lunedì 6 agosto 2018

Enemies in love


Autrice: Alexis Clark

Sottotitolo: A German POW, a Black Nurse, and an Unlikely Romance

Lingua: inglese

Genere: saggio / storia

Prima pubblicazione: maggio 2018



In Enemies in love, la storia d'amore tra un'infermiera di colore e un prigioniero di guerra tedesco, deportato negli Stati Uniti, è lo spunto per un interessante saggio sui trattamenti riservati agli afro-americani nell'esercito, che si trattasse di soldati o infermiere.

E' questa un'ulteriore pagina che si aggiunge alla vergognosa storia del razzismo, dell'apartheid e delle leggi Jim Crow.
Una pagina, però, che mi era quasi totalmente sconosciuta, e che non ha mancato di turbarmi.
L'autrice, infatti, pone l'accento sul fatto che i bianchi americani, ufficiali dell'esercito e civili, trattassero di gran lunga meglio i prigionieri tedeschi, appartenenti ad un popolo in quel momento nemico, piuttosto che i propri connazionali "rei" di avere la pelle scura. Se, infatti, ai soldati era praticamente preclusa la possibilità di una carriera e i loro luoghi di svago erano attentamente separati da quelli dei bianchi, la situazione delle donne non era migliore. Innanzitutto, pur avendo bisogno di infermiere, l'esercito negò per anni l'entrata di un elevato numero di infermiere di colore specializzate, destinando le poche che riuscirono a farcela, alla cura dei soli soldati neri e, ormai alla fine della guerra, ai campi che ospitavano prigionieri tedeschi, pensando che, tra i due gruppi, non avrebbero mai potuto instaurarsi rapporti di amicizia o cameratismo.


Nel profondo sud, inoltre, dove il razzismo era più radicato e le leggi Jim Crow seguite alla lettera, alle infermiere nere non era consentito frequentare locali pubblici, cosa che le condannava all'isolamento e alla frustrazione.

Tutto ciò ci porta a riflettere, con orrore, sulla somiglianza tra l'ideologia hitleriana della razza ariana superiore, e quella americana, di un popolo che pur combatteva il nazismo, ma che contemporaneamente considerava le persone di pelle scura, cittadini di seconda classe.


"... the liberties they fought for weren't extended to them."


" Germans learned from their American occupiers that white supremacy was a shared value in both American and German cultures." 


Proprio in un campo di detenzione per prigionieri tedeschi, si incontrarono e innamorarono i due "nemici" del titolo, Frederick, paracadutista amante della musica, ed Elinor, statuaria infermiera.
Dei due ci viene descritto il background familiare: anaffettivo per lui, sempre alla vana ricerca della considerazione e dell'apprezzamento di un padre assente e rigido; anomalo per quei tempi per lei, cresciuta in una comunità in cui la sua famiglia era rispettata e stimata.
L'autrice non ci narra un idillio, ma piuttosto la verità ricostruita attraverso svariate testimonianze: le difficoltà incontrate dalla coppia a causa del colore della pelle di Elinor; i tradimenti di Frederick; la distanza della coppia dai due figli, lasciati soli ad affrontare un mondo ostile.
In particolare, ho trovato interessante la parte in cui viene narrato il tentativo della famiglia di vivere in Germania, tentativo miseramente fallito a causa del rifiuto della società nei confronti delle coppie miste e dei loro figli.
A questo proposito, vi fu addirittura, dopo la guerra, il "Brown baby plan", un programma di adozione che trasferiva i bambini nati da donne tedesche e soldati afro-americani negli Stati Uniti, affinché i piccoli, outsider nel proprio paese e destinati a crescere negli orfanotrofi, fossero adottati da famiglie di colore e potessero così avere una vita migliore.


Ho trovato Enemies in love molto interessante, tuttavia non posso dire che mi abbia tenuto incollata alle pagine. Credo che se non fosse presentato solo come una storia d'amore, ma come ciò che è, ovvero principalmente un saggio - e un ottimo saggio, direi - potrebbe attirare una fetta di lettori più adatta, maggiormente interessata e ricettiva. Io stessa avrei scelto comunque di leggere il libro, ma in un momento diverso.

--

La copertina: senza infamia e senza lode. Mi piacciono la foto e il font, ma se si voleva dare l'impressione dello scorcio di un album fotografico, credo che l'impresa sia riuscita solo a metà: l'immagine sembra circondata da metallo piuttosto che da carta.

