domenica 16 luglio 2017

The rise of the Dawnstar

Autrice: Farah Oomerbhoy
Sottotitolo: The Avalonia Chronicles #2
Lingua: inglese
Genere: fantasy
Volume: 2 di 3
Prima pubblicazione: aprile 2017

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The rise of the Dawnstar è il secondo capitolo della trilogia delle Cronache di Avalonia di Farah Oomerbhoy.
Nel volume precedente avevamo lasciato la protagonista Aurora in fuga, insieme all'interesse amoroso Rafe, allo scopo di trovare un modo di salvare la madre prima di rifugiarsi dalla nonna nel regno di Elfi.
All'inizio di questa nuova avventura i due chiedono aiuto al nuovo personaggio di Santino, principe-pirata di Brandor, un regno ispirato al nostro Oriente.


Purtroppo la magia delle descrizioni che mi aveva catturato in The last of the Firedrakes è in questo romanzo del tutto scomparsa, e mi duole ammettere che tutta la prima parte della storia, prima dell'introduzione del regno di Elfi, è piuttosto noiosa.
Ho avuto l'impressione che ci sia qualcosa che non va nel personaggio di Rafe; le scene in cui è presente non funzionano, e la stessa protagonista, con lui, è molto meno interessante e propositiva. Nella loro storia d'amore, inoltre, tutto è troppo semplice e noioso.

Rispetto al primo capitolo, è però un fatto che Aurora sia finalmente cresciuta.
Se nel romanzo precedente, infatti, non faceva altro che cacciarsi nei guai, essere avventata, fidarsi di chiunque e non avere la più vaga idea di cosa significasse riflettere, questa volta ci troviamo di fronte a una ragazza più matura, che ha compreso, finalmente, che le proprie azioni hanno delle conseguenze e che non si aspetta più di essere salvata.

Dall'arrivo della protagonista ad Elfi, il romanzo si fa finalmente interessante.
Ho amato il nuovo regno.
Mi aspettavo una nonna paffuta, zuccherosa e protettiva, e un luogo da sogno dai colori pastello, mentre la Regina è esteticamente ancora attraente, ma fredda e manipolatrice, e la corte è teatro di lotte intestine e trame sotterranee. E' proprio qui che Aurora sperimenterà infatti, come non mai, l'inganno e il tradimento, ed imparerà che solo la dedizione e la fatica  possono portare a dei risultati tangibili.

"But she was as cold as the winter snow, an ice queen without emotion."

Ho apprezzato molto la "sorpresa" riguardante Penelope e mi è piaciuto che si parlasse della storia degli elfi, e che si sottolineasse il fatto che, per alcuni eventi, la versione dei maghi fosse diversa, a sottolineare che ogni popolo guarda ad un episodio in base alle conseguenze che ha avuto per la propria terra, e spesso ne enfatizza alcuni aspetti piuttosto che altri.
Purtroppo anche questa parte ha i suoi difetti, come le innumerevoli volte in cui Aurora sente "a shiver down my spine", e le reiterate descrizioni delle esercitazioni a cui si sottopone la protagonista, che a lungo andare finiscono per diventare noiose.
Tuttavia il tasto dolente è soprattutto la prevedibilità.
Credo che sia infatti chiaro cosa sia la Dawnstar, la stella dell'alba, e chi sia in realtà Illaria.
Tuttavia avrei di buon grado "perdonato" tutto ciò, anche la questione trita e ritrita dell'equivoco del matrimonio di Brandor, se non fosse stato per gli ultimissimi eventi del romanzo, e soprattutto per l'ultima scena, che mi ha fatto davvero sbuffare.

Un altro punto che non si può fare a meno di notare, è l'effetto che Aurora ha sugli uomini. Su qualunque uomo. Ora, sono consapevole del fatto che un autore voglia bene alle sue creature, e che per la scrittrice la sua protagonista sia la fanciulla più bella di tutto il mondo letterario, ma diventa noioso, ripetitivo e poco plausibile che qualunque essere di sesso maschile posi gli occhi sulla sedicenne, ne resti attratto all'istante o se ne innamori. Così come sembra piuttosto esagerato che tutti i ragazzi siano muscolosi e attraenti, tanto da far distrarre anche Aurora, innamoratissima del suo Rafe.

Mi sono inoltre accorta che, se la ragazza fa della missione di liberare la madre biologica lo scopo della sua vita, non spende mai un solo pensiero per i genitori adottivi, che pure l'hanno cresciuta fino al tragico incidente.
Mi piacerebbe molto se nel prossimo capitolo si desse un po' di spazio anche a loro, così come mi auguro che ci sia più originalità, in modo da chiudere in bellezza questo piacevole viaggio.

