giovedì 21 agosto 2014

L'ira della mummia e La resurrezione della mummia

Autore: Anthony Wylm
Titolo originale: L'amant de la momie

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Lessi per la prima volta questo libro molto tempo fa, quando ero ragazzina, e ricordo che mi piacque molto, così come ricordo che restai molto delusa dal fatto che la storia, nell'edizione della Newton, è monca della
seconda parte, con cui si conclude.

Avendola recuperata dopo una ricerca, ho riletto la storia di Wylm... e purtroppo questa volta l'ho trovata solo un bel raccontino su una mummia disposta a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, ma nulla più.

Ciò che mi ha colpito questa volta, e che non avevo notato allora, è lo stile assolutamente ironico e piacevole dello scrittore, che non esita a prendere in giro il Capo del Dipartimento o a farci sorridere di tutti gli altri personaggi e dell'intera società.

Il volume parla di una mummia che, portata illegalmente in Inghilterra, rende la vita difficile a chiunque la possieda (semplici rumori notturni, canti, vetrine infrante, fino a malattie, ossa rotte e chi più ne ha più ne metta), non solo allo scopo di essere riportata nella sua terra d'origine, come può inizialmente sembrare, ma per l'umilissimo desiderio di risorgere e ricongiungersi al suo amato, rinato nel corpo di uno dei personaggi.

La seconda parte, che seguiva la prima in una vecchia edizione dal titolo "Nefer-si risorta" e contenuta nella
più recente raccolta "Storie di mummie" a cura di Gianni Pilo, è di sicuro molto più godibile e interessante della prima.

Nefer-si (questo il nome della principessa egiziana diventata poi mummia) e il suo amato combattono, abbandonando i loro corpi ed allontanandosi nel tempo e nello spazio, contro i sacerdoti che vorrebbero impedire alla mummia di risorgere.

I combattimenti, purtroppo, sono brevi e descritti piuttosto superficialmente. Di certo, se avessero occupato più pagine, la storia sarebbe stata molto più emozionante e memorabile.

Il finale non mi è piaciuto granché, Nefer-si non mi è risultata molto simpatica, e vederla riuscire nella sua impresa a scapito di un altro personaggio mi ha fatto storcere il naso.

La storia può essere comunque un buon passatempo, soprattutto per chi cerca un libro breve, che si legga in fretta e che sia carino senza essere impegnativo.

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Quarta di copertina: In una delle sale di reperti egiziani di un museo di Londra, si verificano degli eventi assolutamente fuori dal normale. Gli spostamenti di gioielli da una teca all'altra, i gemiti, i clangori notturni, strane visioni che i guardiani prendono per allucinazioni, fanno tutti capo alla mummia di un'antichissima Principessa egiziana, il cui sarcofago è stato donato al museo da un Lord incapace di sopportare più a lungo gli eventi soprannaturali che hanno origine da questa mummia. Ma qual è il motivo che scatena l'ira della mummia? E, soprattutto, esiste un qualche modo per calmarla?

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Giudizio personale: 2/5

venerdì 15 agosto 2014

Morto per il mondo

Autrice: Charlaine Harris
Titolo originale: Dead to the world
Volume: 4 di 13

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Morto per il mondo è il quarto volume del ciclo di Sookie Stackehouse. Pur non essendo divertente come il romanzo precedente, è comunque leggero e piacevole; come ho già scritto, l'ideale dopo una giornata faticosa o se si vuol staccare il cervello per un po'.

La storia è probabilmente la migliore fino ad ora - sempre restando nell'ambito dei romanzi del ciclo, che a dire il vero sono su un livello qualitativo piuttosto basso -, ma con eventi che si susseguono molto velocemente e mai troppo approfonditi.

Lo stile è davvero molto semplice - spesso anche troppo -, ma è adeguato al narratore, ovvero Sookie, per sua stessa ammissione "poco istruita ma non stupida".

La storia delle streghe è carina, ma, come ho già detto, molto poco approfondita; mi è piaciuta l'incursione a Hotshot, così come la temporanea alleanza tra vampiri e mannari e la perdita di memoria di Eric (che, pur spersonalizzato, sembra un compagno migliore di Bill). Ho invece trovato ridicola la fata.