---

Trama: A true and deeply moving narrative of forbidden love during World War II and a shocking, hidden history of race on the home front
This is a love story like no other: Elinor Powell was an African American nurse in the U.S. military during World War II; Frederick Albert was a soldier in Hitler’s army, captured by the Allies and shipped to a prisoner-of-war camp in the Arizona desert. Like most other black nurses, Eleanor pulled a second-class assignment, in a dusty, sun-baked—and segregated—Western town. The army figured that the risk of fraternization between black nurses and white German POWs was almost nil.

Brought together by unlikely circumstances and racist assumptions, Elinor and Frederick should have been bitter enemies; but instead, at the height of World War II, they fell in love. Their dramatic story was unearthed by journalist Alexis Clark, who through years of interviews and historical research has pieced together an astounding narrative of race and true love in the cauldron of war.

Based on a New York Times story by Clark that drew national attention, Enemies in Love paints a tableau of dreams deferred and of love struggling to survive, twenty-five years before the Supreme Court’s Loving decision legalizing mixed-race marriage—revealing the surprising possibilities for human connection in one of history’s most violent conflicts.

---

Giudizio personale: 3/5

sabato 23 giugno 2018

Manga Classics: The Count of Monte Cristo

Autrici: Stacy King; Crystal S. Chan

Mangaka: Nokman Poon

Lingua: inglese

Genere: manga / adattamento

Prima pubblicazione: aprile 2017





Il Conte di Montecristo è stato uno dei romanzi che ho letto nella mia primissima giovinezza, e che ho amato molto. Mi affascinava, allora, l'idea della vendetta, e il fatto che il protagonista, Edmond Dantes, riuscisse ad escogitare una punizione adatta ad ognuna delle persone responsabili della sua rovina, così da farle cadere una ad una, quasi stesse giocando una anomala partita di scacchi.

A distanza di molti anni ecco il manga tratto dal romanzo di Alexander Dumas, la cui uscita mi ha visto entusiasta, per la possibilità di incontrare di nuovo un "vecchio amico", ma anche incuriosita, perché Il Conte di Montecristo è pur sempre un romanzo di quasi 1000 pagine, e deve essere stata una sfida, nonché un lavoro veramente impegnativo, adattarlo per un formato così diverso ed avendo a disposizione uno spazio piuttosto ridotto.


La sfida può dirsi vinta: la storia è raccontata in modo da essere del tutto comprensibile anche a chi non abbia mai letto il romanzo originale e, cosa più importante per me, mi è sembrato che nessuno degli eventi significativi della storia sia stato escluso, cosa che non sempre accade, ad esempio, in molti degli adattamenti cinematografici e televisivi che sono stati realizzati nel corso dei decenni - vedi, ad esempio, la storia di Valentina -.

Riguardo alla trama in sé, questa volta sono state lampanti le sue caratteristiche da feuilleton (l'ambientazione in luoghi esotici, la dilatazione della trama, l'inserimento di rapimenti e banditi) che probabilmente oggi non gradirei del tutto, ed anche il tema della vendetta ha perso qualsiasi fascino potesse mai aver avuto, lasciando il posto, piuttosto, ad un bisogno di giustizia, che mi ha fatto apprezzare di più l'Edmond dubbioso riguardo alle proprie azioni, che quello accecato dalla sete di rivalsa.


Le tavole sono molto belle e i personaggi ben caratterizzati. Il protagonista, in particolare, è una figura affascinante e dannata, capace di far mettere sull'attenti, con la sua imponenza (e il suo patrimonio) un'intera masnada di furfanti.

--

La copertina: bella. Mi piace che sullo sfondo ci sia il Castello d'If, il luogo in cui il protagonista ha più sofferto, ma anche che ha rappresentato una svolta per la sua intera esistenza, quando invece avrebbe dovuto rappresentarne solo la fine, e che Edmond si imponga al centro dell'immagine nell'atto di liberarsi dalle catene, anche se preferisco di gran lunga la versione con i capelli scuri all'interno del manga.

---

Trama: A Conspiracy and a miscarriage of justice turn the gentle Edmond Dantès into an implacable agent of fate: The Count of Monte Cristo . Obsessed by vengeance and empowered by providence, the Count avenges himself on whose who have wronged him - but is this justice, or is this hubris? In the end, does even the Count know?

