad un pubblico di soli bianchi. Dopo la performance, la donna scoprì che l'hotel in cui avrebbe voluto pernottare non accettava persone di colore. Fu così che accorse in suo aiuto Albert Einstein, il famoso scienziato che sapeva bene cosa significasse essere discriminato...

The singer and the scientist racconta una storia vera di razzismo ed amicizia di cui non avevo mai sentito parlare.
Può sembrare un libro per bambini, ma non ha peli sulla lingua nel descrivere chiaramente la contraddizione di un pubblico che prima è pronto ad osannare la stella del palcoscenico, e che poi, una volta spente le luci della ribalta, non riesce a considerarla nemmeno una persona. Così come è chiaro nel raccontare gli stati d'animo di Marian Anderson, il nervosismo prima che si alzi il sipario, la felicità durante la performance, la stanchezza alla fine della giornata, l'impressione di essere invisibile, l'umiliazione per l'essere scacciata, ignorata e maltrattata a causa del colore della propria pelle, la gioia nel trovare un amico rispettoso e sensibile...

I disegni sono bellissimi. I colori sono piatti, ma le tavole presentano molti particolari e le ho riguardate più volte con piacere.

Alla fine del volume è presente una breve nota sui due protagonisti del racconto, ed ho trovato molto utile soprattutto l'esaustiva storia di Marian Anderson, di cui non sapevo nulla.

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La copertina: il concept è molto carino, ma l'uso di una più vasta gamma di colori avrebbe rispecchiato meglio l'interno del volume.

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Nel 1939 a Marian Anderson non fu permesso di cantare alla Constitution Hall a causa del colore della sua pelle. La first lady di allora, Eleonor Roosvelt, abbandonò l'associazione che aveva rifiutato la cantante, e la invitò ad esibirsi al Lincoln Memorial la mattina di Pasqua. 

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Trama: It's 1937, and Marian Anderson is one of the most famous singers in America. But after she gives a performance for an all-white audience, she learns that the nearby hotel is closed to African Americans. She doesn't know where she'll stay for the night.

Until the famous scientist Albert Einstein invites her to stay at his house. Marian, who endures constant discrimination as a Black performer, learns that Albert faced prejudice as a Jew in Germany. She discovers their shared passion for music--and their shared hopes for a more just world. 

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Rating: 5/5

sabato 14 novembre 2020

The pretenders

 

Autrice: Agatha Zaza

Sottotitolo: Three couples. Two exes. One day. One reckoning.

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: novembre 2020




Insieme agli amici John ed Anne e alla futura moglie Holly, Jasper decide di fare una sorpresa al fratello Edmund, recandosi da lui per festeggiare il proprio fidanzamento.
Ma lì, in quella casa che sembra uscita da una rivista, trova l'ultima persona che mai si sarebbe aspettato: Ovidia, che riporta a galla sentimenti e terrori mai sopiti...

The pretenders è un romanzo che comincia in modo difficile, astruso, direi: che cosa è successo, ci si chiede, tra Edmund e Ovidia? Perché sembrano entrambi così privi di vita? Cos'è la cosa importante che devono fare quello stesso giorno? 
Con il procedere della narrazione, tuttavia, la storia avviluppa come in un vortice e non ti lascia più andare.
L'azione si svolge tutta in una sola giornata, densa e pesante, mentre svariati flashback fanno luce su quelle che sono le relazioni tra i sei personaggi (i pretenders, coloro che mentono), le piccole o grandi finzioni in cui vivono, le bugie dietro cui si nascondono.

Il risultato è una storia che avvince, stupisce, fa male, e che opprime, soffoca, forse in modo eccessivo verso la fine.

Benché il rapporto tra Jasper, Edmund e Ovidia e ciò che è successo tra loro mi sia sembrato qualche volta implausibile, tutti i personaggi sono invece profondamente realistici.
 Mentono agli altri e a se stessi, sono egoisti, invidiosi, fragili.
Descrivendoci le loro vicende, l'autrice tocca molti temi importanti, come quello della violenza domestica, del tradimento e della depressione.

In molti hanno definito il finale di questo romanzo "unhappy", triste; di certo non è lieto, ma io lo definirei semplicemente umano. È così che vanno le cose, a volte, nella vita.


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La copertina: bella. Dà l'idea del party, del festeggiamento in giardino con calici e champagne, ma anche della distanza di Edmund e Ovidia dalle altre due coppie.

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Trama: 'I’m perfectly happy lying to myself…If it means getting to stay with you.’
Jasper is ready to surprise his brother; Holly is ready to celebrate their engagement.
Anne tags along for fear of missing out, and John might just be going for another drink.
But Edmund and Ovidia had other plans for their Saturday.
Over the course of one day, these couples must own up to the secrets they’ve been hiding from one another and the lies they’ve been telling themselves. And face the devastating consequences.

Three couples. Two exes. One day. One reckoning.

In her debut novel, Agatha Zaza crafts a modern domestic tragedy simmering with betrayal and deceit.

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Rating: 4/5

martedì 28 luglio 2020

The life she left behind



Autrice: Nicole Trope

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: luglio 2020





La serena vita di Rachel sembra d'improvviso andare a rotoli: sua madre, a cui è legatissima, sta per morire di cancro; il lavoro di suo marito è in pericolo; la loro casa dei sogni, appena acquistata, è in un quartiere ancora disabitato e inquietante, e, quel che è peggio, l'incubo più spaventoso della donna, da cui era riuscita a sfuggire da bambina, si sta lentamente materializzando di nuovo davanti ai suoi occhi...

Blame, Forgotten e My daughter's secret, i romanzi di Nicole Trope che hanno preceduto The life she left behind, mi erano piaciuti moltissimo. Perciò, dopo un attimo di titubanza, ho scelto di leggere questo libro nonostante la trama poco convincente.
Purtroppo, però, ho riscontrato due problemi principali. Innanzitutto, la storia non è per niente originale e, mi duole scriverlo, anche abbastanza prevedibile. Inoltre, la tematica affrontata, ovvero la violenza domestica, è davvero pesante.
Ad essi si sono aggiunti una protagonista piuttosto piatta, per la quale ho provato solo indifferenza, ed un finale troppo frettoloso e buonista.

Ho spesso pensato di abbandonare il romanzo, e di sicuro non morivo dalla voglia di continuare a leggerlo.
Ciò che, nonostante tutto, non mi ha fatto mollare, è stata la prosa della scrittrice. Sempre eccellente, e, se possibile, anche migliorata rispetto ai romanzi precedenti. 


