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sabato 15 luglio 2023

Saga Blackwater - La piena e La diga (Audiolibri)


Autore: Michael McDowell
Lingua: italiano
Titoli originali: The flood; The levee
Data di pubblicazione: 1983
Voce narrante: Antonella Civale


La piena e La diga rappresentano i primi due capitoli della saga di Blackwater, risalente ai primi anni '80 e il cui autore, a quanto pare, è tra i preferiti di Stephen King.

Nel primo volume si narra dell'esondazione del fiume Perdido e della conseguente inondazione dell'omonima - ed immaginaria - città in Alabama. La famiglia più influente del luogo, quella dei Caskey, si ritrova ad accogliere Elinor, una misteriosa donna che sembra quasi sbucata dal nulla.

Il secondo volume, La diga, è invece dedicato alla costruzione dell'argine che proteggerà Perdido da future inondazioni. La città deve quindi affrontare numerosi cambiamenti, come l'arrivo in massa degli operai e l'abbruttimento del paesaggio circostante...

La saga mi era stata consigliata come l'ultima tendenza  del momento, ma ciò che mi aveva attratto maggiormente era stata la sua etichetta di genere "horror".
Da qui, la profonda delusione derivata dall'ascolto dei due romanzi, che, di spaventoso, hanno poco o nulla. Se fossero stati presentati come una saga familiare con elementi soprannaturali, sarebbero stati perfetti, le mie aspettative appropriate e il mio giudizio molto più positivo.

Ci sono state solo due scene - l'una nel primo libro, l'altra nel secondo - che mi hanno colpito ed impressionato, ma per il triste destino delle vittime e i loro ultimi attimi di vita, piuttosto che per l'atmosfera "horror".
Tuttavia, ho trovato interessanti le dinamiche familiari dei Caskey, la mania di controllo della matriarca Mary Love, la sottomissione degli altri membri della famiglia e la disgregazione degli equilibri rappresentata dal fattore esterno Elinor e dal suo insinuarsi profondamente in seno alla famiglia.

Nonostante la delusione, proseguirò l'ascolto. Senza fretta e senza eccessivo entusiasmo.


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Trama - La piena: Nel 1919 le acque nere del fiume sommergono la cittadina di Perdido in Alabama. I ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia dell’acqua. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio devoto Oscar, dovrà anche fare i conti con un’apparizione sconvolgente. Dalla città sommersa compare Elinor, una donna dai capelli rossi e un passato misterioso che sembra volersi insinuarsi nel cuore dei Caskey.

Trama - La diga: 1922. Mentre Perdido si sta riprendendo dalla devastazione, la costruzione di una diga è l'unica difesa possibile contro la furia dell'acqua. Ma il cantiere riversa sulla cittadina ancora precaria, un ulteriore carico di imprevisti: la rivolta degli operai, il capriccio delle correnti, il mistero di alcune sparizioni. La matriarca Mary-Love si scontra con Elinor, ora parte della famiglia Caskey. Macchinazioni, alleanze amene, sacrifici: a Perdido i mutamenti saranno profondi, le conseguenze irreversibili. La lotta è appena cominciata.

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La piena
⭐⭐⭐

La diga
⭐⭐

domenica 21 agosto 2022

Una sirena a Parigi


Autore: Mathias Malzieu


Titolo originale: Una Sirena en París


Lingua: italiano


Genere: fantasy


Prima pubblicazione: febbraio 2022


Un eccezionale temporale colpisce Parigi, provocando incidenti, allagamenti... e lo spiaggiamento di una sirena, Lula. La creatura viene trovata da Gaspard, che ha chiuso il proprio cuore dopo una storia finita male, e la cui principale preoccupazione è salvare il Flowerburger, locale-chiatta di famiglia. 
Le buone intenzioni dell'uomo nei confronti di Lula si scontrano immediatamente con l'effetto del canto della sirena: un innamoramento tale da far scoppiare il cuore...

Come accade di tanto in tanto, mi sono fatta trarre in inganno dalla sinossi di questo romanzo, che anticipa un "amore travolgente e impossibile", e il "potere dell'immaginazione" come strumento per affrontare avventure e difendere sogni. 
Non vi ho trovato nulla di tutto ciò.
Sin dai primi capitoli qualcosa non quadrava: l'atmosfera del Flowerburger mi ricordava molto vagamente quella del circo ne Il circo della notte, ma senza la stessa magia; in generale tutto sembrava un po' confuso, e, cosa peggiore, scritto male. La prosa, infatti, è purtroppo davvero brutta.

Qui e lì c'è qualche frase carina, e la descrizione della sirena è particolareggiata, ma direi che i punti a favore della storia si riducono a questo.
La trama non è avvincente, e, anche se si tratta di un fantasy, lascia spesso perplessi; non ci si affeziona ai personaggi, nemmeno a quelli principali, e poi, come si può credere all'amore "travolgente" e genuino, quando Gaspard ha udito più volte il canto della sirena, e per Lula lui è il primo uomo che la tratti gentilmente in ottomila anni?

Per fortuna il romanzo non raggiunge nemmeno le 200 pagine, e l'ho terminato in fretta, sforzandomi, perché non ne potevo più.

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La copertina: bellissima, è tutto ciò che avrei voluto fosse la storia. Azzeccatissima la scelta dei colori, e la sirena è splendida.

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Quarta di copertina: Una pioggia ininterrotta si abbatte su Parigi da giorni. La Senna è in piena, oggetti di ogni tipo vagano per la città trascinati dal fiume, in un'atmosfera apocalittica e surreale. Gaspard Snow, chitarrista e proprietario di una chiatta, viene attirato una sera da un canto ammaliante e misterioso: incredulo, il giovane scopre il corpo ferito e quasi esanime di una sirena. Decide di portarla a casa per prendersene cura e guarirla, ma il suo atto di generosità cela un rischio: chiunque ascolti la voce della creatura si innamora perdutamente di lei, fino a morire, e nemmeno chi, come Gaspard, si crede immune all'amore può sfuggire. Gaspard non si dà per vinto e trova nell'ingegno, nell'estro e nel potere dell'immaginazione gli strumenti per affrontare questa mirabile avventura e difendere un altro grande sogno: salvare il Flowerburger, il suo locale dove regnano musica, arte e libera espressione. Con "Una sirena a Parigi" Mathias Malzieu dispiega le ali della fantasia e omaggia l'amore travolgente e impossibile, irrinunciabile energia vitale. 