Alexandre Dumas' skillful narrative combines intrigue, betrayal, and triumphant revenge into a powerful conflict between good and evil. Now this exciting saga, rich and diverse, takes on an entirely new life in this Manga Classics adaptation!

---

Giudizio personale: 5/5





sabato 10 marzo 2018

First impressions - A contemporary retelling of Pride and Prejudice


Autrice: Debra White Smith

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: dicembre 2004







First impressions di Debra White Smith è, come ci indica il titolo, un retelling - in chiave moderna - di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

La protagonista, Eddi/Edwarda (Elizabeth), è un'avvocatessa che sceglie di trasferirsi nella piccola cittadina di London, Texas, desiderosa di vivere una vita più semplice - nonché di allontanarsi dalla propria famiglia.
Dave (Darcy) è invece l'uomo più ricco del posto, e per questo lo scapolo più ambito, ma nasconde dei segreti riguardo se stesso e il suo passato...

Le prime interazioni tra i due non fanno ben sperare: come nella storia originale, Eddi ascolta Dave fare dei commenti negativi su di lei all'amico Calvin (Bingley), ed è inoltre irritata dall'orgoglio dell'uomo, che giudica rozzo e sgarbato.
Dave, dal canto suo, è stanco di essere inseguito da donne interessate solo al suo patrimonio, e col tempo si forma una pessima opinione delle sorelle di Eddi, Jenny (Jane) e Linda (Lydia).

L'attrazione che i due provano l'uno per l'altra è però innegabile, ed entrambi si ritroveranno poi a soffrire per scelte sbagliate e per essersi lasciati accecare dall'orgoglio e dal pregiudizio...


Il romanzo purtroppo non mi è piaciuto, e più di una volta ho avuto la tentazione di mollarlo. Solo verso la fine sono riuscita a trovarlo interessante (ma forse perché volevo semplicemente il mio lieto fine).
Innanzitutto non ho apprezzato lo stile, che a tratti mi è parso grossolano.
Il problema maggiore, però, è stato lo stesso cuore della storia: quasi tutti i personaggi, infatti, sono impegnati nel mettere in scena una riduzione teatrale di... Orgoglio e pregiudizio.
Ora, provo sempre fastidio e perplessità quando i personaggi di un retelling austeniano leggono il romanzo di Jane Austen da cui è tratta la loro stessa storia, o ne guardano un adattamento in tv, o, come in questo caso, ne imparano a memoria le battute.
Non faccio che chiedermi: " Non si accorgono di vivere gli stessi identici eventi?"; " Nessuno si chiede come mai i nomi di tutti, nonché le loro personalità siano uguali, o quanto meno poco dissimili, a quelli dei personaggi a cui si stanno appassionando?".
Personalmente lo trovo un fastidioso glitch, una sorta di bug.

Altro elemento che non ho apprezzato è stata la violenza. Non parlo di violenza fisica: nessuno (o quasi) viene malmenato. Tuttavia Eddi viene di continuo strattonata, trascinata da una parte all'altra e sembra tutto normale, nemmeno una donna forte e in carriera come lei si ribella a questo comportamento. Mi hanno infastidito, sempre riguardo a questo punto, anche alcune interazioni tra i coniugi Boswick (Bennet), nonché i modi di fare di Dave, che avrebbe dovuto essere l'epitome del fascino, ma non mi ha per nulla incantato.


Mi è piaciuto il cambiamento di cui è stata oggetto Lady Catherine (qui Mrs DeBloom), tuttavia, all'occorrenza, all'improvviso la dolce zia si è trasformata nel suo corrispettivo cartaceo, altezzosa e classista...

Vi sono stati però anche degli elementi che ho apprezzato molto: Calvin, ad esempio, e la sua reazione nel vedere Jenny per la prima volta, o il modo di presentare il disagio di Linda, di sicuro influenzata dalla predilezione del padre per Eddi, o dalla decantata bellezza di Jenny; la gelosia di Dave nel vedere Conner (Collins) essere in confidenza con Eddi.
Anche il rapporto tra i coniugi Boswick è stato indagato a fondo, tuttavia credo che un padre non dovrebbe parlare in modo così aperto alla propria figlia della relazione con la madre.

