domenica 10 marzo 2013

Heat rises

Autore: Richard Castle
Probabili ghost writers: Tom Straw ed Andrew Marlowe
Titolo originale: Heat rises

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Il personaggio telefilmico di Richard Castle scrive Heat rises, terzo volume dei romanzi di Nikki Heat, durante la terza serie dello show, e così come alcuni episodi di questo -gli ultimi, per lo più- concentrano la propria attenzione sul capitano Montgomery, così la storia narrata in questo libro si concentra sul capitano Montrose, anche se evita ogni legame con l'omicidio della madre di Nikki (cosa che invece accade nel telefilm in relazione all'omicidio della madre di Kate).
Il caso su cui si trovano ad indagare la detective Heat e la sua squadra è probabilmente quello che mi è piaciuto di più tra i tre raccontati finora; il personaggio di Ochoa -corrispettivo cartaceo di Esposito- è molto simpatico e le scene tra Nikki e Jameson sono carinissime, come quella dello "strip Proust".
In particolare il personaggio di Rook è molto divertente (ricorda il Castle delle prime stagioni), premuroso e dolcissimo.
I riferimenti alla serie si fanno attendere nella prima parte, ma poi cominciano ad essere innumerevoli nella seconda: ritroviamo, ad esempio, lo stripper tedesco dalla lunga chioma bionda incontrato nella 3x07 o il pub degli scrittori con tanto di sotterraneo segreto come quello acquistato da Castle nella 3x10.
Bella la scena in cui Nikki è braccata da un gruppo di uomini determinati ad ucciderla e carino il passaggio: " Bloccata a est, gli altri tre si sarebbero presto fatti sotto da ovest. La Trasversale le tagliava la strada a sud. Ma sette isolati più a nord, vicino al lago artificiale, c'era il posto di polizia del Distretto di Central Park. Potevano essere poco più di dieci chilometri.
Che altro c'era? Heat immaginò la mappa del parco e le saltò in mente una parola.
Castle ".
Lì per lì sembra quasi naturale che la protagonista in un momento difficile, ad un passo dalla morte, pensi al suo collega, ma usciamo subito dall'universo telefilmico per rientrare in quello cartaceo e renderci conto che si tratta del Belvedere Castle, il castello che dà sul lago artificiale del Central Park.
Mi fa piacere che la parola non sia stata tradotta, l'effetto non sarebbe stato lo stesso.
Per il resto, purtroppo, la traduzione lascia perplessi così come lo stile, con passaggi poco chiari che non so se imputare all'una o all'altro e un continuo ripetere ad inizio frase: "Heat disse: ", "Nikki disse:" che rendono lo stile davvero poco elegante.
Il finale è amaro, richiamando molto da vicino quello della terza stagione della serie tv; tuttavia non si tratta di un vero e proprio cliffhanger, seppur di impatto, visto che riguarda uno dei due personaggi principali.

Altri riferimenti alla serie tv:
- al religioso vittima di omicidio piacevano i romanzi gialli di Cannell, Connelly, Lehane e Patterson, autori apparsi in alcuni episodi di Castle come amici di poker dello scrittore ( e Lehane elogia Richard Castle sulla copertina di Heat Rises);
- Craig, l'infermiere pronto a flirtare che Nikki incontra in ospedale è l'alter ego cartaceo dell'infermiere Greg  apparso nella 3x05;
- l'ornitologo che avverte la polizia per aiutare Nikki braccata al parco sembra richiamare quello dell'episodio 3x08;
- il fatto che Rook dice che passerebbe delle ore in un negozio per spie, soprattutto perché si vede su tutti i monitor, richiama alla mente la scena nella 1x06, quando Castle si definisce "ruggedly handsome";
- le pizzerie "Legendary Luigi's Pizza" e "Luigi's Original" evocano quelle della 3x20;
- il capitano Irons che sostituisce Montrose sembra richiamare il capitano "Iron" Gates della serie, anche se questa compare per la prima volta in Castle solo nella quarta stagione;
- a pagina 255 dell'edizione italiana, salta fuori una signora "Nathan";
- l'agente Phil Podemski pensa che Nikki e Rook lo abbiano incontrato per ottenere dei lavori da spogliarellisti; una cosa simile accade a Ryan ed Esposito nella 3x07;
- Rook si paragona a Malcom Raynolds, personaggio interpretato da Nathan Fillion e protagonista di Firefly, serie citata spesso in Castle;
- il reality "Vendetta in diretta" citato nel romanzo richiama quello della 3x02;
- il secondo nome di Jameson Rook è Alexander, stessa cosa per Richard Castle;
- la "Lavagna del Delitto Sud" sulla quale lavorano Nikki e Rook ricorda quella dell'hotel nella 3x22;
- la protagonista del romanzo di Rook, "Il castello del suo infinito desiderio", si chiama Kate Sackett;
- viene citato il film Quantum of Solace, in cui ha recitato Stana Katic;
- a Nikki piace giocare ad Angry Birds, così come a Kate;
- Nikki chiede a Rook se ha mai pensato di scrivere gialli.

La dedica e i ringraziamenti: 
visti gli eventi accorsi soprattutto nel finale della terza stagione, risulta molto significativa la dedica del romanzo "Al capitano Roy Montgomery, NYPD. Che ha preso posizione e mi ha insegnato tutto quello che occorre sapere sul coraggio e sul carattere".
E' nei ringraziamenti, però, che troviamo una vera e propria fusione tra mondo reale e fiction: lo scrittore telefilmico Richard Castle ringrazia gli amici del Dodicesimo Distretto (scrivendo, della Detective Beckett, che gli ha insegnato "come trovare un senso nelle canzoni", richiamando il famoso scambio di battute della 3x04), la figlia Alexis, la madre Martha, e poi, per nome, tutti gli attori del cast della serie: "siete l'incarnazione di sogni che si avverano incessantemente e instancabilmente". E qui sembra concretizzarsi il fatto che Andrew Marlowe, creatore nonché produttore della serie, sia uno dei ghost writers (viene ringraziata anche la moglie, Terri Edda Miller, "sempre al mio fianco",  colei che ha "salvato" il romanzo dall'intitolarsi Heat, Heat, Heat), insieme a Tom Straw, "che ha messo di nuovo una mano anche in questo".
Non viene dimenticato Stephen Cannell, scomparso nel 2010, che ha lasciato una sedia vuota al tavolo da poker degli scrittori...

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Trama: Lo strano assassinio di un prete avvenuto in un club sadomaso apre la missione più elettrizzante e rischiosa che sia mai capitata a Nikki Heat, che la vedrà alle prese con il più brutale signore della droga di New York, con un arrogante fornitore della CIA e con uno spietato squadrone della morte intenzionato a farla fuori. Ma tutto ciò è solo la punta di un iceberg che riconduce a un'oscura organizzazione ramificata fino ai piani più alti del dipartimento di polizia e che sembra coinvolgere persino il capitano Montrose - da sempre punto di riferimento della detective - che forse nasconde un segreto inconfessabile. Una volta vicina alla verità, Nikki si scoprirà abbandonata da tutti, sospesa dall'incarico di detective e privata della sua fedele pistola. Senza nessuno di cui potersi fidare, si ritroverà braccata da cinque uomini in passamontagna in un Central Park spettrale e sepolto nella neve. E nell'inverno più freddo che New York abbia registrato negli ultimi cento anni, l'unica certezza che le rimane è il solo uomo nella sua vita che non è un poliziotto: il giornalista Jameson Rook. E assieme a lui che tenterà di venire a capo di questa sporca e intricata faccenda.

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Giudizio personale: 4/5


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