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domenica 12 settembre 2021

Regina rising

Autrice: Wendy Toliver

Lingua: inglese


Genere: fantasy


Prima pubblicazione: aprile 2017


Once upon a time è una serie televisiva andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018. La storia si compone di sei stagioni (più un reboot/sequel piuttosto mal riuscito) e narra di come i personaggi delle fiabe che tutti conosciamo, come Cenerentola e il Grillo Parlante, senza memoria e senza speranza di un lieto fine, siano stati trasportati a Storybrooke, una cittadina priva di magia, da una potente maledizione di Regina, la Evil Queen matrigna di Biancaneve, che vuole vendicarsi di tutti loro.

Ed è proprio Regina, l'odiata e poi amatissima "cattiva" della storia, la protagonista del romanzo canonico di Wendy Toliver.
La incontriamo sedicenne, innocente, amante dei cavalli, e con un forte desiderio di avere degli amici e aprirsi alla vita.

Il rapporto con i genitori è delineato piuttosto bene. Anche grazie ad alcuni flashback, ci rendiamo conto che Cora, la madre, ama moltissimo Regina, tuttavia, accecata dal desiderio di vendetta e riscatto sociale da ottenersi proprio attraverso la figlia, è diventata la persona di cui la ragazza ha più timore al mondo, nonché quella che non ne tiene in considerazione i sentimenti e i sogni.
Il rapporto con il padre è al contrario molto affettuoso; Regina adora l'uomo, e così il "sacrificio" che la Evil Queen compie nella serie TV risulta ancora più orrendo, a riprova del fatto che la volontà di vendicarsi e la sensazione di aver subito innumerevoli ingiustizie, hanno ormai prevalso del tutto sulla timida e amabile ragazzina che era stata Regina.

La storia si focalizza soprattutto su un periodo dell'adolescenza della protagonista, breve ma così significativo sotto il profilo emotivo, da portare allo sbocciare di quella che sarà la Evil Queen. 
Il romanzo presenta naturalmente degli elementi magici, come la strega cieca nella casetta fatta di dolciumi, o la Blue Fairy, che si avvede del cuore puro di Regina, ma ne predice anche, con orrore, il futuro, possibile cambiamento, in una scena - probabilmente la mia preferita - che è molto di impatto. Ho tuttavia apprezzato anche quelle in cui i piccoli gesti di Cora, come cercare di far giocare la figlia sul ghiaccio con gli altri bambini o accorgersi che ha freddo, dimostrano il suo amore nei confronti di Regina.


Nella storia fa anche una capatina Snow White bambina, ed è bello, considerato come si evolveranno le cose tra le due, che siano le sue parole a fare da catalizzatore affinché Regina decida di vivere senza avere più paura. Mi è anche piaciuto il fatto che una parte fondamentale di questa risoluzione avesse a che fare con la cicatrice sul labbro della protagonista, che è stato un elemento caratterizzante del personaggio di Regina, essendo la Evil Queen, nella serie Tv, interpretata da Lana Parilla.

Personaggio determinante del romanzo è comunque Claire Fairchild, la ragazzina a cui è permesso di diventare amica di Regina, la quale può finalmente avere qualcuno con cui confidarsi e divertirsi.
Il fatto che il lettore, almeno quello adulto, si renda più o meno da subito conto che le cose non sono poi così semplici, sottolineano ancora una volta quanto sia teneramente ingenua questa versione di Regina.
Ed è proprio la delusione e il senso di tradimento provati a causa di quella che era diventata ben presto una delle relazioni più importanti della sua vita, che spinge la protagonista nella direzione della malvagità e della vendetta.
Che dà l'avvio all'ascesa ("rise") di quella che sarà, per lungo tempo, la Regina Cattiva delle fiabe. 

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La copertina: mi piace. Guardandola, chiunque abbia familiarità con Once upon a time saprebbe dire che la storia riguarda Regina, anche se il titolo fosse diverso. 
Da segnalare i bordi delle pagine colorati di nero e la "vera" copertina, che questa sovra copertina nasconde, e che ho apprezzato ancora di più, ugualmente nera, con, in lucido, l'illustrazione della mela trafitta da un pugnale.

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Seconda di copertina: Sixteen-year-old Regina is very different from the Regina known by fans of ABC's "Once Upon a Time." She is a girl who seeks romance, a friend who seeks adventure, and a daughter who seeks approval. Of course, getting approval from a mother like Cora is next to impossible. 
For Regina, friendships have always been a rare commodity. However, with Claire, she finally learns what it's like to have a true friend.
But is it too good to be true? Is it possible to have a friend like Claire when your mother keeps such a tight rein on your every move?
As Regina struggles to find her own identity and create her own destiny, she discovers that her fate just might be to become everything she despises.
After all, the apple doesn't fall far from the tree...

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Rating: 4/5

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martedì 14 agosto 2018

Slipper - Non terminato


Autrice: Hester Velmans

Lingua: inglese

Genere: retelling

Prima pubblicazione: aprile 2018







Chiunque mi conosca o abbia dato un'occhiata a questo blog, sa che ho un debole per i retelling delle fiabe tradizionali, e Slipper, presentato come la storia vera che avrebbe poi ispirato Cenerentola, ha catturato subito la mia attenzione, ma è diventato purtroppo uno dei pochi libri che non terminerò.

La protagonista, Lucinda, rimasta orfana alla nascita, viene maltrattata dalle proprie zie, una delle quali la fa lavorare per un periodo come sguattera a casa sua.
E questo è ciò che di meglio capita alla povera bambina: qualsiasi disgrazia la prende di mira. Angosciante. 
Il suo mondo finisce col diventare cupo e asfittico. Intollerabile, per me.
Avrei voluto fermarmi una volta arrivata al 31% della storia, a cui ho però dato un'altra possibilità.
Ed ecco che il peggio accade: un personaggio buono come il pane trova ingiustamente la morte, ma, soprattutto, due uomini adulti approfittano di Lucinda quattordicenne. 
Disgustoso. Non pensavo che si sarebbe arrivati a tanto.
Non ho potuto proseguire, non è un romanzo che fa per me (la stessa autrice ha ammesso: "It may not be everyone's cup of tea..."), non in questo momento e probabilmente nemmeno in futuro.
E' angoscioso vedere Lucinda andare incontro alla propria rovina ed essere continuamente disillusa.