Nella storia non ci sono contenuti maturi (e di questo ne sono stata ben lieta) e abbastanza intrusivo è il ruolo della religione.

--

La copertina: è carina. Mi piace la scelta del font e dei colori. E' moderna e vivace.

---

Trama: Lawyer Eddi Boswick tries out for a production of Pride and Prejudice in her small Texas town. When she's cast as the lead, Elizabeth Bennet, her romantic co-star is none other than the town's most eligible--and arrogant--bachelor.

---

Giudizio personale:3/5

domenica 25 febbraio 2018

I could write a book

Autrice: Karen M. Cox

Sottotitolo: A Modern Variation of Jane Austen's "Emma"

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: settembre 2017





Sono sempre alla ricerca di un bel retelling moderno dei romanzi austeniani, e questo di Karen M. Cox è certamente uno dei migliori che abbia mai letto.

I could write a book è la riscrittura di Emma, ambientato questa volta negli anni '70 nel Kentucky, sud degli Stati Uniti.
Dopo un inizio un po' lento in cui ho dovuto abituarmi al nuovo background di cui non ho una conoscenza personale, sono stata catturata dalla storia e dallo stile dell'autrice.

La trama è piuttosto aderente al romanzo originale: Emma Woodhouse è una ragazza di buona famiglia, cresciuta tra lodi e complimenti; amici e parenti costituiscono tutto il suo mondo, che è invero piccolo. Emma, infatti, fatica ad allargare i propri orizzonti a causa della propria situazione familiare: dopo aver subito la morte della madre, il padre, in passato noto avvocato, necessita di cure per i reliquati di un ictus. Emma rinuncia così al college, scegliendo di restare a casa.
Suo amico da sempre è George Knightley, figlio del socio di Mr Woodhouse e anch'egli avvocato. Diversamente da Emma, ha potuto conoscere il mondo e sperimentare la vita, e rimprovera alla ragazza la sua inesperienza, nonché la convinzione di credere sempre di sapere cosa sia meglio per tutti. George è un uomo gentile, un gentiluomo, anzi, che intreccia di continuo relazioni fallimentari con donne sicure e di successo.

Come il suo corrispettivo austeniano, anche questa Emma è una ragazza piuttosto sola: sua sorella è ormai sposata e assorbita da marito e figli; la zia che si è presa cura di lei, Miss Taylor, ha trovato l'amore e la sua strada; il padre, che ha problemi di memoria, occupa tutto il suo tempo.
La trovo una protagonista molto coraggiosa: nonostante la vita potrebbe darle di più e nonostante i suoi sacrifici, non si lamenta mai, è sempre vivace, e non prova rancore nei confronti di quella famiglia che continua a tenerla legata a sé e a tirarla giù, quando lei potrebbe allontanarsi ed emergere dalla ristretta comunità in cui si ritrova a vivere.
Anche George è un personaggio adorabile, ed ho amato leggere della sua progressiva consapevolezza dei propri sentimenti verso Emma.

Come dicevo, l'autrice è riuscita a restare molto aderente al romanzo originale, non tralasciando nessun personaggio: c'è spazio per Frank e Jane Fairfax, per la storia tra Miss Taylor e il signor Weston, per gli odiosi Elton, per la semplice Mary Jo (Harriet), che, spinta dalle buone intenzioni di Emma, rischia di allontanarsi dalla propria felicità, credendosi innamorata ora dell'uno, ora dell'altro degli uomini che popolano il romanzo; più sottotono, invece, le apparizioni delle Bates (e forse è meglio così, trovo sempre penosi gli eventi di Box Hill).
Karen M. Cox ci regala anche delle toccanti scene con protagonista Emma e sua madre, che hanno fatto aumentare in me la tenerezza verso la protagonista e il suo buon cuore ferito.

Emma è la mia eroina austeniana preferita, protagonista di una storia profonda e divertente e di un processo di crescita doloroso e valido. Nonché di alcune delle scene più dolci con uno dei gentiluomini più amabili e affascinanti della letteratura.

I could write a book mantiene inalterate tutte queste caratteristiche e si rivela una lettura emozionante e piacevole anche per chi sia a digiuno dei romanzi di Jane Austen.

