mercoledì 13 aprile 2011

Colazione da Tiffany

Autore: Truman Capote
Titolo originale: Breakfast at Tiffany's

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Non avevo mai visto il film, e non sapevo cosa aspettarmi, da questo libro.
Di certo non la storia di una ragazzina divenuta donna in una infanzia cristallizzata, forzatamente ingenua e romantica ( "una montatura", la definisce il personaggio di Berman, ma una montatura alla quale Holly ha finito per credere).
Probabilmente per difendersi dai ricordi di una infanzia che immaginiamo di abusi e da una giovinezza sostanzialmente poco diversa (l'amato fratello Fred è stato il solo uomo a permetterle "semplicemente di dormire"), Lulamae/Holiday/Holly crea e vive in un mondo tutto particolare, fatto di begli abiti, disordine, grandi alberi di Natale a giugno, dove un capo della mafia è un simpatico vecchietto ed ogni giorno è festa.
In realtà la ragazza è alla continua ricerca di un proprio posto, un luogo dove potrà finalmente possedere qualcosa di suo, sentirsi a casa, sentirsi amata.
Holly è brillante, solare, ma anche molto triste e sola, pare non voler appartenere a nessuno, eppure cerca un uomo che la faccia sentire al sicuro, e che forse, finalmente, potrà farla entrare in quel negozio di cui guarda solo le vetrine, facendo colazione, quelle mattine in cui la depressione non permette che la si ignori.
Intensa una delle scene finali, con Holly che corre per ritrovare il suo gatto, l'unico affetto -dopo quello del fratello- che le fosse mai davvero appartenuto...

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Giudizio personale: 3/5

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Qui alcune citazioni dal romanzo

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Colazione da Tiffany è il famosissimo film del 1961 tratto dall'omonimo romanzo di Truman Capote, con Audrey Hepburn nel ruolo di Holly.


Ammetto che la pellicola non mi ha fatto impazzire, anche se mi è piaciuta più del romanzo. La storia, infatti, presenta qualche variazione rispetto all'originale, soprattutto per quanto riguarda il finale, lieto nella trasposizione cinematografica.
Audrey Hepburn è perfetta nel vestire i panni di Holly, per aspetto e interpretazione - pare che invece Truman Capote le avrebbe preferito volentieri Marilyn Monroe - , mentre il protagonista maschile, George Peppard, a mio parere non lascia il segno.


La storia, figlia del suo tempo, non è di sicuro definibile attuale, ma, come nel romanzo, la ricerca della propria identità e di un posto nel mondo, impersonati da Holly, è un tema che non conosce tramonto.
Molto bella la colonna sonora e la canzone Moon River, entrambe composte da Henry Mancini (testo di Johnny Mercer), ed entrambe vincitrici di un premio Oscar.

La scena finale del film: 


La canzone Moon River e di seguito il testo:

Moon River, wider than a mile,
I'm crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you're going I'm going your way.
Two drifters off to see the world.
There's such a lot of world to see.
We're after the same rainbow's end
waiting 'round the bend,
my huckleberry friend,
Moon River and me.


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