sabato 4 febbraio 2012

Harry Potter e la camera dei segreti

Autrice: J.K. Rowling
Titolo originale: Harry Potter and the chamber of secrets
Volume: 2 di 7

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Anni fa vidi il film Harry Potter e la camera dei segreti e ne fui estremamente delusa; lo trovai vuoto, inutile, lento, così ho cominciato a leggere il libro pensando che sarebbe stato semplicemente un ponte verso qualcosa di meglio.
E invece, di nuovo, la Rowling è riuscita a stupirmi positivamente: questo secondo volume mi è sembrato più interessante del precedente, ed anche la storia della camera dei segreti è stata più corposa di quella della pietra filosofale.
E poi la scrittrice inglese è una maestra nel descrivere le piccole cose che a qualcun altro sfuggirebbero, e che invece fanno la differenza; a questo proposito ho adorato la prima parte della storia, soprattutto il soggiorno di Harry nella bizzarra ma accogliente casa dei Weasley, ed il piumino [...] spennacchiato che respirava, e che si rivela essere il vecchio gufo di famiglia, mi ha strappato più di un sorriso.
Inoltre la storia annovera uno tra i personaggi più irritanti di cui mi sia mai capitato leggere: l'egocentrissimo professor Allock. Meno presente Silente, portatore però del messaggio più importante della storia: stare dalla parte del bene o del male non è qualcosa a cui si è destinati, ma qualcosa che si sceglie, così come il piccolo Harry ha scelto di essere un Grifondoro e non un Serpeverde.
Molto simpatici ed azzeccati i nomi di cose e personaggi -e la loro traduzione-: così il proprietario di un negozio... sinistro a Notturn Alley si chiama Sinister, una Strillettera è una missiva contenente un aspro rimprovero, Colin Canon è un ragazzino a cui piace fare foto, e un messaggio sulla parete viene cancellato grazie al Solvente Magico di Nonna Acetonella per Ogni Tipo di Sporcizia.
Come nel primo volume, invece, non mi è è piaciuto il comportamento estremizzato -in negativo- dei Dursley, e nemmeno l'avventura con i ragni giganti, che sembrava fuori posto -e poi, se i serpenti parlano il serpentese, perchè i ragni dovrebbero parlare inglese e non "ragnese"? E se fosse così, Harry, ed anche Ron, che con gli aracnidi hanno parlato, sono, senza saperlo, dei piccoli poliglotti delle foreste?-.

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Quarta di copertina: "Non si sa mai!" esclamò Ron guardando il libriccino con apprensione.
"Fra i libri confiscati dal Ministero... mi ha detto papà... ce n'era uno che ti bruciava gli occhi. E quelli che leggevano Sonetti di uno stregone dopo parlavano in versi per tutta la vita. Una vecchia strega che viveva a Bath aveva un libro che non si riusciva mai a smettere di leggere! Eri costretto ad andartene in giro con il naso incollato alle pagine, cercando di fare tutto con una mano sola".

Trama: Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry uno dopo l’altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti.Nel secondo, attesissimo libro delle avventure di Harry Potter, J.K. Rowling supera se stessa, arricchendo il suo universo fantastico di personaggi indimenticabili e di trovate esilaranti. Harry e i suoi amici sfidano oscure magie e terribili mostri, parlano con i gufi e viaggiano in automobili volanti, in un percorso magico dal ritmo incalzante e dalla sequenza infinita. E su tutto emerge il gusto per il romanzo d’avventura, ciclico e perfetto, in cui l’elemento soprannaturale si trasforma in quotidiano, emoziona il lettore e lo conquista al gioco della fantasia.

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Giudizio personale: 5/5

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Il film Harry Potter e la camera dei segreti è arrivato nei cinema nel 2002, per la regia di Chris Columbus, che si era già occupato della pellicola precedente.


Novità nel cast, rimasto sostanzialmente immutato rispetto ad Harry Potter e la pietra filosofale, è Kenneth Branagh, che interpreta il pomposo e vanesio professor Allock.
Sempre bravi i ragazzi protagonisti, soprattutto Rupert Grint con le sue espressioni inimitabili.


Come ho su scritto, ad una prima visione il film mi era sembrato piuttosto vuoto e lento, ma l'ho poi rivalutato, anche se l'ho trovato troppo lungo, e verso la fine mi sono un po' annoiata.
Molto bella la resa della camera dei segreti, di grande impatto visivo.



Il film mi ha fatto riflettere sulla figura di Draco Malfoy. Ho più volte scritto che lo trovo un personaggio stereotipato e irritante, tuttavia nella pellicola mi è sembrato solo un ragazzino, sicuramente troppo viziato, che riceve molte pressioni e poco affetto sia da parte della famiglia che dal Capo della casa dei Serpeverde, di cui fa parte.
Nel primo caso, infatti, durante la partita di Quiddich, il padre sembra più arrabbiato per l'esito del match, piuttosto che preoccupato per la sorte del figlio; durante il duello contro Harry, invece, il professor Piton pare quasi "maltrattarlo" quando ha la peggio contro il compagno.


La trasposizione è, come i romanzi, piena di buoni sentimenti, ed il finale, con il ritorno di Hagrid, può risultare anche commovente.


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