Nulla da ridire sullo stile della scrittrice, che ha di sicuro ricostruito con maestria il periodo storico ed ha descritto molto bene alcuni sintomi e malattie, tanto che mi sono chiesta se fosse un medico.

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La copertina: adatta, complice anche il titolo, a rendere l'idea di Cenerentola.

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Trama: Her life is the inspiration for the world’s most famous story.

Lucinda, a penniless English orphan, is abused and exploited as a cinder-sweep by her aristocratic relatives. On receiving her sole inheritance—a pair of glass-beaded slippers—she runs away to France in pursuit of an officer on whom she has a big crush. She joins the baggage train of Louis XIV’s army, survives a terrible massacre, and eventually finds her way to Paris. There she befriends the man who will some day write the world’s most famous fairy tale, Charles Perrault, and tells him her life story.

There is more: a witch hunt, the sorry truth about daydreams, and some truly astonishing revelations, such as the historical facts behind the story of the Emperor's new clothes, and a perfectly reasonable explanation for the compulsion some young women have to kiss frogs. 

This is not the fairy tale you remember.

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Giudizio personale: 2/5

sabato 26 agosto 2017

The little red wolf

Autrice: Amélie Fléchais
Lingua: inglese
Genere: favola / retelling
Prima pubblicazione: 2014

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In questa breve favola un piccolo lupo dal cappuccetto rosso prende il posto della fanciulla dei Grimm, e una ragazzina sostituisce la belva acquattata nel bosco in attesa della vittima.
Ma non si tratta semplicemente di uno scambio di ruoli: The little red wolf presenta degli elementi di novità rispetto alla favola originale che fanno molto riflettere.
Il piccolo lupetto si comporta proprio come un bambino durante il suo viaggio verso la casa della nonna, e ciò rende ancora più palese il fatto che sia una vittima dell'odio del tutto innocente.


Il padre della fanciulla, che ha fatto della caccia ai lupi la ragione della propria vita, sa infatti benissimo come sono andate le cose la notte che ha cambiato irrimediabilmente la sua esistenza. Tuttavia, non accettando la realtà e le proprie responsabilità, rivolge l'odio che prova nei confronti di se stesso, verso degli animali che non hanno colpa. Escludendo, tra l'altro, la possibilità di una convivenza pacifica e serena che sa essere possibile.
Ed è qui che l'essere umano diventa bestia. Non a causa del suo aspetto o dei suoi istinti, ma delle proprie azioni.
Ciò che è peggio, e credo sia uno dei messaggi più potenti della storia, è che l'uomo educa la sua stessa bambina all'odio, un odio ancora più profondo e radicato, visto che la piccola si fida ciecamente del genitore, e sposa in pieno la sua causa.
Ne viene fuori un ritratto dell'essere umano piuttosto amaro, ma che ci fa anche comprendere quanto sia fragile, e come la verità possa avere tante versioni quante sono le bocche che la raccontano.


Per quanto riguarda il disegno, ho adorato tutte le tavole della favola. L'autrice fa un uso molto sapiente dei colori, e con pochi tratti sa rendere il lupetto tenerissimo e qualche volta divertente.
Mi è piaciuta soprattutto la resa dell'acqua e dei boschi.

The little red wolf è una favola bellissima che può aiutare i "grandi" ad affrontare con delicatezza temi molto importanti con i più piccoli, in primis far comprendere loro quanto male possa fare l'odio, sempre.

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La copertina: mi piace. Benché all'interno del volume abbia preferito le tavole con colori più chiari e luminosi, l'uso del verde scuro interrotto dal rosso del cappuccetto e del titolo è più adatto al mood della storia. Per quanto mi riguarda, è stata uno dei motivi che mi ha spinto ad interessarmi al libro.

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Presentazione: Lose yourself in in the dark forests of Amelie Flechais' spectacular artwork. A young wolf, on a journey to bring his grandmother a rabbit, is charmed by the nice little girl who offers to help him... but nice is not the same as good. A haunting fairy tale for children and adults alike.

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Giudizio personale: 5/5

domenica 9 luglio 2017

Beauty and the Beast - Belle's tale e The Beast's tale

Autrice: Mallory Reaves
Lingua: inglese
Genere: manga \ fiaba
Volumi: 1 e 2 di 2
Prima pubblicazione: marzo 2017

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In occasione dell'uscita nelle sale cinematografiche del film "La Bella e la Bestia" con Emma Watson e Dan Stevens, la Tokyopop ha distribuito un'interessante trasposizione della pellicola in formato manga. I due volumi che compongono l'opera raccontano entrambi la stessa storia, ma ognuno dal punto di vista di uno dei protagonisti.


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Belle's tale: il primo volume narra gli avvenimenti seguendo da vicino il personaggio di Belle. Nessuna strega, rosa e maledizione, dunque, ma un focus sulla cittadina di Villeneuve, i suoi meschini abitanti e una ragazza palesemente fuori posto in un ambiente del genere.


In principio il manga mi ha entusiasmato tantissimo, le tavole sono molto belle, soprattutto quelle che illustrano Villeneuve. Poche scene sono capaci di mostrare chiaramente la violenza di Gaston, e fanno riflettere su quale sarebbe stato il - triste - destino di Belle se questa avesse accettato di diventare sua moglie.
Tuttavia, mi aspettavo un po' di introspezione in più; inoltre non c'è nessun pathos nelle scene del ballo, né durante la trasformazione della Bestia.


Molto significative alcune battute; naturalmente la storia tocca il tema della diversità, dell'esclusione sociale, e illustra come cose meravigliose come l'amore, la letteratura e la cultura in generale possano essere viste negativamente.
Piuttosto bello l'epilogo, e soprattutto il fatto che il tradizionale "e vissero felici e contenti" non sia considerato come la fine, ma come un inizio.
Benché immagino che chiunque al mondo conosca la storia della Bella e la Bestia, e soprattutto la versione disneyana, credo che il manga si segua meglio dopo la visione del film, a cui è molto aderente.
Gli sketch finali che corredano il volume fanno comprendere quanto lavoro ci sia dietro un'opera del genere.

