venerdì 30 ottobre 2020

Cemetery safari


Autrice: Claudia Vannucci

Lingua: italiano

Genere: letteratura di viaggio

Prima pubblicazione: 2019






Cemetery safari è un libro di viaggio piuttosto particolare, perché, come ci suggerisce il titolo, verte intorno... ai cimiteri.
Innamoratasi da piccolissima dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, la scrittrice ha fatto delle visite ai cimiteri una parte importante - se non la più importante - dei propri viaggi.

Il libro è interessante come un romanzo, e non ho potuto fare a meno di divorarlo in pochi giorni.
Molti dei cimiteri descritti si trovano negli Stati Uniti, alcuni in Europa, altri in Africa ed Asia. E sono proprio questi ultimi quelli che ho trovato più interessanti, perché, al di là delle descrizioni dei luoghi, l'autrice aggiunge interessanti informazioni riguardanti la cultura del posto, le credenze e le superstizioni, le modalità con cui le persone si rapportano all'evento morte.

Lo stile è semplice, gli aneddoti - quando possibile - sono raccontati con umorismo e riescono a strappare un sorriso.

Avrei tuttavia preferito qualche foto in più, anche perché le tombe e i cimiteri descritti sono così particolari da spingere a volerli vedere, ma a questo si può ovviare grazie al blog della stessa autrice o a una veloce ricerca su Google.


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La copertina: il concept è carino, ma avrei preferito una vera foto.

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Descrizione: È inutile far finta di niente: prima o poi al cimitero ci finiamo tutti, artisti e re, ricchi e poveri, soldati e civili. Quello che cambia è come vogliamo essere ricordati.

In un viaggio ai quattro angoli del pianeta attraverso giungle, deserti e metropoli, tra citazioni pop e humor nero, scoprirete che i cimiteri sono pieni non solo di tombe ma anche di storie che meritano di essere raccontate: dai misteriosi anonimi che offrono vino alla tomba di uno scrittore defunto da oltre un secolo a coloro che allestiscono un picnic sulle sepolture di famiglia per onorare gli antenati, dai ladri di cadaveri ai criminali famosi e assassini ancora più famosi.

Cemetery Safari è una raccolta di viaggi? Oppure è un saggio dal taglio pop su cosa sono capaci di inventarsi gli uomini quando muoiono? Ambedue le cose, ma il piglio è quello di una vecchia amica che, davanti a una birra, ti racconta del suo giro intorno al mondo.

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Rating: 4/5

giovedì 29 ottobre 2020

First light - Citazioni


" Remember, though you have seen little to make you believe, magic is all around us, much closer than you think. "

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" Time was my own. It was a glorious feeling. "

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" He who is in the right has extra advantage. "

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" My mother, had she seen, would have been appalled at such behaviour. But instead of seeming scandalous, to me it simply felt... nice. "

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" A pretty face is not necessarily the reflection of the soul. "

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" Feeling does not require faith. " 
" Following your feeling does. "

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" Patience and planning will get you everywhere in life. "


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Qui la recensione del romanzo


sabato 29 agosto 2020

I Bignè - Jane Eyre e Orgoglio e pregiudizio

Autrice: Sicks
Lingua: italiano
Genere: fumetto
Prima pubblicazione: 2013 

I Bignè sono dei brevissimi fumetti - da qui il nome - che ripropongono, in chiave parodistica, alcuni tra i romanzi classici più conosciuti.

Jane Eyre è stato di sicuro il mio preferito. Divertente, ma anche con un certo calore, mi è sembrato che riuscisse a ben caratterizzare i personaggi, rimasti fedeli agli originali.

Un po' più deludente Orgoglio e pregiudizio, che mi è parso troppo affrettato e meno ironico e simpatico.

Lo stile è semplice e gradevole, e mi è piaciuta la scelta di utilizzare una gamma limitata di colori.
Di sicuro il pregio maggiore di questi fumetti è il fatto di non prendersi sul serio, e di essere così succinti da poter essere letti in pochi minuti, facendone degli ottimi compagni per brevi pause.


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Le copertine: anche per quanto riguarda le copertine ho preferito quella di Jane Eyre. Entrambe hanno il pregio di presentare subito al lettore lo stile dell'autrice.

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Trame
Jane Eyre: "Jane Eyre" di Sicks è la rivisitazione a fumetto del classico del 1847 della scrittrice inglese Charlotte Brontë. È la terza uscita della collana di bignami letterari illustrati, i Bignè.

