Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post

lunedì 6 agosto 2018

Enemies in love


Autrice: Alexis Clark

Sottotitolo: A German POW, a Black Nurse, and an Unlikely Romance

Lingua: inglese

Genere: saggio / storia

Prima pubblicazione: maggio 2018



In Enemies in love, la storia d'amore tra un'infermiera di colore e un prigioniero di guerra tedesco, deportato negli Stati Uniti, è lo spunto per un interessante saggio sui trattamenti riservati agli afro-americani nell'esercito, che si trattasse di soldati o infermiere.

E' questa un'ulteriore pagina che si aggiunge alla vergognosa storia del razzismo, dell'apartheid e delle leggi Jim Crow.
Una pagina, però, che mi era quasi totalmente sconosciuta, e che non ha mancato di turbarmi.
L'autrice, infatti, pone l'accento sul fatto che i bianchi americani, ufficiali dell'esercito e civili, trattassero di gran lunga meglio i prigionieri tedeschi, appartenenti ad un popolo in quel momento nemico, piuttosto che i propri connazionali "rei" di avere la pelle scura. Se, infatti, ai soldati era praticamente preclusa la possibilità di una carriera e i loro luoghi di svago erano attentamente separati da quelli dei bianchi, la situazione delle donne non era migliore. Innanzitutto, pur avendo bisogno di infermiere, l'esercito negò per anni l'entrata di un elevato numero di infermiere di colore specializzate, destinando le poche che riuscirono a farcela, alla cura dei soli soldati neri e, ormai alla fine della guerra, ai campi che ospitavano prigionieri tedeschi, pensando che, tra i due gruppi, non avrebbero mai potuto instaurarsi rapporti di amicizia o cameratismo.


Nel profondo sud, inoltre, dove il razzismo era più radicato e le leggi Jim Crow seguite alla lettera, alle infermiere nere non era consentito frequentare locali pubblici, cosa che le condannava all'isolamento e alla frustrazione.

Tutto ciò ci porta a riflettere, con orrore, sulla somiglianza tra l'ideologia hitleriana della razza ariana superiore, e quella americana, di un popolo che pur combatteva il nazismo, ma che contemporaneamente considerava le persone di pelle scura, cittadini di seconda classe.


"... the liberties they fought for weren't extended to them."


" Germans learned from their American occupiers that white supremacy was a shared value in both American and German cultures." 


Proprio in un campo di detenzione per prigionieri tedeschi, si incontrarono e innamorarono i due "nemici" del titolo, Frederick, paracadutista amante della musica, ed Elinor, statuaria infermiera.
Dei due ci viene descritto il background familiare: anaffettivo per lui, sempre alla vana ricerca della considerazione e dell'apprezzamento di un padre assente e rigido; anomalo per quei tempi per lei, cresciuta in una comunità in cui la sua famiglia era rispettata e stimata.
L'autrice non ci narra un idillio, ma piuttosto la verità ricostruita attraverso svariate testimonianze: le difficoltà incontrate dalla coppia a causa del colore della pelle di Elinor; i tradimenti di Frederick; la distanza della coppia dai due figli, lasciati soli ad affrontare un mondo ostile.
In particolare, ho trovato interessante la parte in cui viene narrato il tentativo della famiglia di vivere in Germania, tentativo miseramente fallito a causa del rifiuto della società nei confronti delle coppie miste e dei loro figli.
A questo proposito, vi fu addirittura, dopo la guerra, il "Brown baby plan", un programma di adozione che trasferiva i bambini nati da donne tedesche e soldati afro-americani negli Stati Uniti, affinché i piccoli, outsider nel proprio paese e destinati a crescere negli orfanotrofi, fossero adottati da famiglie di colore e potessero così avere una vita migliore.


Ho trovato Enemies in love molto interessante, tuttavia non posso dire che mi abbia tenuto incollata alle pagine. Credo che se non fosse presentato solo come una storia d'amore, ma come ciò che è, ovvero principalmente un saggio - e un ottimo saggio, direi - potrebbe attirare una fetta di lettori più adatta, maggiormente interessata e ricettiva. Io stessa avrei scelto comunque di leggere il libro, ma in un momento diverso.

