domenica 30 maggio 2010

Ninfa plebea

Autore: Domenico Rea

---

Che dire... questo libro mi ha lasciata perplessa...
è ambientato prima della seconda guerra mondiale, nel paese di Nofi.
Lì la gente è semplice, vive in case piccole ma ben tenute, nei giorni di festa esce a fare passeggiate.
Sembra un idillio, ma in realtà non lo è.
La forte repressione sessuale rende gli esseri umani simili ad animali in cattività, pronti a bere il primo sorso d'aria libera che viene loro concesso.
Tutti toccano - e si fanno toccare da- tutti, ragazzine, donne anziane, preti, soldati, ricchi signori...
La scrittura è ineccepibile, la storia prende, le ambientazioni sono particolareggiate, e, per una volta, viene da pensare: "Che bello essere nati di questi tempi! ".

---

Retrocopertina: La sua testa andava dalla rana al rano, dalla vacca al toro, e da sua madre a Di; pervenendo alla conclusione che era tutto così fra uomini e fra animali; che, forse, quella cosa era il motore della vita.

---

Giudizio personale: 4/5


sabato 29 maggio 2010

La spada di Shannara - Citazioni

"... la paura del passato li ha convinti a non guardare troppo al futuro ".

--

" -Non so se desidero veramente conoscere la verità -
[...]
- Non sono sicuro di poterla capire - "

--

" La sua immagine sembrava immateriale mentre passava sulle vite di piccoli esseri che lo intravedevano per dimenticarlo, senza cambiare ma senza tornare mai più gli stessi, l'impronta di lui indelebile nelle loro menti sorde ".

--

" Chissà quando, in quel vicino passato, aveva perso tutto ".

--

" La delicatezza del sogno non attenuava più la sua visione della vita... ".




Il Profeta

Autore: Kahlil Gibran

---

Forse proprio perchè avevo sentito parlare troppo di questo libro e le mie aspettative erano troppo alte, che ne sono rimasta delusa.
Di sicuro ci sono versi davvero belli e toccanti; il dolore del profeta per l'arrivo della nave che lo porterà via, misto contemporaneamente alla gioia di quello stesso arrivo, è qualcosa che a tutti è capitato di provare, almeno una volta nella vita.
Per il resto, devo confessare che Il Profeta non mi ha entusiasmato; a tratti l'ho trovato un pò troppo utopistico; in altri, sembrava di ricevere insegnamenti da qualcuno che non aveva mai esperito ciò di cui stava parlando.

---

Retrocopertina: Nato come parte di una trilogia sui rapporti dell'uomo con se stesso, con la natura e con Dio, "Il Profeta" rappresenta il capolavoro di Kahlil Gibran.
Attraverso la figura del profeta Almustafa (l'eletto), lo scrittore libanese scandaglia l'animo umano con sensibilità poetica e forza visionaria, affrontando i grandi temi dell'esistenza umana e dei suoi enigmi: la vita e la morte, la gioia e il dolore, la natura, il tempo e l'imperscrutabile mistero di Dio, svelando l'uomo all'uomo, con le sue perle di saggezza.

---

Giudizio personale: 3/5

---

Qui le citazioni dal libro


sabato 15 maggio 2010

Fahrenheit 451 - Citazioni


" Non è delle cose che amo parlare, ma del significato delle cose. E mentre seggo su questa panca e mi guardo intorno so di essere vivo ".

--

" Chi crea non può fare a meno di distruggere ".

--

" Se nascondi la tua ignoranza, nessuno ti darà una bastonata, ma tu non imparerai mai ".

--

" Un altro anno era passato nel ticchettio di una sola ora, e l'alba attendeva, oltre la riva più lontana del fiume ".

L'educazione sentimentale

Autore: Gustave Flaubert
Titolo originale: L'éducation sentimentale

---

Sono stata tacciata, per il fatto di aver scelto di leggere L'educazione sentimentale, di pazzia, il che ha contribuito a fare in modo che restassi piacevolmente sorpresa, nel constatare che è un bel libro, e non quella noiosa mostruosità che mi era stata prospettata.
Si legge, tra le pagine della presentazione, che questo libro è "l'epopea della mediocrità"; io credo che esso riesca ad essere, riguardo la sua tematica principale, ancora oggi attuale.
La storia, infatti, è quella di un giovane, Federico Moreau, il quale si innamora di una donna più matura, la signora Arnoux, che però non potrà mai avere, in quanto sposata, e fedele all'adultero marito.
Così tutta la vita di Federico scivola via - in un caleidoscopio di personaggi, rivolte, cene tra nobili, rovesci di fortune - guardando a quello che non è stato mai, ma che avrebbe potuto essere.
Il protagonista, a quanto pare, incarna l'autore stesso, ma potrebbe essere chiunque di noi, qualcuno che ad un certo punto della sua vita si volta indietro, e scopre che l'ha lasciata andare, scappare, senza goderla, in attesa, e perso in qualcosa che non è successo.
Davvero perfetta la descrizione della società del tempo - la storia ha inizio nel 1840 - dei salotti, dei ritrovi, delle rivolte...
incantevole la signora Arnoux ( scrisse il Lugli: " ... a nessuno può sfuggire la delicata figura della signora Arnoux, una creazione di poeta... " ); odioso il traditore Deslauries; diabolica la signora Dambreuse; a tratti tenera e commovente Rosanette; viscido il signor Arnoux.
Un libro che vale la pena di leggere, anche se può risultare noioso, a mio parere, quando l'autore si dilunga sulle dissertazioni politiche dei personaggi.

