sabato 10 marzo 2012

Madame Bovary

Autore: Gustave Flaubert
Titolo originale: Madame Bovary

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Emma Rouault è cresciuta in un convento nutrendosi di romanzi ricchi di passioni sfrenate, eventi memorabili, sentimenti estremizzati. E' già insoddisfatta della vita, quando, tornata a casa da un padre contadino, incontra il vedovo Bovary ed accetta di sposarlo.
Ma il matrimonio non si rivela all'altezza delle aspettative: Emma è depressa, disprezza quel marito così diverso da come lo avrebbe voluto, cerca continuamente qualcosa che la faccia sentire viva e che le dia quelle emozioni cui tanto anela.
Tuttavia né la maternità né le infedeltà coniugali riescono a riempirle la vita e a soddisfarla, perché una volta raggiunto l'oggetto del desiderio, Emma ne è delusa: nulla può essere degno del suo ideale di passione, se non l'attesa e l'immaginazione.
Classificare questo particolare personaggio semplicemente come una "poco di buono" è estremamente riduttivo, così come lo è definire Charles Bovary, suo marito, semplicemente un idiota.
L'autore, infatti, ci offre il suo punto di vista riguardo il personaggio maschile, cercando di farci avere di lui la sua stessa idea, mentre lascia cadere, durante tutto il corso della storia, indizi sulla sua vita e sulla sua vera indole, come fossero briciole di pane.
Possiamo così capire che Charles è stato educato da una madre infelice e delusa, che non ha fatto che controllarlo e manovrarlo come una marionetta, anche a costo di umiliarlo e renderlo a sua volta infelice.
Charles ama profondamente la seconda moglie Emma, e sembra convinto che il suo matrimonio rasenti la perfezione; tuttavia secondo me questa è solo una scelta di comodo: Charles vuole essere convinto che tutto vada bene, o il fragile castello di carta nel quale vive gli crollerà addosso e lui si ritroverà più infelice di prima.
Probabilmente dentro di sé sa anche benissimo che la moglie lo tradisce, ed una parte di lui vorrebbe affrontarla, come quando, ad esempio, chiede ad Emma se si reca da una certa insegnante per le lezioni di piano (pretesto grazie al quale la protagonista riesce a vedere uno dei suoi amanti), e quando lei gli risponde di sì, Charles le dice che ha incontrato la donna, le ha parlato, e, afferma secco: "Non ti conosce".
Tuttavia ciò non ha seguito, quando l'immagine della coppia felice sembra allontanarsi, è proprio Charles ad inventare pretesti per giustificare la moglie, ed usa tutta la sua forza di volontà per crederci.
Il finale è triste, ricco di sconfitte e vittime, ed innalza sul podio dei vincitori chi ha saputo nascondersi nella propria, fasulla, visione della realtà e di se stesso: il farmacista Homais, che vale meno della metà di quel che pensa, ma che è riuscito a vendere così bene le proprie convinzioni, da renderle realtà per il resto del mondo.

Segnalo, nella edizione Feltrinelli, l'interessantissima introduzione di Roberto Speziale-Bagliacca, che consiglio di leggere dopo il romanzo.

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Retrocopertina: Tutto in Madame Bovary sembra disporre la scena dove il desiderio ha luogo insieme all'abisso che lo cancella.
Emma Bovary ama come si divora, ama in una tragica voracità che somiglia a quella di un organismo incapace di assimilare, consuma se stessa e l'oggetto del suo desiderio in un tragico processo di alienazione amorosa, aiutata anche dal marito, Charles, che è tutt'altro che un uomo tranquillo e innocuo, ma un masochista morale di altro lignaggio che, con un sadismo perfettamente camuffato, contribuisce in maniera determinante al suicidio della moglie.

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Giudizio personale: 5/5

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Qui le citazioni dal testo


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