--

La copertina: senza infamia e senza lode. Mi piacciono la foto e il font, ma se si voleva dare l'impressione dello scorcio di un album fotografico, credo che l'impresa sia riuscita solo a metà: l'immagine sembra circondata da metallo piuttosto che da carta.

---

Trama: A true and deeply moving narrative of forbidden love during World War II and a shocking, hidden history of race on the home front
This is a love story like no other: Elinor Powell was an African American nurse in the U.S. military during World War II; Frederick Albert was a soldier in Hitler’s army, captured by the Allies and shipped to a prisoner-of-war camp in the Arizona desert. Like most other black nurses, Eleanor pulled a second-class assignment, in a dusty, sun-baked—and segregated—Western town. The army figured that the risk of fraternization between black nurses and white German POWs was almost nil.

Brought together by unlikely circumstances and racist assumptions, Elinor and Frederick should have been bitter enemies; but instead, at the height of World War II, they fell in love. Their dramatic story was unearthed by journalist Alexis Clark, who through years of interviews and historical research has pieced together an astounding narrative of race and true love in the cauldron of war.

Based on a New York Times story by Clark that drew national attention, Enemies in Love paints a tableau of dreams deferred and of love struggling to survive, twenty-five years before the Supreme Court’s Loving decision legalizing mixed-race marriage—revealing the surprising possibilities for human connection in one of history’s most violent conflicts.

---

Giudizio personale: 3/5

sabato 27 gennaio 2018

Maria Antonietta

Autrice: Antonia Fraser
Lingua: italiano
Sottotitolo: La solitudine di una regina
Titolo originale: Marie Antoinette. The journey
Genere: saggio
Prima pubblicazione: 2001

---

Quella di Maria Antonietta, lo sanno tutti, è una storia senza lieto fine.
Sia lei che il marito, diventato poi Luigi XVI, salirono al trono quasi per uno scherzo del destino: a causa del vaiolo che sfigurò una sorella promessa al delfino, l'una; per la prematura morte del fratello maggiore, l'altro. Fu così che due ragazzi giovani, inesperti, sottovalutati, poco avvezzi agli intrighi politici e, almeno nel caso di Luigi, con una scarsa autostima, si ritrovarono ad essere sovrani di una nazione che, dopo qualche tempo, si sarebbe violentemente sollevata contro di loro.

Maria Teresa d'Austria
Antonia Fraser, già autrice del bellissimo Le sei mogli di Enrico VIII, traccia con elegante maestria la storia di questa regina, inserendola sapientemente nel suo contesto storico ed arricchendo il saggio di informazioni non sempre facili da reperire.
Ne viene fuori il ritratto di una donna piuttosto sola, non all'altezza della potente madre, l'imperatrice Maria Teresa, e dopotutto non interessata alla manovre politiche, né propensa a favorire la sua terra natia a scapito della nuova patria. Di certo le pressioni subite dalla famiglia di origine, come testimoniano le lettere provenienti dall'Austria, furono tante: in esse è lampante il fatto che Maria Antonietta fosse vista semplicemente come pedina sullo scacchiere politico, nonché come strumento per mettere al mondo i futuri sovrani di Francia. E' raro leggere di un interessamento verso la sua persona da parte dei familiari, e suona quanto meno meschino da parte del fratello, erede al trono imperiale e con una sola figlia, premere su Maria Antonietta, già madre di un maschio e una femmina, affinché dia alla luce un altro figlio, che sostituisca il delfino in caso di morte prematura.

Maria Antonietta con i figli Maria Teresa Carlotta, Luigi Giuseppe, Luigi Carlo e la culla vuota di Sofia Elena Beatrice, morta prima di compiere un anno.