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The Beast's tale: il secondo volume narra invece la storia dal punto di vista della Bestia, e devo dire di averlo trovato migliore rispetto al precedente.
L'inizio è davvero molto bello.


Interessante la scena inedita in cui la Bestia sta leggendo su una guglia quando vede arrivare il padre di Belle. Veramente un'aggiunta molto carina!
Rispetto al volume dedicato alla protagonista femminile, troviamo qui molta più introspezione, viene indagato il rapporto della Bestia con la madre e i suoi sentimenti nei confronti della servitù.
Inoltre anche i disegni sembrano più belli, meno stilizzati. Notevoli le tavole in cui il protagonista lotta con i lupi.


Vi sono inoltre anche alcune scene divertenti, come quella in cui la Bestia fa le pulizie!
Come nell'altro volume, il manga concept art finale è piuttosto interessante.
L'unico appunto che potrei fare a questo manga, che mi è piaciuto veramente molto, è l'uso delle onomatopee in giapponese, la cui interpretazione ha richiesto molta fantasia.

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Le copertine: molto belle. Mi piace il fatto che siano state concepite come due parti di una stessa tavola, con i protagonisti disegnati di profilo. Ottimo l'accostamento del blu scuro e del giallo dorato. Ho apprezzato in particolare lo sfondo del primo volume e la resa della Bestia nel secondo.

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Trama - Belle's tale: In Disney's live-action film Beauty and the Beast, Belle, a bright, beautiful and independent young woman, is taken prisoner by a beast in his castle. Despite her fears, she befriends the castle's enchanted staff and learns to look beyond the Beast's hideous exterior and realize the kind heart and soul of the true Prince inside. This manga explores Belle's innermost thoughts as she learns that true beauty comes from within.


The Beast's tale: A tale as old as time ... told in timeless manga style Disney's much-anticipated live-action adaptation of "Beauty and the Beast" hits theaters in March 2017, and it stars Emma Watson and Dan Stevens. This original two-part manga series is based upon the upcoming movie... but you've never seen this classic love story told quite this way before. 
The "Beauty" manga delves into Belle's deepest thoughts as she's taken prisoner by the Beast in his majestic castle. Where the "Beast" manga explores Beast's deepest thoughts as he captures Belle in his castle and finds himself falling in love with her feisty attitude and adventurous spirit.

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Giudizio personale:
Belle's tale - 4/5
The Beast's tale - 5/5

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domenica 2 luglio 2017

Grace in the mirror

Autrice: Kristy Tate
Sottotitolo: Fairy Tale Found Book 1
Lingua: inglese
Genere: fantasy
Prima pubblicazione: aprile 2017

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Grace in the mirror è un romanzo la cui trama faceva sperare in una storia simpatica, divertente, zeppa di personaggi delle fiabe catapultati chissà come nel nostro mondo. Purtroppo la realizzazione è alquanto deludente, e, soprattutto nella seconda parte, il racconto si fa piuttosto scialbo e inconcludente.

Tutto comincia con il trasferimento della teenager Grace a Orange County a casa dei nonni, dopo la partenza del padre militare per una missione e un probabile diverbio con la madre.
La nuova vita non è congeniale alla ragazzina, a cui manca la migliore amica e le proprie abitudini, e di certo non giova la precaria situazione economica, benché gli egoisti e avari nonni siano più che benestanti.

Per fortuna Grace riesce in fretta a fare amicizia ed anche a trovare un lavoro, ma le cose prendono una strana piega quando la ragazza viene scambiata per Biancaneve e accusata da sette nani di aver rubato uno specchio magico...

Riguardo alla parte concernente la "vita reale", è bello che la protagonista abbia delle amiche e degli amici e l'autrice non abbia giocato l'ovvia carta dei ragazzi ricchi e quindi anche presuntuosi, spocchiosi, e magari bulletti, che condannano la nuova ragazza alla solitudine e alla sofferenza.

La prima parte della storia è abbastanza piacevole e piena di aspettative, e anche la descrizione dell'attrazione tra Grace e Brock è delicata e non fastidiosa né zuccherosa, come invece avrebbe potuto.

Purtroppo, è proprio il mash-up con le fiabe a non funzionare: i personaggi inseriti sono davvero pochi, e per lo più i dialoghi e le scene che li vedono protagonisti sono senza senso.
Tra le altre cose, il principe Azzurro di Biancaneve le rinfaccia di aver ucciso un drago per lei (non si trattava della storia della Bella Addormentata?); Grace ha bisogno di Google per capire che Charmant significa Charming; il famosissimo scrittore Hans Christian Andersen viene ripetutamente chiamato "Anderson" (spero sia un errore che verrà poi corretto in seguito) e quella raccontata, L'acciarino, è una delle sue fiabe più brutte (anche a detta di uno dei personaggi).
Ciò che più mi ha deluso è stato però il personaggio di Biancaneve: dopo tante produzioni - vedi Mirror, mirror, Once upon a time, perfino il per me pessimo Snow White and the huntsman - che hanno cercato di renderla un'eroina forte, pronta a combattere per la giustizia e i suoi diritti, qui non è altro che una svampita la cui felicità sta nel trovare una casa da pulire!


Il discorso della bellezza interiore purtroppo non salva la storia, che tra l'altro non è autoconclusiva. Spero proprio che il secondo volume sia migliore.

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La copertina: molto carina. Mi piace l'accostamento dei colori, rosa e verde acqua. Adoro la parte superiore dell'illustrazione, con lo sfondo a righe, lo specchio e le rose.

