domenica 26 gennaio 2020

Friend: a novel from North Korea



Autore: Paek Nam-nyong

Lingua: inglese

Titolo originale: 벗

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 1988




Anni '80 del Novecento, Corea del Nord. Sun Hee si reca dal giudice Jeong Jin Wu per chiedere il divorzio dal marito, ma nel Paese anche la separazione tra coniugi è un affare che interessa la collettività, così, non solo il "compagno" Jeong coinvolge amici e conoscenti della coppia, ma, risoluto a non stravolgere una famiglia e a riportarvi l'armonia, diventa per i due l'amico del titolo, interessandosi in prima persona al caso...

La caratteristica principale di questo romanzo, che mi ha spinto a scegliere di leggerlo, è quella di essere una delle pochissime opere nordcoreane tradotte e distribuite in occidente, scritta non da un disertore, ma da un autore che vive nel paese di origine ed è in buoni rapporti con il regime.

Il romanzo presenta uno stile davvero molto semplice, e parte dalla richiesta di divorzio di Sun Hee per raccontare la storia della sua relazione con il marito; parallelamente, l'autore narra anche, seppur più brevemente, quella di altre due coppie, ossia l'una, formata dallo stesso giudice e sua moglie, l'altra, costituita da una maestra e suo marito.

Fonte
Il racconto è piuttosto didascalico, portando avanti con fermezza l'idea che una coppia debba fare del proprio meglio per evitare il divorzio e non distruggere la famiglia, che è alla base della società, e la cui armonia porta gli individui ad essere più utili al benessere della collettività.
"Un matrimonio", scrive l'autore, è "un pezzo della nazione" e la famiglia è "un bellissimo mondo in cui fiorisce la speranza e dove risiede l'amore dell'umanità".

Il partito, seppur menzionato solo alcune volte, e naturalmente elogiato per i suoi meriti, sembra però una presenza costante che, come una grossa cupola, incapsula il mondo in cui si muovono i personaggi della storia, un mondo che viene descritto con termini quasi bucolici, complici descrizioni accurate e quasi sognanti dei paesaggi naturali e degli agenti atmosferici.
Si sottolinea più volte la necessità di "essere leali cittadini del paese" e di dedicare la propria vita ad accrescerne la prosperità.

Ciò che mi ha colpito favorevolmente sono state le descrizioni delle donne. In un romanzo degli anni '80 mi ha abbastanza sorpreso leggere di mogli e madri liberamente impegnate in lavori che amano e, anche se questo potrebbe essere giustificato dalla stessa esigenza del regime di tenere occupato il suo popolo, è stato inaspettato imbattermi in mariti che sbrigavano faccende domestiche e badavano ai figli. Inaspettato perché ancora oggi, nel nostro civilissimo occidente, esistono individui dalla mentalità piuttosto chiusa che credono ancora in ruoli stabiliti dal sesso.
Inoltre, benché inizialmente mi è sembrato che l'autore volesse addossare solo alla moglie la responsabilità del fallimento del matrimonio, andando avanti con la storia è stato chiaro che Jeong Jin Wu ritenesse entrambi i coniugi imputabili del fatto di aver minato, con il proprio comportamento e il proprio atteggiamento, la stabilità della coppia.


Il personaggio del giudice è quello meglio caratterizzato, e probabilmente anche il mio preferito. In ambito lavorativo, sente che è dovere della legge proteggere i diritti delle donne, così come è consapevole del fatto di non occuparsi semplicemente di "casi legali", ma delle vite delle persone; ripensa spesso alle sue vecchie cause, chiedendosi se abbia fatto la scelta giusta, e cerca di aiutare in tutti i modi coloro che si rivolgono a lui. In ambito privato non è esente da difetti, si rende conto di provare risentimento verso la moglie, la cui assenza lo fa sentire solo ed oberato, eppure fa in modo di non farsi sommergere dai propri sentimenti negativi e di diventare una persona migliore, spostando il focus sui meriti della donna che ha sposato e sui sacrifici che ella stessa compie ogni giorno per il paese.

Friend è stato una lettura interessante per la sua ambientazione e per la possibilità di dare un'occhiata ad una realtà così lontana - benché romanzata -, tuttavia non si è rivelato appassionante, né tanto meno una di quelle storie che non si può smettere di leggere.

