giovedì 7 luglio 2011

La principessa di Sumiyoshi

Autore: Anonimo
Titolo originale: Sumiyoshi monogatari

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[attenzione: SPOILER]

Il Giappone è sempre stato un paese con usi e costumi peculiari, ancora oggi spesso molto lontano dal nostro stile di vita.
Una storia giapponese, quindi, ambientata per di più nell'epoca Heian (794-1185), ci catapulta in un mondo sconosciuto, per certi versi affascinante, in cui i personaggi comunicano in versi, esprimendo i propri sentimenti e desideri sotto forma di metafore e similitudini riguardanti la meravigliosa natura nipponica e le stagioni:

Anche con il passar del tempo,
sempre ardente
come le viscere del monte Fuji
che continua a emanare il suo fumo
sarà la passione nel mio cuore per voi.
O ancora:
Effimera più della rugiada
che si posa su una campanula,
evanescente come i vapori
che si levano dalla terra
è la mia esistenza.

La storia è molto semplice e comune: una ragazza molto bella, di cui è gelosa la matrigna, si innamora, ricambiata, di un uomo. Ma la matrigna riesce a fare in modo che lui sposi una delle sue figlie, e progetta un futuro degradante per la protagonista.
Questa è così costretta a fuggire, ma viene ritrovata dall'uomo anche grazie ad un intervento divino, ed i due sono liberi di vivere il loro amore.
Ne La principessa di Sumiyoshi è quindi presente il tema della figliastra maltrattata, un problema molto comune nella società dell'epoca, nella quale un uomo aveva più mogli in rivalità tra loro, e che probabilmente giustifica il successo che l'opera ebbe tra i lettori del tempo.
A questo tema segue quello della fuga, una sorta di "purificazione" utile perchè la protagonista si trasformi da fanciulla in donna, ed infine il matrimonio, lieto fine per gli innamorati e punizione per la matrigna.
Lo stile della storia è semplice, la trama è essenziale, mancano le lunghe descrizioni, le rievocazioni, i personaggi sono senza spessore e si muovono secondo modelli prestabiliti. Ciò, insieme all'uso di espressioni di cui l'uditorio conosceva bene il significato, fa pensare che l'opera sia anonima perchè in principio veniva trasmessa oralmente, e solo in seguito ne fu ricavato un testo scritto.

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Quarta di copertina: La crudeltà di una matrigna che maltratta la figliastra e ostacola la sua storia d'amore con il Tenente, facendolo sposare con l'inganno a una delle sue figlie, e dopo molte peripezie il lieto fine con la giusta punizione: questa la storia di Himegimi, principessa di Sumiyoshi, costellata di imprevisti, lacrime copiosamente versate, missive romantiche, versi che scandiscono il passare del tempo mentre ritraggono lo stato d'animo dei protagonisti. Una Cenerentola ante litteram commovente, talvolta ironica, qui in prima traduzione italiana, che ci offre uno spaccato della vita degli aristocratici di corte del Giappone intorno al X secolo.

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Giudizio personale: 3/5

2 commenti:

Loren Dushku ha detto...

Mi piace questa recensione, sei riuscita a descrivere perfettamente l'opera nel suo contesto storico! Baci!

Carmen ha detto...

@Loren: Grazie! :)