lunedì 1 maggio 2017

Bizenghast Collector's Edition Vol.1

Autrice: M. Alice LeGrow
Lingua: inglese
Genere: fumetto \ gotico
Prima pubblicazione: gennaio 2017

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Pubblicato per la prima volta nel 2005, Bizenghast è un fumetto gotico in otto parti, di cui le prime tre sono state riproposte quest'anno nel primo volume dell'edizione da collezione.

Protagonista è una ragazzina rimasta orfana a causa di un incidente stradale, Dinah, che va a vivere con la zia in una casa dell'immaginaria cittadina di Bizenghast, nel New England. L'edificio ha in passato ospitato una sorta di collegio, in cui probabilmente i ragazzi non venivano trattati nel migliore dei modi.
Ciò che ben presto la quindicenne scopre, è che la dimora sorge su un mausoleo, e che lei stessa ha la missione di liberare ogni notte un fantasma; nel caso dovesse fallire, la sua punizione sarà rimanere in quel luogo per sempre.
La sua vita viene così a complicarsi di molto: tra il terrore delle avventure notturne, la perdita dei giorni di scuola, l'altalenante rapporto con la zia che la crede schizofrenica e medita di rinchiuderla in un istituto, l'unica persona che Dinah si ritroverà accanto sarà l'amico Vincent, fido compagno e aiutante nella sua lotta contro gli spiriti...



Il tratto utilizzato dall'autrice per la gran parte della storia purtroppo non mi è piaciuto, anzi, mi spiace dire di averlo trovato proprio brutto, mentre alcune tavole, e in particolare quelle recanti il titolo di ogni avventura, sono davvero bellissime.



Ho notato, però, che per parte di esse il richiamo alle illustrazioni di Alice in Wonderland di John Tenniel è davvero evidente (e immagino voluta), così come, riguardo questa volta la trama, la somiglianza tra l'episodio della mela e la storia biblica.

A sinistra, un'illustrazione di John Tenniel per Alice in Wonderland; a destra, una tavola di Bizenghast.


Le premesse della storia mi avevano incuriosito, ma la realizzazione è veramente confusa e disorganica.
Le avventure si concludono troppo velocemente; alcuni dei fantasmi avrebbero potuto essere dei personaggi molto interessanti, se solo fossero stati indagati più a fondo e le loro vicende avessero occupato più spazio.
Purtroppo, proprio quando mi sembrava che le cose si facessero finalmente coinvolgenti, il volume è terminato con un cliffhanger.

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Trama: When a young girl moves to the forgotten town of Bizenghast, she uncovers a terrifying collection of lost souls that leads her to the brink of insanity. One thing that becomes painfully clear: the residences of Bizenghast are just dying to come home. Marty Legrow has crafted an unforgettable Gothic drama that will leave readers haunted long after the last page is turned.

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Giudizio personale: 3/5


domenica 9 aprile 2017

Winter falls

Autrice: Jacque Stevens
Sottotitolo: A tale of the Snow Queen
Lingua: inglese
Genere: retelling \ fiaba
Prima pubblicazione: gennaio 2017

