sabato 7 settembre 2013

Frozen Heat

Autore: Richard Castle
Probabili ghost writers: Andrew Marlowe e Tom Straw
Titolo originale: Frozen Heat

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Frozen Heat è il quarto volume della serie di Nikki Heat, "scritta" dal personaggio di finzione Castle, protagonista dell'omonimo dramedy della ABC.
Il romanzo mi è piaciuto, in particolare sono stata davvero molto sorpresa da quanto questa volta sia stato scritto bene, tanto che sono quasi del tutto certa che il ghost writer sia cambiato - e probabilmente il "buffet da tre dollari" menzionato da Marlowe nei ringraziamenti si riferisce proprio a questo -. Alcuni periodi sono ancora confusi, ma lo stile è gradevole e certamente migliorato.
La storia si focalizza sull'assassinio della madre di Nikki, tematica non più affrontata dopo il primo volume, e devo dire che il plot mi è piaciuto anche più di quello scelto per la serie tv, fino alla rivelazione di ciò di cui si occupava davvero la signora Heat. La cosa non mi ha fatto impazzire, ma è molto à la Castle, e rende plausibile che l'abbia "scritta" lui.
Il personaggio di Nikki è, se possibile, ancora più simile a Kate di quanto non lo fosse nei volumi precedenti, e mi è piaciuto molto che Rook affronti la questione dei "muri" dietro cui lei si trincera lasciandolo fuori.
Il giornalista è sempre simpatico - questo è stato probabilmente il romanzo più divertente dei quattro -, romantico e molto dolce.
Il passaggio in cui Nikki quasi lo tramortisce con il tappeto sa di già visto, ma in compenso tutte le scene che vedono insieme i due protagonisti sono gradevolissime, e sempre più vicine a quello che sarà il rapporto tra i corrispettivi personaggi telefilmici di Kate e Rick nella V stagione di Castle (Frozen Heat viene scritto durante la IV). Molto bella in particolare la scena sul divano, quando " sarebbe stato il momento giusto per pronunciare (le parole d'amore). Ma nessuno dei due sapeva se quel pensiero fosse passato per la mente dell'altro in quel momento tenero e vulnerabile. L'ora di esprimerle giunse e poi passò, risparmiata per un altro giorno, se mai " (d'altronde, gli avvenimenti di Still, il Castle scrittore di Frozen Heat non li ha ancora "vissuti").
Mi ha fatto piacere che non si sia indugiato nei facili malintesi che avrebbero potuto "diluire" la storia, allontanando una volta di più la coppia ("tentazione" sempre dietro l'angolo in una serie del genere), come il ritrovamento del cadavere in costume adamitico nell'appartamento di Nikki.
Il finale questa volta è un vero cliffhanger, o meglio, un "to be continued", che mi ha fatto voltare pagina meravigliandomi che fosse bianca, ed ha scongiurato nei fan il "timore" che questo capitolo fosse l'ultimo.

