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sabato 15 luglio 2023

Saga Blackwater - La piena e La diga (Audiolibri)


Autore: Michael McDowell
Lingua: italiano
Titoli originali: The flood; The levee
Data di pubblicazione: 1983
Voce narrante: Antonella Civale


La piena e La diga rappresentano i primi due capitoli della saga di Blackwater, risalente ai primi anni '80 e il cui autore, a quanto pare, è tra i preferiti di Stephen King.

Nel primo volume si narra dell'esondazione del fiume Perdido e della conseguente inondazione dell'omonima - ed immaginaria - città in Alabama. La famiglia più influente del luogo, quella dei Caskey, si ritrova ad accogliere Elinor, una misteriosa donna che sembra quasi sbucata dal nulla.

Il secondo volume, La diga, è invece dedicato alla costruzione dell'argine che proteggerà Perdido da future inondazioni. La città deve quindi affrontare numerosi cambiamenti, come l'arrivo in massa degli operai e l'abbruttimento del paesaggio circostante...

La saga mi era stata consigliata come l'ultima tendenza  del momento, ma ciò che mi aveva attratto maggiormente era stata la sua etichetta di genere "horror".
Da qui, la profonda delusione derivata dall'ascolto dei due romanzi, che, di spaventoso, hanno poco o nulla. Se fossero stati presentati come una saga familiare con elementi soprannaturali, sarebbero stati perfetti, le mie aspettative appropriate e il mio giudizio molto più positivo.

Ci sono state solo due scene - l'una nel primo libro, l'altra nel secondo - che mi hanno colpito ed impressionato, ma per il triste destino delle vittime e i loro ultimi attimi di vita, piuttosto che per l'atmosfera "horror".
Tuttavia, ho trovato interessanti le dinamiche familiari dei Caskey, la mania di controllo della matriarca Mary Love, la sottomissione degli altri membri della famiglia e la disgregazione degli equilibri rappresentata dal fattore esterno Elinor e dal suo insinuarsi profondamente in seno alla famiglia.

Nonostante la delusione, proseguirò l'ascolto. Senza fretta e senza eccessivo entusiasmo.


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Trama - La piena: Nel 1919 le acque nere del fiume sommergono la cittadina di Perdido in Alabama. I ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia dell’acqua. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio devoto Oscar, dovrà anche fare i conti con un’apparizione sconvolgente. Dalla città sommersa compare Elinor, una donna dai capelli rossi e un passato misterioso che sembra volersi insinuarsi nel cuore dei Caskey.

Trama - La diga: 1922. Mentre Perdido si sta riprendendo dalla devastazione, la costruzione di una diga è l'unica difesa possibile contro la furia dell'acqua. Ma il cantiere riversa sulla cittadina ancora precaria, un ulteriore carico di imprevisti: la rivolta degli operai, il capriccio delle correnti, il mistero di alcune sparizioni. La matriarca Mary-Love si scontra con Elinor, ora parte della famiglia Caskey. Macchinazioni, alleanze amene, sacrifici: a Perdido i mutamenti saranno profondi, le conseguenze irreversibili. La lotta è appena cominciata.

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La piena
⭐⭐⭐

La diga
⭐⭐

domenica 17 luglio 2022

Affari di famiglia (audiolibro)


Autore: Francesco Muzzopappa

Lingua: italiano

Genere: umoristico

Prima pubblicazione: giugno 2014

Voce narrante: Renata Bertolas


La contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna è cinica, snob, e odia i bambini. Sua spina nel fianco è il proprio figlio Emanuele, inadatto a prendere in mano le redini del casato, e scialacquatore del patrimonio di famiglia. Quando tutto sembra ormai perduto, il coinvolgimento in una rapina in banca le fa venire una brillante idea...

Ho avuto un rapporto altalenante con questo libro: l'ho trovato divertentissimo fino alla rapina, ho avvertito un calo di interesse nella parte centrale, e poi la storia - e il mio piacere nell'ascoltarla - sono migliorati, anche se non hanno raggiunto il livello dei primi capitoli.