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Winter falls è un retelling de "La regina della neve" di Hans Christian Andersen.
Il tempo in cui è ambientata la storia non è ben specificato (nella trama si legge "in the postindustrial town"), anche se mi ha fatto pensare ai primi del '900, e qualche volta al vecchio West.
Protagonista è Katie, una ragazzina non ben integrata tra i suoi coetanei, che cade in una vera e propria depressione quando scopre che la madre non sta vivendo magnifiche avventure in giro per il mondo, ma si è suicidata anni prima lasciandola orfana. Le cose peggiorano quando l'adorato padre decide di sposarsi. Arrivano poi dei vivaci fratellini; il suo amico Shay le invia messaggi contrastanti riguardo al loro rapporto per poi sparire nel nulla; l'albergo di famiglia in cui ha speso tutta la sua infanzia e adolescenza pare sull'orlo della bancarotta, e la famiglia decisa a cominciare altrove una nuova vita.
L'unica soluzione a cui riesce a pensare Katie è la stessa a cui approdò sua madre anni prima: suicidarsi buttandosi nel lago.
Ma ciò che la ragazza ritrova dall'altra parte non è il paradiso né il nulla assoluto, bensì un mondo parallelo in cui, scoprirà alla fine, potrà scegliere se restare, come tanti altri che hanno perso la loro strada, tornare indietro alla vita o proseguire il cammino verso la morte.
E' proprio in questo mondo che l'autrice riprende la storia originale, in modo anche più armonico, oserei dire.
Nel corso della lettura apprendiamo che quell'universo parallelo era un tempo governato da quattro fate sorelle, ognuna rappresentante una stagione, ma che l'armonia si spezzò quando una di esse, Winter, ovvero la Regina della neve, causò la rottura di uno specchio magico che avrebbero dovuto condividere.
Da allora le quattro sorelle vivono, infelici, in angoli diversi del mondo, alla testa di Quattro infelici Regni, mentre Winter cerca in tutti i modi di riparare lo specchio, a scapito della vita di quei ragazzi dimenticati di cui nessuno si prende cura. Essi, come se fosse un puzzle mortale, tentano di rimettere insieme le schegge che, come nella storia originale, hanno preso possesso anche dei loro cuori e dei loro sentimenti.

Ultima preda della Regina della neve è proprio Shay, che Katie decide di andare a cercare, rinunciando alla tentazione di arrendersi e prendendo finalmente in mano la propria vita.
La ragazza attraversa così i Quattro Regni, incontra le fate e tanti altri personaggi, e durante il viaggio si rende conto di quanto sia importante la sua umanità e la sua individualità, fa chiarezza nei propri sentimenti nei confronti dell'amico e ritrova finalmente un posto in seno alla sua famiglia.


La storia è ben scritta, con una gradevole alternanza tra presente e passato; mi sono piaciuti molto i Quattro Regni, ognuno con le proprie peculiarità e i propri colori, così come le fate, diverse l'una dall'altra e ben caratterizzate.
Ho apprezzato anche i personaggi secondari, soprattutto i ragazzi-corvi.

Così come la fiaba originale, Winter falls è un racconto di crescita, ma anche di più: è un viaggio dentro se stessi alla scoperta della luce che tutti noi possediamo, ma è anche un tortuoso percorso dalle tenebre della depressione al fulgore della vita.
La scelta di parlare della depressione avrebbe potuto essere pericolosa o quantomeno difficile, ma è stata ben gestita, anche se verso la fine Katie appare troppo vittimista (è tutta sua l'idea che il padre non la porterà con sé una volta ceduto l'albergo) e la storia ne esce appesantita. Stesso risultato a cui si giunge per l'eccessiva lunghezza del romanzo, che forse sarebbe risultato più coinvolgente e avvincente se fosse stato più breve.


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Trama: Katie knows better than to believe in happy endings.

She learned there was no such thing after her mother died. In the postindustrial town of Riverside, Katie struggles to care for her distant father and his failing hotel. Her only comfort lies in the arms of her true love, Shay.

Yet one evening, he disappears without a trace.

Devastated, Katie jumps off a bridge in winter, expecting to meet death in the frozen water below. Instead, her fall transports her to a snowy netherworld, where trapped souls take on the form of animals and the only thing that matters is survival.

Then Katie discovers that Shay has been kidnapped by a deadly sorceress called the Winter Queen. She goes on a journey to find him, traveling through the realms of storybook fairies, princesses, thieves, and monsters to bring him home. But the path is harsh and dangerous. Will Shay and Katie be reunited? Or be forever trapped within an eternal winter?

A retelling of the classic fairytale The Snow Queen, WINTER FALLS is a young adult epic fantasy romance which examines the trials of depression and mental illness in a magical world of action and adventure.