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La copertina: bella, dai colori molto piacevoli; l'immagine rende il senso di intimità che viene a crearsi tra i personaggi, ma fa anche pensare ai segreti nascosti nel "chiuso" delle case, in famiglie all'apparenza del tutto normali.

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Trama: Paek Nam-nyong's Friend is a tale of marital intrigue, abuse, and divorce in North Korea. A woman in her thirties comes to a courthouse petitioning for a divorce. As the judge who hears her statement begins to investigate the case, the story unfolds into a broader consideration of love and marriage. The novel delves into its protagonists' past, describing how the couple first fell in love and then how their marriage deteriorated over the years. It chronicles the toll their acrimony takes on their son and their careers alongside the story of the judge's own marital troubles.

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Rating: 3/5

domenica 15 dicembre 2019

Save me (Webtoon)

                                                           Creatore: LICO

Sottotitolo: The most beautiful moment in life

Lingua: inglese

Genere: webtoon / fantasy

Episodi: 16 + Prologo

Prima pubblicazione: aprile 2019


  • I webtoon sono dei particolari "fumetti" di origine coreana creati appositamente per la fruizione attraverso i cellulari. La loro struttura, caratterizzata da vignette posizionate una sotto l'altra, ne permette un'agevole lettura grazie al semplice scorrimento della pagina verso il basso.

Save me è il primo webtoon che abbia terminato. E' la storia di Seokjin, a cui viene data la possibilità di vivere varie volte lo stesso giorno - l'11 aprile - al fine di salvare i 6 compagni da situazioni più o meno gravi, quando non addirittura mortali. Il suo desiderio è quello di riunirsi di nuovo con loro, e passare una spensierata giornata al mare, come quando erano ragazzi. Non tutto, però, sembra andare per il verso giusto, e la "missione" del protagonista si rivela davvero troppo grande per una sola persona...

Il webtoon è caratterizzato da tavole molto belle, dal tratto nitido; mi è piaciuta la scelta dei colori quasi sempre di una gamma molto limitata, e ho apprezzato soprattutto le vignette con la vista dall'alto.

La storia affronta vari temi, in primis quello dell'amicizia, che si mantiene salda anche quando sembra essersi assopita per anni, e, attraverso le situazioni che si ritrovano a vivere i compagni di Seokjin, tratta la violenza domestica, l'ospedalizzazione forzata, l'ideazione suicidaria.
Il tema del viaggio a ritroso nel tempo al fine di aggiustare le cose o evitare tragedie è sempre affascinante, ed è il motivo per cui ho scelto di leggere Save me, che però non posso definire appassionante o del tutto soddisfacente, anche se bisogna menzionare un riuscito colpo di scena nell'ultimo episodio.
Webtoon carino, ma di sicuro non imperdibile.


Grazie ai commenti agli episodi e alle recensioni su Goodreads, ho scoperto che questo webtoon è ambientato in un universo alternativo in cui i BTS, popolarissimo gruppo musicale coreano famoso anche all'estero, non si è mai formato. Nel video musicale I need u si possono vedere i sette membri della band incarnare proprio i loro alter ego bidimensionali.

  • E' possibile leggere gratuitamente Save me, anche in italiano, sull'app Webtoon o sul sito omonimo

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La copertina: benché mi piaccia molto il semplice sfondo nero con titolo e sottotitolo che passano da un lieve rosa a un altrettanto lieve azzurro, preferisco la copertina raffigurante i personaggi, che dà l'idea dello stile del disegnatore, nonché del mood della storia, metaforicamente rappresentata dal vetro in frantumi.

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Trama: Seven boys. Best friends. Their fates intertwined through the good times together, but also the tough times. One will do anything to save them, but can he?

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Giudizio personale: 3/5

mercoledì 20 novembre 2019

Boots and backpacks


Autrice: K.C. Kahler

Sottotitolo: Pride & Prejudice on the Appalachian Trail, Roughly

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: novembre 2014



In questo retelling di Orgoglio e pregiudizio i protagonisti Elizabeth e Darcy si avvicinano e si innamorano grazie ad una escursione sui monti Appalachi.
Lei è una giovane donna vivace, dalla mentalità aperta e amante della natura, lui l'erede di un impero finanziario perennemente perseguitato da paparazzi e donne interessate al suo patrimonio.