Aspetto positivo di questi romanzi, è il fatto di non prendersi per niente sul serio. Sono brevi - si leggono in circa due serate - e strappano qualche sorriso divertito.
Un vero guilty pleasure.

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Trama: Sookie Stackhouse è una cameriera di un bar di una piccola cittadina della Louisiana, è simpatica e svolge bene il suo lavoro, ma conduce una vita isolata perché non tutti apprezzano il suo particolare talento: quello di poter leggere nella mente degli altri. I vampiri però hanno una mente difficile da decifrare, e forse per questo Sookie ha un debole per loro. Così, quando nel tornare a casa dal lavoro, si imbatte in un vampiro che sta correndo nudo lungo la strada, lei non si limita a tirare dritto. Sookie sa benissimo chi è: Eric, spaventoso, sexy... e morto... come lo era il giorno in cui lo ha conosciuto, solo che adesso soffre di amnesia. Questo nuovo Eric è dolce, vulnerabile, e ha bisogno dell'aiuto di Sookie, perché chi gli ha tolto la memoria, chiunque sia, adesso vuole privarlo anche della vita. Ma il pericolo più grande lo corre il cuore di Sookie, perché questo nuovo Eric, più dolce e gentile, è una persona a cui è molto difficile resistere.

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Giudizio personale: 3/5

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Volumi precedenti:
- Finché non cala il buio
- Morti viventi a Dallas
- Il club dei morti

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[attenzione: SPOILER sulla quarta stagione di True Blood]


Da Morto per il mondo è stata tratta la quarta stagione di True Blood, secondo me la peggiore tra le prime quattro, che mi ha fatto momentaneamente smettere di guardare lo show e riprendere la lettura dei libri, per capire se almeno nei romanzi ci fosse qualcosa di meglio...


La storia di Eric che perde la memoria è carina, ma le scene tra il vampiro e Sookie sotto la doccia/neve sono visivamente molto brutte e decisamente imbarazzanti.





La storia di Jason e le pantere mannare a Hot Shot è davvero orrenda e noiosa (molto meglio nel romanzo), e mi è sembrata interminabile. Non mi è piaciuta nemmeno la strada presa dalla relazione tra Jessica e Hoyt e la scelta finale della vampira, così come potevano essere cassati tutti gli eventi riguardanti Tommy e la famiglia d'origine di Sam.


Terry e Arlene sono sempre molto divertenti, ma la storia del bambino, che pareva promettere molto, mi ha delusa.


Il big bad di questa stagione è Marnie, una strega posseduta dallo spirito di un'altra antica strega. Inizialmente sembrava interessante, la storia della possessione e del passato della donna morta mi piacevano, ma poi tutto si è risolto in modo molto prevedibile, stupido e deludente.


Le cose che più mi sono piaciute sono state l'assenza iniziale di Tara, la sua morte nell'ultimo episodio (anche se di sicuro non si tratterà di un addio), l'uscita di scena di Debbie, e finalmente quella di Tommy, Joe Lee e Melinda. E non è un buon segno se le cose migliori di uno show sono le morti dei suoi personaggi...


lunedì 11 agosto 2014

I guerrieri del ghiaccio

Autore: George R.R. Martin
Titolo originale: A dance with dragons - Book five of A Song of Ice and Fire
Volume: 10 di 12

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[attenzione: qualche piccolo SPOILER]

Già dalla postfazione del volume precedente, avevo pensato che fosse un azzardo escludere da un libro tutti i personaggi e le vicende di Approdo del Re ed includere solo i POV di Jon, Tyrion, Daenerys, Bran, Reek e Davos.
Ed infatti, almeno per quanto mi riguarda, questo è stato il volume più noioso dell'intera saga, anche se credo sia quello scritto meglio. Questa volta ho infatti apprezzato davvero molto lo stile di Martin, non so se perché sia effettivamente migliorato, o se perché la noia ispiratami dalle vicende raccontate mi abbia portato a concentrarmi più sulla scrittura che sugli eventi.