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Trama: Fairy tales can come true. But it’s terrifying when it happens to you.
Grace James thinks having to wear a hand-me-down uniform while trying to fit into her posh new school in glitzy Orange County is bad, but being followed to class by seven little angry men is worse. The dwarfs believe that Grace has stolen the magic mirror, and they want it back.
Opponents become allies and soon Grace can’t tell who is friend or foe and what is real or merely a fairy tale, so she cooks up a scheme that will take her back home to Oregon where life made sense - away from her stingy grandparents and her miniature stalkers. But a frantic cast of fairy tale characters have plans of their own that may or may not include a happily ever after.

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Giudizio personale: 3/5

domenica 4 giugno 2017

A real life fairytale: Beauty and the beast

Autrice: Jamie Brook Thompson
Sottotitolo: Silver Creek Novella Series Book 2
Lingua: inglese
Genere: retelling \ romance
Prima pubblicazione: febbraio 2017

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[attenzione: SPOILER]

Presa dal mio Progetto fiaba e spinta dalla mia predilezione per La Bella e la bestia, ho scelto di leggere questo breve romanzo, secondo volume della serie Real life fairytale di Jamie Brook Thompson.

Belle, già comparsa nel primo volume come una sorta di fata madrina per Cindee, è qui la protagonista assoluta.
L'azione si svolge ancora una volta nella piccola cittadina di Silver Creek; piccola e bigotta, dovrei aggiungere: davvero negli Stati Uniti esistono posti in cui una ragazza è giudicata male e perde tutte le sue clienti per il solo fatto di avere un piccolo tatuaggio a forma di rosa su un polso? Incredibile!


In principio la storia è interessante: Belle è una ragazza californiana con un grande talento per le acconciature; la sua famiglia è in guai finanziari a causa dei pesanti debiti di gioco di sui padre, che è per questo perseguitato da Gaston; Adam è invece un bel ragazzo che, per il suo aspetto (capelli lunghi e barba...) e il suo passato da donnaiolo, è malvisto da tutti i cittadini, che lo considerano una "bestia".

Tuttavia, non si fa in tempo a pensare che potrebbe trattarsi di un racconto carino, che le cose precipitano: a parte la chiusura mentale davvero eccessiva di chiunque, a Silver Creek, esclusa Belle, le scene che coinvolgono Gaston sono davvero ridicole: l'uomo prima costringe la protagonista a salire sulla sua auto per un motivo non meglio specificato (farle violenza? Vendicarsi del padre debitore? Usarla per ricevere come riscatto i soldi del debito?), poi rapisce Belle e il genitore tenendoli legati nella loro stessa casa. I dialoghi sono veramente assurdi e quest'ultima scena è oltremodo risibile. Davvero non riuscivo a credere ai miei occhi durante la lettura.


Adam è probabilmente il personaggio migliore, perfetto, forse troppo, anche se alcuni lati del suo carattere sono eccessivamente estremizzati (arrivare a non rispondere ad una cameriera in un ristorante mi sembra veramente esagerato), e i suoi momenti con Belle sono molto dolci. Tuttavia, mi sembra assurdo che le chieda di sposarlo la seconda volta in cui interagiscono! Sono stata seriamente in dubbio di aver saltato delle pagine! Insomma, è pur vero che si tratta di una fiaba, ma se la si definisce "della vita reale", bisognerebbe sforzarsi un minimo di rendere le cose verosimili.
Riguardo a Belle, non sono sicura che mi sia piaciuta: non è un personaggio dolce; certo, viene descritta come una ragazza capace di saltar fuori da un'auto in corsa e di tener testa a chiunque, ma francamente l'immagine che ne viene fuori non è quella di una persona forte - qual era forse l'intento dell'autrice - bensì quella di una donna irritante e anche leggermente presuntuosa. E naturalmente per descriverla come la californiana disinibita e dalla mentalità aperta, non c'è niente di meglio che fare in modo che salti addosso ad Adam alla prima occasione. Molto stereotipato e triste...


Come in Cinderella, l'autrice si è sforzata di inserire quanti più elementi possibile della storia disneyana che tutti conosciamo, alludendo, alla fine, anche a una cuoca "arrivata da New Orleans", protagonista del volume successivo. Mi sarebbe piaciuto molto se ci fossero stati altri servitori oltre al corrispettivo di Lumiere, e che questi fosse stato qualcosa di più di una comparsa.
Malgrado le buone intenzioni, il racconto, almeno per quanto mi riguarda, si è rivelato piuttosto deludente, ma ha avuto il merito di "scuotermi" e di spingermi a cercare, per la prossima volta, un buon libro, finalmente!

Riguardo alla scrittura, da segnalare alcuni dialoghi in cui, ad un certo punto, non è più ben chiaro chi sia a parlare.

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Trama: There's a tale as old as time of two people falling in love, but what happens when Belle won't have anything to do with it. Join her with this real life fairytale set in the small town of Silver Creek to find out how she’ll transform the town's beast into a handsome prince with her heart, not her beautician skills.

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Giudizio personale: 2/5

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Della stessa serie:
- A real life fairytale: Cinderella

sabato 27 maggio 2017

A real life fairytale: Cinderella

Autrice: Jamie Brook Thompson
Sottotitolo: Silver Creek Novella Series Book 1
Lingua: inglese
Genere: retelling \ romance
Prima pubblicazione: marzo 2017

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Cinderella è la prima storia della serie Real life fairytale di Jamie Brook Thompson. Ammetto di averla letta solo dopo Beauty and the Beast, il secondo volume che non ho apprezzato molto, e per questo le mie aspettative erano davvero basse. Invece la storia di Cindee, pur con tutti i suoi difetti, si è rivelata di gran lunga migliore di quella di Belle.


L'autrice ha cercato di inserire pressappoco tutti gli elementi della fiaba in un contesto moderno. Così, la protagonista è un'orfana che è stata affidata allo zio, e che vive in un capanno sul retro della proprietà da quando l'uomo si è risposato ed ha accolto con sé non solo la nuova moglie, ma anche la figlia di questa, Priscilla.

Cindee è appassionata di motori e porta avanti l'officina di famiglia, con il risultato di avere sempre e solo abiti sporchi di olio e grasso.
La storia è ambientata nella piccola cittadina di Silver Creek, in cui la gente non fa altro che spettegolare, le donne portano tutte lo stesso taglio di capelli e qualsiasi eccezione alla regola viene punita con l'esclusione sociale.
L'interesse amoroso di Cindee, il suo Prince Charming, è Henry, un ragazzo per cui ha una cotta dagli anni del liceo, ma con cui non ha mai nemmeno scambiato una parola.

