venerdì 31 luglio 2020

Arcobaleno



Autrice: Banana Yoshimoto

Lingua: italiano

Titolo originale: 虹

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 2002




Quando incontriamo per la prima volta Eiko, la giovane giapponese si trova a Tahiti, un luogo che desiderava visitare a causa del proprio lavoro nel ristorante Arcobaleno, specializzato appunto in piatti tahitiani.
Scopo principale del viaggio è però per la ragazza l'allontanamento dalla caotica Tokyo, un'occasione per riposare dopo la perdita della madre, nonché per fare chiarezza nei propri sentimenti nei confronti del principale Takada, uomo sposato, benché infelicemente.

Sull'isola Eiko riesce a riconnettersi alla natura che tanto ama, a comprendere la bellezza dei momenti passati a chiacchierare con gli altri viaggiatori, e a capire cosa desidera dalla vita soprattutto riguardo al signor Takada.
Attraverso il racconto della giovane, entriamo nella casa dell'uomo, ne conosciamo la moglie, gli amati animali, respiriamo l'aria soffocante di quel luogo e di quel matrimonio.
Inizialmente il rapporto che viene a crearsi tra Eiko e Takada è molto delicato e dolce; i due sono legati innanzitutto dall'amore per la natura e gli animali, e i loro dialoghi sono la parte migliore del romanzo. Quando però l'uomo cerca di imporsi su di lei, facendole quasi violenza, e la ragazza sembra accettare quasi suo malgrado, la magia  - almeno per quanto mi riguarda - si spezza.

Il romanzo ha un ritmo piuttosto lento e, soprattutto all'inizio, è piuttosto ripetitivo e inconsistente. Vi sono qui e lì alcune belle scene, come l'incontro di Eiko con la signora Kaneyama e il racconto di questa, ma per lo più la storia è poco coinvolgente e spesso noiosa.


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La copertina: bello il dipinto scelto come sfondo e l'essenzialità del riquadro giallo.

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Trama: Orfana del padre, Eiko vive con la madre e la nonna, proprietarie di un ristorante. Finito il liceo, la giovane decide di trasferirsi a Tokyo e trova un'occupazione in un ristorante indonesiano, l'Arcobaleno. Alla morte delle due donne, si ritrova completamente sola. Per vincere il dolore della perdita, Eiko si concentra completamente sul suo lavoro. Il signor Takada, proprietario dell'Arcobaleno, si dimostra molto solidale e comprensivo con lei e le propone di aiutare la moglie incinta nella conduzione domestica. Questo nuovo impegno, a contatto con un ambiente in apparenza tranquillo, consente a Eiko di riprendersi. Ma presto si accorge di quanto siano orribili i rapporti tra il marito e la moglie, fatti di bugie e tradimenti.

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Rating: 3/5

martedì 28 luglio 2020

The life she left behind



Autrice: Nicole Trope

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: luglio 2020





La serena vita di Rachel sembra d'improvviso andare a rotoli: sua madre, a cui è legatissima, sta per morire di cancro; il lavoro di suo marito è in pericolo; la loro casa dei sogni, appena acquistata, è in un quartiere ancora disabitato e inquietante, e, quel che è peggio, l'incubo più spaventoso della donna, da cui era riuscita a sfuggire da bambina, si sta lentamente materializzando di nuovo davanti ai suoi occhi...

Blame, Forgotten e My daughter's secret, i romanzi di Nicole Trope che hanno preceduto The life she left behind, mi erano piaciuti moltissimo. Perciò, dopo un attimo di titubanza, ho scelto di leggere questo libro nonostante la trama poco convincente.
Purtroppo, però, ho riscontrato due problemi principali. Innanzitutto, la storia non è per niente originale e, mi duole scriverlo, anche abbastanza prevedibile. Inoltre, la tematica affrontata, ovvero la violenza domestica, è davvero pesante.
Ad essi si sono aggiunti una protagonista piuttosto piatta, per la quale ho provato solo indifferenza, ed un finale troppo frettoloso e buonista.