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Rating: 2/5

martedì 12 ottobre 2021

Le sette morti di Evelyn Hardcastle (audiolibro)


Autore: Stuart Turton

Lingua: italiano

Titolo originale: The seven deaths of Evelyn Hardcastle

Genere: mystery / fantasy

Prima pubblicazione: ottobre 2019

Voce narrante: Alessandro Castellucci


Aiden si sveglia ogni mattina a Blackheath House, per vivere lo stesso giorno, ma in corpi diversi. Il suo scopo è scoprire l'assassino di Evelyn Hardcastle, e liberarsi finalmente del gioco macabro nel quale sembra intrappolato. Non conserva nessun ricordo della sua vera identità o della sua vita precedente, ma di una cosa è certo: farà di tutto per salvare anche Anna  - chiunque lei sia -, anche se, a quanto pare, le regole del gioco non permettono che ci siano due vincitori...

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è uno di quei romanzi, come L'uomo che voleva uccidermi, di cui, credo, la lettura del cartaceo risulterebbe più soddisfacente rispetto all'ascolto dell'audiolibro.
La storia è troppo lunga, spesso troppo tortuosa, e qualche volta durante l'ascolto mi sono distratta; i nomi degli innumerevoli personaggi e le distinzioni tra questi si ricorderebbero meglio leggendoli, piuttosto che ascoltandoli (mi è capitato più volte, soprattutto verso la fine, di confondere due degli invitati a Blackheath o di pensare erroneamente che fossero la stessa persona).

Di certo l'idea alla base della trama è geniale, in buone mani ne verrebbe fuori un film interessante.
Lo stile è tra i migliori in cui mi sia mai imbattuta, chiaro, ricco, mai ridondante.
L'ambientazione della storia è intrigante: Blackheat è stata una dimora splendida, lussuosa, ma in seguito ad un luttuoso avvenimento è stata lasciata alla decadenza e alla rovina. Il suo risveglio avviene grazie ad una festa, a cui i proprietari hanno invitato, oltre a qualche nuova conoscenza, tutti gli amici che si trovavano in quello stesso luogo nel giorno della tragedia.
Gli uomini nel cui corpo Aiden si trova a vivere uno degli otto giorni previsti dal gioco - prima del default e di un nuovo inizio -, sono tutti diversi per caratteristiche fisiche e soprattutto psicologiche, ed è interessante che il protagonista non possa fare a meno di assimilarne qualcuna, a volte risultando svantaggiato da una mole troppo possente o da un carattere troppo irascibile, altre approfittando di una mente particolarmente acuta o di un occhio piuttosto attento. 

L'indagine per scoprire l'assassino di Evelyn riserva più di una sorpresa, eppure alla fine ho trovato noiosa e banale la scena in cui il personaggio colpevole spiega per filo e per segno cosa è accaduto e perché, così come la sua personalità, ovvero quel misto di malvagità e pazzia già visto e rivisto innumerevoli volte.
L'entrata in scena di Lacrima d'argento, l'accenno ai superiori, il motivo del gioco, hanno tutti contribuito a rendere meno affascinante la trama, a cui avrebbe invece giovato che alcuni aspetti fossero rimasti vaghi e in cui il motivo della presenza di Annabel a Bleackheat mi è parso un improvviso e spiacevole ritorno alla realtà, così stridente con l'ambientazione e il tempo in cui sembrano vivere gli invitati alla festa.

Ho apprezzato il tema del perdono, delle seconde possibilità, e il fatto che chi siamo non è da ascrivere alle situazioni in cui veniamo a trovarci, ma alle nostre scelte e alla volontà di non cedere alla parte peggiore di noi.

La voce narrante: ottima. Alessandro Castellucci non solo legge in modo encomiabile, ma riesce a dare ad ogni personaggio una intonazione diversa, tanto che quasi sempre - ed è una vera fortuna, in una storia con così tanti attori - si può capire chi di loro stia parlando.

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La copertina: interessante, ha contribuito a rendermi curiosa rispetto al contenuto del romanzo. Bello il colore dominante e il disegno simile ad un pop-up con diversi personaggi, che fa pensare a un gioco di ruolo, nocciolo, anche se in una versione "particolare", dell'intera storia.

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Trama: Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

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Rating: 3,5/5
Voce narrante: 5/5

domenica 12 settembre 2021

Regina rising

Autrice: Wendy Toliver

Lingua: inglese


Genere: fantasy


Prima pubblicazione: aprile 2017


Once upon a time è una serie televisiva andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018. La storia si compone di sei stagioni (più un reboot/sequel piuttosto mal riuscito) e narra di come i personaggi delle fiabe che tutti conosciamo, come Cenerentola e il Grillo Parlante, senza memoria e senza speranza di un lieto fine, siano stati trasportati a Storybrooke, una cittadina priva di magia, da una potente maledizione di Regina, la Evil Queen matrigna di Biancaneve, che vuole vendicarsi di tutti loro.

Ed è proprio Regina, l'odiata e poi amatissima "cattiva" della storia, la protagonista del romanzo canonico di Wendy Toliver.
La incontriamo sedicenne, innocente, amante dei cavalli, e con un forte desiderio di avere degli amici e aprirsi alla vita.

Il rapporto con i genitori è delineato piuttosto bene. Anche grazie ad alcuni flashback, ci rendiamo conto che Cora, la madre, ama moltissimo Regina, tuttavia, accecata dal desiderio di vendetta e riscatto sociale da ottenersi proprio attraverso la figlia, è diventata la persona di cui la ragazza ha più timore al mondo, nonché quella che non ne tiene in considerazione i sentimenti e i sogni.
Il rapporto con il padre è al contrario molto affettuoso; Regina adora l'uomo, e così il "sacrificio" che la Evil Queen compie nella serie TV risulta ancora più orrendo, a riprova del fatto che la volontà di vendicarsi e la sensazione di aver subito innumerevoli ingiustizie, hanno ormai prevalso del tutto sulla timida e amabile ragazzina che era stata Regina.

La storia si focalizza soprattutto su un periodo dell'adolescenza della protagonista, breve ma così significativo sotto il profilo emotivo, da portare allo sbocciare di quella che sarà la Evil Queen. 
Il romanzo presenta naturalmente degli elementi magici, come la strega cieca nella casetta fatta di dolciumi, o la Blue Fairy, che si avvede del cuore puro di Regina, ma ne predice anche, con orrore, il futuro, possibile cambiamento, in una scena - probabilmente la mia preferita - che è molto di impatto. Ho tuttavia apprezzato anche quelle in cui i piccoli gesti di Cora, come cercare di far giocare la figlia sul ghiaccio con gli altri bambini o accorgersi che ha freddo, dimostrano il suo amore nei confronti di Regina.


Nella storia fa anche una capatina Snow White bambina, ed è bello, considerato come si evolveranno le cose tra le due, che siano le sue parole a fare da catalizzatore affinché Regina decida di vivere senza avere più paura. Mi è anche piaciuto il fatto che una parte fondamentale di questa risoluzione avesse a che fare con la cicatrice sul labbro della protagonista, che è stato un elemento caratterizzante del personaggio di Regina, essendo la Evil Queen, nella serie Tv, interpretata da Lana Parilla.