Naturalmente la parte più penosa è quella riguardante la Rivoluzione. Non avevo mai letto un resoconto così chiaro e crudo che mi facesse riflettere sulla profonda violenza dell'evento, di cui di solito si predilige il ruolo di apripista ai valori di liberté, égalité, fraternité.
Maria Antonietta, che era stata sentita dalla popolazione come una straniera, sospettata di favorire l'Austria e accusata di ogni nefandezza - le vignette satiriche e offensive che la ritraevano regina di lussuria avrebbero spezzato chiunque -, naturalmente non fu risparmiata dai rivoltosi: spaventata nella propria casa, tenuta prigioniera, privata degli affetti, fu perfino accusata di aver molestato il figlio, e condannata da un tribunale dopo un processo che anche alcuni tra gli stessi fautori della Rivoluzione giudicarono una farsa.
Così la regina di Francia per caso, che aveva trovato nella passione per gli abiti e le acconciature che oggi ci paiono ridicole, il rimedio a una vita passata in gran parte in solitudine in un paese ostile, se ne andò via, pare, con i capelli diventati improvvisamente bianchi, attraverso quella che fu uno dei simboli della Rivoluzione francese, la ghigliottina, ignara anche del destino che attendeva i figli ancora in vita (e che fu ben penoso, soprattutto per il maschietto).

Il volume è un saggio interessantissimo, dalla scrittura coinvolgente, e corredato al centro da una serie di ritratti che ci permettono di conoscere più da vicino la regina di Francia e la sua famiglia.

---

La copertina: mi piace molto. Il ritratto utilizzato è quello dell'artista francese Elizabeth Vigée-Lebrun, che ci restituisce l'immagine di una Maria Antonietta nella sua maturità, ed in cui spicca il rosso del velluto che ricopre i mobili e il blu dell'abito della regina.
Mi piace in generale l'impostazione delle copertine Oscar storia della Mondadori, purtroppo recentemente cambiata in quello che mi sembra un design vecchio e per nulla attrattivo:

La nuova copetina

---

Quarta di copertina: La figura magnifica e tragica di Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d'Austria e moglie di Luigi XVI di Francia, continua a suscitare sentimenti contrastanti: fu solo una vittima innocente? Influenzò gli eventi della Rivoluzione dell'89? In questa appassionante biografia Antonia Fraser ricostruisce l'itinerario di formazione personale e politica dell'infelice regina, liberando il personaggio dagli stereotipi e restituendola alla sua dimensione umana e storica.
Le ricerche della Fraser non hanno trascurato nulla, dal costume europeo dell'Ancien Régime all'ambiente politico-economico e a quello dell'apparato cortigiano, dalla cerchia di amici e di consiglieri, dei quali viene indagata la psicologia, al coro di voci dei testimoni coevi che raccontano ognuno una parte della vicenda. Con lo stile di narratrice di razza che le è proprio, l'autrice descrive le grandi decisioni, gli errori di giudizio, gli slanci, le potenti aspirazioni individuali di Maria Antonietta, una donna sopraffatta dai grandi sconvolgimenti della Storia.

---

Giudizio personale: 5/5

venerdì 18 agosto 2017

Her Majesty

Autrice: Lisa Graves
Sottotitolo: An Illustrated Guide to the Women who Ruled the World (Women in History)
Lingua: inglese
Genere: storia
Prima pubblicazione: febbraio 2015

---

Essere un sovrano non è mai stato facile, soprattutto per le donne, spesso disprezzate, sottovalutate, o rifiutate semplicemente perché femmine.
Eppure, ogni volta che una di loro ha potuto esprimere il proprio potenziale, è riuscita a scolpire il suo nome nella storia, nel bene o nel male.

Her Majesty è un piccolo volumetto di sole 32 pagine, che racconta di 13 sovrane, alcune oramai famosissime, come Elisabetta I o Isabella di Castiglia, altre più sconosciute, come l'imperatrice Irene o Lakshmibai.
Ad ognuna di queste donne sono dedicate due pagine, decorate con splendide illustrazioni delle sovrane, cartine geografiche, stemmi e corone.
Per ognuna di esse sono indicati i dati essenziali (date di nascita e morte, consorti, figli, paese d'appartenenza), e le imprese e conquiste più importanti, non nascondendo crudeltà e scelte poco sagge.


Il tutto, con un linguaggio ed uno stile semplice adatto ai lettori più piccoli, ma dal contenuto tale da interessare anche gli adulti.
Ho apprezzato il fatto che sul retro l'autrice inviti i lettori a fare ulteriori ricerche sulle sovrane che hanno maggiormente destato la curiosità, inviti a scoprirne altre - come Maria Antonietta, "regina" della cover ma non presente all'interno - e lasci dei link da consultare.