Il motivo del calo nella parte centrale è stata una certa noia che ho provato durante le scene con il rapinatore, ma soprattutto due battute su autismo e Anna Frank nello stesso capitolo, tra l'altro tra i meno riusciti. A quel punto ho pensato seriamente di abbandonare l'ascolto, e tutt'ora mi appaiono come dei gravi nei in un romanzo altrimenti godibilissimo e divertente. Ciò che mi ha fatto persistere è stato il considerare le due "battute" come un'espressione del cinismo, della superficialità e dell'indifferenza verso gli altri della contessa - che, manco a dirlo, ha cominciato da allora a starmi meno simpatica - piuttosto che del pensiero dell'autore. 

L'ultima parte ha riacquistato punti con una found family e un lieto fine - elementi per i quali ho un debole - molto ben riusciti.

La voce narrante: una contessa perfetta! Una lettrice bravissima!

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La copertina: piuttosto particolare, mi piace.

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Trama: Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.

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Rating: 4/5
Voce narrante: 5/5

venerdì 15 luglio 2022

I cinque profumi del nostro amore (Audiolibro)


Autrice: Laure Margerand

Lingua: italiano

Titolo originale: Les 5 parfums de notre histoire

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: novembre 2020

Voce narrante: Assunta Maria Berruti




Charlotte è una editor tra le più competenti e richieste, che, come reazione ad una tragedia familiare, perde il senso dell'olfatto e si lascia andare.
Quando il famoso e borioso scrittore Pierre-Emanuel le propone di seguirlo nella stesura del suo nuovo romanzo, sembra l'occasione giusta per rimettersi in piedi.
Ma l'uomo vuole creare una storia "olfattiva", ovvero corredata di segnalibri il cui profumo ne evochi i momenti cruciali...

Proprio quando pensavo  di essere stata molto fortunata, quest'anno, nello scegliere le letture, I cinque profumi del nostro amore è arrivato a smentirmi: è infatti uno dei libri più brutti che abbia letto (o ascoltato), e uno dei pochissimi a cui abbia dato una sola stella. Con buona pace delle innumerevoli recensioni entusiastiche.

La storia è noiosa, lo stile brutto, i personaggi odiosi. Anche Charlotte, nonostante sia la protagonista e nonostante la tragedia. Per non parlare di Pierre-Emmanuel e di Gabriella, la profumiera, che ad un certo punto si comportano in modo così infantile ed assurdo, che non sapevo più cosa pensare.
La trama è a tal punto brutta che non solo non riesco a trovare un altro aggettivo per definirla, ma fa anche sembrare i leggeri film romantici dei pomeriggi natalizi come scritti da premi Nobel per la letteratura.

L'elemento peggiore sono i dialoghi: brutti, bruttissimi, inverosimili, noiosi.
I problemi tra Charlotte e il marito si risolvono in modo così frettoloso e superficiale che mi sono sentita insultata nella mia intelligenza.

Statene alla larga.

La voce narrante: piuttosto spigolosa; di certo non ha contribuito a farmi provare empatia per i personaggi.

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La copertina: l'accostamento di colori è piacevole, ma è tutto troppo macroscopico, i fiori, il flacone, il titolo...