Ho apprezzato inoltre il racconto secondo diversi punti di vista, l'impegno della Trope nel cercare di tenere celate le identità di Little bird e del narratore senza nome, l'uso delle bamboline troll per creare una tensione crescente nella protagonista (purtroppo non nel lettore) e, soprattutto, la riflessione sulla scelta compiuta dalla madre di Rachel.

I capitoli in cui è l'"uccellino" a parlare, rappresentano il racconto, da parte di una bambina di soli sei anni, delle reiterate violenze domestiche subite dalla mamma, a cui fa sempre male la testa a causa dei "fiori dolorosi" che il padre le fa sbocciare sul viso. Un padre spaventoso e crudele, a cui si aggiunge un fratello violento, che, piuttosto che essere un porto sicuro, diventa ben presto un'ulteriore fonte di paura.
Il palpabile timore della bimba, il suo vivere in uno stato di continua tensione, ne fanno i capitoli più potenti e devastanti.

The life she left behind è sicuramente una storia ben raccontata e ancor meglio scritta, che affronta tematiche importanti e che può di certo piacere, ma a cui manca quel qualcosa di speciale che aveva reso gli altri romanzi dell'autrice così accattivanti e impossibili da mettere giù.

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La copertina: interessante il parallelo tra la storia del passato e quella del presente che la foto richiama, tuttavia i colori sembrano troppo brillanti e luminosi rispetto al tenore del romanzo.

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Trama: You tell him everything. The husband you adore, the father of your child, your best friend. He knows, just by looking at your sage-green eyes, when something is wrong. The two of you can communicate with a glance, or a touch of the hand. Except what if you can’t? What if your happy marriage has plastered over one huge lie? A lie you have even started to believe yourself, in order to survive? What if you have a secret, something you have hidden from your beloved husband and your strawberry-scented baby girl, to keep them safe? What if the guilt has kept you up, night after night, for as long as you can remember? What happens when suddenly, after twenty-eight years, that secret refuses to stay buried? What will you do now everyone you love, everything you cherish, is in harm’s way?

An emotional, thought-provoking and beautifully written novel which examines the pieces of ourselves we are afraid of, and the impossible decisions we make when we are desperate. Fans of Jodi Picoult, Kerry Fisher and Liane Moriarty will be moved by this heartbreaking tale.

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Rating: 3/5

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Della stessa autrice:
- Blame
- Forgotten
- My daughter's secret

lunedì 22 giugno 2020

Pride and Prejudice (Easy Classics)


Testo originale: Pride and Prejudice di Jane Austen

Adattamento: Gemma Barder

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione programmata: febbraio 2021



In questo breve volume di poco meno di 100 pagine, Gemma Barder ha adattato Orgoglio e pregiudizio, il più famoso romanzo di Jane Austen.
Ne è nato un racconto scorrevole, di semplice comprensione e corredato da simpatiche illustrazioni.

La storia, pur essendo molto sintetizzata, mantiene comunque lo spirito dell'opera originale, e nessun evento importante è stato depennato.

Benché sia classificato come una "storia per bambini", il romanzo è adatto anche a chi bambino non è più e comincia a cimentarsi con la lingua inglese, e a chiunque voglia rispolverare in modo divertente la storia di Lizzie e Darcy.


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La copertina: carinissima! Adorabili l'illustrazione, le decorazioni e la scelta dei colori.

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Quarta di copertina: Mrs. Bennet is desperate to find rich husbands for her daughters, so the arrival of a charming new neighbor is welcome indeed. Sadly, the friend he brings with him is not. Mr. Darcy seems to have even more pride than money. Nobody likes him - least of all Elizabeth Bennet. But not everyone is who they seem.

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Rating: 4/5

mercoledì 20 novembre 2019

Boots and backpacks


Autrice: K.C. Kahler

Sottotitolo: Pride & Prejudice on the Appalachian Trail, Roughly

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: novembre 2014



In questo retelling di Orgoglio e pregiudizio i protagonisti Elizabeth e Darcy si avvicinano e si innamorano grazie ad una escursione sui monti Appalachi.
Lei è una giovane donna vivace, dalla mentalità aperta e amante della natura, lui l'erede di un impero finanziario perennemente perseguitato da paparazzi e donne interessate al suo patrimonio.

Il punto forte del romanzo è proprio la lunga e accurata descrizione dell'escursione, che mi ha fatto venir voglia di una bella gita tra i monti, lontana dalla città e dalla tecnologia.
L'autrice, inoltre, inserisce nella storia, tramite riusciti cameo, i personaggi di Marianne Dashwood e del Colonnello Brandon, nonché dei fratelli Thorpe - direttamente da Ragione e sentimento e Northanger Abbey - e lascia poco spazio al corrispettivo di Wickham, cosa che non manco mai di apprezzare.
L'amicizia che viene a crearsi tra i due protagonisti è molto ben descritta e naturale, tuttavia alcuni comportamenti di Darcy, dovuti alla sua attrazione nei confronti di Elizabeth, mi sono sembrati abbastanza inquietanti.

I punti a sfavore, sono, purtroppo, altrettanto numerosi.
Innanzitutto mi sembra abbastanza anacronistico ed irrealistico il fatto che Darcy sia costretto, a causa del testamento lasciato dai genitori - per altro descritti come amorevoli e premurosi -, a sposarsi entro i trent'anni, pena la perdita completa dell'eredità. Quel che è peggio, è che il romanzo si fonda tutto proprio su questa premessa, senza la quale ogni altro evento, come la stessa personalità di Darcy, non avrebbe senso.


Altro elemento che non ho apprezzato è stata la sovrabbondanza di esplicite descrizioni di rapporti sessuali - preceduti da un continuo e seccante focus sul posteriore di Elizabeth -. Non sono contraria a priori ai contenuti maturi in un romanzo, ma qui la storia diventa inutilmente lunga proprio a causa delle numerosissime e particolareggiate scene intime. Ad un certo punto non riuscivo a far altro che roteare gli occhi quando, piuttosto che procedere con la storia, ci si fermava per un'ulteriore descrizione.
Inoltre, mi è sembrato che i problemi di Darcy legati alla persecuzione dei media si siano risolti troppo facilmente.

L'impressione generale, è quella di aver letto una storia simile a quella di quei film per la TV che vengono trasmessi nei sonnacchiosi pomeriggi estivi o durante le festività invernali. Più una buona dose di contenuti maturi.