Ho spesso pensato di abbandonare il romanzo, e di sicuro non morivo dalla voglia di continuare a leggerlo.
Ciò che, nonostante tutto, non mi ha fatto mollare, è stata la prosa della scrittrice. Sempre eccellente, e, se possibile, anche migliorata rispetto ai romanzi precedenti. 


Ho apprezzato inoltre il racconto secondo diversi punti di vista, l'impegno della Trope nel cercare di tenere celate le identità di Little bird e del narratore senza nome, l'uso delle bamboline troll per creare una tensione crescente nella protagonista (purtroppo non nel lettore) e, soprattutto, la riflessione sulla scelta compiuta dalla madre di Rachel.

I capitoli in cui è l'"uccellino" a parlare, rappresentano il racconto, da parte di una bambina di soli sei anni, delle reiterate violenze domestiche subite dalla mamma, a cui fa sempre male la testa a causa dei "fiori dolorosi" che il padre le fa sbocciare sul viso. Un padre spaventoso e crudele, a cui si aggiunge un fratello violento, che, piuttosto che essere un porto sicuro, diventa ben presto un'ulteriore fonte di paura.
Il palpabile timore della bimba, il suo vivere in uno stato di continua tensione, ne fanno i capitoli più potenti e devastanti.

The life she left behind è sicuramente una storia ben raccontata e ancor meglio scritta, che affronta tematiche importanti e che può di certo piacere, ma a cui manca quel qualcosa di speciale che aveva reso gli altri romanzi dell'autrice così accattivanti e impossibili da mettere giù.

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La copertina: interessante il parallelo tra la storia del passato e quella del presente che la foto richiama, tuttavia i colori sembrano troppo brillanti e luminosi rispetto al tenore del romanzo.

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Trama: You tell him everything. The husband you adore, the father of your child, your best friend. He knows, just by looking at your sage-green eyes, when something is wrong. The two of you can communicate with a glance, or a touch of the hand. Except what if you can’t? What if your happy marriage has plastered over one huge lie? A lie you have even started to believe yourself, in order to survive? What if you have a secret, something you have hidden from your beloved husband and your strawberry-scented baby girl, to keep them safe? What if the guilt has kept you up, night after night, for as long as you can remember? What happens when suddenly, after twenty-eight years, that secret refuses to stay buried? What will you do now everyone you love, everything you cherish, is in harm’s way?

An emotional, thought-provoking and beautifully written novel which examines the pieces of ourselves we are afraid of, and the impossible decisions we make when we are desperate. Fans of Jodi Picoult, Kerry Fisher and Liane Moriarty will be moved by this heartbreaking tale.

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Rating: 3/5

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Della stessa autrice:
- Blame
- Forgotten
- My daughter's secret

lunedì 22 giugno 2020

Pride and Prejudice (Easy Classics)


Testo originale: Pride and Prejudice di Jane Austen

Adattamento: Gemma Barder

Lingua: inglese

Genere: romanzo

Prima pubblicazione programmata: febbraio 2021



In questo breve volume di poco meno di 100 pagine, Gemma Barder ha adattato Orgoglio e pregiudizio, il più famoso romanzo di Jane Austen.
Ne è nato un racconto scorrevole, di semplice comprensione e corredato da simpatiche illustrazioni.

La storia, pur essendo molto sintetizzata, mantiene comunque lo spirito dell'opera originale, e nessun evento importante è stato depennato.

Benché sia classificato come una "storia per bambini", il romanzo è adatto anche a chi bambino non è più e comincia a cimentarsi con la lingua inglese, e a chiunque voglia rispolverare in modo divertente la storia di Lizzie e Darcy.


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La copertina: carinissima! Adorabili l'illustrazione, le decorazioni e la scelta dei colori.

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Quarta di copertina: Mrs. Bennet is desperate to find rich husbands for her daughters, so the arrival of a charming new neighbor is welcome indeed. Sadly, the friend he brings with him is not. Mr. Darcy seems to have even more pride than money. Nobody likes him - least of all Elizabeth Bennet. But not everyone is who they seem.