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Giudizio personale: 3/5

domenica 2 aprile 2017

The Little Mermaid

Autori: Metaphrog (Sandra Marrs and John Chalmers)
Lingua: inglese
Genere: fumetto \ fiaba
Prima pubblicazione: aprile 2017

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The Little Mermaid di Metaphrog (i due graphic-novel Sandra Marrs e John Chalmers) è una trasposizione in forma di fumetto di una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen, La Sirenetta.
Il volume è molto breve, circa 80 pagine, e i dialoghi, così come le didascalie, sono essenziali.
La resa degli esseri umani e delle sirene non mi ha fatto impazzire, mentre ho trovato i disegni dei paesaggi marini e delle navi veramente molto belli, e l'utilizzo dei colori davvero fantastico.
La storia segue abbastanza da vicino quella originale, con la piccola Sirena che si strugge per il mondo degli uomini ed aspira a conquistare il cuore del suo principe, così somigliante alla statua gelosamente custodita nel giardino in fondo al mare. Manca purtroppo quello che nella fiaba di Andersen costituisce il vero motore delle azioni della Sirenetta, ovvero il desiderio di avere un'anima, dono precluso al popolo del mare, ed il finale che coinvolge i bimbi buoni e l'eventuale, possibilissimo destino lieto della protagonista.
Mi è piaciuto, invece, il fatto che gli autori abbiano presentato la sconfitta della sirena e il suo trasformarsi in spuma di mare come un nuovo inizio.
Un punto di vista originale che riesce a creare un finale soddisfacente.

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Quarta di copertina: Don't expect a happy ending...
The Little Mermaid lives deep under the ocean and longs to see the world above. When at last she is allowed to rise to the surface at age fifteen, she falls in love with a young prince. In order to become a human and to be with him, she makes a dangerous pact with the Sea Witch.

The Little Mermaid is Hans Christian Andersen's most celebrated tale and is beautifully adapted here as a graphic novel by the Eisner award nominated duo Metaphrog (Sandra Marrs and John Chalmers), winners of the Sunday Herald Scottish Culture Awards Best Visual Artist 2016, and authors of the acclaimed The Red Shoes and Other Tales.

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Qui il preview delle prime 6 pagine


domenica 26 febbraio 2017

Second chances

Autrice: Sarah Price
Sottotitolo: An Amish retelling of Jane Austen's Persuasion (The Amish Classics Book three)
Lingua: inglese
Genere: retelling / clean romance
Prima pubblicazione: giugno 2015

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Second chances è il retelling in salsa Amish di Persuasione di Jane Austen. E' il romanzo che aspettavo di più tra tutti quelli scritti da Sarah Price, e forse proprio per questo motivo si è rivelato anche il più deludente. Leggendo, ho avuto la sensazione che fosse molto meno curato rispetto agli altri, scritto con meno attenzione.
Peccato, perché avevo trovato i romanzi precedenti molto interessanti e abbastanza appassionanti. Ma questo, dopo mesi dalla lettura, non mi ha lasciato nulla.


Protagonista è Anna, una ragazza che già a venticinque anni è considerata oramai senza speranze matrimoniali nel villaggio Amish di Holmes County in Ohio, dove vive con il padre e le sorelle dopo la prematura morte della madre.
Come la Anne del romanzo originale, anche Anna vive il grande dolore di aver rinunciato all'amore della sua vita e, probabilmente, ad ogni speranza di felicità, per assecondare la volontà del genitore e i consigli dell'amica di famiglia Lydia.
Il padre, una volta vedovo, si è dimostrato incapace di gestire la famiglia, sia emotivamente che economicamente, e si ritrova a dover chiedere soldi alla comunità per appianare i suoi debiti, proprio lo stesso motivo per il quale, otto anni prima, si era opposto al matrimonio della secondogenita con Freman Whittmore. Un contrappasso piuttosto azzeccato.
Il protagonista, dopo essersi trasferito a Lancaster County e poi in Indiana, torna in Ohio ormai ricco e in cerca di una moglie.
Il suo riavvicinamento ad Anna è graduale, così come il cambiamento della ragazza, che impara finalmente a preoccuparsi della sua vita e della sua felicità, piuttosto che dei bisogni dei suoi egoisti parenti.