Personaggio determinante del romanzo è comunque Claire Fairchild, la ragazzina a cui è permesso di diventare amica di Regina, la quale può finalmente avere qualcuno con cui confidarsi e divertirsi.
Il fatto che il lettore, almeno quello adulto, si renda più o meno da subito conto che le cose non sono poi così semplici, sottolineano ancora una volta quanto sia teneramente ingenua questa versione di Regina.
Ed è proprio la delusione e il senso di tradimento provati a causa di quella che era diventata ben presto una delle relazioni più importanti della sua vita, che spinge la protagonista nella direzione della malvagità e della vendetta.
Che dà l'avvio all'ascesa ("rise") di quella che sarà, per lungo tempo, la Regina Cattiva delle fiabe. 

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La copertina: mi piace. Guardandola, chiunque abbia familiarità con Once upon a time saprebbe dire che la storia riguarda Regina, anche se il titolo fosse diverso. 
Da segnalare i bordi delle pagine colorati di nero e la "vera" copertina, che questa sovra copertina nasconde, e che ho apprezzato ancora di più, ugualmente nera, con, in lucido, l'illustrazione della mela trafitta da un pugnale.

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Seconda di copertina: Sixteen-year-old Regina is very different from the Regina known by fans of ABC's "Once Upon a Time." She is a girl who seeks romance, a friend who seeks adventure, and a daughter who seeks approval. Of course, getting approval from a mother like Cora is next to impossible. 
For Regina, friendships have always been a rare commodity. However, with Claire, she finally learns what it's like to have a true friend.
But is it too good to be true? Is it possible to have a friend like Claire when your mother keeps such a tight rein on your every move?
As Regina struggles to find her own identity and create her own destiny, she discovers that her fate just might be to become everything she despises.
After all, the apple doesn't fall far from the tree...

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Rating: 4/5

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sabato 3 aprile 2021

Mini recensioni [3] - Pottermore presents


Questi tre mini e-book , tutti pubblicati nel 2016 e scritti da J.K. Rowling, sono costituiti da notizie e storie estratte dal sito Pottermore, non più on-line.

Il primo volumetto della serie, "I racconti di Hogwarts - Prodezze e passatempi pericolosi" era quello che più mi incuriosiva, contenendo, tra l'altro, le storie di due dei personaggi più interessanti del mondo di Harry Potter, ovvero Minerva McGonagall e Remus Lupin. 
Tuttavia, i capitoli sono in generale piuttosto freddi, e quasi elencano gli eventi come se si trattasse di voci di un dizionario. Ho però apprezzato che il licantropismo di cui era affetto il professor Lupin sia stato paragonato a "tutte quelle malattie che portano con sé uno stigma", facendo così riflettere su come in molti, nel mondo reale, vengano trattati ingiustamente a causa di una patologia di cui soffrono.

Il secondo volumetto ha come sottotitolo "Potere, politica e Poltergeist" e contiene informazioni su altri interessanti personaggi, come la professoressa Umbridge e il professor Lumacorno. 
Lo stile "enciclopedico" è qui molto più adatto, in quanto l'e-book enumera anche tutti i Ministri della Magia, ed è apprezzabile che la scrittrice abbia immaginato dei piccoli aneddoti per ognuno di loro.

"Guida (poco) pratica a Hogwarts" si focalizza invece sui luoghi della storia, a partire dalla stazione di King's Cross, con il suo ormai leggendario binario nove e tre quarti, al Castello, ma dedica alcuni capitoli anche alle materie che vengono studiate nella scuola e ai suoi "abitanti", ovvero i fantasmi e coloro che vivono nei ritratti. 
È una guida breve e simpatica che può riservare qualche sorpresa.

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Descrizione: Pottermore Presents è una raccolta di brani scritti da J.K. Rowling tratti dagli archivi di Pottermore: brevi letture pubblicate originariamente su pottermore.com e arricchite da nuove, esclusive integrazioni. Questi eBook curati da Pottermore approfondiscono le storie di Harry Potter, svelando le fonti di ispirazione di J.K. Rowling, gli intricati dettagli delle vite dei personaggi e alcune sorprese del mondo magico.

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Ratings:
- Prodezze e passatempi pericolosi - 3/5
- Potere, politica e Poltergeist - 4/5
- Guida (poco) pratica a Hogwarts - 3/5

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domenica 27 dicembre 2020

Blood apples

 

Autore: Cameron Jace

Sottotitolo: The Grimm diary prequels#6

Lingua: inglese

Genere: fantasy \ mashup \ retelling

Prima pubblicazione: novembre 2012



Blood apples rappresenta il sesto prequel dei Grimm diaries di Cameron Jace. 
La storia questa volta è raccontata dal Principe Azzurro, alla disperata ricerca di un modo per liberare la sua amata Snow White dalla torre in cui è stata rinchiusa a causa della sua particolare natura.
Il Principe riceve presto l'aiuto di Jack, che, grazie ai semi di fagioli magici e all'aiuto di una sirena, riesce a portare via dalla torre Snow White, nonostante questa sia controllata da Rapunzel...

Blood apples sembra fare parecchi passi indietro rispetto al prequel precedente, Mary Mary quite contrary.
La storia è di nuovo piuttosto confusa, così come i dialoghi, alquanto improbabili. La descrizione da parte di Jack della mela d'oro è prolissa e alla fine inutile; il personaggio della sirena lascia piuttosto perplessi; Rapunzel, che pare l'unico elemento interessante, viene marginalizzata al punto che non sappiamo nulla di lei.
Il fatto che il narratore sia il Principe Azzurro è interessante e abbastanza originale, ma il racconto risulta alla fine presuntuoso - vengono tirati in ballo anche Adamo ed Eva e Romeo e Giulietta di Shakespeare -. 
Il finale dovrebbe essere sorprendente, ma è così piatto e mal scritto che peggio non si potrebbe. 

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La copertina: l'illustrazione tenta di riprendere la bellissima immagine del primo prequel, ma la foto in primo piano è piuttosto bruttina e mal scontornata, anche se è palese un miglioramento rispetto alla copertina del volume precedente.

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Trama: In this short diary, Prince Charming tells how Snow White was really killed -- or was she? -- and how he came to meet Rapunzel's and Jack the Beanstalk. Is it true that he really knows who wrote the original fairy tales and handed them over to the Brothers Grimm? And more importantly, Prince Charming explains why apples are red.

