domenica 9 ottobre 2016

Boy, 9, missing

Autore: Nic Joseph
Lingua: inglese
Genere: mystery
Prima pubblicazione: settembre 2016

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Boy, 9, missing, è un romanzo la cui trama mi aveva davvero affascinato: ventitré anni prima degli eventi narrati, durante una cena tra amici, un bambino di nove anni morì misteriosamente nella vasca da bagno, in solo pochi centimetri d'acqua. Non si seppe mai cosa fosse realmente successo, ma i genitori del piccolo, e buona parte dell'opinione pubblica, incolparono l'altro bambino presente quella sera, Sam, che non aprì mai bocca sull'accaduto. Dopo più di due decenni, la città è scossa dalla scomparsa di un altro piccolo di nove anni, Matthew, che si rivela essere proprio l'unico figlio di Sam...

Le premesse per un buon mystery c'erano tutte, eppure il romanzo non poteva deludermi di più.
Sin dall'inizio appare chiaro che purtroppo la storia risulterà inverosimile e a tratti ridicola, a cominciare dal primo incontro del protagonista Francis con la madre del piccolo scomparso, Miranda, e le improvvise apparizioni di quest'ultima sempre alle costole dell'uomo.

Nessuno dei personaggi risulta simpatico, ed in primis proprio Francis, fratello del bambino morto che si propone di ritrovare il piccolo Matt e il suo stesso padre, accusato del rapimento. Sembra che non sappia far altro che aprire la bocca per poi non emettere alcun suono, nonché essere avventato e cacciarsi in guai degni di un poliziesco di infima categoria.

I dialoghi sono spesso imbarazzanti, così come le battute del colpevole, tipiche del "cattivo" dei telefilm anni '80.
Per non parlare del "laboratorio segreto" della dottoressa Christine, con tanto di esperimenti illegali e parola d'ordine alla porta...

L'autore pensa bene di aggiungere alla storia uno stereotipato rapporto padre-figlia, una preside pedofila e una prevedibile quanto superficiale storia d'amore.
Il risultato è davvero pessimo, e probabilmente Boy, 9, missing, si aggiudicherà lo scettro di peggior romanzo letto quest'anno, e probabilmente anche degli ultimi cinque.
Ed è un peccato, perché di sicuro l'autore è capace di fare molto meglio, visto che i pochissimi capitoli in cui viene raccontata la storia del piccolo Sam - nella finzione, estrapolati dal taccuino di una giornalista - sono veramente bellissimi e a tratti commoventi, capaci di far sentire al lettore tutto il dolore di un bambino solo e taciturno con la passione per le marionette piuttosto che per il calcio.
Queste digressioni e l'identità del colpevole, a cui non avevo pensato, sono purtroppo le uniche lance a favore che possa spezzare per un romanzo piuttosto scadente, di cui davvero non mi spiego le innumerevoli recensioni favorevoli.

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Trama: In the tradition of Defending Jacob or Drowning Ruth, this is a suspenseful debut that explores the ramifications of revenge, justice, and the aftermath of a terrible night in the lives of two families.

It should have been just a quiet evening with friends. But Francis lost his brother that night in what was ruled a tragic accident. He's tried to move on in the last twenty-three years, even though his father certainly hasn't. Indeed, his father still blames the lone witness, Sam, the nine-year-old son of friends. Perhaps if Sam would have just said something, anything, about what happened that night, but Sam still seems unable-or unwilling-to utter a word about the accident.

And now, twenty-three years later, Sam's own nine-year-old son has disappeared.

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Giudizio personale: 2/5

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