venerdì 1 agosto 2014

La ragazza che giocava con il fuoco

Autore: Stieg Larsson
Titolo originale: Flickan som lekte med elden

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La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo capitolo della trilogia Millennium, e mi è piaciuto più del primo, soprattutto perché gli eventi ruotano intorno ad una - se non l'unica - protagonista principale, Lisbeth Salander, accusata di duplice e poi triplice omicidio.
Lo stile mi piace, così come la sensazione di leggere una storia scritta da qualcuno che sa davvero di cosa sta parlando (in questo caso, del traffiking).
Ed è un pregio, secondo me, che l'azione cominci a circa 200 pagine dall'inizio del libro, senza che ciò che la precede annoi o stanchi il lettore, anche se ho trovato a volte eccessivamente ansiogeno il piano dell'avvocato Bjurman di far del male a Lisbeth (ma probabilmente solo perché ho letto il romanzo in un momento sbagliato).
Forse è proprio la parte centrale del romanzo quella che mostra di più il fianco: l'assenza di Lisbeth si sente, e si sente parecchio, ed ho trovato a volte molto noiose le pagine dedicate al distretto di polizia, anche se ho pensato che lo scrittore sia stato davvero bravo a rendere detestabili quei personaggi - uomini - insopportabilmente ignoranti e misogini.
Una cosa che mi ha colpito è il fatto che la rivelazione probabilmente più importante del romanzo, concernente uno dei personaggi - ed in particolare la sua relazione con uno dei protagonisti -, sia stata messa lì quasi con noncuranza, non posta alla fine del capitolo, né tanto meno "urlata", come forse mi sarei aspettata. Mi chiedo se ciò dipenda dalla "provenienza" del romanzo (non ho letto altri scrittori svedesi) o allo stile di Larsson.
Il finale è forse un po' tirato per i capelli, a tratti (penso, ad esempio, all' "impresa" di Mikael Blomkvist contro il gigante biondo), ma il romanzo ha comunque il pregio di tentare di andare dritto alle radici del male e di far riflettere, e questo mi piace sempre. Molto.

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Trama: Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.

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Giudizio personale: 4/5

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Volume I: Uomini che odiano le donne

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