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Rating: 2/5

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sabato 26 dicembre 2020

Mary Mary quite contrary

 

Autore: Cameron Jace

Sottotitolo: The Grimm diary prequels#5

Lingua: inglese

Genere: fantasy \ mashup \ retelling

Prima pubblicazione: settembre 2012



[attenzione: SPOILER]

Mary Mary quite contrary è il quinto prequel della serie dei Grimm diaries scritti da Cameron Jace.
Il narratore è questa volta il demonio, che racconta la propria versione della storia dello specchio al centro della fiaba della Regina delle nevi di Andersen. I frammenti dell'oggetto cadono nel cuore e negli occhi di alcune persone, facendo in modo che queste vedano solo il brutto che c'è al mondo, e diventino malvagie. Satana intreccia i frammenti al personaggio di Elizabeth Bathory, contessa realmente esistita ed accreditata come prima serial killer della storia, la cui vita, però, si è presto fusa con la leggenda.
Secondo il demonio, Elizabeth è la madre della Mary del titolo, ma, non avendola cresciuta, l'ha torturata e uccisa come qualunque altra sfortunata fanciulla capitata nel suo castello.
Essendo immortale, Mary ha però continuato a vivere e provocare morti e tormenti, tanto da spaventare lo stesso principe delle tenebre, che, per sbarazzarsene, l'ha intrappolata in uno specchio.
Specchio che poi, per pura malvagità, ha donato alla più buona e generosa delle regine, tramutandola in quella Queen of Sorrow già incontrata nel primo prequel, nonché madre di quella Snow White dalle caratteristiche... particolari...

Mary Mary quite contrary è un racconto sorprendentemente buono. Il demonio narratore è ironico, cinico, divertente, le varie storie sono fuse senza creare la solita confusione (compaiono anche Rumplestiltskin e Peter Pan) e i dialoghi - spesso tasto dolente della scrittura di Jace - sono ridotti al minimo. La seconda parte perde un po' di mordente, ma il volumetto è sicuramente il migliore tra la prima serie di sei prequel.
Esso risponde all'interrogativo sulla misteriosa abitante dello specchio parlante della Regina di Biancaneve, sulle origini della malvagità della Regina stessa e dà una propria interpretazione della filastrocca del titolo, nonché alla leggenda di Bloody Mary.


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La copertina: la foresta di sfondo è suggestiva, ma la foto in primo piano è di cattivo gusto e scontornata male. Di sicuro la resa è peggiorata rispetto alla bellissima copertina del primo prequel.

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Trama: The Devil's take on fairy tales, exposing the origins of some of the most important, yet never explained, elements in the fairy world. Darker things the Brothers Grimm didn't want you to know about. More hints would just spoil the fun.

Let's just say that at some point in the Dreamworld even the devil was about so sell his soul.

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Rating: 3/5

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Dello stesso autore:

venerdì 27 settembre 2019

Queste oscure materie - La trilogia completa


Autore: Philip Pullman

Romanzi compresi: La bussola d'oro, La lama sottile, Il cannocchiale d'ambra

Lingua: italiano

Titolo originale: His dark materials (The golden compass; The subtle knife; The amber spyglass)

Genere: fantasy

Prima pubblicazione: 1995 (The golden compass); 1997 (La lama sottile); 2000 (Il cannocchiale d'ambra)


Queste oscure materie è una trilogia complessa, a tratti noiosa, che forse vuol essere filosofica.

Il capitolo migliore è di sicuro il primo, La bussola d'oro.
Un mondo che, con le pinze, potrei definire steampunk, un popolo nomade - i gyziani -, orsi corazzati, streghe, rapimenti di bambini, una misteriosa "Polvere", sembrano elementi slegati ed eterogenei, eppure, messi insieme, funzionano meglio di quanto si possa pensare.
La storia impiega un po' ad ingranare, e ci presenta una bambina spensierata, curiosa e monella, Lyra, che si ritrova a vivere un'avventura più grande di lei, di cui, anzi, sarà assoluta protagonista.
In questo strano universo tutte le persone sono dotate di "daimon", animaletti parlanti di sesso opposto a quello del proprietario, che, fino all'adolescenza, possono cambiar forma di continuo, mentre, ad un certo punto, ne assumono una definitiva, che rispecchia le caratteristiche dell'umano. Una bella metafora per parlare delle infinite possibilità di ogni essere che viene al mondo, e la cui personalità, inevitabilmente, tende poi ad assumere caratteristiche peculiari.
E' probabilmente per questo che, come viene scoperto, gli adulti sono ricoperti e circondati da una misteriosa e invisibile sostanza chiamata "Polvere", di cui invece sono sprovvisti i bambini.
Lord Asriel, che Lyra crede suo zio, si reca al Jordan College, in cui vive la piccola, per parlare della propria scoperta e ricevere fondi adeguati. Salvato inaspettatamente proprio dalla bambina, egli è in realtà interessato alla presenza di più mondi e alla possibilità di riuscire a visitarli.
Intanto, molte famiglie sono sconvolte dal rapimento dei propri bambini da quelli che vengono chiamati "gli Ingoiatori". Eppure, gli unici che sembrano attivarsi per risolvere il problema sono i gyziani, popolo nomade e fiero, che parte per un lungo e pericoloso viaggio verso il Nord, aiutato da alcuni clan di streghe e da Iorek Byrnison, re degli orsi detronizzato e caduto nella spirale dell'alcol.


Gyziani, streghe e orsi corazzati sono gli elementi meglio caratterizzati e interessanti dell'intera saga. Mi sono piaciuti i primi, leali, coraggiosi, protettivi e tolleranti. Si mettono in viaggio rischiando le proprie vite per salvare non solo i bambini del proprio gruppo, mentre è sottinteso, ma abbastanza chiaro, che nessun non-gyziano avrebbe mosso un dito per salvare un piccolo nomade.
Interessanti le streghe, di cui mi sarebbe piaciuto sapere ancora di più e leggere di altre avventure.
Belli tutti i capitoli dedicati agli orsi corazzati. Il palazzo reale con il nuovo re mi ha richiamato fortemente alla mente La fattoria degli animali di Orwell, in cui gli animali cominciano a comportarsi come gli uomini e a desiderare, come loro, il potere, mettendo da parte l'uguaglianza e accogliendo la corruzione e le ingiustizie.
E poi c'è la piccola Lyra, che, pur cresciuta in un'istituzione come il Jordan College, non possiede una vera e propria istruzione, è bravissima a raccontare bugie e, nella sua ingenuità, riesce a conseguire grandi obiettivi.
Le azioni degli Ingoiatori verso i bambini mi ha fatto venire i brividi. Se considerata una metafora di ciò che gli adulti possono fare ai piccoli, è efficace e di grande impatto.