E qui cominciano a vedersi le crepe di una storia, che, seppur naturalmente prevedibile, avrebbe tutto sommato potuto essere piacevole.


Henry parla per la prima volta con Cindee a causa di un lavoro in officina, e lì scopre come si chiami la ragazza; i due si vedono una seconda volta sempre per motivi di lavoro... e al loro terzo incontro parlano di matrimonio! Di certo non sono veloci quanto Belle e Adam nel secondo volume, ma, a quanto pare, se a Silver Creek una donna e un uomo passano circa venti minuti da soli, devono considerarsi fidanzati!
E poi tutto si conclude non solo molto velocemente, ma anche in modo molto banale, con i due che in quattro e quattr'otto riescono a passare da una situazione alquanto disperata al successo immediato. Molto da cartone animato.

Per quanto riguarda i personaggi, c'è da dire che i protagonisti sono carini, ma si comportano come
dei liceali e non come persone più adulte quali sono descritti; Priscilla, la cugina acquisita di Cindee, è meno che monodimensionale: tipico personaggio "cattivo", è fastidiosa, viziata, esageratamente odiosa, malvagia - ma stupida, come tutti i malvagi che si rispettino e che vanno acciuffati - e, naturalmente, meno bella della protagonista.

Lo stile è semplice e chiaro, ma l'autrice tende ad usare un vocabolario poco ricco, utilizzando gli stessi termini innumerevoli volte e dando così l'impressione che le frasi continuino a ripetersi.

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Trama: If a dream is a wish your heart makes then Cindee Ellis is in major trouble. There’s no way Henry Christensen will ever notice her under all those oil stains and brake fluid splattered across her shirt. Unless—she’s dead wrong about him. Join her with this real life fairytale set in the small town of Silver Creek to find out how she’ll work her guts out to make her own happily ever after.

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Giudizio personale: 3/5

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Della stessa serie:

domenica 9 aprile 2017

Winter falls

Autrice: Jacque Stevens
Sottotitolo: A tale of the Snow Queen
Lingua: inglese
Genere: retelling \ fiaba
Prima pubblicazione: gennaio 2017

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Winter falls è un retelling de "La regina della neve" di Hans Christian Andersen.
Il tempo in cui è ambientata la storia non è ben specificato (nella trama si legge "in the postindustrial town"), anche se mi ha fatto pensare ai primi del '900, e qualche volta al vecchio West.
Protagonista è Katie, una ragazzina non ben integrata tra i suoi coetanei, che cade in una vera e propria depressione quando scopre che la madre non sta vivendo magnifiche avventure in giro per il mondo, ma si è suicidata anni prima lasciandola orfana. Le cose peggiorano quando l'adorato padre decide di sposarsi. Arrivano poi dei vivaci fratellini; il suo amico Shay le invia messaggi contrastanti riguardo al loro rapporto per poi sparire nel nulla; l'albergo di famiglia in cui ha speso tutta la sua infanzia e adolescenza pare sull'orlo della bancarotta, e la famiglia decisa a cominciare altrove una nuova vita.
L'unica soluzione a cui riesce a pensare Katie è la stessa a cui approdò sua madre anni prima: suicidarsi buttandosi nel lago.
Ma ciò che la ragazza ritrova dall'altra parte non è il paradiso né il nulla assoluto, bensì un mondo parallelo in cui, scoprirà alla fine, potrà scegliere se restare, come tanti altri che hanno perso la loro strada, tornare indietro alla vita o proseguire il cammino verso la morte.
E' proprio in questo mondo che l'autrice riprende la storia originale, in modo anche più armonico, oserei dire.
Nel corso della lettura apprendiamo che quell'universo parallelo era un tempo governato da quattro fate sorelle, ognuna rappresentante una stagione, ma che l'armonia si spezzò quando una di esse, Winter, ovvero la Regina della neve, causò la rottura di uno specchio magico che avrebbero dovuto condividere.
Da allora le quattro sorelle vivono, infelici, in angoli diversi del mondo, alla testa di Quattro infelici Regni, mentre Winter cerca in tutti i modi di riparare lo specchio, a scapito della vita di quei ragazzi dimenticati di cui nessuno si prende cura. Essi, come se fosse un puzzle mortale, tentano di rimettere insieme le schegge che, come nella storia originale, hanno preso possesso anche dei loro cuori e dei loro sentimenti.

Ultima preda della Regina della neve è proprio Shay, che Katie decide di andare a cercare, rinunciando alla tentazione di arrendersi e prendendo finalmente in mano la propria vita.
La ragazza attraversa così i Quattro Regni, incontra le fate e tanti altri personaggi, e durante il viaggio si rende conto di quanto sia importante la sua umanità e la sua individualità, fa chiarezza nei propri sentimenti nei confronti dell'amico e ritrova finalmente un posto in seno alla sua famiglia.


La storia è ben scritta, con una gradevole alternanza tra presente e passato; mi sono piaciuti molto i Quattro Regni, ognuno con le proprie peculiarità e i propri colori, così come le fate, diverse l'una dall'altra e ben caratterizzate.
Ho apprezzato anche i personaggi secondari, soprattutto i ragazzi-corvi.

Così come la fiaba originale, Winter falls è un racconto di crescita, ma anche di più: è un viaggio dentro se stessi alla scoperta della luce che tutti noi possediamo, ma è anche un tortuoso percorso dalle tenebre della depressione al fulgore della vita.
La scelta di parlare della depressione avrebbe potuto essere pericolosa o quantomeno difficile, ma è stata ben gestita, anche se verso la fine Katie appare troppo vittimista (è tutta sua l'idea che il padre non la porterà con sé una volta ceduto l'albergo) e la storia ne esce appesantita. Stesso risultato a cui si giunge per l'eccessiva lunghezza del romanzo, che forse sarebbe risultato più coinvolgente e avvincente se fosse stato più breve.


