giovedì 7 aprile 2011

Marina


Autore: Carlos Ruiz Zafon
Titolo originale: Marina

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Cosa dire di questo libro...
mi ha lasciato perplessa e delusa.
Più delusa che perplessa, probabilmente.
Marina manca della magia che contraddistingue i primi capitoli de L'ombra del vento, ma questo non è necessariamente un demerito. Benchè si capisca quasi subito chi si nasconde dietro il velo della dama misteriosa, dal dodicesimo capitolo la storia comincia a diventare interessante -bisogna avere un pò di pazienza...-.
Ma quando si ha l'impressione che il romanzo abbia finalmente ingranato, ecco che si trasforma in una sequela di avvenimenti fantascientifici-vampiresco-assurdi, che deludono molto.
Si salva il finale, triste ma probabilmente necessario per rialzare i toni.

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Retrocopertina: Barcellona, fine degli anni Settanta. Oscar Drai è un giovane studente che trascorre i faticosi anni della sua adolescenza in un cupo collegio. Di tanto in tanto ama allontanarsi dalle soffocanti mura del convitto per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, su un tavolo, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone; accanto, un vecchio orologio da taschino dal quadrante scheggiato. Oscar, senza sapersi spiegare il perchè, sottrae l'oggetto e scappa. Qualche giorno dopo torna per restituire il maltolto e incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore German. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più gotica e sempre più amata, che lo spingeranno verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza.

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Giudizio personale: 3/5

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Qui le citazioni dal romanzo.



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