Il successivo capitolo della saga, La lama sottile, introduce il secondo eroe della storia, Will, proveniente invece dal nostro mondo. Il romanzo è per lo più noioso, ma il nuovo oggetto magico, il coltello che può aprire finestre tra i mondi, è interessante per le infinite possibilità a cui potrebbe andare incontro la storia. Mi è piaciuta la descrizione di Cittagazze, che, forse volutamente, richiama alla mente una generica cittadina italiana, mentre gli Spettri e il popolo fatto ormai solo di bambini echeggiano i racconti di Stephen King.

Il terzo e ultimo capitolo, Il cannocchiale d'ambra, ha mostrato infine il fianco dell'intera storia. Inutilmente lungo ed eccessivamente noioso, è stata quasi una tortura leggerlo. Il mondo in cui finisce l'ex suora ora ricercatrice Mary Malone, popolato dai mulefa, animali che si spostano su "ruote" che crescono sugli alberi, non funziona. C'è qualcosa di troppo stonato, in esso, che non lo rende affascinante né interessante, così come le figure degli angeli, quasi evanescenti, che però combattono, desiderano possedere le donne, invecchiano. La loro mitologia non sembra per nulla chiara.
Uno dei focus della storia è la guerra di Lord Asriel contro Dio, che in realtà non esiste, ma è "impersonato" proprio da un angelo vecchio e demente, tenuto in vita da Metatron, angelo più giovane che pianifica di accentrare tutto il potere nelle proprie mani, e impedire agli esseri umani la conoscenza e il piacere. E tutta questa grande battaglia, per la quale dobbiamo sorbirci svariate descrizioni di improbabili navicelle, sotterranei, e quant'altro (la bomba guidata dai capelli è veramente ridicola), si conclude all'improvviso, in modo tutt'altro che epico e tutt'altro che emozionante.


Il viaggio dei ragazzini nel mondo della morte è invece interessante, benché triste, ma è alleggerito dalla soluzione che viene scelta per liberare gli spiriti.
Successivamente tutto diviene abbastanza piatto. Padre Gomez, per cui si sprecano pagine e pagine, trova una fine silenziosa che vanifica praticamente tutto ciò che era stato fatto per presentarlo e per costruire un minimo di tensione dovuta alla sua presenza.
E Lyra e Will... davvero due ragazzini troppo giovani che si innamorano e, forse, passano una notte insieme, sono la "chiave" di tutto? E poi, dopo centinaia di pagine di disavventure, perché non trovare una soluzione per evitare loro un'eterna solitudine?
Purtroppo nessuno dei personaggi lascia il segno: la stessa signora Coulter, che avrebbe potuto essere affascinante e interessante, perde a mano a mano di spessore, quello spessore che invece Lord Asriel non ha mai avuto.
Alcune scene, tuttavia, riescono ad essere commoventi, e mi è piaciuto il lessico spesso aulico e molto ricco.

L'impressione è quella di un romanzo che si prende troppo sul serio e che, alla fine, non mantiene nessuna delle sue promesse.


Ancor prima di cominciare la saga, avevo letto del suo essere anti-cristiana. Effettivamente, soprattutto nel terzo capitolo, l'autore si schiera apertamente e chiaramente contro la religione cristiana, colpevole di ogni male del mondo, ma soprattutto di voler evitare agli uomini e alle donne di poter essere liberi e felici, ossessionata com'è dal peccato originale e dalla volontà di reprimere e controllare tutti gli impulsi naturali. Io non credo che un romanzo possa incidere su ciò a cui credo o non credo, quindi trovo personalmente esagerato boicottare il libro (che comunque, indipendentemente dal pensiero di cui si fa portavoce, si boicotta da solo a causa del suo essere poco avvincente) o criticare aspramente l'autore, che è liberissimo di esprimere il proprio pensiero e riversarlo in una storia.
Pur non volendo entrare nel merito della discussione antireligiosa, che risulterebbe troppo lunga e complessa, credo che se l'autore non avesse attaccato così chiaramente una delle religioni più professate al mondo, ma avesse portato avanti un discorso più generale, affermando che i dogmi e gli estremismi diventano prigioni per gli uomini, piuttosto che una fonte di consolazione o crescita spirituale, avrebbe di sicuro evitato la censura di innumerevoli persone che a priori non leggeranno i libri, o che hanno evitato ed eviteranno ai propri figli di farlo (ci sono stati casi di associazioni di genitori che ne hanno chiesto l'eliminazione dalle biblioteche scolastiche), ed avrebbe potuto far comunque riflettere i lettori, lasciando loro la libertà di crearsi una propria opinione.

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La copertina: molto bello il colore scelto per lo sfondo, nonché la rappresentazione dell'orso Iorek, uno dei personaggi meglio riusciti.

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Trama: Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro.
Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato teologia sperimentale. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle.
Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un'antica profezia delle streghe e la Chiesa ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere…
Nelle pagine di Pullman, che si è sempre dichiarato agnostico e contrario alle forme di organizzazione religiosa, rivive sotto forma di contrasto la libertà della ricerca scientifica e l'osservanza di principi immutabili stabiliti dall'alto”.

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Giudizio personale: 3/5

sabato 21 ottobre 2017

Descendants - The rotten to the core Trilogy - Volume 2

Adattamento: Jason Muell
Tavole: Natsuki Minami
Lingua: inglese
Genere: manga / fantasy
Volume: 2 di 3
Prima pubblicazione: 2017

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Continua, con questo secondo fumetto edito dalla TokyoPop, l'avventura dei figli dei villian Disney: Mal, Evie, Jay e Carlos.

I ragazzi cominciano ad ambientarsi e coltivare le prime amicizie: Mal, con i suoi incantesimi, diviene la "parrucchiera" più ambita della scuola; Evie si accorge che un bel visino non basta a fare un principe, ed inizia a guardare con occhi diversi i ragazzi che la circondano; Jay e Carlos assaporano in modo particolare la vita fuori dall'isola, crescendo più di quanto non facciano per il momento le ragazze.
Le loro vicende a questo punto, come già mi era accaduto durante la visione del film, sono tra le mie preferite dell'intera storia. Jay, il figlio di Jafar, è cresciuto venendo sfruttato come ladruncolo dal padre, e convinto di poter contare solo su se stesso. La frequentazione della scuola e soprattutto il gioco di squadra gli permettono di scoprire invece l'altruismo e la cooperazione, cose che gli erano non solo sconosciute, ma che il ragazzo giudicava quanto meno impossibili (e la vita ad Auradon non gli sembra più poi
così male).
Carlos, sempre il più tenero dei quattro, si libera finalmente della fobia dei cani inculcatagli dalla madre Crudelia DeMon. Pur non avendo mai visto gli animali, l'adolescente è pronto a fuggire in preda al panico al solo sentirli menzionare. L'incontro con un cagnolino gli permette finalmente di capire quanto si a facile fare amicizia con lui e quanto affetto possa dare  e ricevere.