Jane Eyre, orfana affidata a una zia poco simpatica, viene spedita in uno dei collegi più duri d'Inghilterra, dove affronterà una vita dura, mitigata dal solo affetto dell'amica Helen.

Maggiorenne, uscita dal callegio, Jane trova lavoro come tutrice presso i Rochester, dove si innamorerà del burbero padrone di casa. Che però cela un terribile segreto. Come andrà a finire?

Una delle storie d'amore più appassionate e appassionanti di sempre, un personaggio femminile di rara forza e determinazione, l'aspro paesaggio inglese: un classico senza tempo che Sicks rielgge in chiave delicatamente divertente.

Una graphic novel da leggere, come sempre, in un boccone!

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Orgoglio e pregiudizio: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen è un fumetto rielaborato dall’illustratrice romana Sicks. Rappresenta la prima uscita della nuova collana di bignami letterari illustrati, i Bignè.

Pubblicato per la prima volta nel 1813, in occasione del duecentesimo anniversario, Orgoglio e pregiudizio viene riletto, con un look romantico color seppia, in chiave ironica, molto femminile e moderna da Sicks, giovane illustratrice e pittrice romana diplomata alla Scuola Internazionale di Comics.

Il romanzo racconta una storia d’amore estremamente all’avanguardia per l’epoca: l’orgogliosa Elizabeth Bennet si innamora di Darcy, un uomo dai mille pregiudizi. O è il contrario? Una girandola di personaggi divertenti e indimenticabili, un tripudio di solidarietà femminile tra le donne Bennet, e di amore con la A maiuscola in uno dei romanzi più riadattati degli ultimi anni.

Dai film alle mille versioni con gli zombie, ecco Orgoglio e pregiudizio a fumetti, in Italia.

Il romanzo cult delle romantiche di tutti i tempi in una versione agile e snella, da divorare come un dolcissimo bignè.

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Rating
- Jane Eyre: 3/5
- Orgoglio e pregiudizio: 2,5/5

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Link correlati
- Jane Eyre
- Orgoglio e pregiudizio - Il manga
- Pride and prejudice (Easy classics)

venerdì 31 luglio 2020

Arcobaleno



Autrice: Banana Yoshimoto

Lingua: italiano

Titolo originale: 虹

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 2002




Quando incontriamo per la prima volta Eiko, la giovane giapponese si trova a Tahiti, un luogo che desiderava visitare a causa del proprio lavoro nel ristorante Arcobaleno, specializzato appunto in piatti tahitiani.
Scopo principale del viaggio è però per la ragazza l'allontanamento dalla caotica Tokyo, un'occasione per riposare dopo la perdita della madre, nonché per fare chiarezza nei propri sentimenti nei confronti del principale Takada, uomo sposato, benché infelicemente.

Sull'isola Eiko riesce a riconnettersi alla natura che tanto ama, a comprendere la bellezza dei momenti passati a chiacchierare con gli altri viaggiatori, e a capire cosa desidera dalla vita soprattutto riguardo al signor Takada.
Attraverso il racconto della giovane, entriamo nella casa dell'uomo, ne conosciamo la moglie, gli amati animali, respiriamo l'aria soffocante di quel luogo e di quel matrimonio.
Inizialmente il rapporto che viene a crearsi tra Eiko e Takada è molto delicato e dolce; i due sono legati innanzitutto dall'amore per la natura e gli animali, e i loro dialoghi sono la parte migliore del romanzo. Quando però l'uomo cerca di imporsi su di lei, facendole quasi violenza, e la ragazza sembra accettare quasi suo malgrado, la magia  - almeno per quanto mi riguarda - si spezza.

Il romanzo ha un ritmo piuttosto lento e, soprattutto all'inizio, è piuttosto ripetitivo e inconsistente. Vi sono qui e lì alcune belle scene, come l'incontro di Eiko con la signora Kaneyama e il racconto di questa, ma per lo più la storia è poco coinvolgente e spesso noiosa.


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La copertina: bello il dipinto scelto come sfondo e l'essenzialità del riquadro giallo.

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Trama: Orfana del padre, Eiko vive con la madre e la nonna, proprietarie di un ristorante. Finito il liceo, la giovane decide di trasferirsi a Tokyo e trova un'occupazione in un ristorante indonesiano, l'Arcobaleno. Alla morte delle due donne, si ritrova completamente sola. Per vincere il dolore della perdita, Eiko si concentra completamente sul suo lavoro. Il signor Takada, proprietario dell'Arcobaleno, si dimostra molto solidale e comprensivo con lei e le propone di aiutare la moglie incinta nella conduzione domestica. Questo nuovo impegno, a contatto con un ambiente in apparenza tranquillo, consente a Eiko di riprendersi. Ma presto si accorge di quanto siano orribili i rapporti tra il marito e la moglie, fatti di bugie e tradimenti.