Come in Find wonder in all things, invece, non ho gradito del tutto l'epilogo con i protagonisti invecchiati, perché, come ho già ribadito altrove, a me piace pensarli giovani e felici per sempre.
Molto stimolante la sezione finale, contenente alcune domande su cui riflettere, tra cui un interessante confronto tra il personaggio di Emma e quello di Mr Darcy di Orgoglio e pregiudizio.

--

La copertina: molto carina. Mi piace l'accostamento di colori e il fatto che ci sia una silhouette piuttosto che una foto.

---

Trama: “Emma Woodhouse, handsome, clever and rich…”
Thus began Jane Austen’s classic, a light and lively tale set in an English village two hundred years ago. Yet every era has its share of Emmas: young women trying to find themselves in their own corners of the world. 
I Could Write a Book is the story of a self-proclaimed modern woman: Emma Katherine Woodhouse, a 1970s co-ed whose life is pleasant, ordered, and predictable, if a bit confining. 
Her friend George Knightley is a man of the world who has come home to fulfill his destiny: run his father’s thriving law practice and oversee the sprawling Donwell Farms, his family legacy in Central Kentucky horse country. 
Since childhood, George’s and Emma’s lives have meshed and separated time and again. But now they’re adults with grown-up challenges and obligations. As Emma orchestrates life in quaint Highbury, George becomes less amused with her antics and struggles with a growing attraction to the young woman she’s become. 
Rich with humor, poignancy, and the camaraderie of life in a small, Southern town, I Could Write a Book is a coming of age romance with side helpings of self-discovery, friendship, and finding true love in the most unlikely places.

---

Giudizio personale: 5/5

---

Della stessa autrice:
- Find wonder in all things

domenica 11 febbraio 2018

The unthinkable triangle


Autrice: Joana Starnes

Sottotitolo: A Pride and Prejudice variation

Lingua: inglese

Genere: variation

Prima pubblicazione: settembre 2015



Che Joana Starnes sappia scrivere - ma scrivere davvero - è palese anche per chi, come me, legge i suoi libri in una lingua che non è la propria.
Dalla sua penna sono già scaturiti The subsequent proposal e The second chance, che mi avevano attirata per il fatto che, pur essendo variation di Orgoglio e pregiudizio, incrociavano le storie di Darcy, Lizzie e gli altri con quelle dei personaggi di Persuasione l'una, e di Ragione e sentimento l'altra. Tuttavia di sicuro il mio romanzo preferito della scrittrice britannica - per ora - è proprio The unthinkable triangle, che, riguardo a personaggi e ambientazione, si mantiene strettamente nei limiti di Orgoglio e pregiudizio.


Nocciolo della storia è, come ci suggerisce il titolo, l'impensabile triangolo a cui la stessa Jane Austen aveva alluso, ovvero quello tra Elizabeth, Darcy e il colonnello Fitzwilliam. Nella storia originale, infatti, quest'ultimo confessa che, se non dovesse necessariamente sposare una donna ricca, essendo lui un figlio cadetto, le sue attenzioni ricadrebbero con piacere sulla secondogenita dei Bennet.
Nel romanzo di Joana Starnes, il colonnello, Richard, manda all'aria tutti i suoi precedenti propositi matrimoniali pur di coronare il suo sogno d'amore con Elizabeth, che, a sua volta, non dà peso alle condizioni economiche dell'uomo.
Darcy, dal canto suo, assiste impotente alla materializzazione di un incubo: la donna amata legata non solo ad un altro uomo, ma a quello che è il suo affezionato cugino nonché amico fraterno ...


Già in The subsequent proposal Joana Starnes era stata superba nel descrivere la disperazione di Darcy, allora permeata, almeno in principio, di rabbia a causa del rifiuto della sua proposta di matrimonio. Qui abbiamo invece la disperazione che nasce dal rimpianto per aver sprecato tempo prezioso: Richard, infatti, si dichiara ad Elizabeth ad Hunsford proprio lo stesso giorno in cui Darcy si era finalmente deciso a compiere lo stesso passo (in quella che probabilmente sarebbe stata, come nel romanzo originale, una proposta disastrosa).

La storia riesce ad essere piacevole ed originale: ad un certo punto ho pensato a ben tre svolte della vicenda, tutte prevedibili e noiose in realtà, ma la scrittrice è riuscita a trovare una strada inaspettata e realistica. 