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Rating: 4/5

lunedì 15 giugno 2020

I ragazzi di Jo


Autrice: Louisa May Alcott

Lingua: italiano

Titolo originale: Jo's Boys, and How They Turned Out: A Sequel to "Little Men"

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 1886



I ragazzi di Jo chiude definitivamente la storia della famiglia March cominciata con Piccole donne.
Il romanzo si propone di seguire tutti gli allievi incontrati in Piccoli uomini nel loro percorso di crescita fino all'età adulta.
Purtroppo, diversamente dal volume precedente, che sin dalle prime pagine riusciva a trasmettere l'atmosfera calda e familiare di Plumfield, I ragazzi di Jo risulta per lo più arido, stentato e noioso.
È sicuramente la storia della quadrilogia più moralista e intrisa di religiosità, tanto che ho spesso pensato che ne avrebbe giovato molto se almeno alcuni dei sermoni dell'autrice fossero stati eliminati.

Delle vecchie conoscenze, Fritz ed Amy diventano molto marginali, mentre Meg viene descritta come una madre che sa cos'è meglio per i propri figli, tanto da imporre loro le proprie decisioni e le conseguenti sofferenze.
Nessuno dei più giovani riesce a fare tenerezza, nemmeno le piccole Bess e Josie. Mi ha spesso infastidito che la prima, che, pur non avendo spessore non è comunque un personaggio sgradevole, fosse chiamata "principessa" e considerata migliore e più preziosa di tutti gli altri ragazzi, solo perché figlia del ricco Laurie. La seconda, pur in un certo senso ammirevole per la determinazione con cui persegue i propri sogni, non riesce comunque a far breccia ed è assolutamente dimenticabile.

Tutti i ragazzi sono spinti in un modo o nell'altro dagli adulti a diventare dei piccoli borghesi, a
sposarsi e mettere su famiglia. In altre parole, a "sistemarsi". 
Alcune delle coppie non sembrano le meglio assortite, in primis quella costituita da Tom e dalla ragazza diventata fidanzata quasi per caso, e spero che con questo l'autrice volesse trasmetterci che non sempre ciò che sembra "giusto" e ben fatto dalla famiglia o dalla società rispecchia i veri desideri del cuore.
Riguardo a Dan, la sua storia è probabilmente la più interessante, anche se fondamentalmente triste. Le scelte operate per il suo personaggio dalla scrittrice possono sembrare troppo crudeli per un lettore moderno, ma, se contestualizzate, risultano perfettamente in linea con la mentalità del tempo.

Qui e lì l'autrice tenta di portare avanti qualche idea femminista, riuscendoci però poco o male.

Pur appesantita dai vari sermoni, l'unico personaggio che trattiene una scintilla di vitalità è proprio Jo, materna con tutti i "suoi" ragazzi e spesso divertente quanto negli altri romanzi.

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La copertina: piuttosto bruttina, non rispecchia le descrizioni dei ragazzi, così come non le rispecchiano le illustrazioni all'interno del volume.

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Trama: Le tre sorelle March sono ormai signore, ma il loro spirito non è stato smussato dal tempo: sono ancora vivaci, curiose, piene di vita. E i ragazzi di Plumfield, il collegio che ha accolto bambini soli e sbandati, hanno davvero bisogno di tutta la saggezza di Jo per crescere e lasciare il nido.

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Rating: 2/5

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Della stessa autrice:
- Piccole donne
- Le piccole donne crescono
- Piccoli uomini

mercoledì 3 giugno 2020

Intenso come un ricordo



Autrice: Jodi Picoult

Lingua: italiano

Titolo originale: The storyteller

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 2013




Sage ha scelto di lavorare di notte, come fornaia, per nascondere di giorno la cicatrice che le deturpa parte del viso e che è una sorta di estrinsecazione del suo senso di colpa.
Partecipando ad un gruppo di sostegno, incontra il novantacinquenne Josef e ne diventa amica, finché l'uomo non le confessa di essere stato un ufficiale delle SS e di aver partecipato alla soluzione finale...

