venerdì 23 marzo 2012

Che pasticcio, Bridget Jones!

Autrice: Helen Fielding
Titolo originale: Bridget Jones: the edge of reason

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Che pasticcio, Bridget Jones! è il seguito del più famoso Diario tenuto da Bridget, una trentenne o giù di lì, single -almeno all'inizio-, in lotta con i chili di troppo e alla ricerca di qualcuno da amare.
Mentre il primo volume era ispirato ad Orgoglio e Pregiudizio, questo secondo si rifà invece a Persuasione, ed i riferimenti al romanzo austeniano sono davvero tantissimi.
Mark Darcy è questa volta il capitano Wentworth; Daniel -che per fortuna appare pochissimo- il cugino Elliot; l'amica Magda una riuscitissima Mary Elliot; i signori Darcy, l'Ammiraglio Croft e signora; Jude e Shazzer, invece, Lady Russel; Rebecca un'odiosa Louisa Musgrove e l'amico di Mark, Giles Benwick, naturalmente... Benwick.
C'è la cena data da Rebecca/Louisa a cui Bridget/Anne non partecipa; c'è Mark/Wentworth che salva Bridget/Anne da ragazzini troppo vivaci; la notizia del matrimonio del figlio da parte dei Darcy/Croft; l'incidente di Rebecca/Louisa; la discussione tra Rebecca/Louisa e Mark/Wentworth ascoltata da Bridget/Anne; la perdita  di Benwick. In particolare mi è piaciuto molto come l'autrice ha attualizzato quest'ultimo personaggio, da quasi-vedovo a divorziato.
Purtroppo una delle scene più belle di Persuasione, quella della lettera del Capitano ad Anne, è stata secondo me utilizzata molto male, togliendole tutto ciò che di bello ed emozionante ha nel romanzo originale.
Per il resto, Che pasticcio, Bridget Jones! mi è sembrato molto sottotono rispetto al Diario; le scene veramente divertenti sono pochissime -probabilmente l'unica davvero degna di questo aggettivo è quella in cui Bridget scende in strada mezza nuda per trovare il cellulare di Tom, e, ad un Mark che le chiede cosa stia facendo, risponde: "Sto aspettando che squilli il bidone"-; la storia della mamma della protagonista e di Wellington sembra una noiosa ripetizione della questione di Julio, e Bridget è forse ancora più immatura che nel volume precedente, superficiale -vedi il ritardo in aeroporto o l'intervista a Colin Firth- e dipendente dai self-help books.
Merita menzione il riferimento alla morte di Lady Diana, molto commovente. In particolare mi è piaciuto cosa scrive Bridget in proposito: " Spero che adesso lo abbia capito. Dopo tutte le vote che si è preoccupata di non essere all'altezza, guardate cosa prova la gente per lei.
In effetti, questa commozione dovrebbe lanciare un messaggio alle donne che si preoccupano del loro aspetto, pensano di fare schifo e pretendono troppo da se stesse...".

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Retrocopertina: Il libro è il proseguimento de "Il diario di Bridget Jones", resoconto spassionato di una single trentenne in carriera. Bridget ritorna, fidanzata niente di meno che con Mark Darcy, l'uomo dei suoi sogni. E' innamorata pazza e soprattutto magra. Che sia la volta buona? Bridget però non fa in tempo a considerarsi appartenente a quella categoria da sempre invidiata delle ex single che si scontra con la dura realtà: anche l'amore con la A maiuscola è pieno di incognite e incomprensioni e la convivenza logora persino le relazioni più romantiche... soprattutto quando scopri che l'uomo dei tuoi sogni non sa neppure riempire la lavastoviglie (o forse non ne ha voglia).


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Giudizio personale: 3/5



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