martedì 16 settembre 2014

Morto stecchito

Autrice: Charlaine Harris
Titolo originale: Dead as a doornail
Volume: 5 di 13

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Ho scritto più volte, potendo risultare, immagino, ripetitiva e prevedibile, che apprezzo i romanzi del ciclo di Sookie Stackhouse perché sono divertenti e ideali da leggere dopo una giornata faticosa...
Mai questo fu più falso per Morto stecchito, che è invece veramente noioso, soprattutto nella prima parte (ma anche la seconda non è da meno).
Incentrare il romanzo sui licantropi, piuttosto che sui vampiri, avrebbe potuto essere una piacevole novità, invece ciò che ne viene fuori è una storia che, ai difetti tipici del Ciclo, aggiunge anche la completa mancanza di divertimento e una ragguardevole dose di noia.
Il personaggio di Alcide mi era piaciuto molto nei volumi precedenti, mentre in questo viene descritto come un manipolatore retrogrado, dalla mentalità veramente troppo chiusa. Rispetto a lui, anche Bill ed Eric, con le loro idee e convinzioni antidiluviane, sembrano degli uomini moderni!
E poi, è diventato davvero monotono il fatto che più o meno qualsiasi uomo sia attratto da Sookie. So che c'è un motivo -che nei libri non è stato ancora svelato-, ma non se ne può veramente più, così come il fatto che alla bionda protagonista non dispiaccia flirtare con chiunque e di continuo. Riguardo a ciò, ho trovato davvero di pessimo gusto -se non proprio disgustosa- la scena in cui Quinn le lecca la caviglia ferita mentre i mannari combattono a pochi passi.
Non mi è piaciuta nemmeno tutta la violenza connessa al personaggio di Mickey, né il modo in cui è stata risolta la questione del killer dei mutaforma. Veramente poca cosa.
Tuttavia, la Harris si rivela sempre molto brava quando si tratta di descrivere la vita di una piccola cittadina: mi è piaciuto il modo in cui gli abitanti di Bon Temps aiutano Sookie dopo l'incendio, nonché la semplicità con cui è stato descritto l'assicuratore e il suo potere. E' stato carino anche il personaggio del vampiro Charles Twining, almeno fino a qualche pagina dalla conclusione.
Le continue, ripetute spiegazioni su fatti e personaggi che sbucano fuori di tanto in tanto, che mi avevano stufato già nei volumi precedenti, hanno fatto sentire qui ancora di più il loro peso, forse perché non controbilanciati dal solito divertimento.
Una menzione particolare alla scena in cui Andy pensa per un attimo di sparare a Sookie, da cui è spaventato a causa del suo essere una telepate: è apprezzabile il modo in cui la Harris parli della diversità e del modo in cui essa viene accolta e recepita in un modo semplice e leggero, ma che può comunque far riflettere.

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Trama: I problemi per Sookie Stackhouse sembrano non finire mai. Le sue doti telepatiche non sono granché apprezzate e i soli amici che le restano sono vampiri, licantropi e creature magiche di ogni sorta. L'unico membro della sua famiglia non rimarrà umano così a lungo: l'amato fratello Jason infatti, dopo essere stato morso dal geloso mutaforme Felton Norris, si sta trasformando in una pantera mannara. L'ennesimo dramma in casa Stackhouse. Sebbene Jason superi la trasformazione senza troppi problemi a dispetto di ogni previsione, altri guai sono in arrivo: un cacciatore ha preso di mira la popolazione mutante di Bon Temps mettendola seriamente a rischio. Sookie non può non agire. Grazie ai suoi poteri e al suo innegabile fiuto decide di scoprire chi sia questo serial killer e di porre fine agli omicidi, sempre che l'assassino non riesca a trovarla prima.

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Giudizio personale: 1/5

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Volumi precedenti:
- Finché non cala il buio
- Morti viventi a Dallas
- Il club dei morti
- Morto per il mondo

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