Erano anni che non leggevo un romanzo di Jodi Picoult, eppure il suo stile è stato subito inconfondibile. Purtroppo, però, non ho amato questa storia così come mi era accaduto con Senza lasciare traccia e Un nuovo battito, trovandola invece spesso noiosa, prevedibile, e poco appassionante.

Il personaggio di Sage non è per niente originale. È la classica protagonista che sceglie di ritirarsi dalla vita e pensa di non essere degna di amore per un senso di colpa che si porta dietro da anni. Non mi è riuscito di trovarla simpatica o di parteggiare per lei, e la sua storia con Leo è risultata scontata sin dall'apparizione dell'uomo sulla scena. Ho tuttavia apprezzato le sue scelte, e soprattutto quella che chiude la storia, non perché le condivida, ma perché l'hanno resa umana e l'hanno finalmente liberata dalla banalità.


Il vero gioiello di questo romanzo è la parte centrale, ovvero il racconto della nonna di Sage. Si tratta di una donna sopravvissuta ai campi di concentramento, che dà finalmente voce alla propria storia. L'autrice è stata brava nel darci un quadro completo di come tutto sia cominciato, di come la vita degli ebrei polacchi sia scivolata, a poco a poco, nell'orrore e nell'indicibile. Ho desiderato alcune volte che il racconto - di non semplice lettura a causa del potente carico emozionale - fosse interrotto, anche solo da un'interiezione da parte degli altri personaggi, ma in fin dei conti credo che aver inserito tutta la storia in blocco sia stata una buona scelta, rendendola così più di impatto per il lettore.

Purtroppo, una volta terminato il racconto della nonna, che quasi sembrava appartenere ad un romanzo diverso, il libro è tornato a sfiorare la banalità e ad avere dialoghi legnosi e scontati. La storia dell'upior purtroppo mi ha annoiata, così come le ripetizioni di frammenti di capitoli qui e lì.
Ho tuttavia apprezzato il colpo di scena finale, nonché il dibattito sul perdono e anche quello, più sottile, del dissidio interiore che nasce dall'amare una persona per ciò che è e ciò che significa per noi nel presente, e, contemporaneamente, dall'odiare ciò che è stata e ciò che ha compiuto in passato.

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La copertina: molto bella, soprattutto per la scelta dei colori e la resa del cielo.

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Trama: Sage Singer è una ragazza solitaria. Evita ogni contatto con il mondo, nasconde il proprio volto sfregiato in seguito ad un incidente, si rifugia in una relazione clandestina perché le consente di non impegnarsi fino in fondo. Finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è un filantropo benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare che sconvolgerà la ragazza. Scioccata, confusa, Sage non acconsente ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio… Più voci narranti si alternano nella scrittura di Jodi Picoult, come sempre magistrale nel riannodare il filo dei ricordi sepolti nel passato e delle emozioni che agitano il presente. E la chiave, ancora una volta, sta nella potenza della narrazione: «Un racconto può essere molto potente. Può cambiare il corso della storia. Può salvare una vita. Ma può anche essere un buco nero, o le sabbie mobili, in cui si rimane impantanati, incapaci di scrivere per liberarsi». Sta a noi, alla nostra coscienza, scegliere la strada da prendere.

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Rating: 2,5/5

domenica 26 aprile 2020

Mini recensioni [2]

PERSUASION - A SCREENPLAY

Autore: Nick Dear
Lingua: inglese
Prima pubblicazione: 1996

Persuasione del 1995 è l'ottima trasposizione cinematografica di quello che è per me il romanzo più bello di Jane Austen.
E' per questo che, una volta saputo della sua esistenza, mi sono affrettata ad acquistarne lo screenplay.
Si tratta di un volume molto più piccolo di quanto possa sembrare, corredato da alcune foto in bianco e nero tratte dal film - tra cui una molto bella di Ciaran Hinds nei panni del Capitano Wentworth. Il mio unico rammarico è stato proprio il fatto di averlo trovato meno patinato di quanto mi aspettassi, e senza quei contenuti speciali a cui oggi siamo abituati. Tuttavia, dal momento che il volume è stato pubblicato ben 24 anni fa, posso ritenermi del tutto soddisfatta.
E' il primo screenplay che abbia mai letto, ed ho trovato l'esperienza interessante e appagante.
Adatto a chiunque voglia rivivere l'intera storia e le emozioni di Persuasione in modo originale, ponendosi a metà strada tra il romanzo ed il film.