Il punto forte del romanzo è proprio la lunga e accurata descrizione dell'escursione, che mi ha fatto venir voglia di una bella gita tra i monti, lontana dalla città e dalla tecnologia.
L'autrice, inoltre, inserisce nella storia, tramite riusciti cameo, i personaggi di Marianne Dashwood e del Colonnello Brandon, nonché dei fratelli Thorpe - direttamente da Ragione e sentimento e Northanger Abbey - e lascia poco spazio al corrispettivo di Wickham, cosa che non manco mai di apprezzare.
L'amicizia che viene a crearsi tra i due protagonisti è molto ben descritta e naturale, tuttavia alcuni comportamenti di Darcy, dovuti alla sua attrazione nei confronti di Elizabeth, mi sono sembrati abbastanza inquietanti.

I punti a sfavore, sono, purtroppo, altrettanto numerosi.
Innanzitutto mi sembra abbastanza anacronistico ed irrealistico il fatto che Darcy sia costretto, a causa del testamento lasciato dai genitori - per altro descritti come amorevoli e premurosi -, a sposarsi entro i trent'anni, pena la perdita completa dell'eredità. Quel che è peggio, è che il romanzo si fonda tutto proprio su questa premessa, senza la quale ogni altro evento, come la stessa personalità di Darcy, non avrebbe senso.


Altro elemento che non ho apprezzato è stata la sovrabbondanza di esplicite descrizioni di rapporti sessuali - preceduti da un continuo e seccante focus sul posteriore di Elizabeth -. Non sono contraria a priori ai contenuti maturi in un romanzo, ma qui la storia diventa inutilmente lunga proprio a causa delle numerosissime e particolareggiate scene intime. Ad un certo punto non riuscivo a far altro che roteare gli occhi quando, piuttosto che procedere con la storia, ci si fermava per un'ulteriore descrizione.
Inoltre, mi è sembrato che i problemi di Darcy legati alla persecuzione dei media si siano risolti troppo facilmente.

L'impressione generale, è quella di aver letto una storia simile a quella di quei film per la TV che vengono trasmessi nei sonnacchiosi pomeriggi estivi o durante le festività invernali. Più una buona dose di contenuti maturi.

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La copertina: mi piace molto. Si focalizza sulla parte migliore della storia, ovvero l'escursione sugli Appalachi.

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Trama: William Darcy counts down the last few months to his 30th birthday with dread. Orphaned as a child, his parents’ will includes a bizarre clause: Darcy must get married by his 30th birthday in order to inherit the family fortune. To make matters worse, the press knows about this deadline, as do the hordes of women chasing him in the hopes of becoming Mrs. Darcy. His family legacy hangs in the balance, but Darcy has little faith in the fairer sex. Will he find a woman he wants to marry, and quickly?

Elizabeth Bennet is determined to pursue her education and career without letting a man get in the way. When her traveling companion drops out, her planned hike on the Appalachian Trial is jeopardized. She meets the spoiled, snobby William Darcy just when he is desperate to escape the spotlight. No one will suspect that the Prince of Manhattan has gone backpacking! Darcy and Elizabeth form a tenuous partnership and begin a 300-mile journey that will transform them both.

In classic romantic comedy tradition, Boots & Backpacks follows our reluctant partners as they build trust, friendship, and even more. Six weeks together on America’s most famous hiking trail may turn out to be just what these two need!

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Giudizio personale: 3/5

sabato 9 novembre 2019

Kafka sulla spiaggia - Citazioni


" Ogni volta che vedi ai notiziari immagini di inondazioni [...] pensi: Ecco, dentro di me è esattamente così. "

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" Le lancette dell'orologio [...] appaiono terribilmente indifferenti. Fingono di essere neutrali, ma so che non sono dalla mia parte. "

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" Sono libero, penso. Eccomi qui, libero e solo come una nuvola che fluttua nel cielo. "

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" ... sin da quando era bambino si è sempre sentito ripetere che era stupido, quindi ha pensato che doveva davvero essere stupido. "

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" Il cuore dei bambini è malleabile e può essere modellato come si vuole. Però una volta deformato e indurito, è difficile che ritorni com'era. Nella maggior parte dei casi, non c'è nulla da fare. "

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" Il silenzio è una cosa che si ascolta. "

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" Non è che chiudendo gli occhi si spenga qualcosa. Anzi, se lo fai, quando li riaprirai nel frattempo le cose saranno decisamente peggiorate. Questo è il mondo in cui viviamo [...] Mentre tu tieni gli occhi chiusi e ti tappi le orecchie, il tempo avanza. "

