lunedì 6 aprile 2015

Sotto un sole nero

Autore: Ivano Mingotti

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[attenzione: SPOILER]

Sotto un sole nero è un romanzo distopico in cui l'autore immagina che il mondo sia rigidamente e crudelmente controllato dall'Ordine, al cui vertice troviamo il Ductor.
Il cielo, e con esso il sole, sono stati oscurati da una sorta di cupola, così come appaiono ormai senza alcuna luce i giorni dei cittadini costretti a piegarsi alle rigide regole della dittatura, alle sue parate, agli abusi degli uomini del suo esercito, a cui nessuno sembra potersi mai ribellare. Da cui nessuno viene protetto.
Ciò che in primis colpisce di questo romanzo è sicuramente lo stile: a metà tra prosa e poesia, inizialmente mi è piaciuto molto e mi ha affascinato, ma poi l'ho trovato troppo ripetitivo e ridondante. Benché spesso riesca a creare il ritmo adatto agli avvenimenti- incalzante, frustrante, doloroso -, per lo più lo spezza, rendendo la lettura meno piacevole di quella che avrebbe potuto essere, e non permettendomi di immergermi appieno nella storia. Soprattutto nella parte iniziale e in quella finale del libro vi sono davvero molte ripetizioni, che rendono un po' esasperante andare avanti con la lettura, soprattutto per gli episodi più lunghi, come quello della madre dei tre ragazzi o quello dell'alieno.
Per quanto riguarda la storia vera e propria, benché la descrizione del libro parli di "un presente alternativo", ho apprezzato il fatto che l'autore non abbia dato alcun indizio sul tempo della storia, che infatti potrebbe avere luogo nel passato, nel presente, o nel futuro.
Alcuni episodi mi sono piaciuti molto, come il primo, ed altri sono stati molto toccanti. Se infatti dovessi valutare questo romanzo solo in base ai sentimenti che ha saputo suscitare in me - rabbia, tristezza, senso d'ingiustizia -, gli darei il massimo. In particolare, gli episodi di violenza sulle donne mi hanno turbato molto.
L'arrivo finale degli alieni è stato una sorpresa, forse a significare che in una situazione del genere, ormai, l'uomo ha perso qualsiasi capacità di salvare se stesso e i suoi simili. Ma questi liberatori extraterrestri porteranno davvero davvero la pace e la giustizia, o si riveleranno solo degli oppressori dall'aspetto fisico diverso?
Significativa anche la fine del Ductor - che incontriamo solo nella sua ora più buia -: una morte somministrata da qualcuno a cui non interessa né l'ordine pubblico, la libertà o la giustizia, ma solo il piacere di togliere la vita ad un'altra persona.

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Trama: In un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell'intera popolazione umana. I "cittadini" vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor "protegge" il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell'alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade "Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici". Ma un'ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato.

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Giudizio personale: 3/5

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