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Trama: Osannato dal pubblico come una star, Pierre- Emmanuel è uno degli scrittori francesi più noti, sempre in testa alle classifiche. Ma ormai scrive come una macchina, e da tempo ha perso l'ispirazione e la stima della moglie. Quando Agathe lo lascia per un altro, Pierre vede crollare ogni certezza. Come riconquistare la donna che ama ricordandole tutte le emozioni vissute insieme? Nel pieno della crisi, finalmente ha un'illuminazione: scriverà un grande romanzo sul loro amore. Ma non un romanzo qualsiasi: dato che l'olfatto è il senso che più di ogni altro riesce a risvegliare i ricordi in modo immediato, Pierre incarica Gabriella, famoso “naso”, di creare una fragranza per ogni momento cruciale della storia con Agathe, per poi racchiuderla in un segnalibro. Il profumo del loro primo incontro, della passione, della vacanza a Cuba, della pelle del loro bambino. Però, per ritrovare il suo talento letterario ormai smarrito, Pierre ha bisogno di altro aiuto. Per questo contatta Charlotte, la migliore editor sulla piazza, chiedendole di assisterlo nella scrittura. Non può sapere che la giovane nasconde un segreto che la rende la persona meno adatta per quel compito: ha perso l'olfatto in seguito a un terribile trauma che ha distrutto la sua famiglia, e da allora conduce un'esistenza solitaria e appartata. Eppure la singolare proposta dello scrittore risveglia qualcosa in lei. Ma qualcuno che non riesce più a sentire gli odori e le emozioni può lavorare su un romanzo olfattivo? E se fosse proprio quello di cui ha bisogno?

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Rating: 1/5
Voce narrante: 2,5 / 5

martedì 12 ottobre 2021

Le sette morti di Evelyn Hardcastle (audiolibro)


Autore: Stuart Turton

Lingua: italiano

Titolo originale: The seven deaths of Evelyn Hardcastle

Genere: mystery / fantasy

Prima pubblicazione: ottobre 2019

Voce narrante: Alessandro Castellucci


Aiden si sveglia ogni mattina a Blackheath House, per vivere lo stesso giorno, ma in corpi diversi. Il suo scopo è scoprire l'assassino di Evelyn Hardcastle, e liberarsi finalmente del gioco macabro nel quale sembra intrappolato. Non conserva nessun ricordo della sua vera identità o della sua vita precedente, ma di una cosa è certo: farà di tutto per salvare anche Anna  - chiunque lei sia -, anche se, a quanto pare, le regole del gioco non permettono che ci siano due vincitori...

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è uno di quei romanzi, come L'uomo che voleva uccidermi, di cui, credo, la lettura del cartaceo risulterebbe più soddisfacente rispetto all'ascolto dell'audiolibro.
La storia è troppo lunga, spesso troppo tortuosa, e qualche volta durante l'ascolto mi sono distratta; i nomi degli innumerevoli personaggi e le distinzioni tra questi si ricorderebbero meglio leggendoli, piuttosto che ascoltandoli (mi è capitato più volte, soprattutto verso la fine, di confondere due degli invitati a Blackheath o di pensare erroneamente che fossero la stessa persona).

Di certo l'idea alla base della trama è geniale, in buone mani ne verrebbe fuori un film interessante.
Lo stile è tra i migliori in cui mi sia mai imbattuta, chiaro, ricco, mai ridondante.
L'ambientazione della storia è intrigante: Blackheat è stata una dimora splendida, lussuosa, ma in seguito ad un luttuoso avvenimento è stata lasciata alla decadenza e alla rovina. Il suo risveglio avviene grazie ad una festa, a cui i proprietari hanno invitato, oltre a qualche nuova conoscenza, tutti gli amici che si trovavano in quello stesso luogo nel giorno della tragedia.
Gli uomini nel cui corpo Aiden si trova a vivere uno degli otto giorni previsti dal gioco - prima del default e di un nuovo inizio -, sono tutti diversi per caratteristiche fisiche e soprattutto psicologiche, ed è interessante che il protagonista non possa fare a meno di assimilarne qualcuna, a volte risultando svantaggiato da una mole troppo possente o da un carattere troppo irascibile, altre approfittando di una mente particolarmente acuta o di un occhio piuttosto attento. 