Guidati da Mal, più che mai decisa a recuperare la bacchetta della fata Madrina per accontentare la madre Malefica, i ragazzi escogitano un piano affinché Ben, il figlio di Belle e della Bestia, nonché futuro re, si innamori della ragazza e la faccia sedere accanto a sé, a pochi passi dalla bacchetta, alla cerimonia di incoronazione.
Aiutata da magici biscotti, la ragazza vive così il suo primo appuntamento con quello che sembra davvero un principe delle fiabe, in un posto meraviglioso, e comincia ad avere i primi dubbi su se stessa e sulla propria missione...


Il fumetto racconta in modo piacevole la parte centrale della storia dei Descendants, ma, ancor più del primo volume, presenta numerosi cambi di scena che renderebbero molto confusa la storia a chi non avesse visto il film. Inoltre le tavole mi sembrano molto meno curate, più semplici, con poca o nessuna attenzione per gli sfondi, spesso del tutto assenti o comunque privi di particolari.

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La copertina: non mi piace. Lo sfondo è inesistente, i ragazzi sono ritratti grossolanamente. Dovrebbe però trattarsi di una cover temporanea, per cui c'è qualche speranza che quella ufficiale possa migliorare.

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Trama: The children of Maleficent, the Evil Queen, Jafar and Cruella De Vil have never ventured off the Isle of the Lost. . . until now. Invited to pristine Auradon, to attend prep school alongside the children of beloved Disney heroes, Mal, Evie, Jay and Carlos must carryout their villain parents evil plot to rule once again. Will the rebel teens follow in their rotten parents' footsteps or will they choose to embrace their innate goodness and save the kingdom?

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Giudizio personale: 3/5

sabato 22 luglio 2017

Descendants - The rotten to the core Trilogy - Book 1

Tavole: Natsuki Minami
Adattamento: Jason Muell
Lingua: inglese
Genere: manga / fantasy
Volume: 1 di 3
Prima pubblicazione: giugno 2017

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Tempo fa guardai il film della Disney Descendants, lo trovai carino e divertente, volutamente kitsch nei costumi e nelle ambientazioni, probabilmente realizzato con un basso budget. Ciò che me lo rese simpatico fu proprio il fatto che non si prendesse sul serio e che tutto fosse intenzionalmente sopra le righe: dalla Regina malvagia in sovrappeso e, come gli altri cattivi, caricaturale; a Belle non proprio bellissima; alla presa in giro generale, ma con affetto, di tutti i classici Disney. 
Naturalmente non mancavano i buoni sentimenti, le canzoni orecchiabili e gli insegnamenti  morali (molto significativa la scoperta di Carlos e Jay del gioco di squadra e della condivisione, e la scelta finale di Mal), che ne fanno un prodotto adattissimo ai più giovani, target principale.


La TokyoPop, già editrice dei due bei manga de La Bella e la Bestia, si è proposta di realizzare una trilogia narrante la storia del film, di cui il primo capitolo è già stato pubblicato.
Si tratta di un volume di poco più di 80 pagine, veloce da leggere, e anche abbastanza piacevole. Le tavole sono molto belle, e il fatto che in realtà strizzino poco l'occhio al genere manga non è un difetto.
I colori sono brillanti, il personaggio di Carlos è somigliantissimo alla sua controparte in carne ed ossa, e spesso Evie risulta esteticamente molto più graziosa di Mal.


Il concept è carino: i figli dei "cattivi" delle storie Disney (Mal, figlia dei Malefica; Carlos, di Crudelia De Mon; Evie, della Evil Queen, e Jay, di Jafar), nati su un'isola priva di magia - e di wifi - in cui erano stati esiliati i propri genitori, vengono riammessi nel mondo dei "buoni" su iniziativa di Ben, il figlio della Bella e della Bestia. I nuovi ragazzi, cresciuti nel degrado, non sono abituati ai giochi, alla cioccolata o agli studi, ed arrivano ad Auradon con l'intento di rubare la bacchetta magica della fata Smemorina, e liberare così i propri genitori affinché il male possa regnare sovrano...

La storia segue fedelmente il film anche se, trattandosi solo del primo capitolo, questo volume potrebbe sembrare più che altro una presentazione dei personaggi e dell'ambientazione, e, come tale, risultare poco soddisfacente.
Credo inoltre che in alcuni punti la vicenda potrebbe rivelarsi confusa a chi non avesse guardato il film,a causa di repentini cambi di scena.

La trasposizione di storie dal grande schermo al fumetto è comunque un'idea che mi piace molto, e sono propensa a continuare a seguire la trilogia, e con essa a rivivere le avventure di Mal e compagni.

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La copertina: molto molto carina. Apprezzo soprattutto i colori, e il logo dei Descendants mi è sempre piaciuto. Da notare il gran numero di particolari, dagli abiti dei protagonisti, al volantino alterato sullo sfondo. Resi davvero bene i volti dei ragazzi.

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Trama: The VKs -- Mal, Evie, Jay and Carlos -- have been invited to attend Auradon Prep! But they have a sneaky plan to steal the fairy godmother's wand to rescue their parents from exile and let chaos reign over the people of the United States of Auradon. As the VKs tour the campus, they are introduced to the children of Disney's most famous heroes -- Ben, Audrey, Jane and Chad. After a spirited but ultimately fruitless attempt at stealing the wand, they are forced to continue their new double lives in the academy while they work together to concoct a new evil scheme.

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Giudizio personale: 3,5/5

domenica 16 luglio 2017

The rise of the Dawnstar

Autrice: Farah Oomerbhoy
Sottotitolo: The Avalonia Chronicles #2
Lingua: inglese
Genere: fantasy
Volume: 2 di 3
Prima pubblicazione: aprile 2017

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The rise of the Dawnstar è il secondo capitolo della trilogia delle Cronache di Avalonia di Farah Oomerbhoy.
Nel volume precedente avevamo lasciato la protagonista Aurora in fuga, insieme all'interesse amoroso Rafe, allo scopo di trovare un modo di salvare la madre prima di rifugiarsi dalla nonna nel regno di Elfi.
All'inizio di questa nuova avventura i due chiedono aiuto al nuovo personaggio di Santino, principe-pirata di Brandor, un regno ispirato al nostro Oriente.


Purtroppo la magia delle descrizioni che mi aveva catturato in The last of the Firedrakes è in questo romanzo del tutto scomparsa, e mi duole ammettere che tutta la prima parte della storia, prima dell'introduzione del regno di Elfi, è piuttosto noiosa.
Ho avuto l'impressione che ci sia qualcosa che non va nel personaggio di Rafe; le scene in cui è presente non funzionano, e la stessa protagonista, con lui, è molto meno interessante e propositiva. Nella loro storia d'amore, inoltre, tutto è troppo semplice e noioso.