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Trama: Katie knows better than to believe in happy endings.

She learned there was no such thing after her mother died. In the postindustrial town of Riverside, Katie struggles to care for her distant father and his failing hotel. Her only comfort lies in the arms of her true love, Shay.

Yet one evening, he disappears without a trace.

Devastated, Katie jumps off a bridge in winter, expecting to meet death in the frozen water below. Instead, her fall transports her to a snowy netherworld, where trapped souls take on the form of animals and the only thing that matters is survival.

Then Katie discovers that Shay has been kidnapped by a deadly sorceress called the Winter Queen. She goes on a journey to find him, traveling through the realms of storybook fairies, princesses, thieves, and monsters to bring him home. But the path is harsh and dangerous. Will Shay and Katie be reunited? Or be forever trapped within an eternal winter?

A retelling of the classic fairytale The Snow Queen, WINTER FALLS is a young adult epic fantasy romance which examines the trials of depression and mental illness in a magical world of action and adventure.

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Giudizio personale: 3/5

domenica 2 aprile 2017

The Little Mermaid

Autori: Metaphrog (Sandra Marrs and John Chalmers)
Lingua: inglese
Genere: fumetto \ fiaba
Prima pubblicazione: aprile 2017

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The Little Mermaid di Metaphrog (i due graphic-novel Sandra Marrs e John Chalmers) è una trasposizione in forma di fumetto di una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen, La Sirenetta.
Il volume è molto breve, circa 80 pagine, e i dialoghi, così come le didascalie, sono essenziali.
La resa degli esseri umani e delle sirene non mi ha fatto impazzire, mentre ho trovato i disegni dei paesaggi marini e delle navi veramente molto belli, e l'utilizzo dei colori davvero fantastico.
La storia segue abbastanza da vicino quella originale, con la piccola Sirena che si strugge per il mondo degli uomini ed aspira a conquistare il cuore del suo principe, così somigliante alla statua gelosamente custodita nel giardino in fondo al mare. Manca purtroppo quello che nella fiaba di Andersen costituisce il vero motore delle azioni della Sirenetta, ovvero il desiderio di avere un'anima, dono precluso al popolo del mare, ed il finale che coinvolge i bimbi buoni e l'eventuale, possibilissimo destino lieto della protagonista.
Mi è piaciuto, invece, il fatto che gli autori abbiano presentato la sconfitta della sirena e il suo trasformarsi in spuma di mare come un nuovo inizio.
Un punto di vista originale che riesce a creare un finale soddisfacente.

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Quarta di copertina: Don't expect a happy ending...
The Little Mermaid lives deep under the ocean and longs to see the world above. When at last she is allowed to rise to the surface at age fifteen, she falls in love with a young prince. In order to become a human and to be with him, she makes a dangerous pact with the Sea Witch.

The Little Mermaid is Hans Christian Andersen's most celebrated tale and is beautifully adapted here as a graphic novel by the Eisner award nominated duo Metaphrog (Sandra Marrs and John Chalmers), winners of the Sunday Herald Scottish Culture Awards Best Visual Artist 2016, and authors of the acclaimed The Red Shoes and Other Tales.

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Qui il preview delle prime 6 pagine


domenica 19 febbraio 2017

Ensnared

Autrice: Rita Stradling
Lingua: inglese
Genere: retelling/ fantascienza / romance
Prima pubblicazione: dicembre 2017

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Ensnared è un retelling della fiaba della Bella e la Bestia ambientato in un mondo futuristico in cui robot più o meno antropomorfi fanno ormai parte della vita di tutti i giorni, essendo impiegati come poliziotti, autisti, infermieri e medici.

La "Bella" della storia è Alainn, una ventiquattrenne che vive con il padre e il fratello, entrambi programmatori e sviluppatori di automi. Per proteggere il genitore da una sicura detenzione, la ragazza si offre di raggiungere la "Bestia", ovvero il misterioso Mr Lorcann Garbhan, nella sua torre, e fingere di essere il robot che l'uomo aveva ordinato, ma che il padre non è riuscito ad ultimare.


Nella torre futuristica ma irreparabilmente isolata dal mondo esterno, Alainn troverà una realtà del tutto differente da quella che aveva immaginato, e ciò che temeva potesse essere una soffocante prigionia, si rivela una porta verso il suo lieto fine.
Ma un automa ormai più intelligente dei suoi creatori e capace di riprogrammarsi potrebbe avere un'idea molto diversa di quale sia la felicità per tutto il genere umano...

La Bella e la Bestia è una delle mie fiabe preferite, e naturalmente sono stata entusiasta di leggere in anteprima Ensnared, anche se l'ambientazione non mi aveva convinta del tutto, preferendo setting più "bucolici" o medievali.

Di sicuro la trama è originale, ma l'esecuzione lascia un po' a desiderare.
Tra i personaggi, l'unico che mi sia piaciuto è Lorcann, la Bestia destinata a vivere rinchiusa nella sua torre dalla maledizione degli abusi subiti nell'infanzia.
Ricchissimo e circondato da qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, all'uomo manca ciò che desidera di più al mondo: un essere umano con cui riuscire ad interagire e costruire un rapporto basato su sentimenti veri.
Da qui l'idea di farsi costruire Rose, un automa dalle fattezze umane con cui esercitarsi, per poter poi riuscire a passare del tempo con una persona in carne ed ossa.


Alainn, che di Rose prende il posto, è una ragazza che si sente emarginata nella sua stessa casa per il suo essere intellettivamente "normale" rispetto al padre e al fratello, e che non dà molto valore alla sua vita, soprattutto a causa di una spaventosa esperienza di qualche anno prima.

Connor Murphy, il padre della protagonista, è un inventore con la dipendenza per il gioco d'azzardo, nonché un codardo, e l'ho disprezzato molto per le conseguenze che il suo egoismo ha sulla figlia.
Colby, il fratello di Alainn, benché alla fine della storia sia di aiuto, mi è sembrato comunque egoista almeno quanto il padre, e concentrato solo sui suoi obiettivi.