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La copertina: mi piace molto. Si focalizza sulla parte migliore della storia, ovvero l'escursione sugli Appalachi.

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Trama: William Darcy counts down the last few months to his 30th birthday with dread. Orphaned as a child, his parents’ will includes a bizarre clause: Darcy must get married by his 30th birthday in order to inherit the family fortune. To make matters worse, the press knows about this deadline, as do the hordes of women chasing him in the hopes of becoming Mrs. Darcy. His family legacy hangs in the balance, but Darcy has little faith in the fairer sex. Will he find a woman he wants to marry, and quickly?

Elizabeth Bennet is determined to pursue her education and career without letting a man get in the way. When her traveling companion drops out, her planned hike on the Appalachian Trial is jeopardized. She meets the spoiled, snobby William Darcy just when he is desperate to escape the spotlight. No one will suspect that the Prince of Manhattan has gone backpacking! Darcy and Elizabeth form a tenuous partnership and begin a 300-mile journey that will transform them both.

In classic romantic comedy tradition, Boots & Backpacks follows our reluctant partners as they build trust, friendship, and even more. Six weeks together on America’s most famous hiking trail may turn out to be just what these two need!

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Giudizio personale: 3/5

domenica 11 agosto 2019

Ardently


Autrice: Caitlin Williams

Sottotitolo: A Pride and Prejudice variation

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: giugno 2015




Avevo acquistato da tempo questo romanzo, ma aspettavo il momento giusto per godermi il retelling delle vicende di Darcy ed Elizabeth ambientato a Bath, con una storyline che avrebbe seguito da vicino quella di Persuasione.

I richiami all'ultimo romanzo completo della Austen sono effettivamente numerosi, dalla città che fa da sfondo agli eventi, al terzo incomodo che ricorda Mr Elliot, corredato di due sorelle simili ad Henrietta e Louisa, al concetto, soprattutto, di seconda chance.

Sono passati quattro anni dalla disastrosa proposta di Hunsford, e da allora Darcy ed Elizabeth non si sono mai più incontrati. Lui ha nel frattempo sposato la cugina Anne e ne è diventato il vedovo; lei è andata a vivere con la sorella del padre, tale Mrs Mounford, una donna piuttosto ricca che, dopo la morte del marito, trova nella nipote un'amabile e interessante compagnia.

L'incontro tra i protagonisti avviene quindi a Bath, dove i due ritrovano le stesse difficoltà incontrate da Anne e Wentworth in Persuasione...


Purtroppo, probabilmente a causa delle mie alte aspettative, non sono riuscita ad amare questo romanzo come è successo ad altri lettori.
Certo, la storia è stata piacevole, il personaggio di Mrs Mountford si è rivelato simpatico e  sottilmente ironico, e l'autrice ci ha dato anche un - doloroso - assaggio di come sarebbero andate le cose tra Bingley e Jane se l'uomo non fosse mai tornato a Netherfield, ma nulla mi ha conquistato.

Il matrimonio tra Darcy e la cugina Anne è stato per me una novità, in quanto non credo di aver mai letto alcuna variation che lo contemplasse, e mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più della loro vita insieme. Ho trovato invece irritante il vero, "nobile" motivo dietro le nozze tra i due: il personaggio di Darcy non ha bisogno di ulteriori incensazioni. Avrei preferito che tra i cugini ci fosse stato un "normale" matrimonio combinato, tra un uomo disilluso e con il cuore spezzato e una donna che non aveva mai avuto voce in capitolo nella propria vita. Sarebbe stato più interessante e di più spessore.

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La copertina: carina ed essenziale, con la declinazione del solo rosso e la foto in bianco e nero sullo sfondo. Mi piace anche più della vecchia cover, a cui avevo finito per affezionarmi.

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Trama: So much in life depends on chance and sheer luck. How much do we often owe to being in the right place at the right time? 

In Jane Austen's Pride and Prejudice, Elizabeth Bennet plans to visit the Lake District with her uncle and aunt, yet ends up at Pemberley instead, just as, by coincidence, Mr Darcy also arrives home. They meet, understand one another better and all eventually ends well. 

But what if they did not have such luck? What if Elizabeth actually went to the Lake District and was nowhere near Pemberley, and she and Mr Darcy never met again until another four years had gone by? 

Now they are very different people, altered by marriage, time and situation, although, Mr Darcy's failed proposal in the Parsonage at Hunsford still haunts both of them in different ways. 

La vecchia copertina
Elizabeth is a companion to her Aunt, Mrs Mountford, a widow of great standing in society who married exceptionally well and 'Miss Bennet' finds herself accepted in the very best of circles and able to marry whomever she might chose. 

Mr Darcy did his duty by his sickly cousin, Anne de Bourgh, and married her to protect her from the tyrannical force of her mother Lady Catherine. He has come to Bath, however, a widower, with his family, the Fitzwilliams, and his sister, Georgiana. Darcy sees Elizabeth, the woman who rejected him, in the opposite box at the theatre and cannot help falling in love with her all over again. Now though, it seems there are even more hurdles to overcome for them to be together, including Elizabeth's new suitor, the handsome and charming Mr Yorke. 

Mr Darcy is still a little proud, still not able to 'perform to strangers'. Can Elizabeth see past his reserve and awkwardness to the decent man underneath? 

This book is a re-telling of Pride and Prejudice from Chapter 36 onwards (Darcy's failed proposal and the delivering of his letter). 

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Giudizio personale: 3/5 

domenica 2 giugno 2019

Pentimento


Autore: Cameron Jace

Sottotitolo: An unusual fairytale

Lingua: inglese

Genere: distopico / young adult

Prima pubblicazione: 2014




Il termine "Pentimento" che fa da titolo a questo romanzo, si riferisce ad "un'immagine che sta sotto in un dipinto, che appare quando lo strato superiore dell'opera diviene trasparente con l'andar del tempo". Una sorta di messaggio nascosto, insomma, la verità sotto la menzogna.

Nella storia il concetto viene più volte applicato alla realtà, su cui la protagonista, la diciassettenne Iris, si interroga continuamente.