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" ... se uno volesse confrontarsi seriamente ogni volta con le persone senza immaginazione, non gli basterebbero molte vite... "

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" Il mio cuore è stregato da quel fantasma. [...] Ed è una sensazione molto forte. Tanto forte da non poterla esprimere a parole [...] Forse quella ragazza non esiste davvero. Ma quello che batte così forte dentro di me, è il mio cuore reale. "

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" Il mondo sovrannaturale, alla fine, sono le tenebre del nostro spirito. "

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" ... tu vivi nel mondo reale, respiri l'aria della realtà e pronunci parole reali. Parlare con te mi mantiene ancorato alla realtà. "

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" Che uno sia tornato per vivere o per morire, le cose da fare ogni giorno sono più o meno le stesse. "

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" Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. "

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" Per sapere cosa cerca, per prima cosa ha bisogno di trovarla. "

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" Ma le cose accadute sono come un piatto che si è rotto in mille pezzi. Per quanto uno possa tentare di incollarne i frammenti, non potrà tornare com'era in origine... "

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" ... la paura e la rabbia... Non ereditarle e ripeterle. "

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" Mah, [...], quel che è fatto è fatto. [...] Tutto deve seguire il suo corso. Piuttosto, adesso guarda avanti e fai del tuo meglio. "


mercoledì 30 ottobre 2019

Come il vento tra i mandorli



Autrice: Michelle Cohen Corasanti

Lingua: italiano

Titolo originale: The almond tree

Genere: drammatico / fiction storica

Prima pubblicazione: 2012




Questo romanzo è un continuo pugno nello stomaco.
Comincia con la morte di una bambina, continua con una famiglia costretta a lasciare la propria casa e la propria terra, e prosegue con altre morti e ingiustizie, tanto che, durante i primi capitoli, mi sono chiesta se volessi davvero proseguire con la lettura.
E sono felice di averlo fatto. Perché Come il vento tra i mandorli permette di capire cosa accadde, a partire dagli anni cinquanta del Novecento, tra ebrei e palestinesi, cosa significò per innumerevoli famiglie arabe perdere affetti, ricordi e fonti di sostentamento.
Perché una storia, pur se inventata, può aiutare a comprendere gli eventi molto più di qualche scarno paragrafetto presente sui libri di storia.

Protagonista è Ichmad, che, all'inizio del romanzo, è solo un bambino che vede il proprio mondo devastato da qualcosa che non riesce a spiegarsi, e si ritrova a capo di una famiglia sempre più povera, disperata, e piena di odio e rancore nei confronti degli ebrei. Suo punto di riferimento è il padre, che, seppur ingiustamente arrestato, lo sprona a seguire i suoi sogni e a mettere da parte ogni risentimento ed astio.

Pur se punteggiata da disgrazie - e forse quella di Nora l'autrice avrebbe potuto risparmiargliela - la
vita di Ichmad è quindi votata alla tolleranza, alla speranza e alla volontà di spezzare la catena di odio che soffoca i due popoli.

L'ultima parte della storia, ambientata nel 2009, ci mette di fronte alle condizioni della popolazione della striscia di Gaza, e alla totale mancanza di prospettive e speranze per il futuro dei suoi giovani - per cui l'arco narrativo del nipote di Ichmad è facilmente prevedibile, ma lascia anche il lettore con un gran senso di impotenza -.

Di sicuro uno degli aspetti migliori del romanzo è il rapporto tra Ichmad e il suo insegnante ebreo, che ci mostra come l'amicizia tra popoli diversi possa essere possibile e che in fondo, anche quando tutto sembra irrimediabilmente distrutto, l'umanità è capace di riportare alla luce quella speranza data ormai per scomparsa.

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La copertina: molto belli i fiori e il contrasto tra il loro colore tenue e quelli più forti degli abiti del bambino.