L'ambientazione in un villaggio Amish è piuttosto adatta a questa storia, in quanto in tale cultura una ragazza dell'età di Anna - solo venticinque anni - quasi sicuramente non sarà mai né una moglie né una madre, ma di sicuro un peso in futuro per la sua famiglia, che si aspetta una sorta di "servaggio" silenzioso da parte sua.
Ammetto che leggere questo tipo di romanzi chiarisce molto come si viva all'interno di quelle comunità, e, almeno per quel che mi riguarda, contribuisce ad annullare del tutto l'equazione vita Amish = paradiso terrestre o giù di lì.
Ritornando al romanzo, ho trovato carino l'accenno ai "Bennet" del villaggio di Lancaster in Pennsylvania; l'autrice è stata brava nel delineare l'insensibilità di Lydia in poche battute, così come la solitudine e il mancato senso di appartenenza di Anna verso la sua casa, mentre mi sarebbe piaciuto poter "sbirciare" nella nuova residenza del padre e della sorella - il corrispettivo di Bath del romanzo originale -.

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Trama: At twenty-five years of age, Anna Eicher has never married. When she was seventeen, her parents convinced her to break off her courtship with Freman Whittmore, the youngest son in the Whittmore family and her best friend. Afterward, a distraught Freman moved away from Lancaster County.
 Eight years later Freman has returned to visit his sister, who is renting the Eichers’ house for the winter. Now the owner of the largest dairy farm in his church district, Freman has neither married—nor forgiven Anna.
 Although he begins courting someone else, Anna hopes to convince him that she has never stopped loving him. Will Freman be persuaded to forgive Anna and open his heart again?

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Giudizio personale: 3/5

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Della stessa serie:
- First impressions
- The matchmaker
- Mount Hope

domenica 19 febbraio 2017

Ensnared

Autrice: Rita Stradling
Lingua: inglese
Genere: retelling/ fantascienza / romance
Prima pubblicazione: dicembre 2017

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Ensnared è un retelling della fiaba della Bella e la Bestia ambientato in un mondo futuristico in cui robot più o meno antropomorfi fanno ormai parte della vita di tutti i giorni, essendo impiegati come poliziotti, autisti, infermieri e medici.

La "Bella" della storia è Alainn, una ventiquattrenne che vive con il padre e il fratello, entrambi programmatori e sviluppatori di automi. Per proteggere il genitore da una sicura detenzione, la ragazza si offre di raggiungere la "Bestia", ovvero il misterioso Mr Lorcann Garbhan, nella sua torre, e fingere di essere il robot che l'uomo aveva ordinato, ma che il padre non è riuscito ad ultimare.


Nella torre futuristica ma irreparabilmente isolata dal mondo esterno, Alainn troverà una realtà del tutto differente da quella che aveva immaginato, e ciò che temeva potesse essere una soffocante prigionia, si rivela una porta verso il suo lieto fine.
Ma un automa ormai più intelligente dei suoi creatori e capace di riprogrammarsi potrebbe avere un'idea molto diversa di quale sia la felicità per tutto il genere umano...

La Bella e la Bestia è una delle mie fiabe preferite, e naturalmente sono stata entusiasta di leggere in anteprima Ensnared, anche se l'ambientazione non mi aveva convinta del tutto, preferendo setting più "bucolici" o medievali.

Di sicuro la trama è originale, ma l'esecuzione lascia un po' a desiderare.
Tra i personaggi, l'unico che mi sia piaciuto è Lorcann, la Bestia destinata a vivere rinchiusa nella sua torre dalla maledizione degli abusi subiti nell'infanzia.
Ricchissimo e circondato da qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, all'uomo manca ciò che desidera di più al mondo: un essere umano con cui riuscire ad interagire e costruire un rapporto basato su sentimenti veri.
Da qui l'idea di farsi costruire Rose, un automa dalle fattezze umane con cui esercitarsi, per poter poi riuscire a passare del tempo con una persona in carne ed ossa.