Tanto di cappello come sempre al Prologo, in cui l'autore sembra creare dal nulla mondi e personaggi, che, seppur sconosciuti, sono sempre profondissimi.

Riguardo al resto della storia, paradossalmente i capitoli dedicati a Jon (che, come ho spesso scritto, è un po' la mia spina nel fianco) mi sono sembrati i migliori. Mi sarei quasi messa a saltare dalla gioia e dall'entusiasmo quando il bastardo di Ned Stark ha giustiziato Janos Slynt! Finalmente! Non vorrei sbagliarmi, ma penso che il ragazzo stia imboccando una strada interessante.

Il personaggio di Tyrion, invece, che è sempre stato uno dei migliori, risulta, come è d'altronde giusto, molto affetto da ciò che ha fatto al proprio genitore, ma questo gli ha fatto perdere smalto. Al di là della sua lingua sempre tagliente, l'ho trovato spesso noioso, e mi duole dire che non mi importa granché di dove sia finito adesso.

Bran incontra finalmente il suo corvo dai tre occhi, e sono curiosa di sapere cosa succederà, mentre Daenerys continua a trovare problemi nel governare Meeren e viene indirizzata verso un matrimonio che mi fa storcere il naso (proprio adesso che una frotta di pretendenti ha intrapreso un lungo viaggio per raggiungerla). Leggendo i suoi POV, più che in ogni altro volume, ho avuto l'impressione che tutta la storia non sia altro che questo: una lunga attesa che lei salga sulla "sedia di ferro".

La vicenda del Principino redivivo è stata una bella sorpresa (di cui, purtroppo, avevo inavvertitamente letto solo alcuni giorni prima di imbattermici nel libro), ma per la prima volta non sono stata contenta dell'aggiunta di un nuovo personaggio alla saga.
Temevo un po' i capitoli dedicati a Theon, ora Reek, visto il lungo minutaggio dedicato alla - noiosa - vicenda nella seria tv, e sono stata contenta che nel romanzo tutto sia stato condensato in poche pagine.
Sempre profondo il personaggio di Davos.

I guerrieri del ghiaccio è purtroppo una sorta di scivolone nell'economia della saga, e per la prima volta, leggendo, ho provato un senso di frustrazione. Speriamo che la sua seconda parte, I fuochi di Valyria, presenti un netto miglioramento. Staremo a vedere.

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Quarta di copertina: La "vittoria" del leone di Lannister ha lasciato un'interminabile scia di sangue e il destino dell'intero continente occidentale è di nuovo in bilico. Sulla remota Barriera di ghiaccio il temerario Jon Snow è costretto a difendere con la spada il suo rango di lord comandante dei Guardiani della notte. Al di là del Mare Stretto, mentre l'intrepida giovane regina Daenerys Targaryen continua a difendere il proprio dominio contro orde di nemici, dalle ombra del passato riemerge il furore fiammeggiante della sua stessa nobile casa. Il fuga verso le città libere, coinvolto suo malgrado in un complotto, Tyrion Lannister, l'astuto Folletto regicida e parricida che tutti sembrano volere morto, potrebbe in realtà essere la chiave di volta della restaurazione della mai realmente estinta dinastia del Drago. Lanciato in una pericolosissima ricerca lungo un fiume tanto leggendario quanto letale, Tyrion è costretto ad affrontare avversari inaspettati e sanguinari: infidi mercenari pronti a tagliare qualsiasi gola per una sacca di conio, un principe di Dorne incline agli intrighi e un cavaliere maledetto deciso a riconquistare l'onore perduto.

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Giudizio personale: 3/5

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Volumi precedenti:
Il trono di spade
Il grande inverno
Il regno dei lupi
La regina dei draghi
Tempesta di spade
I fiumi della guerra
Il portale delle tenebre
Il dominio della regina
L'ombra della profezia

lunedì 4 agosto 2014

Heat wave - Citazioni


" - La mia faccia non svela nulla - disse il giudice.

