giovedì 27 agosto 2009

City - citazioni


" ... lavorava e basta, questo faceva, come se la vita l'avesse offeso... "

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" Capì che il nulla che cercava era il tutto, sorpreso in un istante di momentanea assenza ".

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" Erano un nulla, ma erano ".

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" ... lo sguardo che si era immaginato restava sguardo inutile perché inaccessibile ad altri e riservato a lui, che non aveva saputo renderlo guardabile ".

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" ...è sempre difficile capire cosa veramente ti piace o cosa vuoi che ti piaccia ".

L'uomo che si innamorò di un orso bianco

Autore: Robert U. Akeret
Titolo originale: Tales from a traveling couch

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Ho amato molto questo libro.
Forse perché mi piace sapere cosa succede "quando la storia finisce", o perché mi affascina la psicoanalisi, e le persone, e i loro sogni, le loro paure, i desideri...

L'uomo che si innamorò di un orso bianco è un libro che fa riflettere, soprattutto sul concetto di normalità, e, in un tempo in cui vediamo l'essere umano compiere le azioni più abiette e spregevoli, ce lo fa amare immensamente per la sua fragilità, i sentimenti, la ricerca della serenità, gli errori.

E' il viaggio di un uomo, uno psicanalista, che rintraccia alcuni dei suoi pazienti a distanza di decenni, per sapere cosa ne è stato di loro, se la terapia ha funzionato.
E, credo, soprattutto per sapere se il suo lavoro ha avuto un senso, se il suo esistere è stato determinante per la vita di altri esseri umani.
Probabilmente per quello a cui tendiamo un po' tutti: la speranza di poterci dire, un giorno, "non sono passato invano".

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Retrocopertina: " Un collega mi ha mandato una vignetta del New Yorker in cui si vede un paziente sul divano che dice al terapeuta: "Bè, faccio questo sogno ricorrente: che un giorno potrò anche vedere qualche risultato". Nel bene e nel male, ho sempre concepito la psicoterapia più come arte che come scienza. Eppure, voglio sempre sapere la stessa cosa che vuole sapere lo scienziato: se la terapia ha realmente aiutato i miei pazienti a condurre vite migliori ".

" La tenerezza struggente dei racconti che ha dedicato ai suoi pazienti e ai maestri Erich Fromm e Rollo May, fa del dottor Akeret un autore irresistibilmente simpatico "- L'UNITA'

" L'uomo che si innamorò di un orso bianco è il viaggio di un terapeuta appassionatamente curioso alla ricerca di alcuni suoi ex pazienti e di una verità scomoda: il senso del mestiere di psicoanalista ". -MarieClaire

" In un libro autobiografico e ricco di suspense, uno psicoterapeuta finalmente ha il coraggio di sollevare alcuni interrogativi sull'efficacia della terapia ". -Donna moderna

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Giudizio personale: 5/5

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Qui le citazioni dal testo 

martedì 25 agosto 2009

Voci - Citazioni


" Il mio pensiero [...] tende misteriosamente a volare fuori della cornice ".

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" La voce, quelle rare volte che l'ho sentita, mi è sembrata velata, come di chi tema di esporsi e infastidire, una voce piegata su se stessa, resa opaca dalla ritrosia, con dei guizzi inaspettati di ardimento e di allegria ".

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" ...la verità io credo proprio che non esista... siamo fatti di tante cose diverse, tante verità sovrapposte... ".

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" Comprendeva in sé l'arroganza del sole e la timidezza della luna... ".

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" ...è la voce di mia madre [...] chissà perché l'ho tanto odiata quella voce [...]. Era la voce del buon senso quotidiano, abitata da oscuri timori che io rifiutavo anche solo di indovinare, una voce non solo educata, ma domata ".

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" ...lei voleva capire prima che giudicare... ".

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" ...le sue disperazioni erano così profonde che nessuno le avrebbe mai potute sondare... ".

domenica 23 agosto 2009

Due città

Autore: John Edgar Wideman
Titolo originale: Two cities

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La scrittura di Wideman è davvero innovativa: un flusso di coscienza che diventa un racconto, che si trasforma in un dialogo, in una lettera, poi in una telefonata...
e così scorre la storia, con una meravigliosa scarsità di punteggiatura e un background che si costruisce attorno al lettore.

Commovente il personaggio del signor Mallory, il vecchietto che andava in giro con la sua macchina fotografica in un sacchetto di plastica, ma non riusciva a compiere il suo progetto, e si vergognava delle sue pur meravigliose foto.