L'indagine per scoprire l'assassino di Evelyn riserva più di una sorpresa, eppure alla fine ho trovato noiosa e banale la scena in cui il personaggio colpevole spiega per filo e per segno cosa è accaduto e perché, così come la sua personalità, ovvero quel misto di malvagità e pazzia già visto e rivisto innumerevoli volte.
L'entrata in scena di Lacrima d'argento, l'accenno ai superiori, il motivo del gioco, hanno tutti contribuito a rendere meno affascinante la trama, a cui avrebbe invece giovato che alcuni aspetti fossero rimasti vaghi e in cui il motivo della presenza di Annabel a Bleackheat mi è parso un improvviso e spiacevole ritorno alla realtà, così stridente con l'ambientazione e il tempo in cui sembrano vivere gli invitati alla festa.

Ho apprezzato il tema del perdono, delle seconde possibilità, e il fatto che chi siamo non è da ascrivere alle situazioni in cui veniamo a trovarci, ma alle nostre scelte e alla volontà di non cedere alla parte peggiore di noi.

La voce narrante: ottima. Alessandro Castellucci non solo legge in modo encomiabile, ma riesce a dare ad ogni personaggio una intonazione diversa, tanto che quasi sempre - ed è una vera fortuna, in una storia con così tanti attori - si può capire chi di loro stia parlando.

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La copertina: interessante, ha contribuito a rendermi curiosa rispetto al contenuto del romanzo. Bello il colore dominante e il disegno simile ad un pop-up con diversi personaggi, che fa pensare a un gioco di ruolo, nocciolo, anche se in una versione "particolare", dell'intera storia.

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Trama: Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

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Rating: 3,5/5
Voce narrante: 5/5

sabato 28 agosto 2021

Morte di una moglie perfetta - I casi di Hamish Macbeth (audiolibro)

Autrice: M.C. Beaton

Lingua: italiano   Genere: giallo

Titolo originale: Death of a perfect wife

Prima pubblicazione: novembre 1989

Voce narrante: Daniele Barcaroli

A Lochdubh, nelle Highlands scozzesi, arrivano i coniugi Thomas. La moglie, Trixie, sconvolge da subito la sonnacchiosa vita del villaggio: fonda club, promuove stili di vita salutari,  mette in crisi matrimoni e diventa un modello per le altre donne. Per tanti è la moglie perfetta, per molti altri qualcuno di cui sbarazzarsi volentieri...

Morte di una moglie perfetta è il quarto romanzo dedicato alle indagini di Hamish Macbeth, ma può essere tranquillamente letto senza conoscere i precedenti (tra l'altro non ancora disponibili in italiano).

La storia è piuttosto semplice, si legge - o ascolta - in breve tempo, e non riserva grandi colpi di scena, ma ciò, piuttosto che andare a suo sfavore, ne fa piuttosto un romanzo rilassante.
Complice anche la bella ambientazione scozzese, nonché la prosa chiara e fluida.

Hamish è un giovane uomo, unico poliziotto del villaggio, che è perfettamente soddisfatto della propria vita; non ha ambizioni di grandezza, gli piace vivere a Lochdubh e non gli viene in mente di lasciarlo nemmeno quando Priscilla, la ragazza di cui è invaghito, lo accusa di essere un codardo e di non voler far carriera.


Si tratta di un personaggio interessante, che in un mondo in cui tutti cercano di primeggiare e sembrano avere gran fretta, è felice della propria vita, dei ritmi lenti del villaggio, e non si vergogna di ammetterlo. Ho apprezzato anche la resa del suo rapporto con Priscilla, soprattutto verso la fine del romanzo.

Veramente brava la scrittrice nel delineare, con poche pennellate, il personaggio di Trixie, e nel suscitare nel lettore irritazione e fastidio ogni volta che la donna è presente sulla scena.
Piacevole anche la rappresentazione degli abitanti del villaggio, che tuttavia avrei voluto fossero indagati meglio.

La voce narrante: piacevole e rilassante, adatta all'atmosfera del romanzo.

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La copertina: mi piace molto, bella l'illustrazione e ancor più belli i colori.