Ci troviamo in un futuro indefinito, in cui gli esseri umani vivono nei Secondi Stati Uniti, in città fatte completamente d'acciaio in cui è imperante la tecnologia, ma sono assenti piante ed animali, scomparsi a causa di eventi sconosciuti che portarono alla distruzione dei Primi Stati Uniti.
Gli uomini sono ora governati da quelli che vengono chiamati le Bestie, che, in cambio del necessario per vivere e sopravvivere, richiedono piuttosto frequentemente una ragazza diciassettenne, che, allora chiamata la Sposa, viene fatta salire su una navicella spaziale e portata via per sempre.
Iris sembra una delle pochissime persone a non accettare tale imposizione, a chiedersi chi siano e come siano fatte le Bestie, cosa accada alle Spose, e cose sia successo davvero in passato, quando sulla terra cresceva ancora l'erba e i cani erano essere viventi e non freddi robot.
Sua migliore amica è Zoe, che cerca continuamente di coprirla e tirarla fuori dai guai, mentre Colton è il ragazzo di cui è infatuata da tempo, che fa parte dell'élite e sembra inarrivabile.
Le cose però cambiano quando il ragazzo finalmente nota Iris, si interessa a lei e al pentimento, e qualcosa di inaspettato accade...


Pentimento è un romanzo distopico adolescenziale, non proprio il mio genere, ma, essendo presentato anche come un retelling de La Bella e la Bestia, ha risvegliato la mia curiosità.

L'idea alla base della storia è interessante, peccato però che venga svelata solo a circa metà del libro, dopo una prima parte non proprio coinvolgente, ma, anzi, spesso tanto noiosa da avermi fatto pensare di mollare la lettura.
Ho però voluto vedere questa rivelazione tardiva come una sorta di pentimento, temporaneamente coperto dagli eventi della prima metà del romanzo. E se questa era anche l'idea dell'autore, c'è da ammetterne l'originalità.

Rispetto ai prequel dei Grimm diaries, dello stesso Jace, in cui sembrava imperare una gran confusione a dispetto delle buone idee di base, in Pentimento ho trovato una maggiore organicità, e qualche volta mi è sembrato che lo scrittore sia riuscito a rendere piuttosto bene alcune caratteristiche degli adolescenti.
Purtroppo, però, spesso i dialoghi risultano innaturali e forzati, e talvolta avrei preferito che fossero sostituiti dalla voce narrante, come quando Andre spiega la verità a Zoe.

Riguardo al finale, non sono del tutto soddisfatta, e non perché sia aperto. Mi sarebbe piaciuto se non ci fosse stata quell'ultima scena di Colton, e quindi grazie all'intelligenza di Iris i due avrebbero potuto presto ritrovarsi, o se la storia tra i due ragazzi fosse rimasta solo un'infatuazione, e allora avrebbe potuto esserci tranquillamente un futuro tra la protagonista ed Andre.
Ad ogni modo, terminando in tal modo la storia, direi che non si tratta affatto di un retelling de La Bella e la Bestia. Se ci fosse stato un sequel, forse.
Non basta chiamare un personaggio Beast e un altro Beauty, per affermare di aver scritto una nuova versione di una delle più belle fiabe mai raccontate.

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La copertina: mi piace molto. E' suggestiva, rende bene l'idea dell'ignoto a cui vanno incontro le ragazze, e il paesaggio sullo sfondo fa pensare a un mondo distrutto da qualcosa di catastrofico. Tuttavia, l'immagine della fanciulla avrebbe potuto essere scontornata meglio.

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Quarta di copertina: The day Iris Beaumont turns seventeen, she is threatened to be taken by the Beasts, the rulers of the new America. After the destruction of the world, the Beasts provide citizens with whatever they need in exchange for the one teenage girl they enslave every week. They call them the Brides, and they never comes back. Iris isn’t the worrying type though; she’s been defying the system since she was ten and never cared for the Beast’s rules. Then she meets Colton Ray, who is not like any other boy she’s ever seen. His confidence and dominance are otherworldly she can’t rationalize the attraction she feels for him. Colton had one slight problem though. It’s rumored he is one of the Beast, and Iris could be the next on the Beast’s list.

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Giudizio personale: 3/5

giovedì 28 marzo 2019

My daughter's secret


Autrice: Nicole Trope

Sottotitolo: The truth will tear your family apart

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: marzo 2019



Un altro incisivo e toccante romanzo di Nicole Trope. In un periodo in cui stavo leggendo meno e più lentamente del solito, ho divorato questo libro, per altro non in italiano, in soli tre giorni. Il tutto grazie allo stile dell'autrice e alla sua capacità di creare delle trame a cui è difficile non appassionarsi.

Questa volta si tratta di una storia molto dolorosa, che non lascia speranze, come invece poteva accadere con Forgotten.
La vicenda si apre con il suicidio di Julia, bellissima ventenne universitaria, trovata impiccata sotto il portico di casa la notte di Halloween. Sua madre, Claire, circa otto anni prima era riuscita a liberare se stessa e i suoi tre bambini da un marito violento, di cui era costante vittima di abusi fisici e psicologici.

Il suicidio della figlia spinge Claire ad interrogarsi di continuo sui propri errori di madre, a scavare nei ricordi e a cercare risposte. Risposte che cominciano a palesarsi in una scatola di lettere trovata nel dormitorio di Julia, e grazie alle quali la donna comincia a mettere insieme i pezzi di un terribile puzzle: la ragazza intratteneva una relazione con un uomo molto più grande di lei che, dopo averla irretita e sedotta, per qualche motivo inizialmente non chiaro, le ha mostrato il suo lato peggiore, spingendola infine al suicidio...


My daughter's secret è un romanzo difficile, crudele, direi. I mostri, qui, sono ben due: il primo marito di Claire e l'uomo di Julia. Non so dire se siano stati più dolorosi i ricordi delle violenze dell'uno, o le lettere e i messaggi dell'altro.
Nel suo incessante torturarsi sui motivi del gesto della figlia, Claire ricorda vari episodi di violenza domestica, che sono un vero pugno nello stomaco e mi hanno più volte spezzato il cuore. D'altro canto, le lettere e i messaggi mi hanno prima provocato disgusto verso un uomo che si stava palesemente approfittando di una giovane ragazza vulnerabile e immatura, poi rabbia profonda, per le sue parole crudeli e l'assenza assoluta non tanto di quell'amore tanto professato, ma del semplice rispetto per la vita umana, e poi dolore per Julia e la situazione insostenibile e tormentosa in cui si era venuta a trovare. Pur essendo ella consenziente, infatti, anch'io, come Claire, che continua a definirla "my little girl", "my beautiful child", non sono riuscita a considerarla altro che una ragazzina, che in quei momenti avrebbe solo avuto bisogno della sua mamma.