---

Retrocopertina: Secondo alcuni, l'espressione letteraria più alta della Francia del secolo scorso. Uno spaccato perfetto della società del tempo, ricostruita con grande accuratezza nelle vicende storiche che fanno da sfondo, nei rapporti sociali ed umani che intercorrono tra i protagonisti, negli ambienti in cui essi si muovono. Un'opera autobiografica costata all'autore vent'anni di lunga faticosa gestazione.

---

Giudizio personale: 4/5


domenica 4 aprile 2010

Colomba - Citazioni



" Sentiva in quella ragazza scialba un tenue calore femminile, come una brace coperta e soffocata dalla cenere che a soffiarci sopra avrebbe potuto tornare a ravvivarsi e si chiedeva se lui avrebbe avuto il fiato necessario per rianimare quel fuoco ".

--

" Per me l'amore è anche questo: stare vicini senza dirsi niente ".

--

" Come può morire una madre? Come può essere sepolta una creatura dotata della meravigliosa capacità di raccontare storie? ".

--

"... il fruscio del vento fra i tronchi che col suo andare e venire, sembra voler imitare il respiro del mare ".

--

" Interi discorsi muti, domande, raccomandazioni, promesse, esclusivamente con la forza degli occhi che da soli sapevano superare le proibizioni, le regole, i divieti ".

--

" L'aria è umida e fresca e porta dentro di sè il ricordo di una oscurità violenta ".

--

" Forse il segreto delle bugie sta [...] nella perfetta sincerità della loro finzione ".

--

" Paura forse che quella perfezione venga in qualche modo incrinata da una parola sbagliata, da una luce inattesa, da un movimento inconsulto. [...]. In ogni perfezione c'è la minaccia e il presentimento della fine... ".

--

" ...i numeri esprimono l'infinito [...], bisogna lasciarli parlare... ".

--

" Sembravano bisognosi l'uno dell'altra ma incapaci di incontrarsi ".



Il bambino di Noè

Autore: Eric-Emmanuel Schmitt
Titolo originale: L'enfant de Noé

---

Immaginate l'orrore del nazismo visto da un bambino di sette anni, fino ad allora amato e protetto dalla sua famiglia; un bambino che ci commuove, quando, portato dai genitori a casa di alcuni signori affinché venga nascosto, crede che ciò stia succedendo perché lui stesso è un nobile, e deve stare tra i suoi pari.

Il bambino di Noè è un libro meraviglioso, che ci narra con delicatezza la storia di un bimbo, e di molti altri come lui, scampati alla terribile realtà dei campi della morte grazie ai "giusti", a coloro che hanno rischiato la propria vita, pur di salvare quella degli altri.

Il Noè del nostro racconto è padre Pons, un prete che accoglie, proprio come la figura biblica del titolo, bambini e ragazzi ebrei a Villa Gialla, per metterli al riparo dal diluvio dell'odio nazista.
E ciò che sorprende, di questo prete, oltre all'infinita bontà e umanità, è il fatto che egli tenga tantissimo al fatto che i suoi protetti restino ebrei, non tenta di convertirli al cristianesimo, anzi, rimprovera il piccolo protagonista, Joseph, quando questi gli confida di voler abbandonare la propria fede.

Commoventi le "collezioni", di padre Pons, il quale raccoglie tutto ciò che gli uomini tentano di distruggere e far dimenticare, siano testimonianze dell'esistenza degli ebrei, degli indiani d'America, dei vietnamiti...
Significative le figure di Rudy, il ragazzone di Villa Gialla che si rifiuta di studiare, perché suo padre e i suoi fratelli, laureati, sono tutti morti nei lager, e quella della farmacista, soprannominata "Perdio" a causa delle sue frequenti bestemmie, che però non si tira indietro, quando si tratta di compilare documenti falsi o rubare, per aiutare padre Pons e i suoi ragazzi.

Una storia, insomma, che ha tutto il sapore della favola, e che ci sorprende, e forse, ci fa ancora più male, perché tutto ciò che vi è raccontato è davvero accaduto; Joseph è lo stesso Schmitt, padre Pons è ora uno dei "Giusti delle Nazioni", Rudy vive ad Israele tra guerriglia e violenze quotidiane.
Solo un difetto: è un libro che si legge - e termina - troppo in fretta.

---

Quarta di copertina: Belgio, primavera 1945. A Villa Gialla, un collegio-orfanotrofio, i piccoli ospiti sperano di essere riconosciuti dai genitori scampati alla guerra, o di trovare una nuova famiglia. Fra questi bambini c'è Joseph, ebreo che ha cambiato cognome e ha imparato a conoscere i riti cristiani, affidato alle cure di padre Pons per sottrarlo al rischio della deportazione. Un mondo intero rischia di scomparire e padre Pons, proprio come un moderno Noè, vuole salvarlo: il piccolo Joseph viene custodito in una cripta che si trasforma in un'arca magica e assoluta, finchè il diluvio nazista non esaurisce la sua opera di devastazione.
Un romanzo ispirato a una storia vera, un inno ai valori umani dell'amicizia e della solidarietà, un tributo al coraggio di quanti, come padre Pons, sono posseduti dalla follia dei giusti.

---

Giudizio personale: 5/5