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Trama: Alto, magro, capelli rossi, occhi azzurri e ciglia lunghe, Hamish Macbeth sembra (e forse è) pigro, sembra (ma forse non è) confuso, sembra (e forse è) poco ambizioso, più interessato a restare nel suo villaggio con cani, pecore e galline che non a trasformarsi in un poliziotto cittadino in carriera. Hamish sta pregustando le delizie dell'estate delle Highlands, ma quando l'amata Priscilla ritorna a Lochdubh al braccio di un nuovo fidanzato iniziano i guai, che si intensificano quando nubi di moscerini invadono il paese e definitivamente esplodono quando si trasferisce nel villaggio Trixie Thomas, esempio di domestica perfezione. Ben presto Trixie convince le altre signore a farsi portatrici di pasti sani, a schierarsi contro il consumo di alcol e tabacco e a pulire le case in modo maniacale. Ben presto gli uomini del villaggio insorgono e Macbeth deve risolvere un nuovo crimine: il misterioso avvelenamento della moglie perfetta.

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Rating: 4/5
Voce narrante: 4/5

domenica 15 agosto 2021

L'uomo che voleva uccidermi (audiolibro)



Autore: Yoshida Shūichi

Lingua: italiano

Titolo originale: 悪人

Genere: mystery / slice of life

Prima pubblicazione: aprile 2007

Voce narrante: Erika Urban



La giovane Ishibashi Yoshino è stata uccisa.
Il suo corpo è stato ritrovato al valico di Mitsuse, e da allora le indagini hanno scavato nella sua vita, fornendo alla stampa una quantità di informazioni tale, da fare della ragazza una vittima non solo di omicidio, ma della crudeltà dell'opinione pubblica.
Indagando nella sua sfera privata e in quella dei due giovani sospettati dell'assassinio, l'autore ci dimostra che non sempre le cose sono ciò che sembrano, tuttavia spesso, nel giudicare, gli esseri umani non possono accettare la scala di grigi, ma solo il bianco e il nero...

L'uomo che voleva uccidermi è un audiolibro lungo 11 ore e 49 minuti, ma che mi è parso lunghissimo - mentre scopro che in realtà il formato cartaceo consta di poco più di 300 pagine... -, e che verso la fine ho ascoltato a velocità aumentata perché terminasse in fretta.

Benché l'assassinio della giovane Yoshino sia l'evento che dà il via al romanzo, esso non è il fulcro della storia, che è piuttosto uno slice of life, uno spaccato di vita, in cui entriamo nelle giornate dei personaggi coinvolti, per un motivo o l'altro, nella vicenda.
E tutti loro hanno delle vite miserabili e infelici, caratterizzate dalla solitudine e dall'incomunicabilità.
Per questo motivo il romanzo ha prosciugato le mie energie; alla fine mi sentivo spossata, senza speranze.

Tutte le vicende sono in qualche modo tristi, ma quella che più mi ha colpito è stata quella della nonna che viene così subdolamente frodata e poi trattata con violenza nonostante la sua età e le sue condizioni, anche se il suo personaggio è stato l'unico, alla fine, a creare una crepa nell'universo pessimista e negativo del romanzo. L'acquisto di quella sciarpa, e il suo significato, è stato davvero un raggio di sole, di cui si aveva bisogno.  


Notevoli alcuni aspetti della trama, come la prontezza dell'opinione pubblica nello scagliarsi contro una ragazza che è stata uccisa, o il chiaro concetto che coloro che risultano innocenti possono albergare l'anima di un mostro, ancora peggiore di quella di chi commette crimini.
Ed è triste pensare a come sarebbe stata diversa l'esistenza dell'assassino, a quanta felicità avrebbe potuto avere nella sua vita, se solo un incontro non fosse avvenuto, o un altro si fosse verificato prima.
Ancora più triste la concezione che la giovane - influenzabile - Mitsuyo finisce per avere di lui, e che conserverà per tutta la vita.

La storia, visto il genere, non presenta grandi colpi di scena, eccetto due plot twist che cercano di confondere il lettore riguardo all'identità dell'assassino.