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La copertina: bellissima. Ancora migliore di quella del primo volume, che avevo apprezzato molto. Mi fa piacere che anche qui Aurora sia ritratta di spalle: non mi vanno a genio le copertine con questo o quel viso (magari utilizzato più volte per romanzi diversi), che limitano la fantasia del lettore.
Molto belli i colori, da quelli del paesaggio, che cozzano con l'azzurro del palazzo, freddo anche metaforicamente, a quelli dell'abito, che, insieme allo stesso abbigliamento, dichiarano come Aurora non sia più la principessa delle fiabe del primo volume, ma una guerriera.
Bella la decorazione dorata in basso, a mo' di cancello che divide il mondo della realtà da quello fantastico di Avalonia.

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Trama: Aurora Firedrake returns in the spellbinding sequel to The Last of the Firedrakes.

The seven kingdoms of Avalonia are crumbling and evil is spreading across the land like a plague. Queen Morgana is close to finding a way to open The Book of Abraxas and it’s only a matter of time until she uses the power trapped inside its pages to enslave the entire world.

With Avalonia growing more dangerous by the day, Aurora must travel through war-torn lands and deep into the heart of the fae kingdom of Elfi. Her goal is to find a legendary weapon infused with the last of the realm’s ancient magic—the only weapon in the world powerful enough to stop the queen.

Aurora might have survived her first battle against Morgana, but the true fight to save her kingdom and restore her throne has only just begun…

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Giudizio personale: 3/5

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Volume precedente:
- The last of the Firedrakes

domenica 9 luglio 2017

Beauty and the Beast - Belle's tale e The Beast's tale

Autrice: Mallory Reaves
Lingua: inglese
Genere: manga \ fiaba
Volumi: 1 e 2 di 2
Prima pubblicazione: marzo 2017

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In occasione dell'uscita nelle sale cinematografiche del film "La Bella e la Bestia" con Emma Watson e Dan Stevens, la Tokyopop ha distribuito un'interessante trasposizione della pellicola in formato manga. I due volumi che compongono l'opera raccontano entrambi la stessa storia, ma ognuno dal punto di vista di uno dei protagonisti.


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Belle's tale: il primo volume narra gli avvenimenti seguendo da vicino il personaggio di Belle. Nessuna strega, rosa e maledizione, dunque, ma un focus sulla cittadina di Villeneuve, i suoi meschini abitanti e una ragazza palesemente fuori posto in un ambiente del genere.


In principio il manga mi ha entusiasmato tantissimo, le tavole sono molto belle, soprattutto quelle che illustrano Villeneuve. Poche scene sono capaci di mostrare chiaramente la violenza di Gaston, e fanno riflettere su quale sarebbe stato il - triste - destino di Belle se questa avesse accettato di diventare sua moglie.
Tuttavia, mi aspettavo un po' di introspezione in più; inoltre non c'è nessun pathos nelle scene del ballo, né durante la trasformazione della Bestia.


Molto significative alcune battute; naturalmente la storia tocca il tema della diversità, dell'esclusione sociale, e illustra come cose meravigliose come l'amore, la letteratura e la cultura in generale possano essere viste negativamente.
Piuttosto bello l'epilogo, e soprattutto il fatto che il tradizionale "e vissero felici e contenti" non sia considerato come la fine, ma come un inizio.
Benché immagino che chiunque al mondo conosca la storia della Bella e la Bestia, e soprattutto la versione disneyana, credo che il manga si segua meglio dopo la visione del film, a cui è molto aderente.
Gli sketch finali che corredano il volume fanno comprendere quanto lavoro ci sia dietro un'opera del genere.

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The Beast's tale: il secondo volume narra invece la storia dal punto di vista della Bestia, e devo dire di averlo trovato migliore rispetto al precedente.
L'inizio è davvero molto bello.


Interessante la scena inedita in cui la Bestia sta leggendo su una guglia quando vede arrivare il padre di Belle. Veramente un'aggiunta molto carina!
Rispetto al volume dedicato alla protagonista femminile, troviamo qui molta più introspezione, viene indagato il rapporto della Bestia con la madre e i suoi sentimenti nei confronti della servitù.
Inoltre anche i disegni sembrano più belli, meno stilizzati. Notevoli le tavole in cui il protagonista lotta con i lupi.


Vi sono inoltre anche alcune scene divertenti, come quella in cui la Bestia fa le pulizie!
Come nell'altro volume, il manga concept art finale è piuttosto interessante.
L'unico appunto che potrei fare a questo manga, che mi è piaciuto veramente molto, è l'uso delle onomatopee in giapponese, la cui interpretazione ha richiesto molta fantasia.

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Le copertine: molto belle. Mi piace il fatto che siano state concepite come due parti di una stessa tavola, con i protagonisti disegnati di profilo. Ottimo l'accostamento del blu scuro e del giallo dorato. Ho apprezzato in particolare lo sfondo del primo volume e la resa della Bestia nel secondo.