Rispetto al primo capitolo, è però un fatto che Aurora sia finalmente cresciuta.
Se nel romanzo precedente, infatti, non faceva altro che cacciarsi nei guai, essere avventata, fidarsi di chiunque e non avere la più vaga idea di cosa significasse riflettere, questa volta ci troviamo di fronte a una ragazza più matura, che ha compreso, finalmente, che le proprie azioni hanno delle conseguenze e che non si aspetta più di essere salvata.

Dall'arrivo della protagonista ad Elfi, il romanzo si fa finalmente interessante.
Ho amato il nuovo regno.
Mi aspettavo una nonna paffuta, zuccherosa e protettiva, e un luogo da sogno dai colori pastello, mentre la Regina è esteticamente ancora attraente, ma fredda e manipolatrice, e la corte è teatro di lotte intestine e trame sotterranee. E' proprio qui che Aurora sperimenterà infatti, come non mai, l'inganno e il tradimento, ed imparerà che solo la dedizione e la fatica  possono portare a dei risultati tangibili.

"But she was as cold as the winter snow, an ice queen without emotion."

Ho apprezzato molto la "sorpresa" riguardante Penelope e mi è piaciuto che si parlasse della storia degli elfi, e che si sottolineasse il fatto che, per alcuni eventi, la versione dei maghi fosse diversa, a sottolineare che ogni popolo guarda ad un episodio in base alle conseguenze che ha avuto per la propria terra, e spesso ne enfatizza alcuni aspetti piuttosto che altri.
Purtroppo anche questa parte ha i suoi difetti, come le innumerevoli volte in cui Aurora sente "a shiver down my spine", e le reiterate descrizioni delle esercitazioni a cui si sottopone la protagonista, che a lungo andare finiscono per diventare noiose.
Tuttavia il tasto dolente è soprattutto la prevedibilità.
Credo che sia infatti chiaro cosa sia la Dawnstar, la stella dell'alba, e chi sia in realtà Illaria.
Tuttavia avrei di buon grado "perdonato" tutto ciò, anche la questione trita e ritrita dell'equivoco del matrimonio di Brandor, se non fosse stato per gli ultimissimi eventi del romanzo, e soprattutto per l'ultima scena, che mi ha fatto davvero sbuffare.

Un altro punto che non si può fare a meno di notare, è l'effetto che Aurora ha sugli uomini. Su qualunque uomo. Ora, sono consapevole del fatto che un autore voglia bene alle sue creature, e che per la scrittrice la sua protagonista sia la fanciulla più bella di tutto il mondo letterario, ma diventa noioso, ripetitivo e poco plausibile che qualunque essere di sesso maschile posi gli occhi sulla sedicenne, ne resti attratto all'istante o se ne innamori. Così come sembra piuttosto esagerato che tutti i ragazzi siano muscolosi e attraenti, tanto da far distrarre anche Aurora, innamoratissima del suo Rafe.

Mi sono inoltre accorta che, se la ragazza fa della missione di liberare la madre biologica lo scopo della sua vita, non spende mai un solo pensiero per i genitori adottivi, che pure l'hanno cresciuta fino al tragico incidente.
Mi piacerebbe molto se nel prossimo capitolo si desse un po' di spazio anche a loro, così come mi auguro che ci sia più originalità, in modo da chiudere in bellezza questo piacevole viaggio.

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La copertina: bellissima. Ancora migliore di quella del primo volume, che avevo apprezzato molto. Mi fa piacere che anche qui Aurora sia ritratta di spalle: non mi vanno a genio le copertine con questo o quel viso (magari utilizzato più volte per romanzi diversi), che limitano la fantasia del lettore.
Molto belli i colori, da quelli del paesaggio, che cozzano con l'azzurro del palazzo, freddo anche metaforicamente, a quelli dell'abito, che, insieme allo stesso abbigliamento, dichiarano come Aurora non sia più la principessa delle fiabe del primo volume, ma una guerriera.
Bella la decorazione dorata in basso, a mo' di cancello che divide il mondo della realtà da quello fantastico di Avalonia.

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Trama: Aurora Firedrake returns in the spellbinding sequel to The Last of the Firedrakes.

The seven kingdoms of Avalonia are crumbling and evil is spreading across the land like a plague. Queen Morgana is close to finding a way to open The Book of Abraxas and it’s only a matter of time until she uses the power trapped inside its pages to enslave the entire world.

With Avalonia growing more dangerous by the day, Aurora must travel through war-torn lands and deep into the heart of the fae kingdom of Elfi. Her goal is to find a legendary weapon infused with the last of the realm’s ancient magic—the only weapon in the world powerful enough to stop the queen.

Aurora might have survived her first battle against Morgana, but the true fight to save her kingdom and restore her throne has only just begun…

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Giudizio personale: 3/5

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Volume precedente:
- The last of the Firedrakes

domenica 2 luglio 2017

Grace in the mirror

Autrice: Kristy Tate
Sottotitolo: Fairy Tale Found Book 1
Lingua: inglese
Genere: fantasy
Prima pubblicazione: aprile 2017

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Grace in the mirror è un romanzo la cui trama faceva sperare in una storia simpatica, divertente, zeppa di personaggi delle fiabe catapultati chissà come nel nostro mondo. Purtroppo la realizzazione è alquanto deludente, e, soprattutto nella seconda parte, il racconto si fa piuttosto scialbo e inconcludente.

Tutto comincia con il trasferimento della teenager Grace a Orange County a casa dei nonni, dopo la partenza del padre militare per una missione e un probabile diverbio con la madre.
La nuova vita non è congeniale alla ragazzina, a cui manca la migliore amica e le proprie abitudini, e di certo non giova la precaria situazione economica, benché gli egoisti e avari nonni siano più che benestanti.

Per fortuna Grace riesce in fretta a fare amicizia ed anche a trovare un lavoro, ma le cose prendono una strana piega quando la ragazza viene scambiata per Biancaneve e accusata da sette nani di aver rubato uno specchio magico...

Riguardo alla parte concernente la "vita reale", è bello che la protagonista abbia delle amiche e degli amici e l'autrice non abbia giocato l'ovvia carta dei ragazzi ricchi e quindi anche presuntuosi, spocchiosi, e magari bulletti, che condannano la nuova ragazza alla solitudine e alla sofferenza.

La prima parte della storia è abbastanza piacevole e piena di aspettative, e anche la descrizione dell'attrazione tra Grace e Brock è delicata e non fastidiosa né zuccherosa, come invece avrebbe potuto.

