lunedì 1 agosto 2016

Non lasciarmi

Autore: Kazuo Ishiguro
Titolo originale: Never let me go
Lingua: italiano
Genere: ucronia
Prima pubblicazione: 2005

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Non lasciarmi è un romanzo molto coraggioso dello scrittore di origini giapponesi Kazuo Ishiguro.
A narrare è Kathy, trentun anni, che racconta della sua infanzia nell'istituto di Hailsham, passata insieme ad altri bambini come lei "speciali", accomunati da un destino di cui, di sicuro, ognuno di loro sarebbe stato ben felice di sbarazzarsi.
L'autore, infatti, immagina che, negli anni '50 del Novecento, l'umanità abbia fatto una scelta terribile, del tutto discutibile sul piano etico e morale.
La storia è ambientata invece negli anni '80, quando oramai, egoisticamente, nessuno sceglierebbe di tornare indietro, e le persone sono irrimediabilmente divise in due gruppi: quelle che hanno il diritto di vivere la propria vita e avere un futuro, e quelle a cui tale diritto viene invece negato.

Non svelerò quale sia questa orribile scelta, il vero fulcro del romanzo che dà il via a tutta la storia, anche se in tantissime recensioni viene tranquillamente rivelato, a danno, secondo me, di chi non si è ancora avvicinato al libro.
Purtroppo ho letto il romanzo sapendo già di cosa si trattasse, e mi sono chiesta quali emozioni avrei provato se invece lo avessi scoperto secondo i tempi dettati dall'autore.
In entrambi i casi, ad ogni modo, Non lasciarmi è una storia capace di evocarne tantissime, di emozioni.

L'autore è molto bravo a descrivere la vita in comune di ragazze e ragazzi in modo piuttosto verosimile, e proprio questa normalità nei protagonisti e nei loro compagni rende ancora più atroci le descrizioni della vita da giovani adulti che invece è stata loro destinata.
Spesso mi sono ritrovata a pensare: "E' devastante".
Eppure uno dei personaggi, Ruth, non desta nemmeno simpatia ed empatia, nel suo manipolare ulteriormente le vite dei suoi compagni Kathy e Tommy. Ma si tratta di un essere umano, e nessuna scelta, nessun bene superiore, dà il diritto a persone che come lei respirano, pensano, sognano, di negarle il diritto fondamentale alla vita.

Non lasciarmi è un romanzo molto profondo, che fa riflettere sul valore dell'esistenza, dell'amicizia, dell'amore, e ci mostra a cosa potrebbero arrivare gli uomini, in un mondo in cui non vorremmo vivere mai.

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Trama: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

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Giudizio personale: 4/5

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E' del 2010 la trasposizione cinematografica di Non lasciarmi, con titolo omonimo, per la regia di Mark Romanek e sceneggiatura di Max Garland.


Carey Mulligan interpreta Kathy, Keira Knightley è Ruth, Andrew Garfield è Tommy, mentre Charlotte Rampling interpreta Miss Emily.

Non mi sono avvicinata con molta fiducia al film, che invece si è rivelato bellissimo, anche migliore del romanzo, a cui è molto aderente.


La scelta degli attori mi è piaciuta molto, ed in particolare c'è stata molta cura per il casting dei bambini: su tutti, Isobel Meikle-Small, che sembra davvero Carey Mulligan da bambina, non solo per il suo aspetto fisico, ma per il modo di muoversi e parlare.


Così come nel romanzo, - e forse anche di più, perché qui i bambini hanno un volto, li vedi sorridere e correre e giocare, e sono bellissimi e vorresti portarteli a casa e salvarli - la storia spezza davvero il cuore.
Da vedere.

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