--

Sovrane descritte nel testo:
- Hapshepsut
- Boudica
- Zenobia
- Wu Zeitan
- Irene
- Matilda
- Isabella di Castiglia
- Elisabetta I
- Caterina II di Russia
- Luisa del Mecklenburg
- Lakshmibai
- Vittoria
- Alexandra di Russia

--

La copertina: bella. E' costituita da un'illustrazione ad acquerello di una Maria Antonietta molto semplice, riconoscibile dalla caratteristica pettinatura e l'abito vaporoso. Il tutto su uno sfondo dai delicati colori pastello.

---

Descrizione: This illustrated guide to famous (and infamous) queens tells us that power isn't everything. Each of the extraordinary women featured in this book have impacted world history. Featuring the bold and beautiful style of Lisa Graves' Women in History series, this book is sure to become a classroom, library and household favorite for parents and educators who want to show that being a princess or a queen means much more than fancy dresses and fairy tale endings.

---

Giudizio personale: 5/5

domenica 28 ottobre 2012

La vita della Marchesa di Pompadour

Autore: Francesco Carron
Sottotitolo: La favorita di Luigi XV che segnò un secolo

---

La vita della Marchesa di Pompadour narra la storia della maitresse-en-titre - cioè amante ufficiale- del sovrano di Francia Luigi XV.
Supportato da documenti e testimonianze storiche, l'autore ci offre un dettagliato ma scorrevolissimo ritratto della Marchesa, al secolo Jeanne Antoinette Poisson, evidenziando l'unicità e la particolarità, nonché l'importanza, della sua figura.
Pur cresciuta con l'intento di vederla un giorno accompagnare il re, la donna si rivelò, infatti, molto diversa dalle altre dame di corte: generosa, mai malvagia o avida, illuminata e gentile, ebbe grandi meriti, tra cui quello di dare impulso al teatro. Fondò la famosissima fabbrica di porcellane di Sevres e la scuola militare per ragazzi poco abbienti -da cui sarebbe uscito anche Napoleone Bonaparte-; appoggiò inoltre la causa di Maria Teresa d'Asburgo nella guerra di successione austriaca.
A causa della sua origine borghese e del suo ruolo, nonché delle sue idee, dovette fronteggiare molti nemici e spesso la sua vita fu tutt'altro che piacevole.
Benché frigida - caratteristica piuttosto insolita per una maitresse - riuscì a restare l'amante ufficiale del re fino alla morte, a causa dell'amicizia profonda che il sovrano nutriva per lei e della quale, pare, non potesse fare a meno.
Ed è molto interessante osservare come le azioni e l'influenza di una sola donna, abbiano costituito la trama di quei fili che hanno mosso i destini di intere popolazioni.
In sostanza, un libro ben scritto, piacevole, corredato alla fine dal testamento della marchesa e dal suo libro dei conti.