Purtroppo l'identità dell'uomo con cui Julia aveva una relazione è stata abbastanza prevedibile, ma mi è piaciuto il modo in cui Claire ne viene finalmente a conoscenza. Da quel punto in poi, però, avrei preferito che la storia scorresse più velocemente. Inoltre, benché alla fine mi sia piaciuto che Claire scelga se stessa, non ho condiviso il fatto che lasci perdere ciò che concerneva Julia: avrei voluto almeno la promessa di una denuncia e di indagini per omicidio o induzione al suicidio (semmai tale reato esista anche in Australia).

Riguardo allo stile della scrittrice, lo definirei "cinematografico". Il suo modo di raccontare, infatti, riesce a creare nella mente del lettore immagini vive e vivide di ciò che accade. Da ricordare in particolare, a questo proposito, la scena in ospedale, quando a Claire viene detto della morte di Julia e tutto il mondo intorno a lei diventa ovattato e sfocato, per poi ripopolarsi di nuovo, a mano a mano, di immagini e suoni.

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La copertina: mi piace l'accostamento di colori e la semplicità dei font scelti.

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Trama: In the middle of the night, Claire wakes up to discover that her beloved daughter, Julia, is dead – and life, as she knows it, is over.

Searching for answers, Claire stumbles upon a pile of letters, hidden under Julia’s bed in an old, battered shoebox, and feels closer to her daughter than ever before. They tell her that Julia was happy, that she was thriving at university, that she was in love. 

But as the letters go on, Claire starts to feel uneasy at something hidden between the lines. Even as she grieves, she must prepare to face a shocking discovery. Because Julia was hiding a terrible secret – and when it’s uncovered, it will devastate a family already torn apart by tragedy.

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Giudizio personale: 4/5 

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Della stessa autrice:
- Blame
- Forgotten

sabato 23 febbraio 2019

Mini recensioni [1]

MARIA LUCAS

Autrice: Jennifer Becton
Lingua: inglese
Prima pubblicazione: novembre 2010

Maria Lucas è un brevissimo racconto che si pone in coda a quello che a sua volta è un sequel dell'austeniano Orgoglio e pregiudizio, Charlotte Collins. Tuttavia, mentre quest'ultimo mi era piaciuto molto, la storia che dovrebbe completare le vicende mi è sembrata del tutto inutile ed insoddisfacente: l'autrice, infatti, aveva già lanciato degli hint alla fine del romanzo principale, affinché il lettore capisse che le cose sarebbero andate per il meglio tra Maria e suo marito.
Il racconto non aggiunge nulla di nuovo, ed è anche piuttosto noioso.

Giudizio personale: 2/5

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A PERPETUAL ESTRANGEMENT

Autrice: Alice B. Ryder
Lingua: inglese
Prima pubblicazione: novembre 2016

Ero molto contenta di aver trovato un retelling di Persuasione, il mio romanzo austeniano preferito, e per di più ambientato ai giorni nostri, il tipo di setting che prediligo.
Purtroppo A perpetual estrangement è uno dei più brutti romanzi che abbia mai letto.
Lo stile è pessimo e volgare, la storia noiosa e ridicola. Inoltre trovo sempre assurdo quando i protagonisti di questo tipo di libri si ritrovano a leggere gli stessi romanzi di Jane Austen, senza porsi la minima domanda sul fatto che stiano vivendo i medesimi eventi.
Quanto meno, Mr Elliott è ben rappresentato.

Giudizio personale: 2/5

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SWAY

Autrice: Melanie Stanford
Lingua: inglese
Prima pubblicazione: dicembre 2015

Retelling di Persuasione che ero ansiosa di leggere. Molto ben scritto ed organizzato, di sicuro migliore di molti altri, a giudicare dal giudizio personale dato a caldo. Eppure... non sono mai riuscita a scrivere una recensione su questo romanzo, perché dopo averlo terminato non mi era rimasto nulla. Probabilmente a causa dell'ambientazione musicale, che non preferisco, o per i flashback, che raccontano la storia tra i due protagonisti dall'inizio, mentre in ogni retelling di Persuasione io voglio immergermi immediatamente nel tumulto di emozioni provocato dal ritorno di Frederick Wentworth, e godermi il racconto di una insperata seconda chance.

Giudizio personale: 4/5

domenica 17 febbraio 2019

The other Mr Darcy


Autrice: Monica Fairview

Lingua: inglese

Genere: Sequel

Prima pubblicazione: 2009





Disperata per le nozze di Darcy ed Elizabeth, Caroline Bingley si rifugia in biblioteca, dove però la sua esternazione di dolore trova un inaspettato testimone nell'altro Mr Darcy, Robert, un cugino del facoltoso proprietario di Pemberley, proveniente da Boston.
Per Caroline si tratta non solo dell'uomo la cui presenza l'ha fatta sentire umiliata nel momento peggiore della sua vita, ma, per una lady qual è lei, anche del meno desiderabile e più rozzo scapolo del circondario. Un americano, non certo un gentleman inglese!
Sarà solo quando si ritroverà in un finto fidanzamento proprio con Robert Darcy, che Caroline imparerà a conoscerlo ed amarlo, nonché a scoprire ed amare se stessa...


The other Mr Darcy è un romanzo leggero e gradevole, che si legge in fretta. Non è memorabile, ma mi ha aiutato ad uscire da un brutto book slump (si dirà così?) che mi affliggeva da mesi.

Essendo la protagonista della storia, naturalmente Caroline è amabile. A me è bastato che mostrasse genuino affetto per Jane, per stare dalla sua parte. Tuttavia, benché il suo cambiamento all'inizio del romanzo sia credibile e gradevole, con il procedere degli avvenimenti esso si fa troppo marcato e quasi irritante, rendendo pressoché irriconoscibile un personaggio già così trasformato.
Inoltre un paio di cose mi hanno lasciato perplessa: innanzitutto, Caroline soffre profondamente per le nozze di Darcy, che più di una volta viene indicato come "il suo vero amore". Nel romanzo originale non mi era mai sembrato che la donna fosse sinceramente innamorata di Fitzwilliam. Piuttosto, mi è sempre parso che fosse innamorata della prospettiva di diventare la signora di Pemberley, la ricca e ammirata Mrs Darcy. Inoltre, in Orgoglio e pregiudizio, Caroline è l'unica a chiamare Elizabeth, "Eliza". In questo romanzo, invece, non solo la voce narrante, ma chiunque altro si riferisce a lei in quel modo.