Alainn, che di Rose prende il posto, è una ragazza che si sente emarginata nella sua stessa casa per il suo essere intellettivamente "normale" rispetto al padre e al fratello, e che non dà molto valore alla sua vita, soprattutto a causa di una spaventosa esperienza di qualche anno prima.

Connor Murphy, il padre della protagonista, è un inventore con la dipendenza per il gioco d'azzardo, nonché un codardo, e l'ho disprezzato molto per le conseguenze che il suo egoismo ha sulla figlia.
Colby, il fratello di Alainn, benché alla fine della storia sia di aiuto, mi è sembrato comunque egoista almeno quanto il padre, e concentrato solo sui suoi obiettivi.

Gli altri personaggi sono alquanto inutili ai fini della storia; Greg, ad esempio, amico di Alainn e suo capo, pare messo lì giusto perché vi fosse qualcuno che ricordasse Gaston, mentre il lavoro da soccorritrice di montagna di Alainn, così slegato dal contesto, voleva forse essere un richiamo al suo amore per la natura - qualcosa di vivo, dunque -, o, quel che mi auguro, mostrare la differenza tra un mondo non ancora robotizzato e la città che ormai non può più fare a meno degli automi, ma che si rivela così un luogo freddo e privo di empatia.
Tra i robot, Rose è di sicuro da film horror: macchina in un certo modo senziente e molto più intelligente della gran parte degli esseri umani, riesce anche a porsi degli interrogativi etici, ma poi, prendendo come riferimento la moralità dei suoi creatori, sceglie di mettere la vita umana al secondo posto dopo i suoi scopi.
Le scimmiette sono carine ma, ancora, pensare che siano solo dei robot fa venire la pelle d'oca.

La scrittura è molto spigolosa, per niente elegante, e spesso Alainn rasenta il volgare, facendomi pensare più volte a lei come a uno scaricatore di porto, piuttosto che a una ragazza.
La storia tra lei e Lorcann è abbastanza appassionante, ma avrei preferito che l'autrice non indugiasse nelle descrizioni dei loro rapporti intimi. Sembra che ormai nessun romanzo moderno possa essere immune da contenuti maturi più o meno espliciti!


Non mi è piaciuto il background di Alainn: la sua esperienza passata è troppo terribile e violenta, e non è per nulla necessaria alla caratterizzazione del personaggio.

Pur essendo questo il racconto dell'incontro tra due persone spezzate e problematiche, Lorcann non ne esce "guarito": che riesca ad avere una relazione con Alainn e ad interagire - probabilmente solo virtualmente - con altre persone non basta, ed alla fine della storia ciò che mi ha fatto paura è stata proprio la prospettiva di una vita della protagonista con lui. Qui non si tratta di accettare l'altro ed amarlo così com'è, ma di chiudere gli occhi davanti a problemi gravissimi, e non fare nulla per cercare di risolverli.

L'ultima parte è stata molto noiosa, tutto avrebbe potuto risolversi in poche righe; il processo è stato ridicolo e ha quasi del tutto fatto fuori gli interrogativi sulla eventuale pericolosità di robot troppo umanizzati e intelligenti. Un monito, forse, per un futuro non troppo lontano.

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Trama: A Near Future Retelling of Beauty and the Beast.

Alainn’s father is not a bad man. He’s a genius and an inventor. When he’s hired to create the robot Rose, Alainn knows taking the money is a mistake. 

Rose acts like a human. She looks exactly like Alainn. But, something in her comes out wrong.

To save her father from a five year prison sentence, Alainn takes Rose’s place. She says goodbye to the sun and goes to live in a tower no human is allowed to enter. She becomes the prisoner of a man no human is allowed to see. 

Believing that a life of servitude lies ahead, Alainn finds a very different fate awaits her in the company of the strange, scarred recluse.

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Giudizio personale: 3/5