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Quarta di copertina: Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad, dodici anni, un talento non comune per la matematica e un'ammirazione sconfinata per Albert Einstein, scopre per la prima volta cosa siano la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall'esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro. Ma i problemi non sono finiti: quando il padre di Ichmad viene imprigionato con l'accusa di aver nascosto delle armi, spetta al primogenito prendersi cura della madre e dei fratelli. Ichmad deve trovare un lavoro, e in fretta. Suo unico conforto, il mandorlo in fondo al giardino. Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all'odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l'università. Intanto il mandorlo resta lì, in fondo al giardino d'infanzia. Mentre la Storia fa il suo corso. Mentre Ichmad, ormai adulto, riesce a emigrare negli Stati Uniti nonostante l'opposizione della famiglia. Mentre capisce cosa siano l'amore e il lutto, la rabbia e il perdono. E, riappropriandosi delle proprie radici, finalmente ricomincia a sognare.

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Giudizio personale: 5/5

sabato 5 ottobre 2019

Il campo dell'arcobaleno


Autore: Inio Asano

Titolo originale: 虹ヶ原ホログラフ

Lingua: italiano

Genere: manga / drammatico

Volume: unico

Prima pubblicazione: 2003


Il campo dell'arcobaleno è un manga affascinante, ma anche piuttosto complesso da comprendere, soprattutto se si è a digiuno di mitologia e cultura giapponese.

La storia ruota intorno a Suzuki e alle altre persone che popolano il suo mondo, e che l'autore ci mostra in varie età della vita, in un alternarsi di linee temporali che è una delle caratteristiche più interessanti del manga.

I temi sono decisamente adulti. Asano, infatti, sembra scavare nei recessi più bui dell'animo umano, raccontandoci di omicidi, abusi, stupri, pedofilia e indifferenza, tanto che a volte il viaggio in quel mondo crudele ed estremo - che è comunque il nostro - mi è sembrato troppo pesante da sopportare.

Anche solo accennare alla trama equivarrebbe a spoilerarne degli aspetti, tanto risultano strettamente intrecciati tutti i fili di cui è intessuta la storia. E' possibile, però, dire che si tratta di un racconto sì, crudo, ma anche intriso di saggezza e, inaspettatamente, di speranza.


Tutti i personaggi che popolano il manga sono stati segnati da eventi passati, ma soprattutto dal modo in cui li hanno affrontati, e dalle scelte che hanno compiuto. Alcuni sono cresciuti, cambiati, e hanno cercato di migliorarsi, altri non hanno potuto farlo, altri ancora si sono cristallizzati in una forma mentis che non permette loro di andare avanti, o si sono nascosti dietro cinismo ed ipocrisie. Il messaggio di speranza che l'autore ci lascia è proprio questo: possiamo, in ogni momento, "svegliarci", riprendere in mano la nostra vita e scegliere di superare il nostro passato, perdonandoci, perdonando, o lasciarci fagocitare e immobilizzare da ciò che ci è accaduto.

Il tratto è chiaro e pulito, le tavole non sono mai caotiche, ma ricche di particolari, per cui bisogna fare molta attenzione, e magari, tornare indietro per riguardarne qualcuna, riconoscere dei lineamenti di un volto, un oggetto, capaci, da soli, di far chiarezza su un aspetto della storia.


Consiglio la lettura di questa analisi approfondita e interessante, nonché del tutto chiarificatrice, per godere appieno della storia de Il campo dell'arcobaleno.

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La copertina: interessante come quelli che, a prima vista, potrebbero sembrare dei fili d'erba del campo del titolo, si rivelano poi dei disordinati scarabocchi su cui volano alcune farfalle.

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Trama: C'è qualcosa di misterioso nell'infanzia, un legame che sembra non spezzarsi mai, ricordi che fanno male, memorie offuscate, storie di un passato che la mente distorce e, a volte, un'eccessiva fiducia, come se quello che ci è capitato da bambini fosse l'unica verità a cui credere.
E poi ci sono i giochi del destino, che incastra esistenze disperate di uomini e donne che non riescono a volersi bene. E un numero eccezionale di farfalle, avvistamenti spaventosi.
Un manga solo per adulti, che dimostra che il fumetto ha la stessa dignità di qualsiasi altra opera d'arte.
Un volume unico di Inio Asano.

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Giudizio personale: 4/5

venerdì 27 settembre 2019

Queste oscure materie - La trilogia completa


Autore: Philip Pullman

Romanzi compresi: La bussola d'oro, La lama sottile, Il cannocchiale d'ambra

Lingua: italiano

Titolo originale: His dark materials (The golden compass; The subtle knife; The amber spyglass)

Genere: fantasy

Prima pubblicazione: 1995 (The golden compass); 1997 (La lama sottile); 2000 (Il cannocchiale d'ambra)


Queste oscure materie è una trilogia complessa, a tratti noiosa, che forse vuol essere filosofica.