Riguardo agli altri personaggi, devo ammettere di essere contenta che appaiano molto poco, soprattutto Elizabeth, perché l'autrice non è molto brava a mantenerli aderenti agli originali. Ciò che mi è spiaciuto di più è stato però il non sentire quasi nulla nei confronti della storia d'amore tra i due protagonisti. Non sono riuscita ad appassionarmi. Interessante, invece, il percorso di crescita di Caroline.

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La copertina: mi piace moltissimo! Ho apprezzato la scelta dei colori, delle immagini, dei font e la loro disposizione.

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Quarta di copertina: When Caroline Bingley collapses to the floor and sobs at Mr Darcy's wedding, imagine her humiliation to discover that a stranger has witnessed her emotional display. Miss Bingley, understandably, resents this unknown gentleman very much, even if he is Mr Darcy's Amrican cousin.

Mr. Robert Darcy is as charming as Mr. Fitzwilliam Darcy is proud, and he is stunned to find a beautiful young woman weeping brokenheartedly at his cousin's wedding. Such depth of love, he thinks, is rare and precious. For him, it's love at first sight. Alas, regaining her good graces seems an impossible mission, and he is left to hope that someday their paths will cross again.

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Giudizio personale: 3/5

martedì 14 agosto 2018

Slipper - Non terminato


Autrice: Hester Velmans

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: aprile 2018







Chiunque mi conosca o abbia dato un'occhiata a questo blog, sa che ho un debole per i retelling delle fiabe tradizionali, e Slipper, presentato come la storia vera che avrebbe poi ispirato Cenerentola, ha catturato subito la mia attenzione, ma è diventato purtroppo uno dei pochi libri che non terminerò.

La protagonista, Lucinda, rimasta orfana alla nascita, viene maltrattata dalle proprie zie, una delle quali la fa lavorare per un periodo come sguattera a casa sua.
E questo è ciò che di meglio capita alla povera bambina: qualsiasi disgrazia la prende di mira. Angosciante. 
Il suo mondo finisce col diventare cupo e asfittico. Intollerabile, per me.
Avrei voluto fermarmi una volta arrivata al 31% della storia, a cui ho però dato un'altra possibilità.
Ed ecco che il peggio accade: un personaggio buono come il pane trova ingiustamente la morte, ma, soprattutto, due uomini adulti approfittano di Lucinda quattordicenne. 
Disgustoso. Non pensavo che si sarebbe arrivati a tanto.
Non ho potuto proseguire, non è un romanzo che fa per me (la stessa autrice ha ammesso: "It may not be everyone's cup of tea..."), non in questo momento e probabilmente nemmeno in futuro.
E' angoscioso vedere Lucinda andare incontro alla propria rovina ed essere continuamente disillusa.

Nulla da ridire sullo stile della scrittrice, che ha di sicuro ricostruito con maestria il periodo storico ed ha descritto molto bene alcuni sintomi e malattie, tanto che mi sono chiesta se fosse un medico.

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La copertina: adatta, complice anche il titolo, a rendere l'idea di Cenerentola.

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Trama: Her life is the inspiration for the world’s most famous story.

Lucinda, a penniless English orphan, is abused and exploited as a cinder-sweep by her aristocratic relatives. On receiving her sole inheritance—a pair of glass-beaded slippers—she runs away to France in pursuit of an officer on whom she has a big crush. She joins the baggage train of Louis XIV’s army, survives a terrible massacre, and eventually finds her way to Paris. There she befriends the man who will some day write the world’s most famous fairy tale, Charles Perrault, and tells him her life story.

There is more: a witch hunt, the sorry truth about daydreams, and some truly astonishing revelations, such as the historical facts behind the story of the Emperor's new clothes, and a perfectly reasonable explanation for the compulsion some young women have to kiss frogs. 

This is not the fairy tale you remember.

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Giudizio personale: 2/5

lunedì 6 agosto 2018

Enemies in love


Autrice: Alexis Clark

Sottotitolo: A German POW, a Black Nurse, and an Unlikely Romance

Lingua: inglese

Genere: saggio / storia

Prima pubblicazione: maggio 2018



In Enemies in love, la storia d'amore tra un'infermiera di colore e un prigioniero di guerra tedesco, deportato negli Stati Uniti, è lo spunto per un interessante saggio sui trattamenti riservati agli afro-americani nell'esercito, che si trattasse di soldati o infermiere.

E' questa un'ulteriore pagina che si aggiunge alla vergognosa storia del razzismo, dell'apartheid e delle leggi Jim Crow.
Una pagina, però, che mi era quasi totalmente sconosciuta, e che non ha mancato di turbarmi.
L'autrice, infatti, pone l'accento sul fatto che i bianchi americani, ufficiali dell'esercito e civili, trattassero di gran lunga meglio i prigionieri tedeschi, appartenenti ad un popolo in quel momento nemico, piuttosto che i propri connazionali "rei" di avere la pelle scura. Se, infatti, ai soldati era praticamente preclusa la possibilità di una carriera e i loro luoghi di svago erano attentamente separati da quelli dei bianchi, la situazione delle donne non era migliore. Innanzitutto, pur avendo bisogno di infermiere, l'esercito negò per anni l'entrata di un elevato numero di infermiere di colore specializzate, destinando le poche che riuscirono a farcela, alla cura dei soli soldati neri e, ormai alla fine della guerra, ai campi che ospitavano prigionieri tedeschi, pensando che, tra i due gruppi, non avrebbero mai potuto instaurarsi rapporti di amicizia o cameratismo.


Nel profondo sud, inoltre, dove il razzismo era più radicato e le leggi Jim Crow seguite alla lettera, alle infermiere nere non era consentito frequentare locali pubblici, cosa che le condannava all'isolamento e alla frustrazione.

Tutto ciò ci porta a riflettere, con orrore, sulla somiglianza tra l'ideologia hitleriana della razza ariana superiore, e quella americana, di un popolo che pur combatteva il nazismo, ma che contemporaneamente considerava le persone di pelle scura, cittadini di seconda classe.


"... the liberties they fought for weren't extended to them."


" Germans learned from their American occupiers that white supremacy was a shared value in both American and German cultures." 