Gli altri personaggi sono alquanto inutili ai fini della storia; Greg, ad esempio, amico di Alainn e suo capo, pare messo lì giusto perché vi fosse qualcuno che ricordasse Gaston, mentre il lavoro da soccorritrice di montagna di Alainn, così slegato dal contesto, voleva forse essere un richiamo al suo amore per la natura - qualcosa di vivo, dunque -, o, quel che mi auguro, mostrare la differenza tra un mondo non ancora robotizzato e la città che ormai non può più fare a meno degli automi, ma che si rivela così un luogo freddo e privo di empatia.
Tra i robot, Rose è di sicuro da film horror: macchina in un certo modo senziente e molto più intelligente della gran parte degli esseri umani, riesce anche a porsi degli interrogativi etici, ma poi, prendendo come riferimento la moralità dei suoi creatori, sceglie di mettere la vita umana al secondo posto dopo i suoi scopi.
Le scimmiette sono carine ma, ancora, pensare che siano solo dei robot fa venire la pelle d'oca.

La scrittura è molto spigolosa, per niente elegante, e spesso Alainn rasenta il volgare, facendomi pensare più volte a lei come a uno scaricatore di porto, piuttosto che a una ragazza.
La storia tra lei e Lorcann è abbastanza appassionante, ma avrei preferito che l'autrice non indugiasse nelle descrizioni dei loro rapporti intimi. Sembra che ormai nessun romanzo moderno possa essere immune da contenuti maturi più o meno espliciti!


Non mi è piaciuto il background di Alainn: la sua esperienza passata è troppo terribile e violenta, e non è per nulla necessaria alla caratterizzazione del personaggio.

Pur essendo questo il racconto dell'incontro tra due persone spezzate e problematiche, Lorcann non ne esce "guarito": che riesca ad avere una relazione con Alainn e ad interagire - probabilmente solo virtualmente - con altre persone non basta, ed alla fine della storia ciò che mi ha fatto paura è stata proprio la prospettiva di una vita della protagonista con lui. Qui non si tratta di accettare l'altro ed amarlo così com'è, ma di chiudere gli occhi davanti a problemi gravissimi, e non fare nulla per cercare di risolverli.

L'ultima parte è stata molto noiosa, tutto avrebbe potuto risolversi in poche righe; il processo è stato ridicolo e ha quasi del tutto fatto fuori gli interrogativi sulla eventuale pericolosità di robot troppo umanizzati e intelligenti. Un monito, forse, per un futuro non troppo lontano.

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Trama: A Near Future Retelling of Beauty and the Beast.

Alainn’s father is not a bad man. He’s a genius and an inventor. When he’s hired to create the robot Rose, Alainn knows taking the money is a mistake. 

Rose acts like a human. She looks exactly like Alainn. But, something in her comes out wrong.

To save her father from a five year prison sentence, Alainn takes Rose’s place. She says goodbye to the sun and goes to live in a tower no human is allowed to enter. She becomes the prisoner of a man no human is allowed to see. 

Believing that a life of servitude lies ahead, Alainn finds a very different fate awaits her in the company of the strange, scarred recluse.

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Giudizio personale: 3/5

domenica 8 maggio 2016

Andersen - Fiabe

Autore: Hans Christian Andersen
Lingua: italiano
Genere: fiaba
Prima pubblicazione fiabe: 1835-1870

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La raccolta di fiabe di Hans Christian Andersen è stato uno dei primi libri che io abbia letto - e poi riletto - da bambina.
Ricordo ancora chiaramente quanto mi spaventasse Le scarpette rosse, quanto mi rattristasse La sirenetta, e quanto fossi incuriosita dalla Regina della neve, per lo più assente dalla fiaba che porta il suo nome.

Rileggere lo stesso volume da adulta, analizzando alcune delle fiabe più importanti, è stata un'esperienza molto interessante.

Innanzitutto ho ritrovato uno stile veramente unico, che sembra il solo adatto al racconto di una fiaba. 
Inoltre, cosa di cui evidentemente non mi ero accorta da bambina, la religione è ampiamente presente, anche nella fiaba che allora preferivo, I cigni selvatici - la storia di una ragazzina che resta muta per tutto il tempo che le occorre a confezionare delle camicie di rovi per i suoi undici fratelli tramutati in cigni -. Si tratta probabilmente della religione protestante, che giustifica alcune scelte, personalmente non condivisibili, come quella dell'amputazione dei piedi della piccola Karen ne Le scarpette rosse, rea di essere stata superba indossando proprio quelle scarpette in chiesa e non curandosi di nient'altro.

Molte fiabe sono agrodolci o chiaramente tristi, come Il tenace soldatino di stagno; L'ombra; Il baule volante; altre mi hanno fatto sorridere per la loro critica così lucida e ancora così attuale della società (E' proprio vero!; La famiglia felice); altre mi sono sembrate pura poesia, magari deludendomi giusto alla fine (La vecchia casa).

Anche questa volta la figura della Regina della neve mi ha affascinata, anche se si tratta di un personaggio poco presente e poco caratterizzato. La storia - che invero ho trovato abbastanza disorganica - si focalizza in realtà sul percorso di crescita e maturazione dei due protagonisti, ed anche in questo caso un posto di primaria importanza è occupato dalla fede.


Storia di una madre, che a tratti risulta cruda e sconvolgente, si è invece rivelata essere l'estrinsecazione delle fasi del lutto.
Sempre tenera la storia del brutto anatroccolo, con quel senso di rivincita finale che fa sempre piacere. In essa ritroviamo il tema del diverso e dell'emarginazione, la difficoltà dell'essere accettati per ciò che si è. Tali questioni dovevano essere molto care allo scrittore, che nel corso della sua vita dovette sperimentare per lungo tempo la discriminazione a causa delle sue condizioni economiche e del suo aspetto fisico.

La fiaba che più ha visto cambiare il mio parere grazie alla rilettura, è stata però La sirenetta. Come ho già scritto, la storia originale non mi era mai piaciuta, e non avevo nemmeno mai apprezzato molto la trasposizione della Disney.
C'è però da dire che ho rivalutato il personaggio della piccola sirena.