- Non sei tu che sveli, è lei che coglie -. "

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" "Gratificazione ritardata" era una frase che le veniva in mente spesso, di solito evocata come mezzo per placare qualche rara vampata di rabbia per quello che faceva al posto di quello che avrebbe preferito fare. O che vedeva fare ad altri. "

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" Una giovane coppia passeggiava sul prato mano nella mano e senza volerlo Nikki fermò l'auto e li osservò, due  persone semplicemente insieme, con tutto il tempo del mondo a disposizione.
Quando un moto di malinconia le si agitò dentro, lo schiacciò con una lenta pressione dell'acceleratore. "

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" In quel momento [...] non voleva pensare. Voleva essere. "

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" ... che succede quando lo strato protettivo che hai sviluppato per riparare la parte più vulnerabile di te diventa talmente impenetrabile che neanche tu puoi raggiungere più quella parte? "

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Qui la recensione del romanzo

venerdì 1 agosto 2014

La ragazza che giocava con il fuoco

Autore: Stieg Larsson
Titolo originale: Flickan som lekte med elden

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La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo capitolo della trilogia Millennium, e mi è piaciuto più del primo, soprattutto perché gli eventi ruotano intorno ad una - se non l'unica - protagonista principale, Lisbeth Salander, accusata di duplice e poi triplice omicidio.

Lo stile mi piace, così come la sensazione di leggere una storia scritta da qualcuno che sa davvero di cosa sta parlando (in questo caso, del traffiking).
Ed è un pregio, secondo me, che l'azione cominci a circa 200 pagine dall'inizio del libro, senza che ciò che la precede annoi o stanchi il lettore, anche se ho trovato a volte eccessivamente ansiogeno il piano dell'avvocato Bjurman di far del male a Lisbeth (ma probabilmente solo perché ho letto il romanzo in un momento sbagliato).

Forse è proprio la parte centrale del romanzo quella che mostra di più il fianco: l'assenza di Lisbeth si sente, e si sente parecchio, ed ho trovato a volte molto noiose le pagine dedicate al distretto di polizia, anche se ho pensato che lo scrittore sia stato davvero bravo a rendere detestabili quei personaggi - uomini - insopportabilmente ignoranti e misogini.

Una cosa che mi ha colpito è il fatto che la rivelazione probabilmente più importante del romanzo, concernente uno dei personaggi - ed in particolare la sua relazione con uno dei protagonisti -, sia stata messa lì quasi con noncuranza, non posta alla fine del capitolo, né tanto meno "urlata", come forse mi sarei aspettata. Mi chiedo se ciò dipenda dalla "provenienza" del romanzo (non ho letto altri scrittori svedesi) o allo stile di Larsson.

Il finale è forse un po' tirato per i capelli, a tratti (penso, ad esempio, all' "impresa" di Mikael Blomkvist contro il gigante biondo), ma il romanzo ha comunque il pregio di tentare di andare dritto alle radici del male e di far riflettere, e questo mi piace sempre. Molto.

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Trama: Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.

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Giudizio personale: 4/5

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Volume I: Uomini che odiano le donne

giovedì 24 luglio 2014

Innamorarsi a Notting Hill

Autrice: Ali McNamara
Titolo originale: From Notting Hill with love... actually

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Avevo letto molte recensioni favorevoli riguardo a questo libro, e di conseguenza, se di certo non mi aspettavo di avere tra le mani un capolavoro, pensavo di immergermi almeno in una storia leggera, divertente e molto piacevole.

Invece Innamorarsi a Notting Hill è stato un'autentica delusione.

La protagonista è veramente immatura, non sono riuscita a provare per lei né simpatia, né tanto meno empatia; va bene sognare ad occhi aperti e concedersi di tanto in tanto di evadere dalla realtà, ma Scarlett (questo il suo nome) esagera, rendendosi davvero irritante. Così come irritanti finiscono per diventare gli innumerevoli riferimenti ai film preferiti della protagonista.
Inizialmente è piacevole ritrovare alcuni richiami, soprattutto a Notting Hill, come la questione della biblioteca o del succo d'arancia rovesciato, ma poi i continui rimandi stancano.

I personaggi non mi sono piaciuti, a parte Oscar, che ho trovato simpatico - ma forse un tantino stereotipato -.