---

Giudizio personale: 4/5

---

La Marchesa ritratta da Boucher

Qui innumerevoli ritratti di Madame de Pompadour

Luigi XV

Maria Leszczynska, moglie di Luigi XV


giovedì 18 agosto 2011

Lucrezia Borgia

Autrice: Maria Bellonci

---

Messo da parte lo stereotipo di donna crudele, tentatrice, corrotta e perversa -tanto da essere stata per secoli accusata di essere figlia, moglie e nuora del Papa-, Maria Bellonci -autrice del bellissimo Rinascimento privato- basandosi solo su documenti autentici, ci dipinge un ritratto il più fedele possibile di quella che dovette essere sul serio Lucrezia Borgia.
Unica figlia femmina di Papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, fu a quanto pare amatissima dal genitore e dai fratelli, che non per questo evitarono di usarla come pedina di vetro sullo scacchiere politico, o, più spesso, come vittima sacrificale al fine di raggiungere i propri scopi.
Dal libro emerge così la figura di una ragazzina e poi di una donna estremamente legata alla famiglia, orgogliosa di farne parte, eppure contemporaneamente come persa in un mondo troppo grande, troppo lussuoso, troppo pericoloso.
Pericoloso, sì, perchè i Borgia non esitavano a compiere assassinii -e ad assassinarsi tra loro- pur di ottenere ciò che volevano.
E' così che una Lucrezia ancora giovane ma già sposata due volte, chiede -spera- di essere data in moglie a Ferrara, anche se questo significa lasciare Roma, due bambini amatissimi e il sogno di andare in quella Spagna da sempre dipinta come meravigliosa patria da Papa Borgia.
E' la voglia di allontanarsi dai giochi di potere, dall'immoralità, dall'egoismo, da quella famiglia adorata che non ha esitato a toglierle quello che è stato ipotizzato essere il suo primo vero amore, il secondo marito Alfonso di Bisceglie.
Perchè Lucrezia non riesce a disprezzarli, o almeno non per molto, e neanche ad allontanarsene, anche se ciò significa essere usata e calpestata.
Maria Bellonci ci racconta tutto ciò in poco meno di 600 pagine, senza inventare nulla -ponendosi qualche domanda, a volte, su quello che Lucrezia avrebbe potuto provare- ma, come già detto, affidandosi esclusivamente a documenti, per lo più lettere e registri.
Ricostruisce così minuziosamente gli ambienti, le feste, le cerimonie, ci elenca le pietre preziose possedute dalla duchessa (ultimo titolo di Lucrezia), il modo in cui venivano usati per farne gioielli, i tessuti utilizzati, i colori, le pettinature -e a questo proposito fa quasi sorridere ed è estremamente attuale la "rivalità" tra Lucrezia e la cognata Isabella d'Este-, i disegni per gli abiti, la moda di questa o quella corte.
Alla storia principale di Lucrezia se ne intrecciano inoltre mille altre, oltre a quelle degli innumerevoli Borgia -il Papa in primis, e poi Cesare, Giovanni, Jofrè, Angela-, delle dame di compagnia, dei poeti, di Sancha d'Aragona e Caterina Sforza, di figure altrimenti sconosciute, come quella di Dorotea, rapita il giorno del suo matrimonio, o quella di Barbara Torelli.
La lettura non è sempre semplicissima, ma val la pena di lasciarsi conquistare da questo libro, per immergersi nel XVI secolo e cercare di comprendere cosa e come fu la vita di una donna la cui memoria è stata molto spesso maltrattata.

Bellissimo il finale, nel quale l'autrice permette all'immaginazione di impadronirsi del testo:
"La poveretta va stentando" scrivevano i relatori.
Passa il 23; e trascorse il 24 giugno col suo sole allegro e chiaro avviato al giro consueto. Lucrezia si era quietata, pareva stesse ormai senza capire. Eppure, laggiù dove lei giaceva, qualche cosa doveva ancora arrivare a toccarla: era il colore del cielo di Subiaco, e si sentiva in basso rotolare l'Aniene, mentre al riso carnoso di Vannozza seguivano, scoccati, i baci materni dall'odor di vaniglia. Era il rosso della porpora cardinalizia abbagliato e vinto dal bianco trionfale della veste pontificia, e il gran viso di Alessandro VI tutto aperto alla luce d'agosto. Si componevano le volte ora finite e indorate dal pennello del Pinturicchio, tintinnavano vicini i campanelli del duca di Gandia, e s'incrociava, denso e periglioso, lo sguardo di Cesare Borgia.
Roma andava vaporando in una polvere rosea, di sera, mentre la campana del Campidoglio commentava ed esaltava i fasti borgiani. Forse a questo rombo che sembra arrivare da un tempo remotissimo, da un'eternità umana, con una voce che ha tanto di magia quanto di antica incuorante serenità, i terrori finivano di sbandarsi per dar luogo a una stanchezza lunga, filata, vicina alla pace. Era venuto il momento di non aver più paura. Lucrezia guardava in viso suo padre come al momento della loro separazione, quel nevoso mattino d'Epifania. E come allora sospirò appena, quando qualcuno disse che bisognava partire.
---

Giudizio personale: 5/5

---


Presunto ritratto di Lucrezia Borgia

La famiglia Borgia

Papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia

Cesare Borgia

Giovanni Borgia

Jofrè Borgia

Presunto ritratto di Giulia Farnese (ma secondo i documenti la dama aveva capelli corvini)

Vannozza Cattanei

Angela Borgia

Alfonso I d'Este

Ippolito d'Este

Isabella d'Este

Francesco Gonzaga

Caterina Sforza

Carlo VIII re di Francia

Anna di Bretagna, moglie di Carlo VIII

---

Links
- kleio, innumerevoli immagini di Lucrezia Borgia;
- kleio, innumerevoli immagini di Isabella d'Este;
- tanogabo, breve storia di Caterina Sforza ed alcune ricette di bellezza ideate da lei;
- castello di Gradara, breve storia della famiglia Borgia.