La giovane protagonista potrebbe avere una vita lunga e felice in fondo al mare, insieme ai suoi simili, ma rifiuta tutto ciò: desidera qualcosa di diverso, qualcosa di più. La sirenetta è curiosa, vuole conoscere, vedere altre persone, luoghi, modi di vivere. Vuole essere l'artefice del proprio destino, anche se ciò dovrà provocarle molta sofferenza. Il suo amore per il principe e il desiderio di essere la sua sposa derivano innanzitutto dal fatto che un matrimonio con un essere umano le darà ciò che, in quanto sirena, non le sarà mai consentito avere: un'anima.
E' un personaggio che corre dei rischi, ha coraggio, si assume la responsabilità delle proprie azioni. Alla fine, rifiuta di rovinare la vita di qualcun altro per salvare la propria.
E questa è una gran bella lezione.

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Quarta di copertina: Nato nel 1805 i una delle tante isole che comprendono la Danimarca, di padre ciabattino e di madre lavandaia, Hans Christian Andersen esordì come scrittore di fiabe a trent'anni. Erano le storie che aveva ascoltato da bambino: Andersen riprendeva le fila dell'infanzia per tessere la sua nuova tela, sull'onda della memoria.
Andersen ha tirato fuori i suoi racconti, pagina per pagina, dalla propria fantasia e dalla propria vita. Esse risentono degli umori, delle illusioni, delle passioni dello scrittore. Eppure parlano a tutti. In esse vibra, accanto alla sua personalità, la parola profonda dell'anima danese: un complesso indefinibile - è stato scritto - di bonarietà, modestia, monellerie, ingenua fierezza popolana, serenità nelle sorti avverse.
Ma a parte il loro valore letterario, a che cosa servono oggi le fiabe di Andersen? Esse toccano, nel bambino, la molla dell'immaginazione: gli insegnano ad affrontare la realtà con occhio spregiudicato, ad inventare dei punti di vista per osservarla, sino a scorgere l'invisibile, proprio come Andersen "vedeva" un'intera vicenda sulla punta di un ago da rammendo.

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Fiabe contenute nel volume:

Fiabe popolari
- L'acciarino
- Il piccolo Claus e il grande Claus
- La principessa sul pisello
- Il compagno di viaggio
- Il baule volante
- I cigni selvatici
- Il guardiano di porci
- Mignolina
- Gian Babbeo
- Quel che fa il babbo è sempre ben fatto

Le grandi novelle
- La sirenetta
- L'usignolo
- I vestiti nuovi dell'imperatore
- Il brutto anatroccolo
- La regina della neve
- Le scarpette rosse
- Storia di una madre
- L'ombra

Storie di cose
- Il tenace soldatino di stagno
- I fidanzati
- L'ago da rammendo
- La pastorella e lo spazzacamino
- Il vecchio lampione
- La vecchia casa
- Il solino
- Il lino
- Il folletto del droghiere
- Cinque in un baccello
- Il porcellino salvadanaio
- Penna e calamaio
- L'uomo di neve
- La monetina d'argento
- Il bucaneve
- La margheritina
- Le vicende del cardo
- Le candele

Storie di animali
- Gente balzana
- I vicini di casa
- La famiglia felice
- E' proprio vero!
- Il gallo del tetto e il gallo del pollaio
- Nel recinto delle anatre
- Il farfallone
- Il rospo

Proverbi e modi di dire
- Ole Chiudilocchio
- Ogni cosa al suo posto!
- Non era buona a nulla
- Brodo di stecchino
- Lo scarabeo
- Riposto ma non dimenticato

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Giudizio personale: 3/5

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Molte fiabe di Hans Christian Andersen sono state trasposte innumerevoli volte in film a cartoni animati.
Tra questi, precedente di un anno l'ormai famosissimo Frozen della Disney, è La regina delle nevi, un lungometraggio (80') russo che mette in scena l'omonima storia dello scrittore danese.


Il fatto che il film volesse essere il più possibile aderente alla fiaba originale mi aveva molto incuriosito, ma, dopo un inizio abbastanza promettente, l'ho trovato veramente noioso.

In questa versione Gerda e Kai, i bambini protagonisti, non sono vicini, ma fratelli, figli dell'ultimo mago che avrebbe potuto contrastare la temibile Regina delle Nevi. Questa (la cui vera identità sarà svelata alla fine), ha deciso di eliminare qualsiasi artista esistente, e di rendere la terra un posto freddo e inospitale.


I bambini scoprono della loro parentela nell'orfanotrofio in cui vengono maltrattati e costretti a lavorare, poco prima che Kai sia rapito da un emissario della Regina, un troll mutaforma.
L'inserimento di questo personaggio e della donnola di Gerda permette di avere nel film gli immancabili aiutanti animali, protagonisti delle scene più comiche e divertenti.


Gerda, alla ricerca di Kai, incontra numerosi personaggi, come la venditrice di fiori, il re dal regno diviso e i suoi figli (al centro di alcune delle scene più godibili dell'intero film), i pirati, la donna eschimese, la maggior parte dei quali rappresentano dei nemici da sconfiggere per riprendere il viaggio.
Tuttavia queste varie "avventure" cominciano e terminano in un lampo; ho avuto l'impressione che la povera Gerda fosse solo sballottata da un personaggio all'altro nell'attesa di provare a sconfiggere la poco affascinante Regina delle Nevi.


Lo specchio, oggetto fondamentale della fiaba, è presente ma con ben altre funzioni, mentre grandi assenti sono i suoi frammenti e il loro deleterio effetto.

La storia, così com'è realizzata, perde tutto il significato di percorso di crescita e maturazione posseduto da quella originale, e riesce a salvarsi solo sul finale, dove si pone esplicitamente l'accento sul valore della famiglia, degli affetti e sull'accettazione del diverso.

Nulla da ridire sulla grafica 3D e soprattutto sui colori. Bellissimi i paesaggi e le scene con i fiori.

A questo lungometraggio fa seguito La regina delle nevi 2, che ho deciso caldamente di evitare.