L'evolversi della storia è prevedibile sin dall'inizio, e questo sì, me lo aspettavo, si tratta pur sempre di una commedia romantica, ma con la pecca di essere noiosissima. Gli unici episodi divertenti sono quelli ambientati a Parigi, mentre ho trovato la scena con i due poliziotti, che sembravano usciti direttamente dal peggior episodio di Scuola di polizia, veramente imbarazzante.

Sconsiglio vivamente la lettura di questo romanzo, ma, a chi volesse provarne comunque l'ebbrezza, suggerisco prima la visione di Notting Hill, per divertirsi almeno nello scovare i riferimenti - veramente piuttosto palesi - alla pellicola.

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Trama:  Scarlett O’Brien sogna una vita da film. Nel vero senso della parola: perché il cinema, e in particolare le sue amate commedie romantiche, sono molto più eccitanti della banale realtà di tutti i giorni accanto a David, il suo noioso fidanzato. Ossessionata da Hugh Grant, Brad Pitt e Johnny Depp, Scarlett trascorre le giornate con la testa tra le nuvole, e tante serate davanti allo schermo per vedere i suoi romantici film, con un pacchetto di fazzoletti per asciugarsi le lacrime e la mano immersa in un sacchetto di popcorn. Così, quando le si presenta l’occasione di trascorrere un mese in una villa di Notting Hill, scenario di uno dei suoi film preferiti, non ci pensa due volte: potrà capire così cosa desidera davvero e vivere le sue fantasie almeno una volta. Ma quando, a Londra, Scarlett conosce il suo nuovo vicino, l’affascinante Sean, si rende conto che il copione del suo personalissimo film sta per sfuggirle di mano… Forse il destino sta tramando come in Serendipity? O magari sta andando in scena il suo personale remake di Se scappi ti sposo? Ma qual è, in fin dei conti, il lieto fine che Scarlett desidera per se stessa? L’importante è deciderlo in fretta, perché il giorno delle nozze con David si avvicina…

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Giudizio personale: 2/5

giovedì 17 luglio 2014

A father's sins

Autrice: Joy Dawn King
Sottotitolo: A Pride & Prejudice Variation

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[attenzione: SPOILER]

A father's sins è il primo romanzo di Joy Dawn King, una variation del celebre Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

Il romanzo si apre con un Prologo che ho trovato molto carino, in cui un ventunenne Darcy incontra una Elizabeth ancora ragazzina, ma già spumeggiante, in un book shop a Piccadilly. E' stato un inizio fresco, una ventata di novità.
Già nella seconda parte del Prologo, però, troviamo un Mr Bennet del tutto out of character, che mi ha ricordato molto la sua consorte in Dearly beloved.
L'uomo, infatti, accusa Lizzy di non aver fatto tutto il possibile per prendersi cura dei suoi fratelli minori, e di aver così lasciato morire Mary, Kitty, Lydia, nonché un fratellino futuro erede di Longbourn (altro elemento che mi è piaciuto) di vaiolo, mentre, in realtà, è stata l'incoscienza di Mrs Bennet e la negligenza del marito a portare alla tomba i piccoli. L'uomo, allora, caccia via di casa quella che sarebbe dovuta essere la sua figlia preferita, in un eccesso di cieca crudeltà ed ignoranza che poco si accordano con il personaggio originale, ma che sono comunque parte di quei "peccati di un padre" di cui parla il titolo.

Elizabeth si trasferisce così dai Gardiner e, grazie al lavoro dello zio, si ritrova a viaggiare in lungo e in largo e a visitare luoghi anche molto lontani da Londra. Quest'aggiunta mi è piaciuta, ho sempre pensato che quella dei Gardiner fosse una famiglia di gran lunga migliore dei Bennet, in cui una mente aperta come quella di Elizabeth avrebbe trovato terreno fertile. E' invece secondo me un po' forzato che Lizzy, proprio grazie a questi viaggi, sia diventata una sorta di guaritrice dalle capacità pressoché illimitate - per l'epoca -.

Elizabeth incontra Darcy a Netherfield, lì chiamata a causa della malattia di Jane, presente anche nel romanzo originale. A me piace molto Jane, la trovo buona e carina senza essere insopportabile, ma in questa storia appare piuttosto poco, e si comporta con freddezza e a sua volta quasi con crudeltà nei confronti della sorella, non ci è dato sapere se per quieto vivere o  se per aver fatto proprie le convinzioni del padre, ed è molto distaccata anche nei confronti di Bingley, a cui non lascia nemmeno uno spiraglio di speranza.

