lunedì 19 maggio 2014

Il dominio della regina

Autore: George R.R. Martin
Titolo originale: A feast for crows - Book fourth of a Song of Ice and Fire
Volume: 8 di 12 de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco"

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[attenzione: SPOILER]

Il dominio della regina rappresenta la prima parte di A feast for crows, quarto volume de Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Il titolo, come le altre volte, o forse più, mi lascia alquanto perplessa per la pressoché totale non attinenza con il contenuto: chi sarebbe la regina? Cersei? Margaery? E potremmo in tali casi parlare di "dominio"? Mah!
Ho già brevemente accennato in altri post alla divisione quanto meno discutibile dei romanzi fatta dalla Mondadori, una divisione che va a nuocere soprattutto all'opera: in questo volume, ancor più che negli altri, ho avvertito un senso di incompiutezza derivante dal fatto che il romanzo è incompiuto. Gli eventi non possono raggiungere l'acme, e la storia viene troncata senza che al lettore giunga il messaggio che l'autore voleva inviargli.
Ma passiamo al contenuto: sin dai primissimi capitoli veniamo trasportati in luoghi che, fin d'ora, conoscevamo solo perché menzionati: Vecchia Città, sede di quella Cittadella in cui i Maestri forgiano le loro catene, e Dorne, nell'estremo sud, patria della Vipera Rossa a cui abbiamo, purtroppo, dovuto dire addio nel volume precedente, ed attuale casa della principessa Myrcella.
Mi è piaciuta tantissimo la presentazione delle Serpi delle Sabbie: tutte -almeno le più adulte-, ben tratteggiate, sembrano proprio quel genere di personaggi che possono portare un bel po' di scompiglio nella storia, a tutto vantaggio del lettore. Spero non restino rinchiuse ancora per molto.
Non mi piace invece tutto ciò che ruota intorno alle isole di Ferro, soprattutto Euron Occhio-di-Corvo, che minaccia di mettere prima o poi i bastoni tra le ruote a Daenerys, con il suo corno con cui è possibile controllare i draghi.
Parecchi capitoli sono dedicati a Cersei, che si dimostra sempre più inadatta a giocare al gioco del Trono, persa ormai nel suo folle egotismo e nell'illusione di poter sostituire il padre, mentre si circonda di una piccola corte personale fatta di individui i meno affidabili possibile.
Anche Brienne, che pur apprezzo molto, è protagonista di più di un POV, ma i capitoli a lei dedicati mi sono spesso sembrati un po' fiacchi, mentre ho apprezzato il fatto che l'autore stia avvicinando sempre più lei e Jaime, seppur solo nei rispettivi pensieri, e benché Brienne stessa continui a ripetersi che vorrebbe solo Renly.
Sam, intanto, parte con il maestro Aemon e Gilly verso Vecchia Città. Il maestro mi fa sempre molta tenerezza, mentre mi ha molto sorpreso la scelta di Jon riguardo ai bambini delle due donne brute. Credo che sia stata l'unica volta in cui avrei voluto leggere un POV di Jon Snow per saperne di più (o per insultarlo mentalmente per ciò che ha fatto).
Arya è finalmente a Bravoos, come avevo sperato qualche volume fa, ma devo ammettere che la Casa del Bianco e del Nero mi inquieta un po', e sono contenta che, in fondo, la piccola non abbia rinunciato del tutto a se stessa. Bellissimi i passaggi in cui ricorda la sua famiglia e la sua infanzia a Grande Inverno.
Belli anche i capitoli dedicati a Sansa, altro membro di casa Stark costretto a rinunciare alla propria identità. La cornice di Nido dell'Aquila mi piace, e nessuno batte Ditocorto quando si tratta di manipolare e corrompere per mantenere il potere.
Grandi assenti Tyrion e Varys, che spero davvero tornino presto, mentre ancora non c'è traccia di Theon (il cui destino è stato già anticipato nella terza stagione della serie tv).

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Quarta di copertina: Tutto sembra andare per il meglio. La guerra dei Cinque re ha finalmente raggiunto una conclusione e la Casa Lannister e i suoi alleati apaiono vincitori. Eppure, nei Sette Regni, qualcosa ancora si agita... Mentre corvi in forma umana si raccolgono per un festino di ceneri, nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma. In tutto questo, volti sorprendenti - alcuni noti, altri imprevedibili - emergono dalla sinistra penombra delle lotte e del caos appena conclusi per affrontare le sfide a venire. E' un'epoca in cui i saggi e gli ambiziosi, i traditori e i forti acquisiscono l'abilità, il potere e la magia per sopravvivere ai tempi feroci e terribili che li aspettano. E' un'epoca in cui nobili e comunardi, soldati e stregoni, assassini e profeti, si alleano per mettere in gioco il loro fato... e la loro vita. Al banchetto dei corvi molti sono gli invitati, ma pochi gli eletti.

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Giudizio personale: 4/5  

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Volumi precedenti:

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