Il capitolo migliore è di sicuro il primo, La bussola d'oro.
Un mondo che, con le pinze, potrei definire steampunk, un popolo nomade - i gyziani -, orsi corazzati, streghe, rapimenti di bambini, una misteriosa "Polvere", sembrano elementi slegati ed eterogenei, eppure, messi insieme, funzionano meglio di quanto si possa pensare.
La storia impiega un po' ad ingranare, e ci presenta una bambina spensierata, curiosa e monella, Lyra, che si ritrova a vivere un'avventura più grande di lei, di cui, anzi, sarà assoluta protagonista.
In questo strano universo tutte le persone sono dotate di "daimon", animaletti parlanti di sesso opposto a quello del proprietario, che, fino all'adolescenza, possono cambiar forma di continuo, mentre, ad un certo punto, ne assumono una definitiva, che rispecchia le caratteristiche dell'umano. Una bella metafora per parlare delle infinite possibilità di ogni essere che viene al mondo, e la cui personalità, inevitabilmente, tende poi ad assumere caratteristiche peculiari.
E' probabilmente per questo che, come viene scoperto, gli adulti sono ricoperti e circondati da una misteriosa e invisibile sostanza chiamata "Polvere", di cui invece sono sprovvisti i bambini.
Lord Asriel, che Lyra crede suo zio, si reca al Jordan College, in cui vive la piccola, per parlare della propria scoperta e ricevere fondi adeguati. Salvato inaspettatamente proprio dalla bambina, egli è in realtà interessato alla presenza di più mondi e alla possibilità di riuscire a visitarli.
Intanto, molte famiglie sono sconvolte dal rapimento dei propri bambini da quelli che vengono chiamati "gli Ingoiatori". Eppure, gli unici che sembrano attivarsi per risolvere il problema sono i gyziani, popolo nomade e fiero, che parte per un lungo e pericoloso viaggio verso il Nord, aiutato da alcuni clan di streghe e da Iorek Byrnison, re degli orsi detronizzato e caduto nella spirale dell'alcol.


Gyziani, streghe e orsi corazzati sono gli elementi meglio caratterizzati e interessanti dell'intera saga. Mi sono piaciuti i primi, leali, coraggiosi, protettivi e tolleranti. Si mettono in viaggio rischiando le proprie vite per salvare non solo i bambini del proprio gruppo, mentre è sottinteso, ma abbastanza chiaro, che nessun non-gyziano avrebbe mosso un dito per salvare un piccolo nomade.
Interessanti le streghe, di cui mi sarebbe piaciuto sapere ancora di più e leggere di altre avventure.
Belli tutti i capitoli dedicati agli orsi corazzati. Il palazzo reale con il nuovo re mi ha richiamato fortemente alla mente La fattoria degli animali di Orwell, in cui gli animali cominciano a comportarsi come gli uomini e a desiderare, come loro, il potere, mettendo da parte l'uguaglianza e accogliendo la corruzione e le ingiustizie.
E poi c'è la piccola Lyra, che, pur cresciuta in un'istituzione come il Jordan College, non possiede una vera e propria istruzione, è bravissima a raccontare bugie e, nella sua ingenuità, riesce a conseguire grandi obiettivi.
Le azioni degli Ingoiatori verso i bambini mi ha fatto venire i brividi. Se considerata una metafora di ciò che gli adulti possono fare ai piccoli, è efficace e di grande impatto.

Il successivo capitolo della saga, La lama sottile, introduce il secondo eroe della storia, Will, proveniente invece dal nostro mondo. Il romanzo è per lo più noioso, ma il nuovo oggetto magico, il coltello che può aprire finestre tra i mondi, è interessante per le infinite possibilità a cui potrebbe andare incontro la storia. Mi è piaciuta la descrizione di Cittagazze, che, forse volutamente, richiama alla mente una generica cittadina italiana, mentre gli Spettri e il popolo fatto ormai solo di bambini echeggiano i racconti di Stephen King.