Nel romanzo, Wickham è in realtà primo figlio del defunto Darcy, fatto interessante (a cui probabilmente un po' tutti i lettori di Orgoglio e Pregiudizio strizzano l'occhio) soprattutto per le sue conseguenze, in quanto il vecchio proprietario non ha mai nascosto la sua preferenza nei confronti del figlio primogenito, in particolare dopo la morte della moglie, un altro dei "peccati" del titolo, che ha contribuito a fare di Darcy figlio una persona schiva ed in realtà insicura.
L'odio di Wickham trova il suo culmine in un assalto alla carrozza che trasporta i Darcy ed Elizabeth, evento che in realtà non mi è piaciuto molto - forse troppo tendente al gotico -, e che porta al cuore del romanzo, e cioè al ferimento di Darcy (molto carina la battuta di Elizabeth riguardo al ricamo sul braccio dell'uomo!).
La cosa fa in modo che i due protagonisti passino molto tempo insieme, ma la malattia dura davvero troppo, non vedevo l'ora che Darcy finalmente si riprendesse!

Il finale è naturalmente lieto, con una sorpresa per quanto riguarda la dote di Elizabeth, e delle scene carine nello studio dell'avvocato.

Una menzione particolare ad una Caroline Bingley sempre necessaria per il divertimento del lettore, che non esita a cadere ogni volta più in basso per raggiungere i propri scopi, e a una Georgiana molto carina pronta a maturare. Troppo perfetta, invece, Elizabeth, che sembra non avere alcun difetto.

Lo stile è molto scorrevole, l'inglese semplice, la storia carina, anche se di sicuro l'avrei apprezzata di più se i protagonisti non fossero stati Darcy ed Elizabeth (ma in tal caso, forse, non mi sarei mai imbattuta nel romanzo). Ora non mi resta che aspettare il prossimo romanzo dell'autrice, e scoprire cos'ha in serbo per Jane, Bingley e noi lettori.

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Quarta di copertina: Mr George Darcy, father of an illegitimate child raised by his steward, Mr Wickham, agreed with his wife, Anne, that the firstborn son of their marriage would be heir of Pemberley. However, Mr Darcy loved his eldest son, George Wickham, and indulged him by bringing him to Pemberley to live after the death of his wife. His heir, Fitzwilliam Darcy, paid a heavy price for his decision.

Mr Thomas Bennet, an educated gentleman and father of five daughters, favored his second born, Elizabeth. Unexpectedly, his wife gave birth to a son and heir. Mr Bennet, at the persistence urging of his wife, chose not to have his youngest children vaccinated for smallpox. When the plague hits Longbourn it devasted their family. Elizabeth paid the heaviest price for this decision of her father.

La nuova copertina del romanzo, ora sottotitolato:
" A Pride and Prejudice variation
Men of Derbyshire book one "

Mr George Darcy, padre di un figlio illegittimo cresciuto dal suo amministratore, Mr Wickham, concordò con sua moglie, Anne, che il primogenito nato dal loro matrimonio sarebbe stato l'erede di Pemberley. Comunque, Mr Darcy amava il suo primo figlio, George Wickham, e lo accontentò portandolo a vivere a Pemberley dopo la morte di sua moglie. Il suo erede, Fitzwilliam Darcy, ha pagato un pesante prezzo per la sua decisione.

Mr Thomas Bennet, un istruito gentiluomo e padre di cinque figlie, preferiva la sua seconda figlia, Elizabeth. Inaspettatamente, sua moglie diede alla luce un figlio maschio ed erede. Mr Bennet, di fronte all'insistente ostinazione di sua moglie, scelse di non vaccinare i suoi figli più piccoli contro il vaiolo. Quando l'epidemia colpisce Longbourn, ha devastato la loro famiglia. Elizabeth ha pagato il prezzo più alto per questa decisione di suo padre.

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Giudizio personale: 3/5