Rating: 5/5

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RICORDO DI JANE AUSTEN E ALTRI RICORDI FAMILIARI

Autore: James Edward Austen Leigh
Lingua: italiano
Prima pubblicazione: 1869

Il Ricordo di Jane Austen scritto dal nipote James Edward è una delle testimonianze più complete e attendibili che possediamo riguardo alla scrittrice inglese.
Ho trovato interessanti le informazioni riguardo al suo background, e, già solo dopo due capitoli, mi sono ritrovata, inaspettatamente, a sentirmi commossa nel leggere della vita di questa donna, soprattutto del suo amore per i bambini.
Ho apprezzato particolarmente le memorie di Anna Lefroy e Caroline Austen poste alla fine del volume.
Da segnalare la quantità di interessati note di cui è corredato il volume tradotto da Giuseppe Ierolli (e qui fruibile gratuitamente).

Rating: 3/5

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LONGBOURN'S SONGBIRD

Autrice: Beau North
Lingua: inglese
Prima pubblicazione: 2015

E' un peccato che non sia riuscita a scrivere un'appropriata recensione per questo romanzo, tempo fa, perché è stato uno dei retelling di Orgoglio e Pregiudizio più interessanti che abbia mai letto.
La storia è ambientata negli anni '40 del Novecento in Sud Carolina, un setting abbastanza originale, nonché un periodo storico piuttosto complicato e da raccontare e da vivere.
La scrittrice è riuscita ad inserire nella storia temi piuttosto importanti, come la violenza domestica e il disturbo post-traumatico, ma senza appesantire troppo il romanzo.
[SPOILER] Interessante e ben scritta la storia tra Lizzie e Fitzwilliam, probabilmente la versione migliore tra quelle raccontate in altri retelling.

Rating: 4/5

domenica 19 aprile 2020

Senza nome



Autore: Wilkie Collins

Lingua: italiano

Titolo originale: No name

Genere: romanzo

Prima pubblicazione: 1862



Inghilterra, XIX secolo. Alle sorelle Norah e Magdalen sembra non mancare nulla: giovinezza, bellezza, spensieratezza, due genitori amorevoli ed un ingente patrimonio. Un'improvvisa tragedia, però, porta con sé delle conseguenze inaspettate, e la vita delle ragazze cambia radicalmente.
Mentre Norah affronta con rassegnazione gli eventi e tenta di ricostruirsi una nuova esistenza, la più giovane Magdalen vede risvegliarsi in lei uno spirito guerriero e un coraggio che la sosterranno nella sua lunga battaglia per riappropriarsi di ciò che le è stato tolto...