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Rating: 3/5

martedì 28 luglio 2020

The life she left behind



Autrice: Nicole Trope

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: luglio 2020





La serena vita di Rachel sembra d'improvviso andare a rotoli: sua madre, a cui è legatissima, sta per morire di cancro; il lavoro di suo marito è in pericolo; la loro casa dei sogni, appena acquistata, è in un quartiere ancora disabitato e inquietante, e, quel che è peggio, l'incubo più spaventoso della donna, da cui era riuscita a sfuggire da bambina, si sta lentamente materializzando di nuovo davanti ai suoi occhi...

Blame, Forgotten e My daughter's secret, i romanzi di Nicole Trope che hanno preceduto The life she left behind, mi erano piaciuti moltissimo. Perciò, dopo un attimo di titubanza, ho scelto di leggere questo libro nonostante la trama poco convincente.
Purtroppo, però, ho riscontrato due problemi principali. Innanzitutto, la storia non è per niente originale e, mi duole scriverlo, anche abbastanza prevedibile. Inoltre, la tematica affrontata, ovvero la violenza domestica, è davvero pesante.
Ad essi si sono aggiunti una protagonista piuttosto piatta, per la quale ho provato solo indifferenza, ed un finale troppo frettoloso e buonista.

Ho spesso pensato di abbandonare il romanzo, e di sicuro non morivo dalla voglia di continuare a leggerlo.
Ciò che, nonostante tutto, non mi ha fatto mollare, è stata la prosa della scrittrice. Sempre eccellente, e, se possibile, anche migliorata rispetto ai romanzi precedenti. 


Ho apprezzato inoltre il racconto secondo diversi punti di vista, l'impegno della Trope nel cercare di tenere celate le identità di Little bird e del narratore senza nome, l'uso delle bamboline troll per creare una tensione crescente nella protagonista (purtroppo non nel lettore) e, soprattutto, la riflessione sulla scelta compiuta dalla madre di Rachel.

I capitoli in cui è l'"uccellino" a parlare, rappresentano il racconto, da parte di una bambina di soli sei anni, delle reiterate violenze domestiche subite dalla mamma, a cui fa sempre male la testa a causa dei "fiori dolorosi" che il padre le fa sbocciare sul viso. Un padre spaventoso e crudele, a cui si aggiunge un fratello violento, che, piuttosto che essere un porto sicuro, diventa ben presto un'ulteriore fonte di paura.
Il palpabile timore della bimba, il suo vivere in uno stato di continua tensione, ne fanno i capitoli più potenti e devastanti.

The life she left behind è sicuramente una storia ben raccontata e ancor meglio scritta, che affronta tematiche importanti e che può di certo piacere, ma a cui manca quel qualcosa di speciale che aveva reso gli altri romanzi dell'autrice così accattivanti e impossibili da mettere giù.

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La copertina: interessante il parallelo tra la storia del passato e quella del presente che la foto richiama, tuttavia i colori sembrano troppo brillanti e luminosi rispetto al tenore del romanzo.

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Trama: You tell him everything. The husband you adore, the father of your child, your best friend. He knows, just by looking at your sage-green eyes, when something is wrong. The two of you can communicate with a glance, or a touch of the hand. Except what if you can’t? What if your happy marriage has plastered over one huge lie? A lie you have even started to believe yourself, in order to survive? What if you have a secret, something you have hidden from your beloved husband and your strawberry-scented baby girl, to keep them safe? What if the guilt has kept you up, night after night, for as long as you can remember? What happens when suddenly, after twenty-eight years, that secret refuses to stay buried? What will you do now everyone you love, everything you cherish, is in harm’s way?

An emotional, thought-provoking and beautifully written novel which examines the pieces of ourselves we are afraid of, and the impossible decisions we make when we are desperate. Fans of Jodi Picoult, Kerry Fisher and Liane Moriarty will be moved by this heartbreaking tale.

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Rating: 3/5

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Della stessa autrice:
- Blame
- Forgotten
- My daughter's secret

lunedì 22 giugno 2020

Pride and Prejudice (Easy Classics)


Testo originale: Pride and Prejudice di Jane Austen

Adattamento: Gemma Barder

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione programmata: febbraio 2021



In questo breve volume di poco meno di 100 pagine, Gemma Barder ha adattato Orgoglio e pregiudizio, il più famoso romanzo di Jane Austen.
Ne è nato un racconto scorrevole, di semplice comprensione e corredato da simpatiche illustrazioni.