Il terzo e ultimo capitolo, Il cannocchiale d'ambra, ha mostrato infine il fianco dell'intera storia. Inutilmente lungo ed eccessivamente noioso, è stata quasi una tortura leggerlo. Il mondo in cui finisce l'ex suora ora ricercatrice Mary Malone, popolato dai mulefa, animali che si spostano su "ruote" che crescono sugli alberi, non funziona. C'è qualcosa di troppo stonato, in esso, che non lo rende affascinante né interessante, così come le figure degli angeli, quasi evanescenti, che però combattono, desiderano possedere le donne, invecchiano. La loro mitologia non sembra per nulla chiara.
Uno dei focus della storia è la guerra di Lord Asriel contro Dio, che in realtà non esiste, ma è "impersonato" proprio da un angelo vecchio e demente, tenuto in vita da Metatron, angelo più giovane che pianifica di accentrare tutto il potere nelle proprie mani, e impedire agli esseri umani la conoscenza e il piacere. E tutta questa grande battaglia, per la quale dobbiamo sorbirci svariate descrizioni di improbabili navicelle, sotterranei, e quant'altro (la bomba guidata dai capelli è veramente ridicola), si conclude all'improvviso, in modo tutt'altro che epico e tutt'altro che emozionante.


Il viaggio dei ragazzini nel mondo della morte è invece interessante, benché triste, ma è alleggerito dalla soluzione che viene scelta per liberare gli spiriti.
Successivamente tutto diviene abbastanza piatto. Padre Gomez, per cui si sprecano pagine e pagine, trova una fine silenziosa che vanifica praticamente tutto ciò che era stato fatto per presentarlo e per costruire un minimo di tensione dovuta alla sua presenza.
E Lyra e Will... davvero due ragazzini troppo giovani che si innamorano e, forse, passano una notte insieme, sono la "chiave" di tutto? E poi, dopo centinaia di pagine di disavventure, perché non trovare una soluzione per evitare loro un'eterna solitudine?
Purtroppo nessuno dei personaggi lascia il segno: la stessa signora Coulter, che avrebbe potuto essere affascinante e interessante, perde a mano a mano di spessore, quello spessore che invece Lord Asriel non ha mai avuto.
Alcune scene, tuttavia, riescono ad essere commoventi, e mi è piaciuto il lessico spesso aulico e molto ricco.

L'impressione è quella di un romanzo che si prende troppo sul serio e che, alla fine, non mantiene nessuna delle sue promesse.


Ancor prima di cominciare la saga, avevo letto del suo essere anti-cristiana. Effettivamente, soprattutto nel terzo capitolo, l'autore si schiera apertamente e chiaramente contro la religione cristiana, colpevole di ogni male del mondo, ma soprattutto di voler evitare agli uomini e alle donne di poter essere liberi e felici, ossessionata com'è dal peccato originale e dalla volontà di reprimere e controllare tutti gli impulsi naturali. Io non credo che un romanzo possa incidere su ciò a cui credo o non credo, quindi trovo personalmente esagerato boicottare il libro (che comunque, indipendentemente dal pensiero di cui si fa portavoce, si boicotta da solo a causa del suo essere poco avvincente) o criticare aspramente l'autore, che è liberissimo di esprimere il proprio pensiero e riversarlo in una storia.
Pur non volendo entrare nel merito della discussione antireligiosa, che risulterebbe troppo lunga e complessa, credo che se l'autore non avesse attaccato così chiaramente una delle religioni più professate al mondo, ma avesse portato avanti un discorso più generale, affermando che i dogmi e gli estremismi diventano prigioni per gli uomini, piuttosto che una fonte di consolazione o crescita spirituale, avrebbe di sicuro evitato la censura di innumerevoli persone che a priori non leggeranno i libri, o che hanno evitato ed eviteranno ai propri figli di farlo (ci sono stati casi di associazioni di genitori che ne hanno chiesto l'eliminazione dalle biblioteche scolastiche), ed avrebbe potuto far comunque riflettere i lettori, lasciando loro la libertà di crearsi una propria opinione.

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La copertina: molto bello il colore scelto per lo sfondo, nonché la rappresentazione dell'orso Iorek, uno dei personaggi meglio riusciti.

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Trama: Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro.
Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato teologia sperimentale. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle.
Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un'antica profezia delle streghe e la Chiesa ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere…
Nelle pagine di Pullman, che si è sempre dichiarato agnostico e contrario alle forme di organizzazione religiosa, rivive sotto forma di contrasto la libertà della ricerca scientifica e l'osservanza di principi immutabili stabiliti dall'alto”.

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Giudizio personale: 3/5