Proprio in un campo di detenzione per prigionieri tedeschi, si incontrarono e innamorarono i due "nemici" del titolo, Frederick, paracadutista amante della musica, ed Elinor, statuaria infermiera.
Dei due ci viene descritto il background familiare: anaffettivo per lui, sempre alla vana ricerca della considerazione e dell'apprezzamento di un padre assente e rigido; anomalo per quei tempi per lei, cresciuta in una comunità in cui la sua famiglia era rispettata e stimata.
L'autrice non ci narra un idillio, ma piuttosto la verità ricostruita attraverso svariate testimonianze: le difficoltà incontrate dalla coppia a causa del colore della pelle di Elinor; i tradimenti di Frederick; la distanza della coppia dai due figli, lasciati soli ad affrontare un mondo ostile.
In particolare, ho trovato interessante la parte in cui viene narrato il tentativo della famiglia di vivere in Germania, tentativo miseramente fallito a causa del rifiuto della società nei confronti delle coppie miste e dei loro figli.
A questo proposito, vi fu addirittura, dopo la guerra, il "Brown baby plan", un programma di adozione che trasferiva i bambini nati da donne tedesche e soldati afro-americani negli Stati Uniti, affinché i piccoli, outsider nel proprio paese e destinati a crescere negli orfanotrofi, fossero adottati da famiglie di colore e potessero così avere una vita migliore.


Ho trovato Enemies in love molto interessante, tuttavia non posso dire che mi abbia tenuto incollata alle pagine. Credo che se non fosse presentato solo come una storia d'amore, ma come ciò che è, ovvero principalmente un saggio - e un ottimo saggio, direi - potrebbe attirare una fetta di lettori più adatta, maggiormente interessata e ricettiva. Io stessa avrei scelto comunque di leggere il libro, ma in un momento diverso.

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La copertina: senza infamia e senza lode. Mi piacciono la foto e il font, ma se si voleva dare l'impressione dello scorcio di un album fotografico, credo che l'impresa sia riuscita solo a metà: l'immagine sembra circondata da metallo piuttosto che da carta.

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Trama: A true and deeply moving narrative of forbidden love during World War II and a shocking, hidden history of race on the home front
This is a love story like no other: Elinor Powell was an African American nurse in the U.S. military during World War II; Frederick Albert was a soldier in Hitler’s army, captured by the Allies and shipped to a prisoner-of-war camp in the Arizona desert. Like most other black nurses, Eleanor pulled a second-class assignment, in a dusty, sun-baked—and segregated—Western town. The army figured that the risk of fraternization between black nurses and white German POWs was almost nil.

Brought together by unlikely circumstances and racist assumptions, Elinor and Frederick should have been bitter enemies; but instead, at the height of World War II, they fell in love. Their dramatic story was unearthed by journalist Alexis Clark, who through years of interviews and historical research has pieced together an astounding narrative of race and true love in the cauldron of war.

Based on a New York Times story by Clark that drew national attention, Enemies in Love paints a tableau of dreams deferred and of love struggling to survive, twenty-five years before the Supreme Court’s Loving decision legalizing mixed-race marriage—revealing the surprising possibilities for human connection in one of history’s most violent conflicts.

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Giudizio personale: 3/5

sabato 10 marzo 2018

First impressions - A contemporary retelling of Pride and Prejudice


Autrice: Debra White Smith

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: dicembre 2004







First impressions di Debra White Smith è, come ci indica il titolo, un retelling - in chiave moderna - di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

La protagonista, Eddi/Edwarda (Elizabeth), è un'avvocatessa che sceglie di trasferirsi nella piccola cittadina di London, Texas, desiderosa di vivere una vita più semplice - nonché di allontanarsi dalla propria famiglia.
Dave (Darcy) è invece l'uomo più ricco del posto, e per questo lo scapolo più ambito, ma nasconde dei segreti riguardo se stesso e il suo passato...

Le prime interazioni tra i due non fanno ben sperare: come nella storia originale, Eddi ascolta Dave fare dei commenti negativi su di lei all'amico Calvin (Bingley), ed è inoltre irritata dall'orgoglio dell'uomo, che giudica rozzo e sgarbato.
Dave, dal canto suo, è stanco di essere inseguito da donne interessate solo al suo patrimonio, e col tempo si forma una pessima opinione delle sorelle di Eddi, Jenny (Jane) e Linda (Lydia).

L'attrazione che i due provano l'uno per l'altra è però innegabile, ed entrambi si ritroveranno poi a soffrire per scelte sbagliate e per essersi lasciati accecare dall'orgoglio e dal pregiudizio...


Il romanzo purtroppo non mi è piaciuto, e più di una volta ho avuto la tentazione di mollarlo. Solo verso la fine sono riuscita a trovarlo interessante (ma forse perché volevo semplicemente il mio lieto fine).
Innanzitutto non ho apprezzato lo stile, che a tratti mi è parso grossolano.
Il problema maggiore, però, è stato lo stesso cuore della storia: quasi tutti i personaggi, infatti, sono impegnati nel mettere in scena una riduzione teatrale di... Orgoglio e pregiudizio.
Ora, provo sempre fastidio e perplessità quando i personaggi di un retelling austeniano leggono il romanzo di Jane Austen da cui è tratta la loro stessa storia, o ne guardano un adattamento in tv, o, come in questo caso, ne imparano a memoria le battute.
Non faccio che chiedermi: " Non si accorgono di vivere gli stessi identici eventi?"; " Nessuno si chiede come mai i nomi di tutti, nonché le loro personalità siano uguali, o quanto meno poco dissimili, a quelli dei personaggi a cui si stanno appassionando?".
Personalmente lo trovo un fastidioso glitch, una sorta di bug.

Altro elemento che non ho apprezzato è stata la violenza. Non parlo di violenza fisica: nessuno (o quasi) viene malmenato. Tuttavia Eddi viene di continuo strattonata, trascinata da una parte all'altra e sembra tutto normale, nemmeno una donna forte e in carriera come lei si ribella a questo comportamento. Mi hanno infastidito, sempre riguardo a questo punto, anche alcune interazioni tra i coniugi Boswick (Bennet), nonché i modi di fare di Dave, che avrebbe dovuto essere l'epitome del fascino, ma non mi ha per nulla incantato.


Mi è piaciuto il cambiamento di cui è stata oggetto Lady Catherine (qui Mrs DeBloom), tuttavia, all'occorrenza, all'improvviso la dolce zia si è trasformata nel suo corrispettivo cartaceo, altezzosa e classista...