La storia, pur essendo molto sintetizzata, mantiene comunque lo spirito dell'opera originale, e nessun evento importante è stato depennato.

Benché sia classificato come una "storia per bambini", il romanzo è adatto anche a chi bambino non è più e comincia a cimentarsi con la lingua inglese, e a chiunque voglia rispolverare in modo divertente la storia di Lizzie e Darcy.


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La copertina: carinissima! Adorabili l'illustrazione, le decorazioni e la scelta dei colori.

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Quarta di copertina: Mrs. Bennet is desperate to find rich husbands for her daughters, so the arrival of a charming new neighbor is welcome indeed. Sadly, the friend he brings with him is not. Mr. Darcy seems to have even more pride than money. Nobody likes him - least of all Elizabeth Bennet. But not everyone is who they seem.

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Rating: 4/5

lunedì 15 giugno 2020

I ragazzi di Jo


Autrice: Louisa May Alcott

Lingua: italiano

Titolo originale: Jo's Boys, and How They Turned Out: A Sequel to "Little Men"

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 1886



I ragazzi di Jo chiude definitivamente la storia della famiglia March cominciata con Piccole donne.
Il romanzo si propone di seguire tutti gli allievi incontrati in Piccoli uomini nel loro percorso di crescita fino all'età adulta.
Purtroppo, diversamente dal volume precedente, che sin dalle prime pagine riusciva a trasmettere l'atmosfera calda e familiare di Plumfield, I ragazzi di Jo risulta per lo più arido, stentato e noioso.
È sicuramente la storia della quadrilogia più moralista e intrisa di religiosità, tanto che ho spesso pensato che ne avrebbe giovato molto se almeno alcuni dei sermoni dell'autrice fossero stati eliminati.

Delle vecchie conoscenze, Fritz ed Amy diventano molto marginali, mentre Meg viene descritta come una madre che sa cos'è meglio per i propri figli, tanto da imporre loro le proprie decisioni e le conseguenti sofferenze.
Nessuno dei più giovani riesce a fare tenerezza, nemmeno le piccole Bess e Josie. Mi ha spesso infastidito che la prima, che, pur non avendo spessore non è comunque un personaggio sgradevole, fosse chiamata "principessa" e considerata migliore e più preziosa di tutti gli altri ragazzi, solo perché figlia del ricco Laurie. La seconda, pur in un certo senso ammirevole per la determinazione con cui persegue i propri sogni, non riesce comunque a far breccia ed è assolutamente dimenticabile.

Tutti i ragazzi sono spinti in un modo o nell'altro dagli adulti a diventare dei piccoli borghesi, a
sposarsi e mettere su famiglia. In altre parole, a "sistemarsi". 
Alcune delle coppie non sembrano le meglio assortite, in primis quella costituita da Tom e dalla ragazza diventata fidanzata quasi per caso, e spero che con questo l'autrice volesse trasmetterci che non sempre ciò che sembra "giusto" e ben fatto dalla famiglia o dalla società rispecchia i veri desideri del cuore.
Riguardo a Dan, la sua storia è probabilmente la più interessante, anche se fondamentalmente triste. Le scelte operate per il suo personaggio dalla scrittrice possono sembrare troppo crudeli per un lettore moderno, ma, se contestualizzate, risultano perfettamente in linea con la mentalità del tempo.

Qui e lì l'autrice tenta di portare avanti qualche idea femminista, riuscendoci però poco o male.

Pur appesantita dai vari sermoni, l'unico personaggio che trattiene una scintilla di vitalità è proprio Jo, materna con tutti i "suoi" ragazzi e spesso divertente quanto negli altri romanzi.

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La copertina: piuttosto bruttina, non rispecchia le descrizioni dei ragazzi, così come non le rispecchiano le illustrazioni all'interno del volume.

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Trama: Le tre sorelle March sono ormai signore, ma il loro spirito non è stato smussato dal tempo: sono ancora vivaci, curiose, piene di vita. E i ragazzi di Plumfield, il collegio che ha accolto bambini soli e sbandati, hanno davvero bisogno di tutta la saggezza di Jo per crescere e lasciare il nido.

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Rating: 2/5

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Della stessa autrice:
- Piccole donne
- Le piccole donne crescono
- Piccoli uomini