La storia è amara, forse perché verosimile: una donna di un quartiere nero di Philadelphia ha perso il marito e i due figli a causa della criminalità e delle guerre tra bande. Poi, inaspettatamente, si innamora di un uomo con il quale aveva in programma solo una notte di sesso, e la parte di sé che ha paura si chiede se non sia meglio lasciarlo, piuttosto che rischiare di perdere anche lui...

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Retrocopertina: " Wideman non è soltanto un maestro della narrazione, è uno di quei rari autori capaci di reinventare la scrittura " . THE NEW YORK TIMES
" Grazie alla magistrale narrativa di Wideman il lettore impara ad accettare la disperazione senza rinunciare alla speranza" . WALTER MOSLEY
" La scrittura di Wideman, come quella di Toni Morrison, è così pura e convincente che può rompere le regole della narrazione classica e arrivare a inventarne di nuove ". THE BOSTON SUNDAY GLOBE

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Giudizio personale: 2/5

Misery - Citazioni


" ...gli scrittori ricordano tutto [...]. Specialmente quello che fa male ".

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" Perché si continua a vivere per scoprire cosa succede dopo, non è questo che stai cercando di dire? "

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" Il motivo per cui uno scrittore appone quasi sempre una dedica a un libro [...], è che alla fin fine persino lui è orripilato di fronte al proprio egocentrismo ".

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La copertina dell'immaginario libro scritto dal protagonista di "Misery", Paul Sheldon, e intitolato "Il ritorno di Misery".


sabato 15 agosto 2009

Alla corte dei Borgia

Autrice: Jeanne Kalogridis
Titolo originale: The Borgia bride

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Per anni mi sono tenuta lontana dai romanzi a sfondo storico; non mi piaceva l'idea che qualcuno mettesse in bocca a personaggi realmente esistiti parole che forse non avrebbero mai pronunciato, che li presentasse con sentimenti che avrebbero potuto non provare mai, e azioni che non avrebbero commesso.
Poi ho avuto la felice idea di lasciarmi tentare dai bellissimi Rinascimento privato e Il medico di corte che, direi, mi hanno aperto un mondo.
Alla corte dei Borgia è uno degli ultimi romanzi a sfondo storico che ho letto, e devo dire che ne sono rimasta davvero soddisfatta.
La storia è incentrata su Sancia d'Aragona, figlia del re di Napoli e sposa di Goffredo, figlio -ma probabilmente non biologico - di papa Alessandro Borgia, e fratello dei più famosi Lucrezia e Cesare, il Valentino.
Sancia è un personaggio di cui - lo ammetto - non avevo mai sentito parlare, ma che si è rivelato interessante e che, se fosse vero ciò che la Kalogridis ci narra alla fine del libro - la parte avuta da Sancia nella fine di Alessandro -, avrebbe avuto davvero un bel peso nella storia.
Ella è ritratta come una donna sensibile, leale, passionale, ma all'occorrenza "fredda e dura", come suo nonno e suo padre.
La narrazione scorre fluida, e l'intreccio è coinvolgente; bellissime le accurate descrizioni di abiti, gioielli, palazzi, decorazioni, che ci permettono di catapultarci nel XVI secolo... e poi, come si può non essere fieri di Napoli, quasi onnipresente nella narrazione, a guisa di co-protagonista, e delle meravigliose descrizioni del suo mare, dei suoi profumi, dei suoi palazzi e della sua gente...?!

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Giudizio personale: 5/5

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Quarta di copertina: 1492, Sancia d'Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l'ultimogenito del pontefice Alessandro IV, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l'Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l'alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o avversaria? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Un difficile cammino si apre dinanzi a Sancia, che scoprirà doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.
Sullo sfondo del Rinascimento italiano, Jeanne Kalogridis intreccia sapientemente subdoli giochi di potere e torbide passioni, in un romanzo che ha tutta la forza e la tensione di un thriller.

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Quando termino un romanzo storico, mi piace cercare in Internet i ritratti e le storie dei personaggi protagonisti del libro, così da "conoscerli meglio", ed appurare quanto la mia fantasia sul loro aspetto si sia allontanata dalla realtà.

Ecco i personaggi de "Alla corte dei Borgia":


Sancia D'Aragona
Goffredo Borgia
Cesare Borgia

Lucrezia Borgia
Alfonso D'Aragona
Rodrigo Borgia
Ferrante D'Aragona
Giovanni Borgia

sabato 1 agosto 2009

Oceano mare - Citazioni

" Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte ".

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" Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu ".

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" Questa è la riva del mare. [...]. Né terra né mare. E' un luogo che non esiste. [...]. E' un mondo di angeli ".

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" Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su
questa riva che non conosce tempo e vive solo un giorno, sempre quello ".