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Trama - Belle's tale: In Disney's live-action film Beauty and the Beast, Belle, a bright, beautiful and independent young woman, is taken prisoner by a beast in his castle. Despite her fears, she befriends the castle's enchanted staff and learns to look beyond the Beast's hideous exterior and realize the kind heart and soul of the true Prince inside. This manga explores Belle's innermost thoughts as she learns that true beauty comes from within.


The Beast's tale: A tale as old as time ... told in timeless manga style Disney's much-anticipated live-action adaptation of "Beauty and the Beast" hits theaters in March 2017, and it stars Emma Watson and Dan Stevens. This original two-part manga series is based upon the upcoming movie... but you've never seen this classic love story told quite this way before. 
The "Beauty" manga delves into Belle's deepest thoughts as she's taken prisoner by the Beast in his majestic castle. Where the "Beast" manga explores Beast's deepest thoughts as he captures Belle in his castle and finds himself falling in love with her feisty attitude and adventurous spirit.

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Giudizio personale:
Belle's tale - 4/5
The Beast's tale - 5/5

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domenica 2 luglio 2017

Grace in the mirror

Autrice: Kristy Tate
Sottotitolo: Fairy Tale Found Book 1
Lingua: inglese
Genere: fantasy
Prima pubblicazione: aprile 2017

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Grace in the mirror è un romanzo la cui trama faceva sperare in una storia simpatica, divertente, zeppa di personaggi delle fiabe catapultati chissà come nel nostro mondo. Purtroppo la realizzazione è alquanto deludente, e, soprattutto nella seconda parte, il racconto si fa piuttosto scialbo e inconcludente.

Tutto comincia con il trasferimento della teenager Grace a Orange County a casa dei nonni, dopo la partenza del padre militare per una missione e un probabile diverbio con la madre.
La nuova vita non è congeniale alla ragazzina, a cui manca la migliore amica e le proprie abitudini, e di certo non giova la precaria situazione economica, benché gli egoisti e avari nonni siano più che benestanti.

Per fortuna Grace riesce in fretta a fare amicizia ed anche a trovare un lavoro, ma le cose prendono una strana piega quando la ragazza viene scambiata per Biancaneve e accusata da sette nani di aver rubato uno specchio magico...

Riguardo alla parte concernente la "vita reale", è bello che la protagonista abbia delle amiche e degli amici e l'autrice non abbia giocato l'ovvia carta dei ragazzi ricchi e quindi anche presuntuosi, spocchiosi, e magari bulletti, che condannano la nuova ragazza alla solitudine e alla sofferenza.

La prima parte della storia è abbastanza piacevole e piena di aspettative, e anche la descrizione dell'attrazione tra Grace e Brock è delicata e non fastidiosa né zuccherosa, come invece avrebbe potuto.

Purtroppo, è proprio il mash-up con le fiabe a non funzionare: i personaggi inseriti sono davvero pochi, e per lo più i dialoghi e le scene che li vedono protagonisti sono senza senso.
Tra le altre cose, il principe Azzurro di Biancaneve le rinfaccia di aver ucciso un drago per lei (non si trattava della storia della Bella Addormentata?); Grace ha bisogno di Google per capire che Charmant significa Charming; il famosissimo scrittore Hans Christian Andersen viene ripetutamente chiamato "Anderson" (spero sia un errore che verrà poi corretto in seguito) e quella raccontata, L'acciarino, è una delle sue fiabe più brutte (anche a detta di uno dei personaggi).
Ciò che più mi ha deluso è stato però il personaggio di Biancaneve: dopo tante produzioni - vedi Mirror, mirror, Once upon a time, perfino il per me pessimo Snow White and the huntsman - che hanno cercato di renderla un'eroina forte, pronta a combattere per la giustizia e i suoi diritti, qui non è altro che una svampita la cui felicità sta nel trovare una casa da pulire!


Il discorso della bellezza interiore purtroppo non salva la storia, che tra l'altro non è autoconclusiva. Spero proprio che il secondo volume sia migliore.

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La copertina: molto carina. Mi piace l'accostamento dei colori, rosa e verde acqua. Adoro la parte superiore dell'illustrazione, con lo sfondo a righe, lo specchio e le rose.

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Trama: Fairy tales can come true. But it’s terrifying when it happens to you.
Grace James thinks having to wear a hand-me-down uniform while trying to fit into her posh new school in glitzy Orange County is bad, but being followed to class by seven little angry men is worse. The dwarfs believe that Grace has stolen the magic mirror, and they want it back.
Opponents become allies and soon Grace can’t tell who is friend or foe and what is real or merely a fairy tale, so she cooks up a scheme that will take her back home to Oregon where life made sense - away from her stingy grandparents and her miniature stalkers. But a frantic cast of fairy tale characters have plans of their own that may or may not include a happily ever after.

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Giudizio personale: 3/5