---

Aggiornamento 13/04/2013

E' del 2011 la serie tv The Borgias, con Jeremy Irons nei panni di Papa Alessandro e Holliday Grainger in quelli di Lucrezia; Francois Arnaud è invece Cesare, mentre Lotte Verbeek è Giulia Farnese.


Che si tratti di un prodotto Showtime (The Tudors) è palese sin dai primi secondi della sigla:



La prima stagione è composta da nove episodi; prende le mosse dalla morte di Papa Innocenzo VIII -a cui seguirà l'ascesa di Rodrigo Borgia al soglio pontificio - e si conclude con la calata dei francesi nel Regno di Napoli e la nascita dell'Infante Romano.
E' una serie molto ben fatta e alquanto piacevole (alcune inesattezze storiche sono facilmente perdonabili, in quanto prodotto di intrattenimento), anche se mi hanno lasciata perplessa i personaggi del Papa e di Cesare Borgia. Il primo, infatti, sembra quasi perennemente stupito o assente, mentre il secondo non è - almeno non ancora - il mostro sanguinario di cui ci parla la storia. E' un personaggio scaltro, ma a suo modo positivo, e la prima volta che uccide un uomo, lo fa per amore...
Mi è piaciuto molto, invece, il modo in cui è stata resa Lucrezia, presentata come una ragazzina allegra e spensierata che deve poi crescere in fretta a causa del matrimonio con Giovanni Sforza.



Assenti, per il momento - e spero che si continui così - ogni riferimento alla leggenda di Lucrezia quale figlia, nuora, e amante del Papa, anche se alcune scene - soprattutto tra la ragazza e Cesare - sono state palesemente confezionate per essere viste, volendo, con occhio malizioso.


mercoledì 13 luglio 2011

Le sei mogli di Enrico VIII

Autrice: Antonia Fraser
Titolo originale: The six wives of Henry VIII

---

Divorced, Beheaded, Died, Divorced, Beheaded, Survived.

Così vengono indicate le sei mogli di Enrico VIII, o ancora, con gli stereotipi: la Donna Tradita, la Tentatrice, la Donna Buona, la Brutta Sorella, la Ragazza Cattiva, la Figura Materna.
In realtà queste sei donne che si ritrovarono consorti di uno dei sovrani più potenti d'Europa e, con lui, nei vortici della storia, furono molto di più che tradite, buone o cattive.
Ognuna di loro ebbe, come tutti, pregi, difetti, sentimenti, amò, coltivò speranze, affrontò delusioni, patì sofferenze.

Antonia Fraser ci traccia i loro ritratti, quelle che furono le loro vite in quel determinato contesto, senza mostrare preferenze di sorta ed attenendosi a documenti e verità storiche.
Non ci troviamo quindi qui di fronte ad un romanzo, a pensieri che non furono mai pensati o ad azioni che probabilmente non videro mai la luce.
Eppure riusciamo comunque a commuoverci, inorridire, stupirci, di fronte agli avvenimenti che coinvolsero queste donne ognuna a suo modo speciale: Caterina, degna figlia di Isabella d'Aragona, colta, pia, capace di reggere le redini dello stato in mancanza del consorte, ingiustamente abbandonata dopo anni di matrimonio, e la cui tragedia condizionò per sempre la vita della figlia Mary; Anna Bolena, uccisa per colpe che, tutti lo sapevano, non aveva commesso; Jane, la "pienamente amata", che riuscì a riportare la sfortunata Mary a corte e a cui non fu concesso di veder crescere suo figlio (e chissà se l'egoista Enrico si sarebbe stancato anche di lei); Anna di Cleves, che ebbe la forza di adattarsi a vivere in un paese straniero e di sopportare il ripudio; Catherine Howard, una ragazzina proiettata in un mondo forse troppo grande e complicato, per lei; infine Catherine Parr, che fu costretta a rinunciare al suo amore per Thomas Seymour per obbedire al re.