I personaggi mi sono piaciuti molto, li ho trovati tutti in linea con i corrispettivi austeniani (e ringrazio di tutto cuore l'autrice di aver tenuto fuori Wickham). Mrs Bennet è resa benissimo, non è presente in molte scene, ma mi ha strappato un sorriso ad ogni apparizione. Elizabeth è molto dolce, non una super donna come spesso accade in altre variation, e Mr Bennet perfettamente pacato ed amorevole.
Se dovessi trovare una nota negativa, direi che non mi sono sentita coinvolta nella storia tra Lizzy e Richard, probabilmente perché essa è stata raccontata solo attraverso quest'ultimo, e quasi nulla ci viene mostrato del suo sbocciare.


La mia parte preferita è stata di sicuro quella del chiarimento tra i due protagonisti principali, Darcy ed Elizabeth. Si è trattato di una scena molto delicata, dolce ed emozionante quale raramente mi è capitato di trovare in un romanzo.

--

La copertina: non mi fa impazzire ma nemmeno mi dispiace. Apprezzo il contrasto tra il rosso e il giallo, tuttavia credo che avrei preferito un'impostazione meno geometrica.

---

Trama: All is fair in love and war – or is it? What if Mr. Darcy’s rival for Elizabeth Bennet’s hand and heart is not some inconsequential stranger, but his dearest, closest friend? How is he to reconcile the claims of loyalty and kinship with the urge to pursue his heart’s desire?

"Eyes tightly shut against the horrifying future, Darcy dug his fingers in his hair. Lost to him forever. Not merely lost, but promised to his cousin – firmly in his life, but never his! How in God’s name was he to bear it and not become unhinged? How was he to have her at his table as Richard’s affianced, and not betray himself? How was he to see her, time and again, and give no sign that he wanted her more than he had ever wanted any woman? How was he to keep up the pretence, day after excruciating day?"

“This cannot be! Today’s events have tampered with your judgement.”
“Elizabeth, pray let my judgement be my concern alone. From the very first days of our acquaintance I sat in judgement instead of courting you, and I paid a terrible price for it. After a year such as I had, there is nothing – nothing, do you hear? – that I would not do to be with you.”
He kissed her with a passion bordering on desperation, then burst out, more fiercely than ever:
“You must leave me room to hope! Or, as God is my witness, by this time tomorrow I will have carried you off to Gretna Green and damn the consequences!”

---

Giudizio personale: 5/5

sabato 10 febbraio 2018

Casa Howard - Citazioni

" E' così facile parlare di emozione passeggera, dimenticando quanto fosse intensa prima che passasse. "

--

" ... sentiva che quanti si preparano in anticipo a tutte le emergenze della vita, rischiano di farlo a spese della gioia. "

--

" Non sempre i poveri possono raggiungere quelli che vogliono amare e quasi mai fuggire da quelli che non amano più. "

--

" La vita è davvero pericolosa, ma non nel modo in cui ci vorrebbe far credere la morale. E' davvero ingovernabile, ma la sua essenza non è una battaglia. E' ingovernabile perché romanzesca, e la sua essenza è la bellezza romantica. "

--

" - La mia convinzione - dice il mistico - si rafforza infinitamente nel momento in cui un'altra anima vi crede. "

--

" Non si è sicuri di nulla, tranne che della verità delle proprie emozioni. "

--

" Senza dubbio non v'è riposo per noi sulla terra. Ma v'è certamente felicità... "

--

" Ella sapeva che dall'espediente della Natura noi abbiamo costruito una magia che ci conquisterà l'immortalità. "

--

" Tutto era così solido e lindo, che il passato scattò in alto, fuori dalla vista, come una tendina avvolgibile, lasciando non arrotolati soltanto gli ultimi cinque minuti. "

--

" ... ma noi sappiamo che nessuna generalizzazione è possibile riguardo a quelli che amiamo; non lo stesso cielo li attende, né lo stesso oblio. "

--

" Ora è tutta una questione di affetto. [...] E l'affetto, quando è ricambiato, dà dei diritti. "

--

" Io so cose che loro non possono sapere, e anche tu le sai. Noi sappiamo che c'è la poesia. Noi sappiamo che c'è la morte. Loro possono soltanto accettarle per sentito dire. "

--

" E fra tutti i mezzi di rigenerazione il Rimorso è certamente il più rovinoso. Insieme a quelli avvelenati taglia via i tessuti sani. "

---

Qui la recensione del romanzo