Anni fa il riemergere dei romanzi di Wilkie Collins nel panorama letterario italiano mi aveva incuriosito molto, ma già La legge e la signora, letto dopo La donna in bianco, non mi aveva granché entusiasmato.
Senza nome presenta un inizio promettente, che ci fa scoprire che l'autore aveva talento anche nel raccontare scene di armoniosa quotidianità familiare, che mi hanno ricordato un po' i romanzi di Jane Austen.
Tuttavia, proprio quando la storia è entrata nel vivo, e quindi avrebbe dovuto farsi interessante, ho invece cominciato ad apprezzarla meno.
Innanzitutto il focus è quasi completamente su Magdalen, mentre mi sarebbe piaciuto molto curiosare anche nella vita di Norah, relegata invece a personaggio marginalissimo, menzionata di tanto in tanto e recuperata nel finale. Inoltre, la storia paga molto il fatto di essere stata concepita come un racconto da pubblicare a puntate su una rivista: spesso ho avuto l'impressione che i capitoli si trascinassero senza che nulla davvero accadesse, o che gli eventi fossero diluiti per fare in modo che i lettori aspettassero il prossimo episodio. Anche la battaglia di astuzie tra Mr Wragge e Mrs Lecount, veri antagonisti per buona parte del racconto, ad un certo punto annoia per il suo protrarsi che appare infinito. L'inserimento del sonnambulismo e di una "malattia di nervi", tanto cara ai romanzi vittoriani, non ha di certo migliorato le cose.
La prima mi è parsa un facile espediente affinché Magdalen fosse aiutata nella sua ricerca; la seconda, un pretesto affinché la protagonista potesse divenire la fanciulla da salvare.
Purtroppo è stato anche prevedibile cosa sarebbe successo con Noel Vanstone e con il capitano Kirke.


L'elemento più brillante del romanzo sono di sicuro i personaggi, ben caratterizzati e fedeli a se stessi
fino alla fine.
Entrato nella storia di soppiatto, quasi come un fastidio, la canaglia Wragge è diventata presto il mio preferito. Certo il suo modo di vivere è biasimevole, ma ho apprezzato che col tempo riuscisse ad affezionarsi a Magdalen, ed ero sempre incuriosita riguardo a quale sarebbe stata la sua prossima mossa. E' stato molto soddisfacente leggere di ciò che ne era stato di lui, alla fine.
Magdalen, la protagonista, è un personaggio molto forte e determinato. Proprio per questo, e per il fatto di non arrendersi come la sorella, viene tacciata di cattiveria e perversione innumerevoli volte, e, dopo l'inganno, diventa anche un'onta per la propria famiglia. Non so se con le sue vicende l'autore volesse denunciare la condizione della donna ai suoi tempi o dare un messaggio morale, ma di sicuro fa riflettere il modo in cui tutti trattano la ragazza. Probabilmente, se fosse stata un uomo, sarebbe stato giudicato diversamente per non essersi arreso e aver cercato di recuperare ciò che gli era stato ingiustamente tolto.
Altri personaggi molto ben descritti sono l'ipocrita e debole Noel, la scaltra Mrs Lecount e la cara Mrs Wragge.

Da apprezzare la riflessione sul sistema legale dell'epoca, che lasciava completamente sole due ragazze che non avevano nessuna responsabilità per le azioni dei propri genitori.

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La copertina: benché la fanciulla del dipinto non mi faccia pensare a nessuna delle sorelle del romanzo, mi piace molto la pacatezza dell'immagine e la scelta del font e della disposizione del titolo e del nome dell'autore.

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Trama: Senza nome è uno degli esempi più belli di «melodramma contenuto», secondo la definizione di Thomas S. Eliot, dell’opera di Wilkie Collins. Capolavoro di minuziosa osservazione psicologica e allo stesso tempo critica decisa alle storture della società vittoriana, ha un posto di primo piano nella letteratura inglese del secolo scorso. Protagoniste ne sono due sorelle, Magdalen e Norah Vanstone che, per una sfortunata serie di circostanze, alla morte improvvisa dei genitori si trovano private di una cospicua eredità e sono costrette a guadagnarsi da vivere. Sullo sfondo di questa contrastata vicenda, scandita da perizie legali e tradimenti, emergono i personaggi, mirabilmente caratterizzati, di una storia intensamente drammatica, ma anche venata di umorismo. Una strepitosa narrazione, ricca di innumerevoli colpi di scena, in cui ogni elemento si ricollega all’altro in una dinamica continua e incessante. Un romanzo che per tutto il 1862 ha tenuto in sospeso migliaia di lettori che ne seguivano gli sviluppi sulla rivista «All The Year Round» e che rimane ancora oggi un esempio miracoloso del talento del grande autore de La pietra di luna e de La donna in bianco.

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Rating: 2,5/5