Riferimenti alla serie tv:
- Rook torna al Distretto dopo aver rischiato la vita accompagnato da uno scroscio di applausi, come Kate nella 4x01;
- Nikki e Rook rintracciano ed incontrano il detective che si era occupato dell'omicidio della madre di Heat, come Kate e Rick fanno nel bel "Knockdown" (3x13) ;
- vengono ancora citate alcune pizzerie (la "Original Ray's", la "Rinomato Original Ray's" e la "Giuro su Dio, gente, questo è veramente l'autentico Ray's") che richiamano quelle della 3x20;
- Rook chiede un giubbotto antiproiettile con la scritta SCRITTORE (come quello che ha "realmente" Castle);
- Rook cerca un soprannome per la coppia formata da se stesso e Nikki come fa Castle con Kate nella 5x04 (giungendo al notissimo nick "Caskett");
- nel romanzo compare l'opera d'arte "Pugno del Capitalismo" comparsa nella 4x05;
- come la sua altre ego televisiva, Nikki conosce molto bene il baseball;
- il padre di Nikki è chiaramente un alcolizzato, come in passato il padre di Kate;
- la scena in cui Nikki al Distretto si volta a guardare la sedia vuota di Rook è simile ad alcune della serie aventi come protagoniste Kate e la sedia di Castle;
- il capitano Irons solleva Nikki dal caso di sua madre così come il capitano Montgomery solleva Kate da quello di Johanna Beckett nella 3x13;
- Nikki vede uno psicanalista come Kate nella IV e V stagione della serie tv;
- Rook chiede a Nikki il numero degli uomini con cui ha avuto delle relazioni (senza ottenere risposta), chiaro riferimento alla 4x11;
- Tyler Winn, almeno in principio, ricorda molto il personaggio di Mr Smith;
- al ristorantino in cui cenano Nikki e Rook, una giovane cantante intona I can't give you anything but love, la stessa canzone che ascoltiamo in "The blue butterfly" (4x14);
- per un breve lasso di tempo, Nikki e Rook si trovano ammanettati come nel divertente bottle episode "Cuffed"  (4x10), chiusi nel bagagliaio di un'auto, come accade nella 4x15;
- ritorna la lavagna del Delitto Sud, già comparsa in Heat Rises, che richiama quella in albergo della 3x22;
- anche Rook "ha letto" di un telefono erotico, come Castle nella 3x22 ;
- Nikki si ritrova a dover interrogare un diplomatico, come Kate nella 2x11;
- Nikki e Rymer trovano un'"Unità di Terapia intensiva" improvvisata in una camera d'albergo, come quella nella 4x03;
-  Nikki spedisce Rook in auto durante un'azione di polizia, come Kate molte volte fa con Castle, soprattutto all'inizio dello show;
- il numero di una vettura che Rook e Nikki seguono è composto dalle iniziali di Kate e dal suo numero di badge: KB41319;
- Nikki dice al proprio psicanalista di non voler deludere la madre, proprio ciò che Kate confida al suo;
- nei Ringraziamenti, si fa riferimento alla 4x10 nel menzionare la detective Beckett, e alla 4x08 quando si parla di Esposito e Ryan.

La dedica e i ringraziamenti:
la dedica di questo quarto volume recita: " A tutte le persone incredibili, esasperanti, intriganti e snervanti che ci ispirano a fare grandi cose", utilizzando gli stessi aggettivi che Castle attribuisce a Kate nella sua dichiarazione d'amore nella 4x23 (I think you are the most... remarkable... maddening... challenging... frustrating person I have ever met. And I love you...).
Riguardo ai Ringraziamenti, anche qui sembra palese un cambio "di penna", soprattutto nel racconto iniziale sul convegno di giallisti e nei ringraziamenti a Teri Edda Miller, moglie di Andrew Marlowe ( "... non devo mai domandarmi chi c'è accanto a me..." ). Come negli altri volumi, il mondo delle finzione e della realtà si incontrano, con un "Castle" che ringrazia Kate ( "Tutto comincia e finisce con la detective Kate Beckett" ) e gli altri del Distretto, e poi Stana e gli altri attori ("portano vita, verità e cuore, giorno e notte" ).
Vengono ricordati i "veri" scrittori di gialli, Connelly, Lehane, Patterson e il defunto Cannell, e c'è un piccolo accenno a "Tom" (immagino Straw).
Molto bello il finale, in cui "Castle" scrive: " E ho il sospetto che [Andrew] ci tenga. Alla missione. A fare bene. E moltissimo, ai fan. "

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Trama: Nikki Heat, la detective della squadra Omicidi del Dipartimento di Polizia di New York, piomba su un caso più grande di quello che l'ennesima scena del delitto sembra suggerire. Il corpo irriconoscibile di una donna accoltellata viene ritrovato dentro una valigia in un camion frigo. Una morte di per sé già abbastanza spaventosa, malo shock aumenta quando scopre che il fatto si lega sorprendentemente all'omocidio irrisolto di sua madre. Questa vittima sconosciuta trascina Nikki in un'inchiesta pericolosa ed emotivamente dura, riportando alla luce quel dramma che la assilla da quando aveva diciannove anni. Affiancata ancora una volta dal romantico e brillante giornalista Jameson Rook, Heat lavora per risolvere il caso del corpo nella valigia e, allo stesso tempo, è costretta a confrontarsi con una parte inesplorata del passato della madre. Affrontando le ripetute minacce che la identificano come la prossima vittima, le ricerche di Heat sveleranno dolorose verità familiari, rivelando un'insospettabile vita nascosta, e la condurranno a riconsiderare il suo passato. L'indagine vedrà Nikki e Rook ai margini di Manhattan e tra le avenues parigine in cerca di un killer spietato. Ma la vera domanda è: ora che l'agghiacciante caso della madre si sta sciogliendo, Nikki sarà in grado di affrontare il demone personale che l'ha tormentata per più di dieci anni?

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Giudizio personale: 5/5

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