Purtroppo, è proprio il mash-up con le fiabe a non funzionare: i personaggi inseriti sono davvero pochi, e per lo più i dialoghi e le scene che li vedono protagonisti sono senza senso.
Tra le altre cose, il principe Azzurro di Biancaneve le rinfaccia di aver ucciso un drago per lei (non si trattava della storia della Bella Addormentata?); Grace ha bisogno di Google per capire che Charmant significa Charming; il famosissimo scrittore Hans Christian Andersen viene ripetutamente chiamato "Anderson" (spero sia un errore che verrà poi corretto in seguito) e quella raccontata, L'acciarino, è una delle sue fiabe più brutte (anche a detta di uno dei personaggi).
Ciò che più mi ha deluso è stato però il personaggio di Biancaneve: dopo tante produzioni - vedi Mirror, mirror, Once upon a time, perfino il per me pessimo Snow White and the huntsman - che hanno cercato di renderla un'eroina forte, pronta a combattere per la giustizia e i suoi diritti, qui non è altro che una svampita la cui felicità sta nel trovare una casa da pulire!


Il discorso della bellezza interiore purtroppo non salva la storia, che tra l'altro non è autoconclusiva. Spero proprio che il secondo volume sia migliore.

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La copertina: molto carina. Mi piace l'accostamento dei colori, rosa e verde acqua. Adoro la parte superiore dell'illustrazione, con lo sfondo a righe, lo specchio e le rose.

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Trama: Fairy tales can come true. But it’s terrifying when it happens to you.
Grace James thinks having to wear a hand-me-down uniform while trying to fit into her posh new school in glitzy Orange County is bad, but being followed to class by seven little angry men is worse. The dwarfs believe that Grace has stolen the magic mirror, and they want it back.
Opponents become allies and soon Grace can’t tell who is friend or foe and what is real or merely a fairy tale, so she cooks up a scheme that will take her back home to Oregon where life made sense - away from her stingy grandparents and her miniature stalkers. But a frantic cast of fairy tale characters have plans of their own that may or may not include a happily ever after.

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Giudizio personale: 3/5

domenica 14 maggio 2017

Harry Potter e il principe Mezzosangue

Autrice: J.K. Rowling
Titolo originale: Harry Potter and the Half-Blood Prince
Volume: 6 di 7
Lingua: italiano
Genere: fantasy
Prima pubblicazione: dicembre 2005

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Harry Potter e il principe Mezzosangue è proprio come dovrebbe essere un romanzo: divertente, accattivante, con un inaspettato twist finale.
Il sesto volume della fortunata saga di J. K. Rowling non ha nulla dell'angoscia o della cupezza del suo predecessore, Harry Potter e l'Ordine della Fenice, e le sue 500 e più pagine scorrono via con facilità.
La storia si apre con due capitoli in cui il protagonista Harry non è presente, una novità, per quel che ricordo; il secondo, soprattutto, è molto significativo, e probabilmente l'irrimediabile scelta finale di Piton è dovuta proprio agli eventi che si svolgono a Spinner's End.

Il racconto prosegue laddove lo avevamo lasciato nel V volume: il Ministro della Magia Caramel rinuncia al suo incarico per aver ripetutamente scelto di voltarsi dall'altra parte riguardo al ritorno di Lord Voldemort; Harry riceve in eredità gli averi del defunto padrino Sirius Black e si appresta, con gli amici di sempre Ron ed Hermione, a cominciare il sesto anno alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Si tratta di ragazzi cresciuti, che cominciano seriamente a pensare a cosa fare della propria vita e a cosa essere in futuro, ma che muovono anche i primi passi nelle relazioni sentimentali con l'altro sesso.
E' stato molto tenero leggere dei loro sentimenti, della gelosia, della felicità, del dolore... in particolare, piuttosto che quella tra Harry e Ginny, mi è sembrata più interessante la storia tra Ron ed Hermione, di cui, in realtà, si erano avuti svariati indizi nei volumi precedenti.


Il trasferimento del Professor Piton dalla cattedra di Pozioni a quella di Difesa dalle Arti Oscure dà ad Harry la possibilità di continuare a seguire il corso e, soprattutto, quella di non rinunciare al suo sogno di diventare Auror.
Il ragazzo, convinto del fatto che non avrebbe avuto più accesso all'aula di Pozioni, è costretto a prendere in prestito il libro di testo, e si ritrova tra le mani quello di un misterioso ex allievo, un certo Principe Mezzosangue i cui appunti aiutano Harry ad eccellere nella materia. La rivelazione finale della vera identità del proprietario del libro mi ha un po' deluso, in quanto avevo pensato ad un altro personaggio, la cui indole avrebbe così influenzato il protagonista, già molto legato a lui.


Piton, come nel volume precedente, si rivela quell'adulto che non ha superato i suoi traumi adolescenziali, ma, nonostante la sua tremenda azione alla fine del romanzo, non riesco ancora a vederlo sotto una luce del tutto negativa: credo che la sua scelta sia stata dovuta al giuramento fatto a Narcissa, o, forse alle conseguenze che la rottura del Voto Infrangibile avrebbe avuto su lui stesso, piuttosto che ad una genuina lealtà nei confronti di Lord Voldemort. Vedremo se l'ultimo capitolo della saga mi darà ragione o meno.


Come sempre, l'autrice è stata brava nella caratterizzazione dei personaggi, come il nuovo professore Horace Lumacorno, a cui piace circondarsi di allievi dai nomi altisonanti o "famosi" per diversi motivi. C'è da dire che gli adulti di questa saga poco frequentemente sono un esempio da seguire.
Mi è piaciuta la determinazione di Silente: quel suo bere dal bacile una pozione che avrebbe potuto ucciderlo, pur di recuperare l'Horcrux, è stato un gesto encomiabile.
Il Pensatoio anche questa volta ha contribuito a saziare la mia curiosità nei riguardi del passato di Voldemort, mentre un brutto incidente occorso a Bill Weasley mi ha fatto vedere sotto una nuova luce la tanto bistrattata Fleur DeLa Cour.

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Seconda di copertina: Alla fine dello scorso volume, abbiamo lasciato Harry Potter sconvolto, solo e preoccupato. Il suo amato padrino Sirius Black è morto, e le parole di Albus Silente sulla profezia gli confermano che lo scontro con Lord Voldemort è ormai inevitabile. Niente è più come prima: l'ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino Hogwarts non è più la dimora accogliente dei primi anni, mentre Voldemort è più forte, crudele e disumano che mai. Harry stesso sa di essere cambiato. La frustrazione e il senso di impotenza dei quindici anni hanno ceduto il posto a una fermezza e una determinazione diverse, più adulte.

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Giudizio personale: 5/5

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Volumi precedenti:
- Harry Potter e la pietra filosofale
- Harry Potter e la camera dei segreti
- Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
- Harry Potter e il calice di fuoco
- Harry Potter e l'Ordine della Fenice