Per una volta, bello il titolo scelto per l'edizione italiana, il cui senso si comprende solo alla fine della storia.

  • Nel 2010 dal romanzo è stato tratto un film dal titolo Villain.

La voce narrante: purtroppo non mi è piaciuta. L'ho trovata irritante, e il fatto che la lettrice pronunciasse nel modo sbagliato i nomi giapponesi ha contribuito a peggiorare l'esperienza di ascolto.

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La copertina: bella. Mi piace la scelta dei colori e il fatto che il riflesso della ragazza non corrisponda a ciò che dovremmo vedere, in linea con il carattere del romanzo.

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Trama: In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata. Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l’uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari? La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall’incapacità di amare.

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Rating: 3/5
Voce narrante: 2/5

sabato 19 giugno 2021

Mancarsi (audiolibro)

Autore: Diego De Silva

Lingua: italiano

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 2013

Voce narrante: Diego De Silva


Dopo alcuni fallimentari tentativi con gli audiolibri, Mancarsi è stato finalmente il primo che sia riuscita ad ascoltare dall'inizio alla fine, e che ha fatto da apripista a tutti gli altri che sono seguiti.

Mancarsi è la storia di una coppia che non si è formata, o, almeno, non ancora. Seguiamo le storie delle sue due metà, delle loro relazioni complicate come tutte quelle "normali" sanno essere, ma anche, per motivi diversi, insoddisfacenti, tristi. E comprendiamo che qualcosa scricchiola, in quelle relazioni, che Irene e Nicola sarebbero perfetti insieme, che non si conoscono ma si mancano, e speriamo che si trovino, che smettano di mancarsi...

Questa di Diego De Silva è una storia molto breve, scritta in modo unico, fresco e fluido, pur trattandosi per lo più di un romanzo introspettivo. L'autore sembra conoscere profondamente l'animo umano, come se riuscisse a scavare a fondo nei sentimenti, nei pensieri, negli errori di chiunque. 
A tal proposito un esempio su tutti è il capitolo riguardante Nicola, Licia e il bambino.

Pur nella sua brevità, il romanzo ci regala tre storie, quelle delle due coppie, e quella, più bella, che accade off-screen, dopo l'ultima parola letta o pronunciata.
Per un attimo ho desiderato che l'autore avesse messo nero su bianco anche quest'ultima storia, l'incontro tra Irene e Nicola (che, comunque, si è liberi di immaginare che non avverrà mai), il loro riconoscersi, trovarsi, innamorarsi. Ma in tal modo la loro storia avrebbe perso magia, un po' come i sogni ad occhi aperti, quando si raccontano o devono fare i conti con la realtà.


E tante sono le citazioni memorabili, che mi piacerebbe rivivere la storia questa volta leggendo il cartaceo, per potermi soffermare su questa o quella frase, e prendere appunti.

La voce narrante: lo stesso autore Diego De Silva fa da narratore. La sua voce è calda e avvolgente, ma, soprattutto, Mancarsi è una sua creatura, lo si sente dall'intonazione, dalla velocità o la lentezza con cui approccia una frase, un dialogo, un monologo; sa quando arrabbiarsi, stupirsi, alzare la voce, sa bene quando i suoi personaggi sono irritati o frustrati. Meraviglioso.

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La copertina: perfetta. Riassume la solitudine e il grigiore delle vite dei protagonisti e anche, forse, il fatto che basterebbe loro fermarsi e voltarsi per trovarsi.

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Trama: Irene e Nicola sono fatti l'una per l'altro, ma ancora non lo sanno. Si sfiorano, percorrono le stesse strade, frequentano lo stesso bistrot, ma soprattutto le loro sensibilità viaggiano in perfetta sintonia… eppure non si sono ancora incontrati. Entrambi alla ricerca di qualcosa o meglio ancora di qualcuno, sono solo a un passo da una grande storia d'amore.

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Rating: 4/5
Voce narrante: 5/5