Lontano dall'essere una lettura noiosa o difficile, Le sei mogli di Enrico VIII si rivela davvero molto interessante, capace di portare il lettore nell'Europa a cavallo tra XV e XVI secolo, con tutte le sue complicate, fragili alleanze e le innumerevoli figure di spicco; ci presenta i personaggi a tutto tondo, senza giudicarli, ci fa venir voglia di chiederci spessissimo "e se... ?" e di immaginare scenari inediti con tutto il loro carico di conseguenze.

---

Quarta di copertina: Sei figure femminili d'eccezione, rievocate con talento di scrittrice da Antonia Fraser, al di là della leggenda e della tradizione popolare, alla ricerca di una verità storica molto più interessante e complessa. Caterina d'Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard e Caterina Parr, le sei mogli di Enrico VIII, condivisero ciascuna a suo modo il non invidiabile destino di sposare il re d'Inghilterra e Irlanda - il più bel principe d'Europa quando salì al trono, appena diciottenne, nel 1509, che si rivelò poi una specie di mostruoso Barbablù. Sei storie straordinarie - romantiche, crudeli, drammatiche, a volte farsesche - che danno nuova vita ai caratteri stereotipati della leggenda delle vittime innocenti di un tiranno. Sei donne dai tormentati rapporti reciproci, che diedero prova di intelligenza, coraggio e grande indipendenza di spirito.

---

Giudizio personale: 5/5

---

Le sei mogli



Caterina d'Aragona


Anna Bolena


Jane Seymour


Anna di Cleves


Catherine Howard


Catherine Parr

--

Enrico VIII




--

Altri personaggi:


Mary, figlia di Enrico e Caterina d'Aragona


Henry Fitzroy, figlio illegittimo di Enrico e Bessie Blunt


Elisabetta, figlia di Enrico e Anna Bolena



Edward, figlio di Enrico e Jane Seymour


Arturo Tudor, fratello di Enrico e primo marito di Caterina d'Aragona


Charles Brandon e la moglie Mary, sorella di re Enrico


Il Cardinale Reginald Pole


Chapuis, ambasciatore spagnolo


L'Imperatore Carlo V


Eleonora di Portogallo e Francia, moglie di Carlo V


Mary Boleyn, sorella di Anna


Cristina di Danimarca, Duchessa di Milano, vagheggiata da Enrico VIII come quarta moglie


Thomas Cromwell


Catherine Willoughby, duchessa di Suffolk


Jane Parker Rochford


Giacomo V di Scozia


Margaret Tudor


Thomas Seymour

---

I Tudors è una serie televisiva scritta da Michael Hirst.
E' ben fatta, avvincente, ma è stata oggetto di critiche a causa di alcune inesattezze storiche che di sicuro sono presenti. Non bisogna dimenticare, però, che si tratta di un prodotto di intrattenimento e non di un documentario.
Vi ho comunque ritrovato tantissimi episodi descritti nel libro.

Nell'immagine in basso, i protagonisti principali.
Da sinistra a destra: Natalie Dormer (Anna Bolena); Joss Stone (Anna di Cleves); Joely Richardson (Catherine Parr); Jonathan Rhys Meyers (Enrico VIII); Tamzin Merchant (Catherine Howard); Annabelle Wallis (Jane Seymour); Maria Doyle Kennedy (Caterina d'Aragona).



---

Links

- The Tudor years , sito ricco di informazioni ed immagini, tra cui le foto delle statue di cera di Madam Tussaud e le firme dei reali;

- The Royal forum , ricchissimo di immagini;

- Hot hot History breve storia delle sei mogli;

- Tudor Burial Sites , immagini delle tombe di Enrico VIII e delle mogli;

- Henry VIII , gruppo di Flickr;

- Ann Laurén , varie immagini di Caterina d'Aragona;

- The Tudors on Showtime , informazioni ed immagini sulla serie televisiva.