sabato 5 giugno 2010

La figlia della fortuna

Autrice: Isabel Allende
Titolo originale: Hija de la Fortuna

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Ho già detto che adoro Isabel Allende? Probabilmente sì, ma val la pena ripeterlo:
ADORO Isabel Allende!
La figlia della Fortuna è il primo libro di quella che può essere considerata una "trilogia", composta inoltre da Ritratto in seppia e La casa degli spiriti.
La protagonista di questo libro è infatti Eliza Sommers, nonna di Aurora del Valle, protagonista di Ritratto in seppia.
La storia comincia in Cile, con l'arrivo di Eliza nella vita della zia Rose, e continua in viaggio verso verso gli Stati Uniti, fino a terminare nel quartiere cinese di San Francisco.
In Cile incontriamo - o ri-incontriamo, per chi, come me, ha letto La figlia della fortuna dopo gli altri due capitoli - Paulina del Valle, giovanissima ma già combattiva e scaltrissima negli affari, colei che diverrà una della colonne portanti di Ritratto in seppia.
C'è Tao Chi'en, un anonimo "Quarto figlio" cinese che diventa zhong yi, e fa della sua vita una continua battaglia per la salvezza delle sing-song girls.
C'è la ricca borghesia cilena, cristallizzata nel suo mondo di ori e velluto, e dalla mentalità ristretta; c'è la California, la corsa all'oro, la nascita della città di Los Angeles, patria di violenza ma di estrema libertà.
E soprattutto c'è lei, Eliza, che avevo del tutto sottovalutato in Ritratto in seppia, ma che qui ci è presentata dalla Allende in tutto il suo coraggio, in tutta la sua caparbietà, dolcezza, passionalità.
Un libro davvero magnifico, che consiglio vivamente.

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Retrocopertina: Cile, 1832: Eliza viene abbandonata anocra neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers, che si sono trasferiti a Valparaìso. L'eccentrica Rose insiste perchè la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza viva tra due mondi: le viene impartita un'educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio, e al contempo le vengono fatte conoscere dalla cuoca di casa, Mama Fresia, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo.
Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquìn Andieta, il quale però nel 1848, alla notizia che in California sono stati scoperti favolosi giacimenti d'oro, decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza si mette sulle sue tracce e, assieme al medico cinese Tao Chi'en, si imbarca alla volta di San Francisco. Passa così da un'America all'altra, dove andrà alla ricerca dell'amato, tra dolore, sofferenza, speranza, fra avventurieri e banditi assetati di giustizia, sfidando sogni e sentimenti. "La figlia della fortuna" è la storia di molte passioni, amorose e politiche, per la terra, il mare, l'oro, per la libertà e la gioia d'esistere.

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Giudizio personale: 5/5


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