Vi sono stati però anche degli elementi che ho apprezzato molto: Calvin, ad esempio, e la sua reazione nel vedere Jenny per la prima volta, o il modo di presentare il disagio di Linda, di sicuro influenzata dalla predilezione del padre per Eddi, o dalla decantata bellezza di Jenny; la gelosia di Dave nel vedere Conner (Collins) essere in confidenza con Eddi.
Anche il rapporto tra i coniugi Boswick è stato indagato a fondo, tuttavia credo che un padre non dovrebbe parlare in modo così aperto alla propria figlia della relazione con la madre.

Nella storia non ci sono contenuti maturi (e di questo ne sono stata ben lieta) e abbastanza intrusivo è il ruolo della religione.

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La copertina: è carina. Mi piace la scelta del font e dei colori. E' moderna e vivace.

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Trama: Lawyer Eddi Boswick tries out for a production of Pride and Prejudice in her small Texas town. When she's cast as the lead, Elizabeth Bennet, her romantic co-star is none other than the town's most eligible--and arrogant--bachelor.

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Giudizio personale:3/5

domenica 25 febbraio 2018

I could write a book

Autrice: Karen M. Cox

Sottotitolo: A Modern Variation of Jane Austen's "Emma"

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: settembre 2017





Sono sempre alla ricerca di un bel retelling moderno dei romanzi austeniani, e questo di Karen M. Cox è certamente uno dei migliori che abbia mai letto.

I could write a book è la riscrittura di Emma, ambientato questa volta negli anni '70 nel Kentucky, sud degli Stati Uniti.
Dopo un inizio un po' lento in cui ho dovuto abituarmi al nuovo background di cui non ho una conoscenza personale, sono stata catturata dalla storia e dallo stile dell'autrice.

La trama è piuttosto aderente al romanzo originale: Emma Woodhouse è una ragazza di buona famiglia, cresciuta tra lodi e complimenti; amici e parenti costituiscono tutto il suo mondo, che è invero piccolo. Emma, infatti, fatica ad allargare i propri orizzonti a causa della propria situazione familiare: dopo aver subito la morte della madre, il padre, in passato noto avvocato, necessita di cure per i reliquati di un ictus. Emma rinuncia così al college, scegliendo di restare a casa.
Suo amico da sempre è George Knightley, figlio del socio di Mr Woodhouse e anch'egli avvocato. Diversamente da Emma, ha potuto conoscere il mondo e sperimentare la vita, e rimprovera alla ragazza la sua inesperienza, nonché la convinzione di credere sempre di sapere cosa sia meglio per tutti. George è un uomo gentile, un gentiluomo, anzi, che intreccia di continuo relazioni fallimentari con donne sicure e di successo.

Come il suo corrispettivo austeniano, anche questa Emma è una ragazza piuttosto sola: sua sorella è ormai sposata e assorbita da marito e figli; la zia che si è presa cura di lei, Miss Taylor, ha trovato l'amore e la sua strada; il padre, che ha problemi di memoria, occupa tutto il suo tempo.
La trovo una protagonista molto coraggiosa: nonostante la vita potrebbe darle di più e nonostante i suoi sacrifici, non si lamenta mai, è sempre vivace, e non prova rancore nei confronti di quella famiglia che continua a tenerla legata a sé e a tirarla giù, quando lei potrebbe allontanarsi ed emergere dalla ristretta comunità in cui si ritrova a vivere.
Anche George è un personaggio adorabile, ed ho amato leggere della sua progressiva consapevolezza dei propri sentimenti verso Emma.

Come dicevo, l'autrice è riuscita a restare molto aderente al romanzo originale, non tralasciando nessun personaggio: c'è spazio per Frank e Jane Fairfax, per la storia tra Miss Taylor e il signor Weston, per gli odiosi Elton, per la semplice Mary Jo (Harriet), che, spinta dalle buone intenzioni di Emma, rischia di allontanarsi dalla propria felicità, credendosi innamorata ora dell'uno, ora dell'altro degli uomini che popolano il romanzo; più sottotono, invece, le apparizioni delle Bates (e forse è meglio così, trovo sempre penosi gli eventi di Box Hill).
Karen M. Cox ci regala anche delle toccanti scene con protagonista Emma e sua madre, che hanno fatto aumentare in me la tenerezza verso la protagonista e il suo buon cuore ferito.

Emma è la mia eroina austeniana preferita, protagonista di una storia profonda e divertente e di un processo di crescita doloroso e valido. Nonché di alcune delle scene più dolci con uno dei gentiluomini più amabili e affascinanti della letteratura.

I could write a book mantiene inalterate tutte queste caratteristiche e si rivela una lettura emozionante e piacevole anche per chi sia a digiuno dei romanzi di Jane Austen.

Come in Find wonder in all things, invece, non ho gradito del tutto l'epilogo con i protagonisti invecchiati, perché, come ho già ribadito altrove, a me piace pensarli giovani e felici per sempre.
Molto stimolante la sezione finale, contenente alcune domande su cui riflettere, tra cui un interessante confronto tra il personaggio di Emma e quello di Mr Darcy di Orgoglio e pregiudizio.

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La copertina: molto carina. Mi piace l'accostamento di colori e il fatto che ci sia una silhouette piuttosto che una foto.

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Trama: “Emma Woodhouse, handsome, clever and rich…”
Thus began Jane Austen’s classic, a light and lively tale set in an English village two hundred years ago. Yet every era has its share of Emmas: young women trying to find themselves in their own corners of the world. 
I Could Write a Book is the story of a self-proclaimed modern woman: Emma Katherine Woodhouse, a 1970s co-ed whose life is pleasant, ordered, and predictable, if a bit confining. 
Her friend George Knightley is a man of the world who has come home to fulfill his destiny: run his father’s thriving law practice and oversee the sprawling Donwell Farms, his family legacy in Central Kentucky horse country. 
Since childhood, George’s and Emma’s lives have meshed and separated time and again. But now they’re adults with grown-up challenges and obligations. As Emma orchestrates life in quaint Highbury, George becomes less amused with her antics and struggles with a growing attraction to the young woman she’s become. 
Rich with humor, poignancy, and the camaraderie of life in a small, Southern town, I Could Write a Book is a coming of age romance with side helpings of self-discovery, friendship, and finding true love in the most unlikely places.

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Giudizio personale: 5/5

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Della stessa autrice:
- Find wonder in all things